Istruzioni esame
Basta studiare dalle sue slide e stare attenti. L'esame è diviso in 3 step:
- 1o pre-appello: 16 dicembre 2021. Questionario verifica scritta con 30 domande a risposte chiuse, ogni domanda ha quattro possibili risposte.
- Lavoro in coppia sulla scrittura di una sceneggiatura per un cortometraggio di circa 5-6 pagine, la cui versione sarà consegnata il 07 febbraio 2022, in formato Word o Pages.
- 2o esame d’appello a febbraio su solo poche cose con massimo due domande.
Il voto definitivo sarà ottenuto dalla media dei tre voti. Se grazie alla partecipazione, l’impegno e i compiti, ci sarà la possibilità di un aiuto.
L'importanza della storia
Se una storia è ben scritta rimane per sempre, come i grandi capolavori. Imparare la tecnica di scrittura è fondamentale per creare una storia che funzioni nel tempo. Sin da piccoli iniziamo a fagocitare storie, queste hanno un'importanza vitale e ne necessitiamo noi stessi per vivere proprio perché la vita di per sé è un gran casino. Il mondo quindi divora storie, film, romanzi, serie tv, fumetti ecc. molto più della scienza e della religione.
Le arti narrative come fonte di ispirazione
Le arti narrative sono diventate la fonte primaria dell’umanità alla ricerca di un ordine nel caos e di uno sguardo più profondo sulla vita. Riescono a mettere a fuoco qualcosa dentro di noi, ci mostrano qualcosa di nuovo.
La narrazione
Una narrazione non può essere un semplice elenco di fatti accaduti esposti a caso. Il talento e l'istinto da soli non bastano. Il racconto è esposto in maniera letteraria. La narrazione è strutturata, composta da elementi tecnici che gli conferiscono forma, eleganza e stile.
Cos'è una sceneggiatura?
Una sceneggiatura è un manoscritto che si usa per girare un film. È un susseguirsi di azioni (dialoghi compresi). Ha la funzione di realizzazione scenica, ci aiuta a visualizzare la scena, quindi ha senso nella sua realizzazione. "Show, don’t tell" si scrive solo ciò che si può guardare ed ascoltare.
La scrittura del cinema è basata su una serie di principi, non sono regole assolute ma possono essere stravolti se solo padroneggiati. Chi non li conosce di solito commette errori grossolani che renderanno fallimentare la buona riuscita di una sceneggiatura.
La storia e i suoi archetipi
Una storia archetipica è un modello universalmente condivisibile, sono sentimenti che quella scena consegna e che vengono vissuti da tutti nello stesso momento. L'archetipo è quindi un valore/sentimento universalmente condivisibile, fondamenta di qualsiasi situazione narrativa.
Romanzo e sceneggiatura
Similitudini:
- Per scrivere una buona sceneggiatura ci si mette all'incirca lo stesso tempo e difficoltà di scrivere un romanzo.
- La sceneggiatura possiede la stessa densità di mondo (personaggi e storia) di un romanzo.
Differenze:
- La struttura di un film è più limitata, ha degli schemi precisi ed è sintetica.
- Struttura e sintesi richiedono tempo e costanza.
Avvicinandosi alla pratica, tentando di far funzionare la storia, diventa chiaro che il compito è arduo, perché sullo schermo non ci si può nascondere: lo sceneggiatore non può nascondersi dietro le sue parole; la cinepresa è una macchina a raggi-x che svela la falsità.
La sceneggiatura va scritta sempre nel presente. Non conta l’epoca: il tempo in cui vive il personaggio. Lo spettatore di un film è così coinvolto nella storia come se la stesse vivendo in quel preciso momento.
L'importanza del pubblico
Il pubblico è fondamentale perché è il fine della nostra opera. Se una storia è scontata, falsa, lo spettatore se ne accorge. Andranno così usate tutte le armi tecniche e la creatività per essere sempre un passo avanti al pubblico, al fine di saperlo sorprendere.
Bisogna avere rispetto per il pubblico perché lo spettatore che guarda si concede emotivamente al narratore ed è quindi ben disposto a mostrare le sue emozioni, cosa che difficilmente saremmo in grado di mostrare ad altri esseri umani nella vita quotidiana.
La logline
Metodo:
- Il principiante quando ha una buona idea scrive nel dettaglio, simile ad una sceneggiatura (scena per scena). Nella maggior parte dei casi questo metodo è fallimentare perché lo scrittore resterà incagliato nelle sue stesse idee; completata la sceneggiatura sarà difficile apportare modifiche importanti.
Come scrivere un’idea?
Bisogna partire dall’interno cioè iniziare a configurare e mettere per iscritto le prime scintille creative.
- La logline è una frase che racchiude la storia/narrazione in pochissime righe.
- Risponderà alle domande: "chi è il protagonista del film?", "di che cosa parla il film?"
- È la prima bussola per il successivo sviluppo della sceneggiatura.
- Con questa frase risulta facilmente visualizzabile la storia.
- Non si scrivono nomi propri e il finale.
- Va scritto il conflitto principale della storia e se possibile il desiderio.
- Deve dare un’idea di budget, target.
- Se possibile lasci un sapore ironico.
Il personaggio protagonista della logline è quindi il soggetto della frase.
- Contiene due/tre elementi: il protagonista, il conflitto principale, il desiderio del personaggio e/o un'ambientazione della storia.
Es. Un piccolo alieno in visita sulla Terra perde la sua navicella spaziale e diventa amico di alcuni bambini che lo aiutano a fuggire. Un ricco uomo d’affari s’innamora di una prostituta ingaggiata per accompagnarlo durante il weekend.
La logline deve avere:
- Un quadro mentale avvincente: far intravedere l’intero film/il suo potenziale.
- Si deve intravedere il target.
- Si deve capire il budget.
- L’ironia che alleggerisce il carico drammatico dell’idea, se c’è.
Dall'idea alla sceneggiatura
Il processo di scrittura per un lungometraggio cinematografico è diviso in 4 parti principali:
1. Soggetto cinematografico
- Descrizione sintetica dello sviluppo della logline.
- È lungo circa 4 pagine.
- Preferenza al racconto nel tempo presente.
- È l’unico dei 4 step in cui abbiamo la libertà di scriverlo in modo letterario.
2. Scaletta
- Riassunto delle scene di tutto il film narrate in modo sintetico.
- Lungo circa 10-20 pagine.
- Ci permette di visualizzare tutto il film in poche parole.
3. Trattamento
- È l’approfondimento di tutte le azioni di ogni scena all’interno della sceneggiatura.
- Lungo circa 60-90 pagine.
- È un raccordo tra scaletta e sceneggiatura.
- Si indica di cosa parlano i personaggi senza riportare il dialogo.
- È scritto al tempo presente.
4. Sceneggiatura
- È la descrizione di tutto seguendo una tabulazione ben precisa.
- Si differenzia dal trattamento perché scriviamo i dialoghi.
- Il tempo in più è presente.
La struttura
È una severa e ragionata selezione di eventi sistemati (tratti dalle storie esistenziali dei personaggi) in ordine scelto per causare precise emozioni ed esprimere una precisa visione della vita.
Evento
Un evento è un cambiamento di valori che crea nel personaggio un cambio di rotta o di veduta, espresso con dei conflitti ottenuti attraverso dei valori archetipi. I valori archetipi sono qualità universali condivise dall'esperienza umana, possono variare dal positivo al negativo. Più una storia alterna valori positivi e negativi, quindi prima succede qualcosa di positivo e poi qualcosa di negativo, più la storia funzionerà.
Conflitti
I conflitti possono essere con: se stessi, società, forze della natura, ecc.
Conflitti interni
- (con se stessi): malattie/disagi mentali, malattie fisiche.
Conflitti esterni
- (nella società o nella natura).
Lo scheletro di una struttura
Beat formano una sequenza, un insieme di scene forma una sequenza, un numero di sequenze forma un atto, e 3 atti formano la nostra struttura narrativa.
Scena
La scena è una situazione narrativa in cui avviene un evento. Si svolge in una condizione spazio-temporale più o meno invariata. Una scena ben scritta inizia con un personaggio che esprime un valore e si conclude poi con il suo valore opposto (da positivo a negativo o il contrario), attraverso un conflitto mostrato sempre per azioni. Un film è formato da 40-60 scene.
Beat
Ogni scena è costituita da dei beat. Sono azioni/frasi/suoni/gesti che provocano un piccolo cambiamento ovvero reazioni. La somma di questi beat porta il personaggio ad un cambiamento importante che a sua volta, muta il valore della scena.
Sequenze
Le sequenze sono una serie di scene (3-5 scene) che raccontano un capitolo della storia. Ogni scena modifica i valori di un personaggio, inizia con un valore e finisce con un valore opposto, l’ultima sequenza culminerà con un input maggiore di quello di qualsiasi scena precedente.
Atto
Una serie di sequenze (circa 4-5) forma un atto. Parte con un valore potente e si chiude con un valore opposto. I valori sono più forti di quelli delle sequenze. Una storia si divide solitamente in 3 atti, il terzo atto ha come momento culminante il climax: un crescendo narrativo conseguente ad un cambiamento assoluto ed irreversibile per il personaggio.
I tipi di trama
Ci sono 3 tipi di trame:
1. Trama classica
- Un protagonista attivo: persegue i suoi desideri attraverso azioni atte a raggiungerli, nonostante qualcuno o qualcosa glielo impedisca.
- Conflitto esterno predominante: forze della natura, persone della società o esseri extra-terreni sono la causa dei guai del protagonista.
- Finale chiuso: tutte le domande poste dalla storia trovano risposta.
- Tempo lineare: la storia è raccontata con una continuità temporale, ha un inizio, un proseguimento e una fine in maniera comprensibile.
- Causalità: tutti gli eventi sono fatti in modo tale che creino degli effetti = causa ed effetto.
- Realtà coerente.
2. Mini trama
- Più protagonisti: sono mini-storie ognuna con un suo protagonista, che raccontate in parallelo compongono il film intero.
- Protagonista passivo: esteriormente inattivo o quasi, persegue un desiderio interiore, in conflitto con alcuni aspetti della propria natura.
- Conflitto interno: il protagonista stesso è la causa dei suoi guai, solo con una crisi personale e un lavoro su se stesso può o meno migliorarsi.
- Finale aperto: risponde a tutte le domande principali che pone la storia, tranne che a 1 o 2 massimo utili per aprire interpretazioni per lo spettatore.
- Tempo lineare: anche se spesso può esserci bisogno di una particolare attenzione dello spettatore per seguire eventuali salti temporali e/o logici repentini.
- Causalità e una realtà coerente: ogni evento che accade provoca effetti comprensibili logicamente.
3. Anti trama
- Coincidenza: azioni immotivate scatenano eventi che non causano ulteriori effetti e quindi non hanno dei fini, e che di conseguenza frammentano la storia in modo poco comprensibile.
- Tempo non lineare: salti temporali presenti ed immotivati.
- Realtà incoerente: episodi della storia le cui ambientazioni saltano senza un motivo da una realtà all’altra creando così nello spettatore un senso di assurdità illogica.
- L’approccio è quello di non farci domande.
Confronto tra trama classica, mini trama e anti trama
| Protagonista | Conflitto | Finale | Tempo | Eventi | Realtà |
|---|---|---|---|---|---|
| Uno solo e attivo | Esterno predominante | Chiuso | Lineare | Con una causa | Coerente |
| Più protagonisti e passivi | Interno | Aperto | Lineare | Con una causa | Coerente |
| / | / | / | Non lineare | Sono delle coincidenze | Incoerente |
I personaggi
Il protagonista
In un film il personaggio protagonista ha due facce:
Caratterizzazione
La caratterizzazione è l’insieme delle caratteristiche visibili o ascoltabili di un personaggio (es. età, sesso, modo di parlare e gesticolare, gusto nel vestire, grado di istruzione). Una buona sceneggiatura introduce sempre la storia con la caratterizzazione del protagonista, ancora prima delle scene di una storia. La caratterizzazione non è il vero personaggio.
Rivelazione del vero personaggio
La rivelazione del vero personaggio si rivela alla fine di un film, più la rivelazione è opposta alla caratterizzazione iniziale e più il personaggio sarà sconvolgente (es. Truman in The Truman Show). Il vero personaggio si rivela attraverso le scelte che farà sotto pressione, più c’è pressione più rivela se stesso.
Questa trasformazione, positiva o negativa, viene definita arco del personaggio, se non c’è non è coinvolgente. I personaggi minori possono fare a meno di trasformazioni e caratterizzazioni.
Relazione tra struttura e personaggio
La struttura ha la funzione di fornire pressioni che pongono i personaggi sempre più forti all’interno di dilemmi sempre più difficili, rivelando la loro vera natura (azioni rischiose) fino a raggiungere la parte più inconscia.
Dilemma: il dilemma è un bivio per il quale sono costretto a prendere la via meno peggio.
Climax: il personaggio si rivela sempre nel climax del film, all’interno del terzo atto.
Caratteristiche personaggi
- Non sono come gli esseri umani perché l’essere umano è difficile da capire in fondo, al contrario il personaggio invece lo impariamo a conoscere in circa 2 ore di film.
- Il personaggio diventa vivo quando comprendiamo qual è il suo desiderio, esso può essere già presente nell’ordinarietà del personaggio, ovvero all’inizio del film. Il desiderio dietro ha una motivazione ovvero “il perché vuole ciò che vuole”.
- È consigliabile non ridurre i personaggi a casi clinici, vittima di abusi o trauma importanti.
- È una giustificazione molto usata e comune per definire il comportamento di una persona, è un modo per sminuire il personaggio agli spettatori.
- No cliché: meglio rendere convincenti le motivazioni del protagonista lasciando allo stesso tempo un po’ di mistero intorno ai perché, lasciare lo spazio allo spettatore per l’immaginazione. Es. Joker (2019).
- Più è contraddittorio, più lo spettatore ne rimarrà attratto. Es. forte fisicamente ma debole emotivamente, affascinante esteriormente ma povero d’animo ecc.
Il viaggio dell'eroe
Ogni storia è sempre un viaggio. Offre una tipica struttura fatta di:
Ordinarietà
Come vive il protagonista, se è serena o drammatica non fa differenza.
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