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Concetti Chiave

  • Girolamo Vitelli, nel 1870, smascherò la falsità delle "Carte di Arborèa", rivelando la nascita ritardata della cultura volgare sarda rispetto ad altre culture europee.
  • Le discussioni sull'autenticità dei testi antichi, come la "Cronica" di Dino Compagni, emersero in seguito alla scoperta di Vitelli, evidenziando contraddizioni tra diverse interpretazioni critiche.
  • Secondo Del Lungo, la filologia è un'operazione preliminare fondamentale che prepara un testo per ulteriori indagini storiche e letterarie.
  • D'Ancona, nel suo libro "Poesia popolare italiana" del 1878, analizzò le origini della poesia popolare, collegandola con la poesia d'arte e identificando Firenze come un crocevia culturale.
  • Successivamente, D'Ancona ampliò il suo campo di ricerca, concentrandosi sul recupero letterario degli ultimi due secoli e su temi più remoti e stravaganti.

La scoperta di Girolamo Vitelli

Nel 1870 un grecista pisano, Girolamo Vitelli, spinto dal D’Ancona, dimostrò la falsità delle “Carte di Arborèa”, spuntate improvvisamente a documentare poesie e prose sarde latine e toscane di inizio XII secolo. Fu spenta così l’illusione di negare la nascita ritardata della nostra cultura volgare rispetto a quelle di altri paesi europei.

E fu anche il successo della Scuola Storica contro i vecchi letterati del suo fronte interno.

Discussioni sull'autenticità dei testi?

Sulla scia di questo episodio, presero vigore altre discussioni sull’autenticità di altri testi della nostra letteratura antica: si prenda ad esempio la disputa sulla “Cronica” di Dino Compagni, contraffazione cinque-seicentesca per eruditi di basso profilo (Fanfani, Arlìa e Grion) e capolavoro storiografico del ‘300 per l’Accademia della Crusca e Del Lungo, il quale a dimostrazione della sua tesi scrisse due ampi volumi.

Il ruolo della filologia secondo Del Lungo

Per Del Lungo (e Bartoli, Carducci e D’Ancona), la filologia non era una attività autonoma, ma una ineliminabile operazione preliminare che mette a disposizione un testo, prima di venire valorizzato con indagini storiche e letterarie.

D'Ancona e la poesia popolare italiana

D’Ancona invece elaborava studi paradigmatici per metodo e maturità scientifica. Interessante è il libro del 1878, “Poesia popolare italiana”, non solo trattato estetico e filologico, ma anche sulle origini e sulle sue relazioni con la poesia dell’arte.

Come luogo privilegiato di incontro tra “l’umile Musa del popolo e quella dei dotti” viene indicata la Firenze del due-trecento, in quel “Comune ordinato a popolo”, dove “il popolo educava il poeta a gentilezza di ispirazioni, e il poeta avvivava l’arte alle fonti perenni del sentimento popolare”; il legame di allenta fra ‘300 e ‘400 e riprende con Lorenzo il Magnifico, che per “blandire la plebe, riamicò le Muse col sentimento popolare”.

Ancora, D’Ancona individua nella Sicilia il primitivo centro di produzione e nella Toscana la patria di adozione e il luogo di irraggiamento verso le altre regioni.

L'evoluzione dell'attività di D'Ancona

Successivamente, il D’Ancona differenziò la sua attività, abbandonando le origini e passando al recupero letterario degli ultimi due secoli e alla ricerca su temi remoti e stravaganti (vedi la memorialistica di viaggio).

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Domande da interrogazione

  1. Qual è stata la scoperta di Girolamo Vitelli e il suo impatto sulla cultura italiana?
  2. Nel 1870, Girolamo Vitelli dimostrò la falsità delle “Carte di Arborèa”, rivelando la nascita ritardata della cultura volgare italiana rispetto ad altri paesi europei, segnando un successo per la Scuola Storica contro i letterati tradizionali.

  3. Qual è il ruolo della filologia secondo Del Lungo e i suoi contemporanei?
  4. Del Lungo e altri, come Bartoli e D’Ancona, consideravano la filologia come un'operazione preliminare essenziale per fornire un testo, da valorizzare poi con indagini storiche e letterarie, piuttosto che un'attività autonoma.

  5. Come ha contribuito D'Ancona alla comprensione della poesia popolare italiana?
  6. D'Ancona, nel suo libro “Poesia popolare italiana” del 1878, ha esplorato le origini e le relazioni tra la poesia popolare e quella d'arte, evidenziando Firenze come un luogo di incontro tra il popolo e i poeti, e identificando la Sicilia come centro di produzione iniziale.

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