Concetti Chiave
- I romantici cercano di superare la ragione illuministica attraverso un sentimento spirituale, che è visto come il valore supremo e una via per comprendere l'infinito e la realtà profonda.
- L'arte è considerata dai romantici un mezzo di conoscenza e un complemento al discorso logico, con i poeti che vengono visti come figure profetiche in grado di esprimere ciò che il sentimento non può raggiungere.
- Per i romantici, l'Infinito ha due significati: coincide con il finito e rappresenta un Dio oltre le sue manifestazioni, contrastando con l'approccio finito di Kant.
- La storia è interpretata come un processo guidato da una potenza sovra-umana, attribuendo significato a ogni evento e sottolineando l'importanza delle istituzioni tradizionali come la famiglia e la Chiesa.
- L'amore è visto come l'unione ideale tra anima e corpo, un'estasi suprema che rappresenta la ricerca dell'unità assoluta, ma spesso causa sofferenza a causa dei limiti umani.
Il sentimento spirituale dei romantici
I romantici non credono che la ragione illuministica sia in grado di comprendere la realtà profonda dell’uomo, dell’universo e di Dio; quindi cercano un’altra via per raggiungere l’infinito e la realtà, e la trovano nel sentimento, ma non come viene inteso comunemente, ma con un aspetto più intellettuale, intrecciato di riflessione e di filosofia: è un sentimento più “spirituale”. Essendo questo sentimento in grado di aprire a nuove dimensioni della psiche e di risalire alle sorgenti dell’essere, appare anche come il valore supremo, cioè come l’infinito stesso.
Arte e religione nel romanticismo
Parallelamente al sentimento, i romantici esaltano anche il culto dell’arte, vista come ciò che precede il discorso logico e lo completa, giungendo dove il sentimento stesso non può arrivare. Al poeta vengono riconosciute doti quasi sovrumane e profetiche. L’arte è strumento di conoscenza, di creatività libera, e utile per evadere dal dolore di cui è caratterizzato il mondo.
Accanto all’arte, i romantici pongono la religione, vista come via d’accesso al reale, che riesce a cogliere il Tutto, l’Assoluto e l’Eterno. Inoltre la polemica sollevata contro l’astratta divinità degli illuministi ha portato alla conversione di alcuni romantici a religioni positive (es. Schlegel al cattolicesimo).
L'infinito e la vita secondo i romantici?
I romantici cercano di superare il finito per raggiungere l’Infinito, al contrario ad esempio di Kant che ha fatto ruotare tutta la sua filosofia intorno al concetto finito di fenomeno. Ma lo stesso Infinito per i romantici ha due significati diversi: da una parte, l’Infinito coincide con il finito; dall’altra è concepito come un Dio che esiste al di là delle sue manifestazioni nel finito.
Per quanto riguarda la vita, i romantici la vedono come fonte di inquietudine, aspirazione, sforzo incessante di superare il finito. Quindi, ogni realtà finita e ogni realtà umana viene denunciata ironicamente come inadeguata, da non prendere troppo sul serio.
Altri temi cari ai romantici sono l’amore per l’eccezionale, l’evasione, il lugubre, il primitivo, il mistico e il fiabesco.
Filosofia e amore nel romanticismo
Per quanto riguarda il campo filosofico del Romanticismo, i filosofi usarono il termine "Spirito", per indicare l' uomo come un' attività infinita ed inesauribile e come soggetto grazie al quale l' oggetto trova un senso. Da questa seconda indicazione deriva l’equazione Io=Dio. Questo concetto è stato elaborato per la prima volta da Fichte; per il filosofo, però, lo spirito ha un limite con il compito morale di superarlo. Lo spirito per i romantici, invece, non ha limiti finiti, non dipende da nulla e corrisponde al sentimento che viene esaltato insieme al sogno.
L’amore per i romantici è il rendimento più forte e l’estasi suprema; è sintesi tra anima e corpo, sentimento e sessualità. È la ricerca dell’unità assoluta degli amanti, che vogliono cercare di far diventare una cosa sola ciò che è due. L’amore è quindi ricco di significati simbolici, come ad esempio è simbolo dell’unione tra finito e Infinito, e quindi l’Assoluto è già stato trovato. Questo tipo di amore però non è quello reale, che è legato a molti limiti dell’uomo, quindi è causa di sofferenza.
Storia e natura nella visione romantica
La storia viene interpretata alla luca della Provvidenza: vale a dire che non è l’uomo che decide come deve andare la storia, ma che a decidere è una potenza sovra-umana immanente (=che sta nell’essere) o trascendente (=al di là dell’essere, della realtà). In questa storia non c’è nulla di inutile o irrazionale: essa è un processo incessante e necessario; in più i romantici davano grande importanza alle grandi istituzioni del passato, come la famiglia, la monarchia e la Chiesa.
Infine, per quanto riguarda la natura, è ovviamente concepita come antimaterialistica e meccanicistica; in più i romantici riprendono la concezione antico-rinascimentale della Physis, organicista-finalista (le parti in funzione del tutto).
Domande da interrogazione
- Qual è il ruolo del sentimento nella filosofia romantica?
- Come si relazionano arte e religione nel romanticismo?
- Qual è la concezione romantica dell'Infinito?
- Come viene interpretato l'amore dai romantici?
- Qual è la visione romantica della storia e della natura?
I romantici considerano il sentimento come una via per comprendere la realtà profonda dell’uomo e dell’universo, ritenendo che la ragione illuministica non sia sufficiente. Questo sentimento è descritto come "spirituale", capace di aprire a nuove dimensioni della psiche e di risalire alle sorgenti dell’essere.
L'arte è vista dai romantici come un mezzo di conoscenza e creatività che supera il discorso logico, mentre la religione è considerata una via d’accesso al reale, capace di cogliere l’Assoluto e l’Eterno, in contrapposizione all’astratta divinità degli illuministi.
Per i romantici, l’Infinito ha due significati: coincide con il finito e rappresenta un Dio che esiste oltre le sue manifestazioni nel finito. Questo approccio contrasta con la filosofia di Kant, che si concentra sul concetto finito di fenomeno.
L’amore è visto come l’estasi suprema e la sintesi tra anima e corpo, rappresentando la ricerca dell’unità assoluta tra gli amanti. È simbolo dell’unione tra finito e Infinito, ma è anche fonte di sofferenza a causa dei limiti umani.
I romantici interpretano la storia come un processo guidato da una potenza sovra-umana, ritenendo che nulla sia inutile o irrazionale. La natura è concepita in modo antimaterialistico e meccanicistico, richiamando una visione organicista-finalista della Physis.