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Concetti Chiave

  • Definire l'autonomia di un ente locale richiede chiarimenti sui poteri da attribuire, il livello di governo locale adeguato e le imposte da assegnare alle autonomie.
  • Non esiste un modello standard di autonomia tributaria; vari Stati adottano diversi sistemi di finanziamento e imposizione fiscale per gli enti locali.
  • Le modalità di finanziamento degli enti locali includono risorse proprie, trasferimenti statali e entrate da indebitamento, tutte complementari tra loro.
  • La perequazione è fondamentale per riequilibrare le risorse tra enti locali, distinguendosi in verticale (intervento dello Stato) e orizzontale (intervento tra enti locali).
  • La tassazione sugli immobili è vantaggiosa per la sua trasparenza, efficienza e stabilità, rendendo più facile la gestione delle entrate locali e programmare la spesa.

Sfide dell'autonomia tributaria

I problemi da affrontare per definire la sfera di autonomia di un ente locale sono tre:

- quali poteri affidare al singolo ente in relazione alla determinazione della base imponibile delle imposte locali o in relazione alla fissazione delle aliquote?

- a quale livello di governo locale conviene affidare tali poteri?

- quali imposte dovranno essere attribuite alle autonomie locali, sia sotto forma di tributi propri che di maggiorazioni di tributi esistenti a livello di finanza centrale (cioè tributi statali)?

Modelli di finanziamento locale

Rispondere non è semplice perché non esiste uno schema standard di autonomia tributaria degli enti territoriali. La realtà dimostra come per gli Stati moderni sono diversi i modelli di finanziamento, diverse sono le forme di imposizione adottate e diversi sono i poteri attribuiti ai singoli enti locali.

Per perseguire un sistema di governo locale ottimale, si dovrebbe fare in modo che ogni ente si finanzi esclusivamente con imposte legate al beneficio apportato ai singoli cittadini dai servizi pubblici ad essi prestati. Tutto ciò è impossibile e bisogna cercare di raggiungere un sistema impositivo locale più equo ed efficiente possibile. Proprio per raggiungere quest’obiettivo, in passato sono stati attribuiti molti tributi al governo centrale, ma negli ultimi anni la tendenza si è invertita anche per consentire un maggior controllo della spesa pubblica.

Modalità di finanziamento degli enti

L’ente locale può finanziarsi in tre modi:

- con risorse proprie;

- con i trasferimenti di risorse statali;

- con le entrate da indebitamento.

Queste modalità di finanziamento non sono tra loro alternative. Un sistema indirizzato verso l’autonomia impositiva favorirà le entrate proprie, mentre in un sistema caratterizzato dalla forte centralizzazione del prelievo saranno prevalenti i Nei sistemi orientati verso l’autonomia impositiva sono previsti dei trasferimenti statali a integrazione delle risorse proprie degli enti locali, infatti si ha la cd. perequazione al fine di riequilibrare le opportunità di spesa tra enti locali ricchi e enti locali poveri.

Tipi di perequazione

La perequazione può essere di due tipi: verticale, quando il compito di fornire risorse aggiuntive agli enti che non ne dispongono è affidato allo Stato centrale che interviene per favorire il riequilibrio delle risorse, e orizzontale quando il compito di fornire risorse aggiuntive agli enti che non ne dispongono è affidato ad enti dello stesso livello. In questo caso si crea un flusso di risorse orizzontale da un ente locale ad un altro ente locale dello stesso grado.

Risorse proprie degli enti locali

Fra le risorse proprie abbiamo, innanzitutto, le tariffe, ossia dei corrispettivi che i cittadini versano per ottenere beni o servizi di pubblica utilità (es. gas, acqua, trasporti etc). Sempre a riguardo alla controprestazione abbiamo la tassa, in cui una parte della spesa può essere finanziata con tale modello (es. scuole, polizia locale). Alcuni servizi pubblici, però, presentano la caratteristica dell’indivisibilità (opere pubbliche, viabilità) per la quale è necessario fare ricorso alle imposte.

Limitazioni dell'autonomia impositiva

Gli enti locali non possono godere di autonomia impositiva totale perché, se avessero tale possibilità, ci sarebbe una riduzione del gettito d’imposta, perché i Comuni non terrebbero conto dell’andamento generale dell’economia del Paese. Un altro problema che si potrebbe creare riguarderebbe i Comuni più poveri costretti ad utilizzare una pressione tributaria maggiore di quella dei Comuni più ricchi con il rischio di creare una forte concorrenza fiscale tra loro.

Rischi della concorrenza fiscale

Un altro rischio legato alla concorrenza fiscale è quello di una “corsa verso il basso” delle aliquote e di conseguenza anche del gettito dei tributi locali. Un esempio è l’imposta sulle società in cui si rischia una competizione tra enti locali per far pagare aliquote più basse e attirare nel proprio territorio le imprese.
Per superare tali problemi la soluzione migliore è quella di assegnare agli enti locali i tributi gravanti sui beni immobili e mantenere nelle mani del governo centrale la gestione delle imposte sul reddito e sui consumi. In questo modo vengono salvaguardate le politiche redistributive dello Stato.

Vantaggi della tassazione sugli immobili

La tassazione sugli immobili è la più adatta per tre motivi:

- la trasparenza: i beni immobili sono visibili e facilmente identificabili e sarà più agevole per l’ente impositore (locale) individuare i soggetti passivi (contribuenti) tenuti a pagare il tributo.

- l’efficienza: infatti, è impossibile nascondere la base imponibile. Vale a dire che sull’immobile è ridotto il rischio di evasione fiscale.

- la stabilità: consente agli enti locali di prevedere con sufficiente previsione il livello complessivo delle risorse proprie disponibili e facilita una razionale programmazione della spesa.

Partecipazione al gettito delle imposte centrali

L’attribuzione di entrate tributarie agli enti locali può avvenire anche tramite la partecipazione di questi ultimi al gettito delle imposte centrali e può essere di due tipi:

- la compartecipazione: è l’attribuzione totale o parziale all’ente locale del gettito di un’imposta statale riscossa su base locale;

- se le aliquote applicate dall’ente sono da applicare direttamente alla base imponibile abbiamo le sovraimposte, mentre si fa riferimento alle addizionali quando le aliquote sono riferite al gettito delle imposte.

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Domande da interrogazione

  1. Quali sono le principali sfide nell'autonomia tributaria degli enti locali?
  2. Le sfide principali riguardano la definizione dei poteri da attribuire agli enti locali per la determinazione della base imponibile e delle aliquote, la scelta del livello di governo locale a cui conferire tali poteri e l'attribuzione delle imposte alle autonomie locali, sia come tributi propri che come maggiorazioni di tributi esistenti.

  3. Qual è l'obiettivo di un sistema di finanziamento locale ottimale?
  4. L'obiettivo è che ogni ente si finanzi esclusivamente con imposte legate ai benefici dei servizi pubblici offerti ai cittadini, anche se nella pratica è difficile raggiungere un sistema impositivo locale equo ed efficiente.

  5. Quali sono le modalità di finanziamento degli enti locali?
  6. Gli enti locali possono finanziarsi attraverso risorse proprie, trasferimenti di risorse statali e entrate da indebitamento, con un sistema orientato verso l'autonomia impositiva che favorisce le entrate proprie.

  7. Che cos'è la perequazione e quali sono i suoi tipi?
  8. La perequazione è un meccanismo per riequilibrare le risorse tra enti locali. Può essere verticale, con intervento dello Stato centrale, o orizzontale, con trasferimenti tra enti locali dello stesso livello.

  9. Perché la tassazione sugli immobili è considerata vantaggiosa?
  10. La tassazione sugli immobili è vantaggiosa per la sua trasparenza, efficienza e stabilità, poiché i beni immobili sono facilmente identificabili, riducono il rischio di evasione fiscale e permettono una programmazione razionale della spesa.

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