Concetti Chiave
- La Grecia antica è considerata il fondamento della cultura occidentale, influenzando profondamente la lingua, le arti e la scienza.
- Hegel definisce la storia universale come un processo razionale, dove la ragione unifica diversi punti di vista, enfatizzando l'importanza dell'intelletto.
- Il concetto di spirito in Grecia rappresenta l'emergere di una cultura da individualità indipendenti, con un'unità nazionale che si sviluppa attraverso l'eterogeneità.
- L'archè, o principio unificatore della realtà, varia tra i filosofi greci: Talete lo identifica nell'acqua, Anassimandro nell'apeiron e Eraclito nel divenire, simboleggiato dal fuoco.
- Platone distingue tra due modalità di conoscenza: la prima navigazione, basata sui sensi, e la seconda, che richiede l'intelletto per accedere alle idee trascendenti.
Qual è l'importanza della Grecia antica?
Vedevano nella Grecia il pilastro della cultura, della lingua, delle arti e della scienza. Nonostante i moderni rappresentavano vantaggi rispetto alle generazioni passate essa però continuava a qualificarsi come popolo dotato di intelligenza.
Essa inoltre era la patria dell’ideale di un uomo perfetto in se stesso che comprende in se’ forza e bellezza, un umanità che nella sua bellezza confina col divino. Holderlin, teologo e studente presso l’istituto di Tubinga, ritrova tale ideale di bellezza, divinità e natura nel frammento dell’Iperione in Diotima donna ideale che disuggellò la fonte della sua poesia.
È attraverso la cultura greca che ha origine l’età classica della letteratura tedesca.
Hegel
Hegel e la storia universale
La storia secondo Hegel si svolge secondo una logica e non una successione di opinione. Elemento dominante è che nella storia universale vi sia una ragione e che il suo principio è la totalità di tutti i punti di vista, non si occupa di situazioni singole ma di un pensiero universale.
Essa va contemplata con l’intelletto che pone in rilievo ciò che è importante e in sé significativo e pertanto l’osservazione ha la sua verità e per conoscere l’universale bisogna far ricorso alla ragione.
La Grecia
La nascita dello spirito in Grecia
La vera nascita dello spirito è da ricercare solo in Grecia ed è qui che lo spirito fa di sé il contenuto del proprio volere e sapere.
Carattere elementare dello spirito Greco implica che la cultura scaturisca da individualità indipendenti, da una condizione nella quale gli individui se ne stanno isolati e si associno solo nella legge e nel costume spirituale.
Carattere originale dell’unità nazionale è la frantumazione in genere, l’eterogeneità interna , ed è solo attraverso questa eterogeneità e al suo superamento che è sorto lo spirito libero e bello.
I Greci si sono sviluppati da una confluenza di più nazioni.
Altro elemento del quale viveva il popolo Greco era il mare che formava per la Grecia il contenuto principale della navigazione.
L’attività dello spirito ha dunque bisogno dello stimolo e della materia che fornisce la natura.
Fondazione e sviluppo della Grecia
I vari stati della Grecia sono stati fondati da stranieri come Atene fu fondate da CECROPE o DANAO che erano egiziani.
Questi stranieri hanno formato solidi centri in Grecia con l’erezione di rocche e la fondazione di dinastie regali.
Le opere murarie che costituivano le antiche rocce in Argolide erano dette ciclopiche, erano costruite con blocchi irregolari fra i quali rimanevano spazzi riempiti con piccoli sassi o masse di pietra.
Introduzione alla filosofia greca
La filosofia nasce dapprima nelle colonie Greche del mediterraneo orientale ( Talete, Anassimandro, Anassimene, Eraclito) e dall’Italia meridionale, Magna Grecia, di cui facevano parte Pitagora, SENOFANE, Parmenide e Zenone.
Talete
Talete e l'archè dell'acqua
Si pone il problema dell’archè, di ciò che conferisce unità alla realtà partendo dalla molteplicità.
Ci sono innumerevoli identità ciascuna diversa dall’altra ma che vediamo come parte di un'unica realtà. Tutte le cose hanno qualcosa in comune l’acqua. Talete è ilozoista, l’acqua è elemento che unifica tutte le cose.
Anassimane
Principio unificatore è l’area tale principio a differenza dell’acqua è un principio dinamico, tiene conto oltre che all’unità anche della molteplicità e diversità degli esseri.
Anassimandro
Anassimandro e l'apeiron
Principio unificante è l’apeiron (l’illimitato, l’indeterminato). L’illimitato è presente in tutte le cose finite, è l’archè.
Eraclito
Eraclito e il divenire
Ciò che è presente in tutte le cose è il DIVENIRE elemento che simboleggia il divenire è il fuoco. Il fuoco trasforma tutte le cose e tutte le cose possono prendere fuoco. Il fuoco è uno e molteplice, è se stesso e ad ogni istante diverso da sé.
Pitagora
Pitagora e il numero come archè
I pitagorici vedono nel numero l’essenza di tutte le cose. L’archè è l’uno. Con il principio dell’uno Pitagora trova anche l’elemento di differenziazione di generi della molteplicità. Dall’uno scaturiscono per addizione i numeri pari e dispari. Alla distinzione fra numeri pari e quelli disperi i pitagorici facevano risalire tutte le altre opposizioni della realtà tra cui bene-male, tenebre-luce ecc.. .
Il Pitagorismo è la filosofia della discontinuità. Alla discontinuità fra un numero e l’altro corrisponde un vuoto ma la scoperta che la diagonale di un quadrato di lato unitario è uguale alla radice di due , che è un numero irrazionale, cioè con infiniti decimali, apre la strada alla considerazione che fra un punto e l’altro ci siano infiniti punti, che cioè la realtà non è discontinua bensì continua e unitaria.
Intellettualismo etico di pitagora
La filosofia pitagorica rappresenta il trapasso della filosofia realistica alla filosofia intellettualistica. I filosofi ionici avevano ritrovato l’archè, il principio unificatore della realtà in qualcosa di materiale, per lo più in uno degli elementi della natura (acqua, aria fuoco) i pitagorici vedono invece il numero l’essenza di tutte le cose.
Pitagora è il primo esponente dell’intellettualismo etico greco cioè della tendenza propria di tutta la filosofia greca di far coincidere bene e sapere.
Parmenide
Parmenide e l'essere immutabile
Parmenide mette in rilievo la diversità dei possibili approcci conoscitivi alla realtà:
-conoscenza sensibile illusoria che trae in errore, cambia di persona in persona.
-intelletto mostra la via della verità (alèteia).
Parmenide dimostra che l’essere è uno, continuo, immutabile ed eterno.
Immobile se si muovesse dovrebbe muoversi verso l’altro da sé, ma altro rispetto all’essere è il non essere.
Immutabile se divenisse dovrebbe divenire altro da sé.
Eterno se fosse stato generato avrebbe dovuto esserlo dal non essere o dall’essere stesso.
Parmenide si contrappone ad Eraclito come pensatore del divenire ma entrambi criticano coloro che si abbandonano all’opinione e al senso senza seguire la via rigorosa del logos.
I sofisti
I sofisti e la paideia
Maestri di virtù, i primi ad aver elaborato il concetto occidentale di cultura (paideia) intesa come metodo di formazione di un individuo nell’ambito di un popolo o di un contesto sociale Il loro insegnamento è la retorica: mediante il potere persuasivo della parola loro insegnavano la morale, le leggi. Il loro intento era di educare i giovani a diventare cittadini attivi.
Protagora sofista
Protagora sostiene che l’uomo è misura di tutte le cose intendendo per misura la norma di giudizio, e per cose i fatti in genere. L’uomo è la norma che giudica tutti i fatti. Chi giudica delle cose è l’uomo.
Platone
Platone e la teoria delle idee
Platone elabora la teoria delle idee. Oggi quando parliamo di idee di solito intendiamo qualche cosa che è propria nella nostra mente.
Per Platone invece è il cuore della realtà, qualcosa che si vede con gli occhi dell’intelletto.
Parla nel Fedone di “una seconda navigazione” con cui si può giungere all’idea.
I greci erano un popolo di navigatori, quando era possibile si sfruttava la forza del vento quando il vento calava bisognava usare i remi. La prima navigazione è quella dei sensi, prima via di conoscenza attraverso la quale si riconoscono solo le singole cose belle. Per cogliere l’idea, cioè l’universale era necessaria una seconda navigazione (ammainare le vele della sensibilità e mettersi ai remi dell’intelletto). Platone afferma che le idee sono qualcosa di oggettivo.
La bellezza, la virtù è qualcosa che sta al di la del mondo sensibile , l’idea è trascendente.
Il mito della biga alata
Il mito della biga alata
Il mito della biga alta tratta dal Fedro di Platone serve a spiegare la teoria platonica della reminiscenza dell’anima, un fenomeno che durante la reincarnazione produce ricordi legati alla vita precedente.
Racconta di un ipotetica biga su cui si trova un auriga, personificazione della parte razionale o intellettuale dell’anima. La biga è trainata da una coppia di cavalli uno bianco e uno nero: quello bianco raffigura la parte dell’anima dotato di sentimenti di carattere spirituale e si dirige verso il mondo sensibile. I due cavalli sono tenuta per le briglie dell’auriga che ha il compito di guidare. La biga deve essere diretta verso l’iperuranio luogo metafisico a forma di anfiteatro dove risiedono le idee.
Scopo dell’anima è infatti contemplare l’iperuranio e assorbirne la sapienza delle idee. L’auriga deve riuscire a guidare nella stessa direzione i cavalli tenendo a bada quello nero e spronando il bianco in modo da evitare o ritardare il precipitare nella reincarnazione. Chi precipita subito rinascerà come persona ignorante. Questo mito è riconducibile all’immortalità dell’anima.
Taoismo
Taoismo e confucianesimo
TAO= via, sentiero, cammino, sistema. Con il termine tao si indicano anche le grandi arterie che collegano i centri più importanti della Cina alla capitale.
Il tao è l’ordine totale che regola con efficacia l’insieme delle molteplici realtà.
Il confucianesimo è nato nelle stesse circostanze storico-culturali del taoismo. Sia il confucianesimo sia il taoismo sono testimoni della decadenza della dinastia chou.
Mentre il confucianesimo intende difendere il comportamento degli antichi imperatori santi, il taoismo giudica tale comportamento corruttore della somma virtù (il tao).
Taoismo
-ispirato all’assenza di qualsiasi intervento
-virtù = forza facoltà, efficacia, ha carattere più tecnico.
Confucianesimo
-sostenevano l’intervento da parte del sovrano
-virtù = le gesta, azioni a fin di bene, ha carattere più morale.
Confucio
Confucio e la morale sociale
Grande pensatore la cui dottrina è rimasta alla base della morale di popoli estremi orientali. Si interessa ai rapporti sociali e comportamenti quotidiani.
Platone invece pone maggiore interesse sull’utopia e contemplazione. Mentre per Platone il re-filosofo considerava la conoscenza al di sopra di tutto per Confucio il re-educatore era un moralista che ricorreva alla virtù.
Mezzo di comunicazione preferito del confucianesimo era il ricorso a brevi battute, il linguaggio semplice, diretto, concreto.
Confucio considerava il suo messaggio trasmissione di verità e valori passati piuttosto che una morale in grado di ricostituire un organizzazione sociale e politica.
L’islam
L'islam e la comunità supertribale
Gli Arabi erano educati da secoli a vivere con intensità la solidarietà familiare, quella del clan e della tribù, che identificava ciascuno con gli altri dello stesso gruppo.
Questo stato di cose si opponeva fortemente a che ciascuno potesse vivere quella che noi consideriamo come libertà individuale. Lo stesso Mûhammad ebbe modo di sperimentare di persona come fosse difficile e rischioso uscire dal sistema di convinzioni, usi e costumi del proprio gruppo tribale per intraprendere qualcosa di innovativo. Perché un’innovazione proposta da un individuo trovasse spazio di tolleranza era necessario che egli si procurasse rapidamente un cospicuo numero di consensi.
Egli voleva creare una comunità di credenti che fosse al di sopra dei limiti del clan e della tribù che considerò depositaria della Rivelazione, nel senso che non potesse mai tradirla seriamente.
Ma perché avesse la stessa compattezza era necessario cominciare con una riorganizzazione della società in una forma in cui le garanzie per gli individui, per le famiglie e per i gruppi non venissero dalla solidarietà di clan e tribù bensì da leggi precise valide per tutti e applicate da persone competenti e responsabili controllate dal consenso o dissenso della comunità.
Mentre i Greci e i Romani avevano inventato lo stato che comportava il superamento degli interessi di clan e tribù, Mûhammad creò una comunità supertribale retta da leggi costanti e generali imposte da Allâh.
Domande da interrogazione
- Qual è il ruolo della Grecia antica nella formazione della cultura occidentale?
- Come Hegel interpreta la storia universale?
- Qual è la concezione dell'archè secondo Talete e Anassimandro?
- In che modo Platone distingue tra la prima e la seconda navigazione nella conoscenza?
- Qual è la differenza tra il taoismo e il confucianesimo secondo il testo?
La Grecia antica è vista come il pilastro della cultura, della lingua, delle arti e della scienza, rappresentando l'ideale di un uomo perfetto che unisce forza e bellezza, contribuendo così all'origine dell'età classica della letteratura tedesca.
Hegel considera la storia come un processo logico, dove la ragione è l'elemento dominante e il principio è la totalità di tutti i punti di vista, richiedendo l'uso della ragione per comprendere l'universale.
Talete identifica l'acqua come archè, l'elemento unificatore della realtà, mentre Anassimandro propone l'apeiron, l'illimitato, come principio unificante che tiene conto della molteplicità degli esseri.
Platone descrive la prima navigazione come quella dei sensi, che riconosce solo le singole cose, mentre la seconda navigazione, necessaria per cogliere le idee, richiede l'uso dell'intelletto per accedere alla realtà trascendente.
Il taoismo promuove l'assenza di intervento e una virtù tecnica, mentre il confucianesimo sostiene l'intervento del sovrano e una virtù morale, evidenziando l'importanza dei comportamenti quotidiani e dei rapporti sociali.