Concetti Chiave
- Archimede, celebre matematico siracusano, è noto per la sua scoperta del principio che porta il suo nome, avvenuta mentre si trovava in una vasca da bagno.
- La vita di Archimede è un mix di realtà e leggenda, con la sua nascita avvolta nel mistero e la sua morte avvenuta durante l'assedio romano di Siracusa.
- Tra le sue invenzioni più significative ci sono le macchine belliche e un sistema di carrucole che permise il varo della nave Syracusia, simbolo della sua ingegnosità.
- Archimede contribuì notevolmente alla geometria, elaborando teorie fondamentali e progettando congegni innovativi come la vite idraulica e il planetario.
- Leonardo da Vinci studiò le opere di Archimede, ispirandosi alle sue invenzioni e contribuendo alla loro diffusione nel Rinascimento.
Un uomo nudo corre
Lungo le strade di Siracusa la gente passeggia, si ferma per chiacchierare, si accalca nei negozi per ultimare le spese. D'un tratto la folla si apre e in mezzo, come sbucato dal nulla, un uomo nudo passa correndo. Bagnato con il respiro rotto dall’affanno grida “Eureka”, in lingua greca “ho trovato” e sparisce di nuovo alla vista. Archimede, il genio stravagante che, come sostiene lo storico Plutarco, si scordava persino di mangiare per continuare i propri studi matematici, aveva appena scoperto come svelare l'inganno della corona. Immerso in una vasca da bagno, era stato folgorato da un'idea geniale per smascherare lo l’orafo che aveva ingannato il re e, senza curarsi di vestirsi, era corso a dare il grande annuncio.
La vita di Archimede
La vita del matematico siracusano è un intreccio di realtà e leggenda. La stessa nascita è infatti avvolta nel mistero. La data, il 287 a.C. è stata dedotta da quella della sua morte, avvenuta nel 212 a.C. : aveva infatti settantacinque anni quando fu ucciso da un soldato romano al termine dell’assedio di Siracusa. In una sua opera, Arenario, dedicata all’elaborazione di un complicato metodo per il calcolo dei corpi celesti Archimede riferisce di essere figlio di Fidia un astronomo. In gioventù ebbe modo di viaggiare per motivi di studio.
Viaggi e scoperte
Si recò sicuramente in Egitto, ad Alessandra, dove il re Tolomeo aveva accolto numerosi esponenti di spicco nel campo della scienza e dell'arte. Archimede vi trovò un ambiente aperto alle sue indagini matematiche, tanto che, una volta tornati in patria, mantiene costanti rapporti epistolari con gli intellettuali Alessandrini.
Invenzioni e ingegno
Ritornato nella città natale, Archimede si distinse per l’ingegnosità con cui riuscì a trovare con acume e sorprendente senso pratico numerosi problemi, primo fra tutti quello dell' ingombrante nave Syracusia. La Syracusia fu l’imponente nave ,ben 4200 tonnellate di peso, fatta costruire dal sovrano di Siracusa Gerone II per essere donata al re d'Egitto come segno di amicizia. La mole dell'imbarcazione era però tale che sembrava impossibile farla scivolare in acqua. Archimede progettò quindi un sistema di carrucole e leve che, azionato con un semplice tocco della mano, permise il varo. In questa occasione pronunciò la proverbiale frase “Datemi un punto di appoggio e vi solleverò il mondo”, riferita alla leva.
Contributi alla geometria
La vita di Archimede proseguì serena fra l'elaborazione di teorie in campo geometrico ( Sulla sfera e il cilindro, Sulle spirali, Sull'equilibrio dei piani) e la progettazione dei fantasiosi congegni, come il planetario e la vite idraulica, fino a quando Geronimo, divenuto re alla morte di Gerone, ruppe l’ormai decennale alleanza con Roma. Nel 213 a.C. tutti i romani guidati da Marco Claudio Marcello strinsero Siracusa in una morsa. Archimede, che aveva servito la città in tempi di pace, ha dato il suo ingegno alle nuove esigenze belliche.
La fine di Archimede
L'anno successivo i romani sbaragliarono la difesa siracusana e invasero la città. Archimede, impotente, non si arrese alla brutalità e continuò chino sui suoi calcoli a studiare fino al momento della pugnalata che lo uccise. Un soldato infatti colpì a morte l'inventore, sebbene il comandante delle truppe romane avesse ordinato di risparmiarmi la vita.
Leonardo e Archimede
Leonardo da Vinci studio attentamente l'opera di Archimede e mise appunto numerosi prototipi delle sue invenzioni. L'inventore italiano offre curiose indicazioni su un viaggio dello scienziato siracusano in Spagna. In questi luoghi avrebbe costruito alcuni meccanismi di difesa utile al popolo dei Cilodastri, dei quali però non si ha altra testimonianza.
Resoconti della morte
Dall’uccisione di Archimede sono giunti fino a noi diversi resoconti. Per alcuni il matematico fu ucciso perché, immerso nei propri studi, si rifiutò di recarsi da Marcello; per altri fu assassinato da un manipolo di soldati convinti che nella sua scatola degli attrezzi lo scienziato nascondesse l’oro; per altri ancora fu pugnalato mentre, ignaro del pericolo che correva, disegnava alcune figure geometriche nella polvere.
Il principio di Archimede
L'ispirazione può arrivare nei momenti e nei luoghi in meno prevedibili. Per Archimede sede privilegiata di scoperte fu il bagno. Mentre stava comodamente sprofondato in una vasca, non trovò solo il modo per smascherare l’orafo che aveva truffato il re, ma comprese il motivo per cui i corpi c'è gialleggiano. Tale nozione, nota da allora in poi come “Principio gli Archimede”, stabilisce che un oggetto, immerso in una sostanza liquida, riceve da quest'ultima una spinta verso l'alto uguale al peso della quantità di liquido spostato, come se l'oggetto fosse sul piatto di una bilancia e il volume di liquido spostato sull'altro piatto della stessa bilancia.
Macchine belliche
Le macchine belliche inventate da Archimede divennero in poco tempo l’incubo dei soldati romani: catapulte capaci di colpire le navi anche da molto lontano, gru in grado di ruotare per centrare il nemico con incredibile precisione ed enormi travi munite di ganci (manus ferrea) per afferrare la prua delle imbarcazioni e farle naufragare. La fantasia dei cronisti successivi si è sbizzarrita nell’attribuire ad Archimede ordigni sempre più elaborati, fino a ritenerlo artefice dell'incendio di navi romane grazie a specchi ustori: sistemi di superfici riflettenti in grado di ardere oggetti a distanza. In realtà non sono ancora stati trovati reperti archeologici in grado di dimostrare che all'epoca di Archimede esistessero lenti concave di dimensioni tali da convogliare il calore necessario per bruciare interi imbarcazioni.
Domande da interrogazione
- Qual è l'evento che ha reso Archimede famoso nella storia?
- Qual è l'importanza del grido "Eureka" di Archimede?
- Quali sono le principali invenzioni di Archimede?
- Quali sono le principali invenzioni di Archimede?
- Come ha influenzato Archimede la geometria?
- Come ha influenzato Archimede la geometria?
- Qual è il "Principio di Archimede" e dove lo ha scoperto?
- Qual è il contesto della morte di Archimede?
- Qual è la leggenda riguardante la morte di Archimede?
- Qual è il legame tra Archimede e Leonardo da Vinci?
Archimede è diventato famoso per aver scoperto come smascherare l'inganno dell'orafo del re, esclamando "Eureka" mentre correva nudo per le strade di Siracusa, dopo aver avuto l'idea geniale nella sua vasca da bagno.
Il grido "Eureka", che significa "ho trovato", segna il momento in cui Archimede scopre come smascherare l'inganno dell'orafo, dimostrando il suo genio e la sua dedizione alla scienza, come riportato nel testo.
Archimede è noto per aver progettato numerosi congegni, tra cui la vite idraulica e un sistema di carrucole e leve per il varo della nave Syracusia, dimostrando un ingegno straordinario nella risoluzione di problemi pratici.
Archimede è noto per aver progettato macchine belliche, come catapulte e gru, e per aver sviluppato il principio di Archimede, che spiega il galleggiamento degli oggetti nei liquidi, evidenziando la sua ingegnosità.
Archimede ha contribuito significativamente alla geometria con opere come "Sulla sfera e il cilindro" e "Sulle spirali", elaborando teorie che hanno avuto un impatto duraturo nel campo matematico.
Archimede ha contribuito significativamente alla geometria con opere come "Sulla sfera e il cilindro" e "Sulle spirali", dimostrando la sua abilità nel calcolo e nella progettazione di teorie geometriche.
Il "Principio di Archimede" stabilisce che un oggetto immerso in un liquido riceve una spinta verso l'alto uguale al peso del liquido spostato; Archimede lo scoprì mentre si trovava nella sua vasca da bagno.
Archimede fu ucciso da un soldato romano mentre era immerso nei suoi studi, nonostante l'ordine di risparmiarlo, evidenziando la sua dedizione alla scienza fino all'ultimo momento.
La morte di Archimede è avvolta nel mistero; secondo diverse versioni, fu ucciso mentre era immerso nei suoi studi, rifiutandosi di andare da Marcello o mentre disegnava figure geometriche nella polvere, nonostante l'ordine di risparmiarlo.
Leonardo da Vinci studiò le opere di Archimede e realizzò prototipi delle sue invenzioni, dimostrando l'influenza duratura del matematico siracusano sulla scienza e l'ingegneria nei secoli successivi.