Concetti Chiave
- Il taylorismo, sviluppato all'inizio del 1900, ha ridotto le competenze degli operai a mansioni ripetitive, causando sofferenza lavorativa e personale.
- Il fordismo, evoluzione del taylorismo, ha migliorato le condizioni lavorative offrendo agli operai maggiore potere d'acquisto e opportunità di carriera, incentivandoli a lavorare meglio.
- Negli anni '50, il declino del modello fordista è stato segnato dalla deverticalizzazione, portando a una segmentazione della classe lavoratrice e alla perdita di stabilità lavorativa.
- La trasformazione del lavoro ha portato a una maggiore esternalizzazione dei processi produttivi, creando disuguaglianze e cambiando le dinamiche lavorative.
- Le relazioni tra grandi aziende e realtà decentrate evidenziano la necessità di flessibilità, ma riducono la cooperazione tra i lavoratori a favore di uno spirito competitivo.
Quali sono le origini del taylorismo?
L’organizzazione scientifica del lavoro vede le sue origini all’inizio del 1900 negli stati uniti con Taylor. Nel modello tayloristico appare evidente la ‘’macchinizzazione’’ dell’operaio, le cui competenze sono ridotte a mansioni ripetitive, che portano a sviluppare in lui una forte sofferenza che si ripercuoterà non solo a livello lavorativo, ma anche nella sua vita privata.
Evoluzione con il fordismo
Gli effetti negativi del modello taylorista portarono gli imprenditori seguenti a sviluppare nuove tecniche, come per esempio l’imprenditore americano Ford che notò che operai che lavorano in condizioni migliori producono meglio. Nel suo modello, il fordismo, Ford inserisce agli operai >. Questo porta ad avere un duplice vantaggio: più potere d’acquisto per l’operaio, che è incentivato quindi a lavorare di più e meglio, e la possibilità di comprare i prodotti fatti dall’azienda stessa come automobili, elettrodomestici, ecc. un altro aspetto che caratterizza il fordismo è la stabilità del lavoro>> con possibilità annessa di un avanzamento di carriera all’intero dell’azienda.
Declino del modello fordista
Le trasformazioni introdotte nel campo del lavoro dagli anni ’50 hanno segnato il declino del modello fordista incentrato sulla grande azienda. Gli studi di Touraine mettono in luce il cambiamento dell’organizzazione lavorativa. Si riferisce alla deverticalizzazione>> un processo in base al quale la crescita dell’attività produttiva non si concentra all’interno delle grandi aziende, ma viene collocata all’esterno, attraverso la realizzazione di filiere produttive legate all’indotto delle grandi aziende, ma gestito in maniera autonoma. L’esito di un simile processo è la perdita di stabilità del lavoro perché molti processi produttivi intermedi vengono esternalizzati. Da un punto di vista sociologico le maggiori ripercussioni si trovano nella segmentazione della classe lavoratrice. L’introduzione di contrattazioni decentrate ha favorito il ricorso a trattamenti diseguali.
Problemi delle relazioni aziendali
Un problema ulteriore riguarda le relazioni tra ‘’grandi aziende’’ e ‘’realtà decentrate’’
dato che la qualità migliore di un’azienda moderna è la snellezza un’impresa deve saper ridurre o aumentare la quantità di operai al suo interno, questo provoca un mutamento nei contratti di lavoro che si riflette nell’atteggiamento del lavoratori sollecitati a rispondere in maniera individuale con uno spirito competitivo perdendo quindi gli ideali tradizionali di cooperazione e solidarietà.
Domande da interrogazione
- Quali sono le origini del taylorismo e quali effetti ha avuto sugli operai?
- Come si differenzia il fordismo dal taylorismo?
- Quali sono le conseguenze del declino del modello fordista?
Il taylorismo, sviluppato all'inizio del 1900 da Taylor negli Stati Uniti, ha portato alla "macchinizzazione" dell'operaio, riducendo le sue competenze a mansioni ripetitive, causando sofferenza sia a livello lavorativo che nella vita privata.
A differenza del taylorismo, il fordismo, introdotto da Ford, promuove condizioni di lavoro migliori e stabilità, offrendo agli operai un potere d'acquisto che li incentiva a lavorare di più e meglio, oltre a garantire opportunità di avanzamento di carriera.
Il declino del fordismo, evidenziato da Touraine, è caratterizzato dalla deverticalizzazione e dalla perdita di stabilità lavorativa, con l'esternalizzazione di processi produttivi e una crescente segmentazione della classe lavoratrice, che ha portato a trattamenti diseguali.