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Concetti Chiave

  • Aristotele definisce la fisica come lo studio degli enti naturali che possiedono in sé il principio del mutamento, inclusi movimenti e trasformazioni.
  • Il movimento è considerato da Aristotele come un fatto esperienziale, richiedendo l'individuazione delle cause che spiegano i mutamenti osservabili.
  • Per Aristotele, i principi del mutamento sono identificati nei contrari, come la privazione e la forma, essenziali per comprendere il divenire.
  • Il sostrato, o sostanza, è fondamentale nel processo di mutamento, poiché è ciò che permane mentre avviene la trasformazione da una forma a un'altra.
  • La teoria dei principi del mutamento è funzionale e analoga, variando a seconda delle caratteristiche specifiche di ogni caso di trasformazione.

Nell’ordinamento degli scritti dovuto ad Andronico dopo le opere di logica trovano posto i trattati di fisica, ossia gli scritti dedicati alla natura.

Il concetto di mutamento

Per Aristotele gli enti naturali sono quelle realtà che hanno in se stesse il principio del mutamento, non solo come moto di traslazione locale, e quindi di movimento spaziale, ma anche di crescita, diminuzione, alterazione, perciò anche il divenire. La fisica è la disciplina che si propone di studiare questi enti naturali soggetti a mutamento, quindi quelle entità che hanno in sé il principio e la causa del mutamento.

Movimento e divenire

Aristotele prende il movimento come un dato di fatto che l’esperienza ci mostra continuamente; già dalla logica abbiamo visto che il reale si presenta come un insieme di modi diversi di essere e poiché la scienza deve spiegare il reale per come ci si presenta deve perciò trovare le cause che spieghino le cose nel loro mutare.

Principi del mutamento

Nella ricerca dei principi di questo mutamento prende in considerazione le opinioni dei suoi predecessori che avevano già notato come i principi del divenire fossero i contrari, così sostenuto dall’osservazione delle cose naturali, afferma che proprio i contrari sono principi del divenire, ma si tratta di contrari dotati della massima generalità rispetto a quanto sostenevano i predecessori. Identifica perciò il principio del movimento come stati opposti, la privazione e la forma. Ogni cosa, infatti, assume una forma a partire da uno stato in cui quella forma era assente. Quindi il movimento necessita di uno stato di privazione ed uno finale in cui l’ente assume la forma di cui era privo.

Il ruolo del sostrato

Essendoci qualcosa che permane e qualcosa che muta Aristotele individua anche un 3° principio, ossia il sostrato, l’elemento che muta. Se non avessi qualcosa che muta infatti avrei l’apparire di qualcosa e lo scomparire di altro, perciò il sostrato è quel termine che permane nel passaggio dalla privazione alla forma. Aristotele chiama il terzo principio anche sostanza, in quanto è proprio ciò senza di cui non si potrebbe parlare di mutamento, perché non esisterebbe nulla che muta, riallacciandosi così alla teoria sulle categorie. Questa individuazione dei principi che stanno alla base di ogni mutamento è solo in senso analogico o funzionale, infatti, pur essendo comuni ad ogni trasformazione saranno diversi in ogni caso specifico, assumendo caratteristiche individuali. Si somigliano solo per analogia, in quanto nei diversi cambiamenti la funzione svolta dai tre principi è analoga.

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Domande da interrogazione

  1. Qual è il concetto di mutamento secondo Aristotele?
  2. Aristotele definisce gli enti naturali come realtà dotate del principio del mutamento, che include non solo il movimento spaziale, ma anche crescita, diminuzione e alterazione, rendendo la fisica la disciplina che studia queste entità soggette a mutamento.

  3. Come Aristotele spiega il movimento e il divenire?
  4. Aristotele considera il movimento come un dato di fatto dell'esperienza e afferma che la scienza deve spiegare il reale attraverso le cause del mutamento, che si manifestano in modi diversi di essere.

  5. Quali sono i principi del mutamento identificati da Aristotele?
  6. Aristotele identifica i principi del mutamento nei contrari, ovvero la privazione e la forma, dove ogni ente assume una forma a partire da uno stato di privazione, necessitando quindi di entrambi per il movimento.

  7. Che ruolo gioca il sostrato nel pensiero di Aristotele?
  8. Il sostrato, o sostanza, è il terzo principio che permane durante il mutamento; senza di esso non ci sarebbe nulla che muta, poiché rappresenta l'elemento che transita dalla privazione alla forma.

Domande e risposte

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