Concetti Chiave

  • La caduta della signoria medicea a Firenze fu scatenata dall'arrivo di Carlo VIII e dal fallimento della politica estera di Piero de’ Medici, portando a una ribellione aristocratica.
  • Gerolamo Savonarola, frate domenicano, predicava una riforma radicale della Chiesa e della società, guadagnando prestigio sia tra le classi inferiori che l'élite politica.
  • Savonarola propose la creazione di un "Consiglio maggiore" democratico e un "Consiglio degli Ottanta" per riformare il governo fiorentino e contrastare il potere oligarchico.
  • Durante il periodo di Savonarola, Firenze era divisa in tre fazioni: gli arrabbiati (oligarchici), i bigi (sostenitori di Piero de’ Medici) e i frateschi (fautori del regime popolare).
  • La scomunica e la successiva esecuzione di Savonarola nel 1498 segnarono la fine della sua influenza, portando a un governo moderato di Pier Soderini e alla continuazione della Repubblica fino al 1512.

Indice

  1. La caduta dei Medici
  2. Savonarola e la riforma?
  3. La complessità politica fiorentina
  4. La fine di Savonarola

La caduta dei Medici

La conseguenza immediata e più eclatante della calata in Italia di Carlo VIII in Italia è il crollo della signoria medicea a Firenze e l’ inizio di un’esperienza repubblicana, con delle sfaccettature religiose e riformatrici.

Dopo la morte di Lorenzo il Magnifico, Piero de’ Medici non vuole e forse nemmeno è capace di mantenere un sistema che era stato abilmente instaurato e mantenuto dai suoi predecessori. Egli dichiara apertamente di voler concentrare su se stesso la conduzione di tutti gli affari dello Stato. In questo modo, provoca una grave frattura all’interno del gruppo dirigente per cui vedendosi emarginante, le tre più potenti famiglie fiorentine, Soderini, Capponi e Rucellai, passano all’opposizione che si fa ancora più decisa quando Firenze comincia ad abbandonare la tradizionale politica filofrancese.

Il fallimento della politica estera di Piero de’ Medici offre l’occasione della ribellione, che non ha un carattere popolare, bensì di carattere aristocratico.

Savonarola e la riforma?

In quegli anni, a Firenze stanno prendendo campo le predicazioni di Gerolamo Savonarola che, nello sviluppo delle vicende avranno una certa importanza, se non proprio determinante. Il Savonarola, di formazione domenicana, predicava la necessità di una riforma radicale della Chiesa e di una società nuova, dato che quella contemporanea gli appariva dissacrata e corrotta. A partire dal 1490, le sue prediche, acquisendo un tono profetico, diventano più incisive, a tal punto da far breccia non solo nelle classi sociali inferiori, ma anche nell’élite e nella classe politica.

Quando sale sul trono pontificio Alessandro VI Borgia, a seguito di modalità elettiva scandalosa, Savonarola gode già di un notevole prestigio e ha già attaccato più volte il regime mediceo; Lorenzo Magnifico l’aveva ignorato e tollerato, ma ora negli anni 1493/1494 il contesto storico non è lo stesso e i sermoni del Savonarola hanno una maggiore rilevanza, dato che le varie profezie sul castigo divino sembrano acquisire un carattere più concreto. In quegli anni, la situazione è la seguente: il re di Francia Luigi XII appare come il braccio della Provvidenza divina, pronta a colpire la Chiesa, moralmente degenerata; la curia papale è corrotta, il papa Alessandro VI è un simoniaco. Inoltre Piero de’Medici si sta avviando verso l’istaurazione di una tirannia, con un colpo di stato.

Tuttavia, senza l’intervento dell’aristocrazia, la cacciata dei Medici non avrebbe potuto aver luogo: essa contava di riportare Firenze alla situazione precedente. All’inizio, questa operazione sembra andare in porto con una certa facilità nella direzione di una restaurazione oligarchica (scioglimento dei consigli dei Medici il 2 dicembre), ma è a questo punto che interviene Savonarola. In una predica, egli sostiene la necessità di una riforma più radicale che prenda ad esempio la costituzione veneziana. Si tratta di creare un “Consiglio maggiore” su base largamente democratica (non ereditaria) e formato da cittadini di almeno 30 anni, i cui antenati, nel passato, abbiano già ricoperto importanti incarichi nella repubblica. Accanto a questo consigli ne sarebbe stato creato un altro: il Consiglio degli Ottanta (chi non era in regola con le tasse non avrebbe potuto partecipare alle sedute). La proposta sembrò trovare anche l’appoggio della classe conservatrice formata dalle famiglie fiorentine più in vista, anche di quelle che avevano tentato la restaurazione oligarchica del 2 dicembre.

La complessità politica fiorentina

L’esperimento di Savonarola, però, si rivela troppo complesso nel funzionamento e a questi inconvenienti tecnici si aggiungono le difficoltà derivate dal sistema elettorale. Inoltre la situazione si viene a complicare per la presenza di tre fazioni:

1) gli arrabbiati o fautori del regime oligarchico,

2) i bigi che sostenevano il ritorno di Piero de’ Medici

3) i frateschi, fautori del regime popolare il cui ideale ispiratore era Savonarola.

La congiuntura politica si complica ancora di più a causa della persistenza dei seguaci di Savonarola a mantenere l’alleanza con la Francia, a causa degli oneri finanziari che comporta la guerra contro Pisa, la necessità di imporre nuove tasse, la cui approvazione è impossibile a causa dell’opposizione in seno al Consiglio maggiore. Da parte sua, Savonarola continua con i suoi violenti attacchi contro il potere ecclesiastico, invocando la convocazione di un concilio moralizzatore dei costumi. Alessandro VI lo convoca a Roma affinché il frate renda conto delle profezie che pronuncia. Egli declina l’invito e come risposta il papa gli proibisce di predicare. Qualche tempo dopo, su intervento della Signoria, al frate viene tolto il divieto di predicare ed è allora che i suoi discorsi diventano di una virulenza apocalittica. Fra l’altro, prevede che Carlo VIII sarà calato di nuovo in Italia per riformare la Chiesa. Tuttavia ciò non avverrà, anzi, Carlo VIII conclude una tregua con la Spagna. Pertanto la posizione di Savonarola comincia a vacillare: Carlo VIII non aveva intenzione di intervenire e Firenze non avrebbe avuto nessun aiuto, rimando così politicamente isolata. All’interno di Firenze, la situazione stava diventando pericolosa: Piero de’ Medici pensava ad un colpo di stato con il consenso del papa di Venezia e di Ludovico il Moro. Gli stessi ambienti popolari dimostrarono risentimento quando i frateschi, senza rispettare le procedure, ordinarono l’esecuzione dei complici del tentativo di colpo di stato.

La fine di Savonarola

Nel 1497, Savonarola fu scomunicato e questa volta il prestigio del frate fu minato alla base: le profezie non si avveravano e c’era il rischio che Firenze fosse colpita da un interdetto papale. Savonarola decise di farsi sottoporre alla prova del fuoco; preso in parola, all’ultimo momento decise di farsi sostituire da un confratello, il quale avrebbe voluto attraversare il fuoco con il Santissimo Sacramento: questo decisione minò ancora una volta la sua credibilità. Arrestato, processato e sottoposto alla tortura, fu riconosciuto eretico e scismatico. Fi impiccato e il suo corpo bruciato nel 1498. Poiché la situazione politica di Firenze non era ancora tale da permettere il ritorno dei Medici, fu deciso di affidare il governo della città a Pier Soderini , una persona abbastanza moderata che avrebbe potuto conciliare le parti e far sopravvivere la Repubblica. Quest’ultima repubblica durerà fino al 1512, quando, con l’aiuto di papa Giulio II, i Medici potettero rientrare a Firenze, nella persona di Giovanni ,[poi papa col nome di Leone X], non dopo aver sconfitto i Francesi. Essa durerà, almeno de jure, fino al 1532, anche se di fatto governata dalle famiglie economicamente più influenti.

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Domande da interrogazione

  1. Qual è stata la causa principale della caduta della signoria medicea a Firenze?
  2. La caduta della signoria medicea è stata causata dall'arrivo di Carlo VIII in Italia, che ha innescato una ribellione aristocratica contro Piero de' Medici, incapace di mantenere il potere e la stabilità politica (testo).

  3. Chi è Gerolamo Savonarola e quale ruolo ha avuto nella Firenze del suo tempo?
  4. Gerolamo Savonarola, frate domenicano, ha predicato una riforma radicale della Chiesa e della società, guadagnando prestigio e influenzando sia le classi inferiori che l'élite politica fiorentina (testo).

  5. Quali erano le principali fazioni politiche a Firenze durante il periodo di Savonarola?
  6. Le principali fazioni erano: gli arrabbiati, sostenitori del regime oligarchico; i bigi, favorevoli al ritorno di Piero de' Medici; e i frateschi, che sostenevano un regime popolare ispirato da Savonarola (testo).

  7. Qual è stata la reazione della Chiesa nei confronti di Savonarola?
  8. La Chiesa, rappresentata da Papa Alessandro VI, ha scomunicato Savonarola e tentato di fermare le sue prediche, ma il frate ha continuato a lanciare attacchi contro il potere ecclesiastico, predicando profezie apocalittiche (testo).

  9. Qual è stata la sorte finale di Savonarola e quale impatto ha avuto sulla politica fiorentina?
  10. Savonarola fu arrestato, processato come eretico e impiccato nel 1498. La sua morte ha portato a un governo moderato sotto Pier Soderini, che ha cercato di mantenere la Repubblica fino al ritorno dei Medici nel 1512 (testo).

Domande e risposte

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