Concetti Chiave

  • Dario Fo esplora la nascita del giullare attraverso la storia di un contadino che, dopo aver reso fertile un terreno incolto, subisce violenze da parte del padrone.
  • Il contadino, in preda alla disperazione, incontra Gesù, che gli insegna a utilizzare la parola e i gesti per guadagnare fiducia e ridicolizzare i potenti.
  • Il dono della parola rappresenta un'arma per il contadino, trasformando la sua rabbia in risate e rendendo i potenti più vulnerabili.
  • Dario Fo utilizza il grammelot per creare un linguaggio teatrale che non comunica solo significati, ma suscita emozioni e coinvolgimento nel pubblico.
  • Il giullare è una figura simbolica che rappresenta la rabbia degli oppressi, sfidando l'autorità attraverso l'ironia e la satira.

Indice

  1. La nascita del giullare
  2. Il dono di Gesù
  3. Qual è il potere della parola?
  4. Il teatro di Dario Fo

La nascita del giullare

Nel testo, Dario Fo recupera alcune leggende popolari sulla nascita di un giullare. Prima di fare l'intrattenitore con recitazione, ballo e mimo nelle piazze o nelle corti dei palazzi signorili, il protagonista era un contadino che, con fatica e bravura, aveva reso fertile un terreno incolto e apparentemente di nessuno. Un giorno, però, si era presentato il padrone per rivendicare quella terra diventata fertile. Al rifiuto del contadino, il padrone risponde con la brutalità della violenza, confiscando il raccolto e violentando la moglie del contadino.

Il dono di Gesù

La donna, non potendo sopportare la vergogna, fugge, i figli muoiono di fame e il contadino per la disperazione decide di impiccarsi. Proprio quando è sul punto di farlo, viene fermato da una voce che gli chiede da bere e da mangiare. Cedendo all'istinto di solidarietà, il contadino accontenta lo sconosciuto che si rivela in seguito Gesù in persona, che offre al buon uomo un dono meraviglioso: gli insegna l'uso dei gesti e delle parole per guadagnare la fiducia in sé e negli altri. Il testo riporta il lungo monologo affidato al personaggio di un contadino destinato, per intervento divino, a diventare giullare. Nella visione di Fo, il giullare è una figura potente, di rottura, che si fa carico della rabbia e del risentimento del popolo nei confronti dei potenti e la traduce in chiave grottesca. Il contadino scelto è dunque il simbolo di tutte le violenze e sopraffazioni degli umili che aspettano soltanto di essere "vendicate": il protagonista del testo è stato derubato del suo raccolto, umiliato attraverso la violenza perpetrata su sua moglie, privato dell'affetto dei figli morti di fame. In una parola: chi potrebbe essere più arrabbiato e risentito di lui?

Qual è il potere della parola?

Ed è proprio a questo umile tra gli umili che Gesù Cristo decide di affidare un compito di primo piano: irridere i potenti, raccontando i loro vizi e le loro ruberie. Ben sapendo quanto fossero scarse le possibilità per i contadini di ottenere giustizia dalla legge o attraverso la ribellione, Gesù dona al povero contadino l'arma della parola, per «dar contro ai padroni, e schiacciarli, perché gli altri capiscano». Ma non una parola qualsiasi, bensì quella che fa ridere, perché «se si ride contro i padroni, il padrone da montagna che è diviene collina, e poi più niente».

Il teatro di Dario Fo

Il teatro popolare, di cui Dario Fo è stato fautore e interprete insuperato, è basato su testi in cui la parola non comunica significati ma emozioni, impressioni per mezzo dei suoni che l'attore riesce a suggerire attraverso la sua interpretazione.

Unico attore in scena, Fo recita una fantasiosa rielaborazione di testi antichi in grammelot, un linguaggio teatrale derivato dalla tradizione della commedia dell'arte e costituito da suoni che imitano il ritmo e l'intonazione di un idioma reale.

Nel Mistero buffo Fo utilizza il padano, una mescolanza dei vari dialetti parlati nella Pianura Padana e di parole il cui suono evoca dei significati.

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Domande da interrogazione

  1. Qual è la storia alla base della nascita del giullare secondo Dario Fo?
  2. Dario Fo narra la storia di un contadino che, dopo aver reso fertile un terreno incolto, subisce violenza da parte del padrone che rivendica la terra. Questo evento segna l'inizio della sua trasformazione in giullare, figura simbolica di ribellione contro le ingiustizie.

  3. Qual è il dono che Gesù offre al contadino nel racconto?
  4. Gesù insegna al contadino a utilizzare gesti e parole per guadagnare fiducia e per esprimere la sua rabbia contro i potenti, trasformandolo in un giullare capace di ridicolizzare le ingiustizie subite dal popolo.

  5. In che modo il giullare diventa un simbolo di rottura sociale?
  6. Il giullare, secondo Fo, incarna la rabbia e il risentimento degli umili, utilizzando la risata come arma per criticare e deridere i potenti, rendendo le loro ingiustizie più accessibili e comprensibili al popolo.

  7. Qual è il potere della parola secondo il testo?
  8. La parola, donata da Gesù al contadino, diventa un'arma per combattere i padroni, capace di trasformare la realtà e di ridurre il potere dei potenti attraverso il riso, rendendo le loro azioni ridicole.

  9. Come si esprime il teatro di Dario Fo?
  10. Il teatro di Dario Fo si basa su testi che comunicano emozioni piuttosto che significati, utilizzando il grammelot e il padano per evocare sensazioni e impressioni, rendendo la performance un'esperienza unica e coinvolgente.

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