Concetti Chiave
- La Costituzione italiana riconosce la famiglia come un nucleo fondamentale per l'organizzazione sociale, con articoli specifici che ne definiscono la collocazione giuridica.
- Il modello patriarcale, ereditato dalla tradizione romana, ha dominato la famiglia fino all'industrializzazione, quando il ruolo della donna ha iniziato a trasformarsi.
- Attraverso l'industrializzazione, le donne hanno acquisito consapevolezza del loro ruolo sociale, partecipando attivamente a lotte sindacali e cambiando le dinamiche familiari tradizionali.
- L'articolo 3 della Costituzione stabilisce l'uguaglianza di genere, ma l'articolo 37 introduce contraddizioni riguardo alle condizioni lavorative delle donne, riflettendo compromessi culturali.
- Negli anni '60 e '70, il femminismo ha portato a una revisione del concetto di famiglia, culminando nell'approvazione della legge sul divorzio e del nuovo diritto di famiglia nel 1975.
La famiglia nella Costituzione italiana
Agli art. 29, 30 e 31, la Costituzione italiana, si è preoccupa di dare una collocazione giuridica alla famiglia, poiché, pur trattandosi di un nucleo privato, è da considerare di importanza basilare per l'organizzazione della società
Nei riguardi di questa questione, i costituenti si trovarono di fronte duo posizioni opposte: la tradizione, che vedeva nella donna, moglie e madre, una spese di custode del focolare domestico e le nuove esigenze, frutto soprattutto dell'industrializzazione e dei nuovi modi di vita, propense a vedere nella donna un cittadino come gli altri con gli stessi diritti non solo di fronte alla legge, ma anche di fronte alla società.
Modello patriarcale e società rurale
Secondo il modello patriarcale, trasmesso, quasi integralmente dalla cultura dell'antica Roma, nella coppia, la figura dominante è l'uomo il quale come marito e come padre, ha sia la responsabilità della sussistenza del nucleo familiare, sia il compito di dirigere moglie e figli. Questo tipo di famiglia ha le sue radici nella società rurale in cui c'era bisogno di un'autorità che distribuisse i compiti e che ne fosse responsabile. Un simile modello ha dominato anche tutto il XIX secolo.
Industrializzazione e ruolo della donna
Attraverso l'industrializzazione e l'inurbamento, La società moderna, ha creato prospettive nuove, dato che la donna si è trovata a vivere esattamente le stesse vicende dell'uomo nelle lotte sindacali, nel lavoro, nella lotta partigiana, in fabbrica nelle catene di montaggio. Per questo motivo, la donna ha preso coscienza di essere un soggetto sociale e non un oggetto di decisioni altrui. Inoltre, mettere in discussione la tradizionale figura della donna significava, di conseguenza, mettere in discussione anche la struttura ed il modo di essere della famiglia stessa.
Parità di genere e compromessi costituzionali
Infatti all'art. 3 stabilisce che i cittadini sono uguali di fronte alla legge, indipendentemente dal sesso e questa è la premessa fondamentale con la quale alla donna viene restituita una parità che di fatto la tradizione le aveva sempre negato. Tuttavia, poiché nella Costituente erano presenti spinte culturali diverse (cattolica, laica e marxista), tale affermazione di principio sembra essere contraddetta dall'art. 37 visto che le condizioni di lavoro della donna devono consentirle l'adempimento della sua essenziale funzione familiare ed assicurare alla madre e al bambino una speciale adeguata protezione. E' probabile che la formulazione del testo costituzionale, in questo, sia stato frutto di un compromesso e che anche i progressisti, in realtà, abbiano affidato la soluzione del problema alla maturazione spontanea della situazione sociale e culturale dell'Italia. Nello stesso modo è rimasto ambiguo il significato del ruolo della famiglia nella società: da una parte l'immagine tradizionale di un nucleo chiuso in se stesso nei suoi interessi privati e per il verso opposto, gli innovatori avvertivano la necessità di assegnare alla famiglia un ruolo più aperto.
Trasformazioni sociali e leggi degli anni 70
La trasformazione industriale ha inferto un duro colpo allo schema tradizionale della famiglia, provocando anche cambiamento di costume e di mentalità che non è sempre si è svolto in modo pacifico. Gli hanno contribuito positivamente alla presa di coscienza del problema eventi della fine degli anni 60, con l'affermazione del femminismo e con le sue esagerazioni. Negli anni 70, lo schema tradizionale della famiglia è apparso ancora di più inadeguato. Basti pensare all'approvazione della legge sul divorzio, l'opposizione referendaria alla sua abolizione ed infine l'approvazione da parte del Parlamento del nuovo diritto di famiglia nel 1975.
Domande da interrogazione
- Qual è il ruolo della famiglia secondo la Costituzione italiana?
- Come si è evoluto il ruolo della donna nella famiglia con l'industrializzazione?
- Quali sono le contraddizioni presenti nella Costituzione riguardo alla parità di genere?
- In che modo le trasformazioni sociali degli anni '70 hanno influenzato la famiglia?
- Qual è la visione ambivalente della famiglia nella Costituzione?
La Costituzione italiana, agli articoli 29, 30 e 31, riconosce la famiglia come un nucleo di fondamentale importanza per l'organizzazione della società, pur essendo un'entità privata.
Con l'industrializzazione, la donna ha acquisito consapevolezza del suo ruolo sociale, partecipando attivamente a lotte sindacali e lavorative, sfidando la tradizionale visione patriarcale e contribuendo a una nuova concezione della famiglia.
L'art. 3 della Costituzione afferma l'uguaglianza dei cittadini, ma l'art. 37 introduce condizioni di lavoro per le donne che devono garantire il loro ruolo familiare, evidenziando un compromesso tra diverse spinte culturali.
Negli anni '70, la trasformazione industriale ha messo in crisi il modello tradizionale di famiglia, portando a cambiamenti di costume e mentalità, culminati nell'approvazione della legge sul divorzio e del nuovo diritto di famiglia nel 1975.
La Costituzione presenta una visione ambivalente della famiglia, oscillando tra l'immagine tradizionale di un nucleo chiuso e la necessità di un ruolo più aperto e sociale, riflettendo le tensioni tra tradizione e innovazione.