Concetti Chiave
- Il positivismo, nato nel 1830 con Auguste Comte, si diffuse nel XIX secolo, influenzando significativamente arte e letteratura, dando origine al realismo.
- Questa filosofia sostiene che il sapere scientifico è l'unica forma di conoscenza certa e applicabile a vari ambiti, inclusa la sociologia.
- Il positivismo combina un approccio gnoseologico, che mira a scoprire leggi universali, con un'ottica pratica, promuovendo anche il miglioramento della condizione umana.
- Il metodo scientifico richiede una rappresentazione della realtà priva di emozioni e sentimenti, portando all'uso della tecnica dell'impersonalità in letteratura.
- Rappresentare la realtà in modo completamente oggettivo è difficile, poiché ogni rappresentazione è influenzata da filtri soggettivi e offre solo una visione parziale.
Origini del positivismo
Il positivismo fu una corrente di pensiero, filosofica che nacque nel 1830 con il Corso di filosofia positiva di Auguste Comte, ma che si diffuse nella seconda metà del XIX secolo. A portare a questa tendenza furono le grandi scoperte nel campo delle scienze del primo ‘800 e la seconda rivoluzione industriale. La teorica di Comte diede poi vita a riflessioni in vari campi, come l’arte e la letteratura. Nacque infatti il realismo ad esempio di Verga e di Zola.
Principi fondamentali del positivismo
Alla base di questa filosofia vi era una riflessione sul sapere scientifico, che veniva concepito come l’unico sapere certo. Il metodo scientifico veniva infatti considerato l’unica fonte di conoscenza e si riteneva applicabile a vari campi, fra cui quello umano, nacque infatti la sociologia come scienza. Per lo più in particolare i positivisti volevano estendere questo metodo a tutto lo scibile.
Nel positivismo vi sono due elementi:
• gnoseologico, dal momento che il metodo scientifico permette di conoscere in maniera assoluta la realtà, di individuare delle leggi;
• il progresso però non è solo a livello gnoseologico, si ritiene infatti vi sarà anche un miglioramento della propria condizione, per questo motivo una filosofia di questo tipo può essere definita ottimistica. Vi è quindi anche un aspetto pratico, applicativo.
Applicazione del metodo scientifico
Per applicare il metodo scientifico, si sentì l’esigenza di rappresentare la realtà esattamente così com’era, senza filtri, attraverso una visione documentaristica; non dovevano perciò intervenire nella rappresentazione della realtà le emozioni e i sentimenti del creatore (es. pittore, scrittore). Bisogna poi eliminare la metafisica, non essendo indagabile con il metodo scientifico. Fu sulla base di questa esigenza che in letteratura nacque la tecnica dell’impersonalità.
È però possibile rappresentare la realtà in maniera totalmente oggettiva? In ogni registrazione, vi è il filtro del regista o del dispositivo registratore, anche perché i singoli dati forniscono la realtà in una sola prospettiva, non è invece possibile raggiungere una visione complessiva. Per lo più quando gli autori rappresentano dei dati, che gli interessano ad esempio per mandare un messaggio di protesta. Non esiste quindi una rappresentazione nuda e cruda.
Domande da interrogazione
- Qual è l'origine del positivismo e quali eventi storici lo hanno influenzato?
- Quali sono i principi fondamentali del positivismo?
- Come si applica il metodo scientifico nella rappresentazione della realtà secondo il positivismo?
Il positivismo nacque nel 1830 con il Corso di filosofia positiva di Auguste Comte e si diffuse nella seconda metà del XIX secolo, influenzato dalle grandi scoperte scientifiche e dalla seconda rivoluzione industriale.
I principi fondamentali del positivismo si basano sul sapere scientifico come unica fonte di conoscenza certa, con l'applicazione del metodo scientifico a vari campi, inclusa la sociologia, e un'ottica ottimistica sul progresso umano.
Il metodo scientifico richiede una rappresentazione della realtà senza filtri emotivi, eliminando la metafisica e adottando una visione documentaristica, sebbene sia difficile raggiungere un'oggettività totale a causa dei filtri soggettivi degli autori.