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Concetti Chiave

  • La fenomenologia si compone di tre fasi principali: coscienza, autocoscienza e ragione, che rappresentano l'interazione tra soggetto e oggetto.
  • L'autocoscienza si realizza attraverso le relazioni di potere, dove il signore e il servo vivono una dinamica complessa di indipendenza e dipendenza.
  • La coscienza infelice si differenzia tra ebraismo e cristianesimo, evidenziando una separazione tra uomo e Dio nell'ebraismo e una visione incarnata di Dio nel cristianesimo.
  • La filosofia dello spirito rappresenta una coscienza più elevata, sviluppandosi in tre momenti: soggettivo, oggettivo e assoluto, che riflettono la crescita della consapevolezza.
  • Lo spirito oggettivo si manifesta attraverso istituzioni sociali e si articola in diritto astratto, moralità ed eticità, quest'ultima suddivisa in famiglia, società civile e stato.

La fenomenologia è in sostanza la coscienza infelice che si divide in tre momenti:

1. coscienza (tesi) che a sua volta è oggetto

2. autocoscienza (antitesi) soggetto

3. ragione (sintesi) unità tra soggetto e oggetto

L’autocoscienza è l’attenzione che avviene tra il soggetto e l’oggetto che poi sarebbe l’IO considerando i rapporti con gli altri.

Che cosa sono l'autocoscienza e le relazioni di potere?

Entrando nell’argomento della signoria e della servitù l’autocoscienza raggiunge il suo appagamento solo in un'altra autocoscienza dove bisogna riconoscere il proprio momento lotta e di sfida.

Il signore per affermare la propria indipendenza rischia la vita invece ilo servo per non rischiare la propria vita rischia al contrario la propria indipendenza. Il signore di conseguenza diventa il servo del servo e il servo diventa il signore del signore. Il signore prima appare indipendente poi diventa servo e si limita semplicemente a godere passivamente del lavoro degli altri.

Il servo al contrario acquista un indipendenza per paura della morte , del lavoro e del servizio sperimentando il proprio essere come qualcosa di distinto dal mondo della realtà. Il servo ha una conoscenza nei confronti delle cose e il signore dipende nei confronti del lavoro servile.

Coscienza infelice e religioni

La coscienza infelice si potrebbe dividere in due religioni.

Da una parte c’è l’ebraismo con la sua separazione tra uomo e Dio che forma un antitesi sia intrasmutabile che una trasmutabile, dove l’assenza di assoluto crea una realtà lontana della coscienza. Questa realtà lontana della coscienza crea Dio che è padrone assoluto della vita e della morte e l’uomo che è in uno stato di indipendenza.

Poi c’è il cristianesimo che vede Dio come un incarnato , quindi come una realtà effettuale e non come un padre. La coscienza è diversa e separata e continua ad essere infelice e Dio continua a configurarsi come irraggiungibile.

La coscienza infelice si basa anche sulla devozione che sarebbe un pensiero a sfondo sentimentale e religioso che non si è ancora elevato a concetto dove Dio è l’esprimere nell’appetito e nel lavoro e dove Dio figura come un dono e come uno scopo per agire.

L’ultima parte delle coscienza infelice è la manifestazione di se che sarebbe la completa negazione dell’IO a favore di Dio.

Filosofia dello spirito

La filosofia dello spirito è invece la coscienza più alta e difficile che si basa sull’idea che si estranea da se e che sparisce come natura perché si fa soggettiva e libera.

Lo sviluppo dello spirito avviene in tre momenti:

1. soggettivo dove l’individuale è l’insieme delle facoltà

2. oggettivo che è quello sociale

3. assoluto ovvero che sa e conosce se stesso

Spirito soggettivo e oggettivo

Lo spirito soggettivo dove l’individuale è l’insieme delle facoltà è il lento e progressivo emergere della natura con forme elementari di una vita psichica e con attività conoscitive e pratiche. Questo spirito soggettivo si divide in antropologia, fenomenologia e psicologia.

Per quanto riguarda lo spirito oggettivo si basa sulla libertà che nella sfera dello spirito oggettivo si incentra lo spirito e si manifesta in istituzioni sociali e concrete. Lo spirito oggettivo si divide in tre momenti:

1. diritto astratto (tesi)

2. moralità (antitesi)

3. eticità (sintesi)

L’eticità a sua volta si divide in tre momenti:

• famiglia (tesi)

• società civile (antitesi)

• stato (sintesi)

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Domande da interrogazione

  1. Quali sono i tre momenti della fenomenologia secondo il testo?
  2. La fenomenologia si articola in tre momenti: coscienza (tesi), autocoscienza (antitesi) e ragione (sintesi), dove l'autocoscienza rappresenta l'attenzione tra soggetto e oggetto.

  3. Come si manifesta l'autocoscienza nelle relazioni di potere?
  4. L'autocoscienza si realizza attraverso la lotta tra signore e servo, dove il signore rischia la vita per la propria indipendenza, mentre il servo, temendo per la vita, acquista un'indipendenza distinta dal mondo.

  5. Qual è la differenza tra l'ebraismo e il cristianesimo nella concezione della coscienza infelice?
  6. L'ebraismo presenta una separazione tra uomo e Dio, creando una realtà lontana, mentre il cristianesimo vede Dio come incarnato, mantenendo la coscienza infelice e l'irraggiungibilità di Dio.

  7. In cosa consiste la filosofia dello spirito?
  8. La filosofia dello spirito rappresenta la coscienza più alta, che si estrania da sé e si sviluppa in tre momenti: soggettivo, oggettivo e assoluto, culminando nella conoscenza di sé.

  9. Come si struttura lo spirito oggettivo secondo il testo?
  10. Lo spirito oggettivo si basa sulla libertà e si articola in tre momenti: diritto astratto (tesi), moralità (antitesi) ed eticità (sintesi), con quest'ultima suddivisa in famiglia, società civile e stato.

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