Concetti Chiave
- La morte di Enrico VI Hohenstaufen generò una crisi politica, con Federico III, solo treenne, sotto la tutela papale e Ottone di Brunswick che assunse il titolo di imperatore.
- Federico II, dopo aver affrontato i Comuni e la Chiesa, entrò in conflitto con papa Innocenzo IV, che lo depose, portando a una guerra proseguita dai suoi eredi.
- La rivolta del Vespro del 1282 scaturì dall'ostilità siciliana verso gli angioini, culminando in una guerra tra angioini e aragonesi, risoltasi con la pace di Caltabellotta.
- I movimenti religiosi come i catari e i valdesi emersero in risposta ai bisogni religiosi, ma furono perseguitati dalla Chiesa e dai poteri secolari per la loro dottrina dissidente.
- Per reprimere l'eresia, papa Innocenzo III bandì una crociata contro i catari e istituì l'Inquisizione, portando alla condanna degli eretici e alla loro scomparsa nei primi decenni del 300.
Crisi politica e successione imperiale
Alla morte di Enrico VI Hohenstaufen, si aprì una crisi politica, che interessò la successione imperiale. Il regno di Sicilia fu affidato al figlio Federico che però aveva solo 3 anni e quindi era tutelato dal papa. Il titolo di imperatore fu assunto da Ottone di Brunswick, che però venne sconfitto a Bouvines. Il titolo passò a Federico che in Sicilia rafforzò il suo potere, attraverso la divulgazione delle Costituzioni melfitane, la raccolta delle leggi del regno.
Conflitti tra Federico II e la chiesa
Il suo forte potere preoccupò i Comuni, che temevano la riaffermazione dell’imperatore in Italia settentrionale. Anche la chiesa lo temeva e quindi papa Gregorio IX sollecitò l’imperatore ad intraprendere una crociata che si risolse con un successo diplomatico. Al rientro in Italia, Federico II decise di affrontare i Comuni, ciò scatenò ovviamente una guerra che si estese alla chiesa. Il nuovo pontefice Innocenzo IV promulgò una bolla di deposizione di Federico II. Nel 1250 morì e la guerra fu proseguita da suo figlio Manfredi e da suo nipote Corradino. La guerra si concluse con la sconfitta degli eredi di Federico e la vittoria della Francia con Carlo D’Angiò che venne chiamato dalla chiesa.
Rivolta del Vespro e guerra tra angioini e aragonesi
Il regno degli angioini incontrò l’ostilità dei siciliani per l’aumento della pressione fiscale e per il trasferimento della corte a Napoli. Nel 1282 nella capitale esplose la rivolta del Vespro contro i Francesi, che si estese poi ad altre città. I rivoltosi offrirono la corona siciliana a Pietro d’Aragona. Angioini e aragonesi si affrontarono in una lunga guerra che finì nel 1302 con la pace di Caltabellotta: agli aragonesi andò la Sicilia e gli angioini continuarono a governare sull’Italia meridionale.
Movimenti religiosi e repressione dell'eresia
Il consolidamento del potere politico della chiesa avvenne in un tempo in cui le trasformazioni socio-economiche facevano insorgere nuovi bisogni religiosi. Ci furono dei movimenti che si distanziarono dal cristianesimo cattolico. Tra questi quello dei catari e dei valdesi. I catari cominciarono ad apparire in Germania e la loro dottrina si fondava su un principio dualistico, la contrapposizione tra Dio e Satana. Inoltre ritenevano che il mondo fosse creazione di Satana e l’anima di Dio, rifiutavano i sacramenti, e la loro dottrina ebbe dei seguaci soprattutto nei ceti urbani. I valdesi invece provenienti dalla Francia, Italia e Germania, erano accomunati ai catari dal richiamo alla povertà della Chiesa. I poteri secolari, ebbero sospetto nel dissenso religioso perché pensavano che le dottrine sminuissero il potere politico. Dato che anche gli obiettivi di controllo della chiesa convergevano, l’eresia divenne un crimine pubblico di somma gravità. Per la repressione dell’eresia nel 1204 papa Innocenzo III bandì una crociata per sradicare i catari. Per reprimere l'eresia fu istituita l’Inquisizione, una procedura giudiziaria che doveva indagare la presenza di eretici, che se riconosciuti venivano sottoposti alla pena capitale. Nei primi decenni del’300 i catari scomparirono mentre i valdesi si isolarono.
Domande da interrogazione
- Quali furono le conseguenze della morte di Enrico VI Hohenstaufen sulla successione imperiale?
- Come si sviluppò il conflitto tra Federico II e la Chiesa?
- Quali furono le cause e le conseguenze della rivolta del Vespro?
- Come si manifestò la repressione dell'eresia nel periodo medievale?
Alla morte di Enrico VI, si aprì una crisi politica con il regno di Sicilia affidato al giovane Federico, tutelato dal papa, mentre Ottone di Brunswick assunse il titolo di imperatore, ma fu sconfitto a Bouvines, permettendo a Federico di rafforzare il suo potere in Sicilia.
Federico II, temuto dai Comuni e dalla Chiesa, affrontò una guerra dopo che papa Gregorio IX lo sollecitò a intraprendere una crociata. La situazione si aggravò con la bolla di deposizione di Innocenzo IV e continuò con la guerra tra gli eredi di Federico e Carlo D’Angiò, che portò alla sconfitta degli eredi.
La rivolta del Vespro del 1282 scoppiò a causa dell'ostilità dei siciliani verso gli angioini per l'aumento della pressione fiscale e il trasferimento della corte a Napoli. I rivoltosi offrirono la corona a Pietro d'Aragona, dando inizio a una lunga guerra che si concluse con la pace di Caltabellotta, assegnando la Sicilia agli aragonesi.
La repressione dell'eresia, in particolare contro i catari e i valdesi, si intensificò con la crociata bandita da papa Innocenzo III nel 1204 e l'istituzione dell'Inquisizione, che perseguiva gli eretici con pene severe. I catari scomparvero nei primi decenni del 300, mentre i valdesi si isolarono.