Concetti Chiave
- Il foraggio comprende piante erbacee utilizzate per l'alimentazione del bestiame, con una scelta attenta delle specie per massimizzare le capacità nutritive.
- L'erba medica è considerata la migliore pianta da foraggio grazie al suo elevato valore nutritivo, particolarmente utile per le mucche da latte.
- La lupinella e la sulla sono piante da foraggio adatte a climi diversi, ma con contenuti proteici variabili, influenzando la loro idoneità per il bestiame.
- Il processo di essiccazione del foraggio fresco in fieno può comportare una significativa perdita di valore nutrizionale, fino al 50% in caso di pioggia.
- Il foraggio più pregiato, noto come "maggese", viene raccolto nel mese di maggio, massimizzando le sue qualità nutritive.
Importanza del foraggio
Il foraggio è l’insieme di piante erbacee usate per l’alimentazione del bestiame. Non tutte le piante sono adatte alla nutrizione degli animale: occorre scegliere quelle che hanno capacità nutritive più elevate.
Le piante da foraggio più usate sono: l’erba medica, il trifoglio pratense, il trifoglio bianco, la lupinella, la sulla, l’avena, l’orzo e il loglietto italiano.
L’erba medica, per le sue elevata ricchezza di sostanze nutritive è considerata la migliore pianta da foraggio. Utilizzata soprattutto per l’alimentazione delle mucche da latte, nei paesi più caldi e più ricchi di acqua si possono avere ben cinque tagli all’anno.
Il trifoglio pratense è, anch’esso, molto nutriente. Ne esistono ben 700 specie, ma il migliore è il trifoglio rosso.
Il trifoglio bianco vegeta in modo particolarmente rigoglioso dove è possibile un’irrigazione abbondante, per cui è tipico della Pianura Padana. Costituisce un ottimo alimento per il bestiame da latte e per i giovani bovini.
Lupinella e sulla
La lupinella può essere coltivata ovunque, sia nelle zone aride di collina che in quelle umide o ciottolose di pianura. Non è molto ricca proteine per cui è poco adatta all’alimentazione dei vitelli.
La sulla è il foraggio tipico delle regioni caratterizzate da un clima caldo e arido. Per questo motivo, essa viene coltivata di preferenza delle regioni meridionali
L’avena costituisce la biada dei cavalli ma può servire da foraggio anche per i bovini. Ha un buon valore nutritivo
L’orzo, come l’avena, è una graminacea conosciuta fin dall’origine dei tempi ed è coltivata in tutto il mondo. Oltre a servire come foraggio, l’orzo serve per la fabbricazione della birra. Il valore nutrizionale è discreto.
Loglietto italiano e fieno
Il loglietto italiano è una delle migliori erbe da foraggio per il suo alto valore nutritivo. Di preferenza, cresce bene nei terreni alluvionali e resiste bene anche a temperature basse. Infatti sulle Alpi lo troviamo fino a 1600 metri di altezza.
Le erbe da foraggio possono essere consumate fresche oppure dopo essere state fatte essiccare. Le erbe da foraggio fatte essiccare costituiscono il fieno. Affinché esso abbia delle buone capacità nutritive, sono necessarie alcune operazioni:
• scelta del momento adatto alla falciatura, generalmente il momento della fioritura
• uniforme essiccamento di tutta l’erba falciata. L’essiccamento dura da tre a quattro giorni
• il foraggio in via di essiccamento deve essere riparato dalla rugiada notturna
• una volta essiccato, il foraggio deve essere riposto nel fienile. Per evitare che l’aria possa circolare liberamente, è necessario che il fieno sia ben compresso ed aderisca perfettamente alle pareti. Questo perché la presenza dell’aria potrebbe innescare un processo di autocombustione.
Perdita di valore nutrizionale
Durante le operazioni che portano alla trasformazione del foraggio fresco in fieno, si verifica una perdita del valore nutrizionale di circa il 25% che può salire al 50% nel caso in cui durante tali operazioni venga a piovere.
Il foraggio più pregiato è quello raccolto nel mese di maggio e prende il nome di “maggese”
Domande da interrogazione
- Qual è l'importanza del foraggio nell'alimentazione del bestiame?
- Quali sono le piante da foraggio più utilizzate e le loro caratteristiche?
- Come si produce il fieno e quali sono le fasi cruciali del processo?
- Qual è l'impatto della trasformazione del foraggio fresco in fieno sul valore nutrizionale?
Il foraggio è fondamentale per l'alimentazione del bestiame, poiché comprende piante erbacee con elevate capacità nutritive, essenziali per la salute degli animali.
Le piante da foraggio più comuni includono l'erba medica, il trifoglio pratense, il trifoglio bianco, la lupinella, la sulla, l'avena, l'orzo e il loglietto italiano, ognuna con specifiche proprietà nutritive e adattamenti climatici.
Il fieno si produce attraverso la raccolta e l'essiccamento del foraggio, seguendo fasi cruciali come la scelta del momento di falciatura, l'uniforme essiccamento e la corretta conservazione per mantenere il valore nutritivo.
Durante la trasformazione, si verifica una perdita del valore nutrizionale del foraggio, che può arrivare fino al 50% in caso di pioggia, evidenziando l'importanza di condizioni ottimali durante il processo.