Concetti Chiave

  • Il reato collettivo non richiede la consumazione, basta che le condotte dei correi siano idonee a commettere il reato tentato.
  • Ogni correo deve fornire un contributo personale al reato, che può essere materiale, intervenendo fisicamente, o morale, influenzando gli altri.
  • Il concorso è definito collettivo quando più persone partecipano attivamente alla realizzazione del fatto criminoso.
  • La teoria dell’aumento del rischio stabilisce che il complice è punibile se la sua condotta agevola la commissione del reato, indipendentemente dalla sua utilità concreta.
  • Il regolamento di giurisdizione deve essere richiesto prima di una decisione processuale e può essere presentato sia dall’attore che dal convenuto.

Reato collettivo e condotte dei correi

Non è necessario che il fatto collettivo giunga a consumazione; è sufficiente che le condotte dei correi si traducano in atti idonei e diretti in modo equivoco a commettere il reato.

Quindi → è necessario che vengano realizzati gli estremi oggettivi almeno di un delitto tentato. Ciò si desume dall’art. 115:

Salvo che la legge disponga diversamente, nessuno è punibile:

a) per il semplice fatto di essersi accordato con altri, qualora all’accordo non segua la messa in atto del fatto programmato;

b) per il semplice fatto di aver istigato altri, tanto nel caso che l’istigazione sia accolta, quanto in quello che non lo sia, qualora il reato non sia stato commesso.

Contributo personale nel reato comune

Contributo di ciascun concorrente alla realizzazione del reato comune → ognuno dei correi deve arrecare un contributo personale alla realizzazione del fatto delittuoso. Il concorso può essere materiale ovvero morale (o psicologico).

Il concorso è materiale quando si interviene personalmente nella serie degli atti che danno vita all’elemento materiale del reato.

Esempio → Tizio e Caio decidono di realizzare un furto insieme. Entrambi agiscono concretamente per scassinare la cassaforte e appropriarsi dei beni in essa contenuti. Quindi, entrambi compiono concretamente gli atti che integrano il reato.

In definitiva, il fatto criminoso è definito collettivo quando sussiste la compartecipazione da parte di più correi.

Analisi → il regolamento di giurisdizione:

- si propone con un ricorso;

- non è un mezzo di impugnazione;

- può essere proposto solo prima che sia stata emessa una decisione, di merito o di rito, anche non definitiva, su una qualunque parte della materia del contendere (se il giudice si pronuncia su un presupposto processuale o nel merito, significa che ha potere di giudicare ed afferma implicitamente la propria giurisdizione);

- può essere proposto sia dal convenuto che dall’attore (dal convenuto per contrastare la scelta di giurisdizione dell’attore; dall’attore di fronte ad una eccezione di giurisdizione per stimolare rapida pronuncia di Cassazione).

Teoria dell’aumento del rischio

Teoria dell’aumento del rischio

Teoria dell’aumento del rischio → il complice è punibile se la sua condotta appare ex ante idonea ad agevolare la commissione del reato. Quindi, questa teoria non attribuisce alcuna rilevanza all’elemento causale: non importa se, in concreto, il contributo del complice risulta inutile o addirittura dannoso.

Esempio → Tizio fornisce a Caio un grimaldello per commettere un furto ma questi, giudicandolo inutile, non se ne serve.

Studia con la mappa concettuale

Domande da interrogazione

  1. Qual è la condizione necessaria affinché si configuri un reato collettivo?
  2. È sufficiente che le condotte dei correi si traducano in atti idonei e diretti a commettere il reato, senza necessità che il fatto giunga a consumazione, come indicato nell’art. 115.

  3. Che tipo di contributo deve fornire ciascun concorrente in un reato comune?
  4. Ogni correi deve apportare un contributo personale alla realizzazione del fatto delittuoso, che può essere materiale, intervenendo direttamente negli atti, o morale, influenzando psicologicamente gli altri.

  5. Come si definisce un fatto criminoso collettivo?
  6. Un fatto criminoso è definito collettivo quando vi è la compartecipazione di più correi, come nel caso in cui due persone agiscono insieme per commettere un furto.

  7. In cosa consiste la teoria dell’aumento del rischio?
  8. La teoria dell’aumento del rischio stabilisce che un complice è punibile se la sua condotta è idonea ad agevolare la commissione del reato, indipendentemente dall'effettiva utilità del suo contributo, come nel caso in cui un grimaldello fornito risulti inutile.

Domande e risposte

Hai bisogno di aiuto?
Chiedi alla community