Concetti Chiave
- Malala fornisce numerosi esempi di rituali storici, come quello della Tyche rinominata Anthousa, enfatizzando l'assenza di sacrifici umani nella pratica religiosa.
- Costantino celebrò la fondazione di Costantinopoli con una parata militare e onori, evidenziando l'importanza simbolica della statuetta della Tyche nel foro.
- I Lupercalia, antiche cerimonie romane, vennero adattati a Costantinopoli e celebrati da Costantino, dimostrando un'evoluzione dei rituali pagani in un contesto più moderno.
- Le celebrazioni dei Lupercalia a Costantinopoli includevano elementi come fustigazioni rituali e atti di sottomissione, mantenendo un legame con le tradizioni romane.
- Eusebio omise le cerimonie di fondazione per non contraddire l'immagine di Costantino come primo imperatore cristiano che aveva eliminato il paganesimo dalla città.
Rituali e simbolismo nella narrazione di Malala
Leggendari o meno che fossero tali rituali, Malala ne dà numerosi esempi nel corso della narrazione, cosicché quando parla della Tyche che Costantino aveva rinominato Anthousa, senza sacrificio cruento, vuol intendere che lo fece senza sacrificare una vergine (non senza uccidere un animale).
Cerimonie di fondazione e onori militari
Si tratta, dunque, di una nota antiquaria, da cui poco dovremmo desumere sulle cerimonie di fondazione compiute nel collocare il monumento imperiale (con la Tyche in mano) al centro del foro. È certo, comunque, che per onorare la statuetta recata su carro nell’ippodromo, Costantino ordinò di farlo con una parata militare, una luminaria e un atto di sottomissione quale la proscinesi, imposta nei confronti del fondatore e della Tyche tutelare della città.
Lupercalia e la loro importanza a Costantinopoli
Un confronto per tale trasferimento di rituali antichissimi, resi ‘moderni’ e più adatti a una nuova sensibilità, è dato dai Lupercalia di Costantinopoli, cerimonie durate fino al VI secolo: i luperci erano i figli della lupa che, secondo il rituale, sacrificavano una capra dentro una grotta ai piedi del Palatino (quella dove presumibilmente Romolo era stato allattato dalla lupa), dopo di che giravano per Roma fustigando le donne che si scoprivano il seno davanti a loro (si credeva che portasse la fertilità) in nome del dio-capra Pan; questa cerimonia è citata anche a proposito di Cesare, quando Antonio (che era un luperco), arrivato ai Rostri (dove stava Cesare), si ferma e completamente nudo offre la corona a Cesare (che la rifiuta). Costantino volle che i Lupercalia, considerati così importanti, venissero celebrati anche a Costantinopoli, nonostante riti più pagani di questo non ce ne fossero. Eusebio evitò accuratamente qualunque riferimento alle cerimonie di fondazione di Costantinopoli perché sarebbe stato difficile conciliare quegli atti con l’affermazione che il primo imperatore cristiano aveva cancellato dalla città ogni forma di paganesimo e l’aveva dedicata al Dio dei martiri.
Domande da interrogazione
- Qual è il significato del trasferimento dei rituali antichi a Costantinopoli?
- Come venivano onorati i monumenti e le divinità a Costantinopoli?
- Perché Eusebio evitò di menzionare le cerimonie di fondazione di Costantinopoli?
Malala evidenzia come Costantino abbia modernizzato rituali antichissimi, come i Lupercalia, per adattarli a una nuova sensibilità, mantenendo viva la tradizione pur in un contesto cristiano.
Costantino ordinò cerimonie elaborate, tra cui parate militari e luminaria, per onorare la statuetta della Tyche, simbolo di protezione della città, dimostrando l'importanza del rituale nella vita pubblica.
Eusebio omise tali riferimenti per non contraddire l'idea che Costantino avesse eliminato il paganesimo dalla città, dedicandola al Dio dei martiri, creando così una discrepanza tra la tradizione e la nuova fede.