Concetti Chiave
- Nel pitagorismo, filosofia e religione si intrecciano, con Pitagora considerato un profeta e portatore di verità assolute.
- I pitagorici, dopo aver ottenuto successo nella Magna Grecia, subirono persecuzioni e rivolte che portarono all'esilio di Pitagora.
- Dopo le persecuzioni, i superstiti fondarono nuove scuole in Grecia, diffondendo le credenze pitagoriche e la loro influenza.
- La scuola pitagorica era gerarchica, con due livelli: gli acusmatici, che ascoltavano Pitagora, e i matematici, che potevano interagire con lui.
- Regole rigorose governavano la vita nella comunità pitagorica, come il divieto di raccogliere ciò che cadeva e la pratica del celibato.
Intersezione tra filosofia e religione
Nel pitagorismo filosofia e religione si intersecano. Una frase tipica dei discepoli di Pitagora era “ipse dixit”, “l’ha detto lui”.
Successo e persecuzione dei pitagorici
I discepoli che esportarono nella Magna Grecia la scuola pitagorica conobbero un tale successo da riuscire a prendere il potere e amministravano una rete di città con regimi aristocratici. Ma proprio per questo furono vittime di una serie di rivolte che li costrinse a fuggire dalle città della Magna Grecia, come successe allo stesso Pitagora che dovette fuggire da Crotone e morì in esilio intorno al 490 nel Metaponto.
Struttura e credenze della scuola pitagorica
I superstiti si rifugiarono in Grecia dove aprirono nuove scuole grazie a cui resero note alcune delle principali convinzioni pitagoriche. Pitagora si presentò come un profeta, come colui che afferma la verità assoluta e conosce il volere divino. I pitagorici credevano nella reincarnazione e avevano avuto influenza dalle religioni orientali e greche.
Regole e gerarchie nella setta
Il primo grado della scuola pitagorica era l’acusmatico, cioè colui che poteva esclusivamente ascoltare le parole di Pitagora, senza però poterlo vedere né porre domande. Il livello successivo era quello dei matematici ed erano coloro che potevano anche vedere Pitagora e gli potevano rivolgere domande. Secondo alcuni la differenza tra acusmatici e matematici era che i primi si interessavano all’aspetto religioso, mentre i secondi erano più attenti all’aspetto matematico. Pitagora parlava per sentenze e solo i matematici potevano chiedere chiarimenti. All’interno della setta vi erano inoltre parecchie regole, alcune anche molto strane: non si poteva raccogliere ciò che cadeva per terra, non si poteva attizzare fuoco con strumenti di ferro, non si poteva mangiare carne e fave, si doveva praticare il celibato e vivere in comunità, non si poteva parlare al di fuori della comunità di alcuni argomenti vietati.
Domande da interrogazione
- Qual è il legame tra filosofia e religione nel pitagorismo?
- Quali furono le conseguenze del successo dei pitagorici nella Magna Grecia?
- Quali erano le gerarchie e le regole all'interno della scuola pitagorica?
Nel pitagorismo, filosofia e religione si intersecano profondamente, con i discepoli che seguivano l'autorità di Pitagora, esprimendo la loro fede con frasi come “ipse dixit”, che significa “l’ha detto lui”.
Il successo dei pitagorici nella Magna Grecia portò alla loro ascesa al potere e all'amministrazione di città con regimi aristocratici, ma anche a persecuzioni e rivolte che costrinsero Pitagora e i suoi discepoli a fuggire, culminando nella morte di Pitagora in esilio.
La scuola pitagorica era strutturata in gradi, con gli acusmatici che ascoltavano Pitagora senza poterlo vedere, e i matematici che potevano interagire con lui. Inoltre, vi erano regole rigorose, come il divieto di mangiare carne e fave, praticare il celibato e vivere in comunità, evidenziando l'aspetto religioso e disciplinato della setta.