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Concetti Chiave

  • Il sindacalismo in Italia è stato riconosciuto nel 1906 con la fondazione della CGDL, necessaria per coordinare gruppi locali e stabilire condizioni contrattuali uniformi.
  • La CGDL si componeva di federazioni nazionali e CDL, con un'organizzazione a due livelli: verticale (di categoria) e orizzontale (pluricategoriale).
  • Lo statuto della CGDL conferiva alla confederazione un controllo centrale, limitando l'autonomia delle strutture decentrate e imponendo una netta supremazia sulle organizzazioni di categoria.
  • Le Commissioni interne, formate da operai delegati, erano create per trattare con i datori di lavoro, senza potere contrattuale ma intervenendo in casi di controversie aziendali.
  • La CGDL si mantenne un'organizzazione esterna ai luoghi di lavoro per evitare conflitti diretti con gli imprenditori durante le vertenze.

Origini del sindacalismo in Italia

In Italia, il sindacalismo fu riconosciuto solo nel 1906, anno in cui fu istituita la CGDL: confederazione generale del lavoro. La fondazione di un ente confederale fu necessaria per coordinare l’azione di gruppi locali e, soprattutto, per definire condizioni contrattuali uniformi.
A sua volta, la confederazione era suddivisa in diversi enti corporativi: le federazioni di mestiere, così chiamate perché suddivise in base alle attività impiegatizie degli aderenti.

La CGDL era costituita da tutte le federazioni nazionali, le cui sezioni aderivano contestualmente alla CGDL e alle CDL; dalle stesse CDL, le cui componenti dovevano a loro volta aderire alla confederazione. Vennero istituiti due livelli di organizzazione:

- livello verticale, cioè di categoria

- livello orizzontale, cioè pluricategoriale.

Lo statuto della CGDl assegnava alla confederazione la direzione del movimento proletario: l’organizzazione del sindacato si basava su un rigido accentramento; la confederazione vantava una netta supremazia sulle organizzazioni di categoria e, soprattutto, sulle CDL. In sostanza, le strutture decentrate risultavano del tutto prive di autonomia.

Ruolo delle Commissioni interne

La confederazione, comunque, restava un’organizzazione esterna ai luoghi di lavoro: per evitare uno scontro aperto con gli imprenditori, la CGDL si limitò a sviluppare le Commissioni interne (CI) formate da operai delegati dai loro colleghi a trattare con il datore di lavoro in caso di vertenze o agitazioni aziendali. Le CI non avevano potere contrattuale, ma potevano intervenire nelle controversie aziendali sull’applicazione delle fonti legali e collettive.

Domande da interrogazione

  1. Qual è stata la principale innovazione del sindacalismo in Italia nel 1906?
  2. Nel 1906, con la creazione della CGDL, il sindacalismo in Italia ha ottenuto un riconoscimento ufficiale, permettendo una coordinazione efficace tra gruppi locali e la definizione di condizioni contrattuali uniformi.

  3. Come era strutturata la CGDL e quali livelli di organizzazione prevedeva?
  4. La CGDL era organizzata in due livelli: un livello verticale, di categoria, e un livello orizzontale, pluricategoriale, con un forte accentramento che garantiva la supremazia della confederazione sulle organizzazioni di categoria e sulle CDL.

  5. Qual era il ruolo delle Commissioni interne nel contesto del sindacalismo italiano?
  6. Le Commissioni interne, formate da operai delegati, avevano il compito di trattare con i datori di lavoro in caso di vertenze, pur non avendo potere contrattuale, ma potevano intervenire nelle controversie aziendali riguardanti l'applicazione delle normative legali e collettive.

Domande e risposte

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