Concetti Chiave
- La seconda ondata di rivolte in Europa, ispirata dalla rivoluzione francese, si rivelò meno numerosa ma più significativa rispetto ai moti precedenti.
- Luigi XVIII tentò di mantenere la stabilità in Francia attraverso una costituzione, ma affrontò tensioni sia dagli ultras aristocratici che dai cittadini insoddisfatti.
- La rivoluzione di luglio 1830 portò alla caduta di Carlo X e all'instaurazione di una monarchia liberale sotto Luigi Filippo d'Orléans, che apportò cambiamenti significativi alla costituzione.
- Le rivolte in Polonia e Belgio furono influenzate dagli eventi in Francia: la Polonia cercò l'indipendenza dal dominio russo, mentre il Belgio ottenne la sua costituzione democratica con l'aiuto francese.
- La rivolta nel Ducato di Modena, inizialmente promettente, fallì a causa di divisioni interne e dell'intervento austriaco, che ripristinò l'ordine.
Rivolte in Europa e Francia
Dopo qualche anno di tranquillità, in Europa scoppiò una seconda ondata di rivolte che erano state innescate dalla rivoluzione in Francia. Rispetto ai moti di dieci anni prima, queste rivolte furono meno numerose, ma sicuramente più significative.
Luigi XVIII e Carlo X
Con la Restaurazione in Francia era diventato re Luigi XVIII e ritornarono in patria migliaia di nobili che si aspettavano di riottenere ciò che avevano perso. Luigi doveva gestire questa situazione cercando di continuare la linea tradizionale della monarchia, ma senza scontentare troppo i sudditi per non creare immediatamente i pretesti per una nuova rivoluzione. Dovette emettere una costituzione octroyée che riconosceva i principali diritti universali, ma non soddisfaceva pienamente i francesi. Inoltre, erano scontenti anche i cosiddetti ultras o ultrarealisti, cioè gli aristocratici che chiedevano di ritornare esattamente all’Ancien régime. Luigi XVIII ebbe più problemi con gli ultras che con il resto della popolazione. Alla sua morte nel 1824, divenne re suo fratello Carlo X, che era il capo degli ultras. Carlo iniziò subito a concedere privilegi agli aristocratici, a chiudere giornali, a impedire la circolazione delle idee, a ricorrere al senato senza consultare il parere delle opposizioni e ad assumere un atteggiamento assolutista. Guidò una vittoriosa campagna di conquista in Algeria nel 1830. Sempre nel 1830 però il sovrano presentò un progetto di legge, chiamato la “legge del Miliardo”, che avrebbe risarcito tutti i nobili fuoriusciti dal territorio francese durante gli anni della rivoluzione a spese dello stato. Questo provvedimento scatenò l’opinione pubblica francese e il re rispose con la repressione poliziesca e con quattro ordinanze che limitavano la libertà di associazione, di opinione e di manifestazione. Queste quattro ordinanze sono dette liberticide e rappresentarono la scintilla che fece scoppiare la rivoluzione.
Rivoluzione di luglio 1830
Nel luglio del 1830 a Parigi iniziò la rivolta contro il sovrano. Dopo tre giorni di combattimento per le strade, il sovrano e i suoi fedeli dovettero arrendersi, abbandonare Parigi e lasciarla nelle mani dei rivoltosi. Anche in questo caso, liberali e democratici avevano collaborato per cacciare il sovrano, ma erano divisi su come organizzare lo stato francese. Dopo alcuni confronti prevalse l’orientamento liberale, venne mantenuta la monarchia e la corona venne assegnata al giovane Luigi Filippo d’Orléans, che sembrava aperto alle nuove idee rivoluzionarie. Venne adottata la nuova bandiera rivoluzionaria tricolore, vennero fatti cambiare alcuni articoli della costituzione che avevano sembianze troppo assolutistiche, venne abbassato il censo per poter votare e vennero ribadite le principali garanzie e libertà. Nel corso del tempo, però, il sovrano non fece più altre leggi significative sebbene la società stesse cambiando velocemente sotto l’influsso della rivoluzione industriale. La monarchia di Luigi Filippo era ora liberale e si distaccava quindi dal volere della Santa Alleanza.
Rivolte in Polonia e Belgio
I fatti che avvenivano in Francia alimentarono le speranze degli abitanti degli altri stati europei che pian piano fomentavano delle rivolte. Così nel 1830 scoppiò la rivolta anche in Polonia. Era una rivolta di tipo indipendentistico contro il dominio russo e finì in un bagno di sangue. Migliaia di polacchi furono costretti a fuggire dalla madrepatria e si rifugiarono soprattutto in Francia, come il musicista Chopin.
Nel Regno dei Paesi Bassi, formato da Belgio, Olanda e Lussemburgo, la componente principale era rappresentata dagli olandesi. Il Belgio cattolico e francofono soffriva questa egemonia olandese e quindi decise di rivoltarsi approfittando della situazione della Francia. La rivolta dei belgi venne appoggiata dalla Francia, che non era disposta a tollerare l’intromissione della Santa Alleanza, ed ebbe un esito positivo. Il Belgio nel 1831 si diede una costituzione democratica secondo cui il re aveva pochi poteri, c’era suffragio universale maschile e venivano garantiti importanti diritti.
Rivolta nel Ducato di Modena
Nel 1831 ci fu una rivolta nel Ducato di Modena organizzata dalla Carboneria. A Modena il sovrano austriaco Francesco IV appoggiava le società segrete degli stati limitrofi per cercare di ingrandire il proprio ducato. Era in contatto con Enrico Misley e Ciro Menotti, che volevano organizzare una rivolta contro il papato e il ducato di Parma. Francesco IV però, vedendo gli esiti delle recenti rivolte che erano scoppiate nel resto d’Europa, si spaventò e decise di arrestare tutti i carbonari presenti nel ducato di Modena. A questo punto Misley e Menotti decisero di dar vita alla rivolta sia a Parma, sia in Romagna, sia a Modena. In un primo momento questa rivolta ebbe successo e venne proclamata una Repubblica delle province unite, ma poi i rivoltosi cominciarono a litigare tra democratici e liberali ed emersero tutti i campanilismi locali. Allora l’Austria approfittò di questa situazione e mandò un contingente militare a reprimere la rivolta e a riportare l’ordine. Misley riuscì a fuggire, mentre Menotti venne catturato e impiccato.
I moti del ’30 e del ’31 in Italia fallirono soprattutto a causa dell’efficienza e della tempestività della polizia austriaca che scopriva in anticipo i tentativi di rivolta e li reprimeva sul nascere.
Domande da interrogazione
- Quali furono le cause principali delle rivolte in Europa nel periodo post-rivoluzionario?
- Come gestì Luigi XVIII la situazione politica in Francia dopo la Restaurazione?
- Quale evento scatenò la Rivoluzione di luglio del 1830 in Francia?
- In che modo le rivolte in Francia influenzarono altri paesi europei come Polonia e Belgio?
- Quali furono le conseguenze della rivolta nel Ducato di Modena nel 1831?
Le rivolte in Europa furono innescate dalla rivoluzione in Francia e, sebbene meno numerose rispetto ai moti precedenti, furono più significative, con l'aspettativa di cambiamenti politici e sociali.
Luigi XVIII cercò di mantenere la monarchia tradizionale emettendo una costituzione octroyée che riconosceva alcuni diritti, ma dovette affrontare il malcontento sia degli ultras che della popolazione, cercando di evitare nuovi conflitti.
La Rivoluzione di luglio fu scatenata dalle quattro ordinanze liberticide di Carlo X, che limitarono le libertà civili e provocarono una rivolta popolare a Parigi, culminando nella sua fuga.
Le rivolte in Francia alimentarono le speranze di indipendenza in Polonia e la rivolta belga contro l'egemonia olandese, portando a significativi cambiamenti politici, come la costituzione democratica del Belgio nel 1831.
La rivolta nel Ducato di Modena, inizialmente di successo, fallì a causa di divisioni interne tra democratici e liberali e dell'intervento austriaco, che ripristinò l'ordine e portò all'esecuzione di Ciro Menotti.