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Concetti Chiave

  • Piero della Francesca, Pollaiolo e Botticelli rappresentano il primo Rinascimento, enfatizzando l'idea e le leggi universali tramite un uso distintivo della linea.
  • Leonardo da Vinci segna una transizione fondamentale al secondo Rinascimento, integrando l'uomo con la natura e rinnovando l'arte oltre il linearismo tradizionale.
  • Il '500 è caratterizzato da un forte interesse per l'antichità classica e dall'idealizzazione della bellezza attraverso un equilibrio armonioso nelle composizioni artistiche.
  • La crisi del Rinascimento è influenzata da tensioni politiche e religiose, in particolare dalla Riforma di Martin Lutero, che provoca una profonda crisi delle coscienze e dei valori.
  • Il classicismo cinquecentesco si distingue per la monumentalità che esprime movimento e dinamismo, piuttosto che immobilità, riflettendo la continua ricerca dell'ideale.

Esponenti del primo Rinascimento

Piero della Francesca, Pollaiolo, Botticelli, sono gli ultimi grandi esponenti di quella cultura del primo Rinascimento che, servendosi della linea, coglie l’idea che sta dietro le cose, piuttosto che rappresentare le cose stesse. Il “naturalismo” del ‘400 è solo apparente: si studia la natura, si studiano gli oggetti che ne fanno parte per risalire, da essi, alle grandi leggi, eterne ed immutabili, che regolano l’universo. La linea di Piero è marcata, quasi dura, evidenzia le difficoltà della vita; la linea del Pollaiolo esprime il movimento continuativo e scattante, esprime il “divenire” inarrestabile della vita; la linea botticelliana, lirica, intimistica, malinconica, raggiunge la suprema bellezza dell’essere e dell’anima.

Qual è la transizione al secondo Rinascimento?

Si parla di ultimi esponenti del primo Rinascimento, perché nel secondo periodo vi sono altri artisti che svilupperanno un orientamento diverso: Leonardo da Vinci creerà una totale integrazione dell’uomo con la natura, superando il tradizionale linearismo e con ciò mettendosi al di fuori della grande corrente fino ad ora sviluppatasi, e operando un rinnovamento di grande portata.

Crisi e classicismo nel '500

Il ‘500 sarà pervaso da una corrente classicista, per l’effettivo interesse culturale verso opere dell’antichità classica greco-romana e per la tendenza a realizzare una forma di bellezza idealizzata, raggiunta, appunto, dall’arte greca in particolare. Secondo le più comuni correnti estetiche del ‘500, l’idealizzazione si può raggiungere rifuggendo dal ritrarre l’oggetto reale, che non sarà mai perfetto, e togliendo a vari oggetti reali le singole loro parti più belle per fonderle in una sola immagine. Altra caratteristica di questo nuovo periodo artistico è il senso dell’equilibrio, ossia la bilanciata distribuzione delle varie parti della composizione , fino a raggiungere un armonico rapporto fra esse. La constatazione dell’esistenza del classicismo nel Rinascimento, ha portato talvolta a concludere che la teoria cinquecentesca del bello ideale significherebbe ricerca della bella forma fine a se stessa, priva di contenuti e perciò vacua. Ma è una tesi ingiustificata. Il ‘500 è anche periodo di crisi a causa della rottura degli equilibri politici, della lotta tra Francia e Spagna, e, soprattutto, a causa della crisi religiosa: la Riforma di Martin Lutero ,1517, dava inizio ad una profonda crisi delle coscienze e dei valori universali. Questa sarà la crisi rinascimentale che spingerà l’uomo alla continua ricerca, andando oltre ogni nuova conoscenza fino al limite estremo delle sue possibilità. E da qui si giunge agli studi leonardeschi, al suo metodo sperimentale: non si deve partire da leggi universali accettate da sempre , ma, al contrario, partire dall’esperienza e dagli infiniti casi che ci offre la realtà, per poi risalire alle leggi universali. Un altro aspetto importante del classicismo cinquecentesco è la monumentalità , intesa però non come immobilità, ma piuttosto come movimento grandioso nello spazio. La crisi del Rinascimento è dunque insita nelle stesse sue caratteristiche di ricerca e perciò di insoddisfazione, come la crisi religiosa, è già presente anche prima della Riforma, per l’impossibilità di accettare senza discussione le verità dogmatiche della Chiesa.

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Domande da interrogazione

  1. Quali sono le caratteristiche distintive degli artisti del primo Rinascimento?
  2. Gli artisti come Piero della Francesca, Pollaiolo e Botticelli si concentrano sull'idea dietro le cose piuttosto che sulla loro rappresentazione diretta, utilizzando linee che esprimono diverse emozioni e stati d'animo, dal naturalismo apparente a una ricerca della bellezza dell'anima.

  3. In che modo Leonardo da Vinci ha segnato la transizione al secondo Rinascimento?
  4. Leonardo da Vinci ha superato il tradizionale linearismo del primo Rinascimento, creando una totale integrazione tra uomo e natura, e avviando un rinnovamento artistico di grande portata.

  5. Qual è il ruolo del classicismo nel '500 e come si manifesta nell'arte?
  6. Il '500 è caratterizzato da un forte interesse per l'antichità classica, con un'idealizzazione della bellezza che si ottiene evitando la rappresentazione realistica e cercando un equilibrio armonico nelle composizioni artistiche.

  7. Quali fattori hanno contribuito alla crisi del Rinascimento nel '500?
  8. La crisi del Rinascimento è stata causata da rotture politiche, conflitti tra Francia e Spagna, e dalla crisi religiosa innescata dalla Riforma di Martin Lutero, che ha portato a una profonda crisi delle coscienze e dei valori.

  9. Come si differenzia la concezione di monumentalità nel classicismo cinquecentesco?
  10. La monumentalità nel '500 non è vista come immobilità, ma come un movimento grandioso nello spazio, riflettendo la continua ricerca e insoddisfazione insita nelle caratteristiche del Rinascimento stesso.

Domande e risposte

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