Concetti Chiave
- La seconda rivoluzione industriale, avvenuta nel secondo Ottocento, segnò un rapido sviluppo industriale e un'evoluzione tecnologica significativa, con nuove vie di comunicazione e un'espansione dei mercati.
- Il periodo 1870-1905 vide una crescita industriale senza precedenti grazie all'uso di petrolio ed energia elettrica, portando alla nascita di monopoli e alla centralità delle banche nel finanziamento dell'industria.
- Il colonialismo imperialista, giustificato dalla tesi della superiorità, portò competizione tra nazioni per nuovi territori, ma lasciò un'eredità di arretratezza nei popoli colonizzati.
- Con l'industrializzazione nacque la classe operaia, che ottenne conquiste importanti come il diritto di sciopero, miglioramenti nelle condizioni lavorative e accesso all'istruzione.
- La Prussia, sotto Bismarck, divenne una potenza militare e cercò l'unità tedesca, provocando conflitti significativi, tra cui la guerra franco-prussiana e la nascita dell'impero germanico.
Qual è la seconda rivoluzione industriale?
Nel secondo Ottocento vi fu un rapido sviluppo industriale che gli storici hanno definito “ seconda rivoluzione industriale”.
Evoluzione tecnologica e monopoli
In una prima fase (1850-1870) si ebbe una evoluzione della tecnologia , un miglioramento dei servizi finanziari, una potenziamento delle infrastrutture con la costruzione di nuove vie di comunicazione che portarono ad una espansione dei mercati e ad una maggiore circolazione delle merci.
In una seconda fase (1870-1905) si ebbe una crescita senza precedenti dell’industria grazie all'utilizzo del petrolio e dell’energia elettrica, all'uso di nuovi metalli (acciaio, cromo, tungsteno, manganese) , di nuovi macchinari, di nuovi sistemi di produzione ( catena di montaggio taylorismo ).
In questo contesto riuscirono a sopravvivere solo le imprese che avevano i macchinari più moderni e il personale più qualificato, quindi quelle imprese che disponevano di maggiori capitali da investire. Nacquero di conseguenza i monopoli ( organizzati in trust ) che detenevano il controllo dei mercati. Si fece maggior ricorso alle banche che assunsero il ruolo di finanziatrici dell’industria. Vi fu un maggiore sfruttamento delle risorse coloniali e una crescita delle aree di vendita dei prodotti . In questa economia, sempre più mondializzata molti Stati adottarono il sistema monetario aureo, ossia calcolarono il valore della moneta in rapporto al prezzo dell’oro (stabilito a livello mondiale).
Conseguenze del colonialismo imperialista
L’espansione dell’industria portò alla “ grande depressione “ e le nazioni più forti entrarono in competizione per acquisire nuovi territori coloniali. Il colonialismo imperialista ( che giustificava lo sfruttamento dei popoli deboli con la tesi della superiorità dell’uomo bianco) non portò alcun beneficio ai popoli colonizzati anzi lasciò dietro di sé una pesante eredità fatta di confini arbitrari, di monocolture, di arretratezza e sottosviluppo.
Nascita della classe operaia
Con l’industrializzazione nacque la classe operaia , detta anche proletariato industriale che, tra le sue prime conquiste annoverava :
• il diritto di sciopero,
• la creazione di una legislazione che regolamentava i rapporti e le condizioni di lavoro,
• il miglioramento della situazione socio –sanitaria sui luoghi di lavoro
• L’accesso all'istruzione elementare per tutti.
Movimento socialista e Chiesa cattolica
In ambito politico si affermò il movimento socialista
Sulla questione sociale intervenne anche al Chiesa cattolica sostenendo il diritto dei lavoratori ad un salario giusto e il dovere dei proprietari a fare uso sociale della ricchezza. L’intervento più significativo fu l’enciclica Rerum Novarum ( Delle cose nuove) promulgata da Papa Leone XIII nel 1891 ma importante fu anche l’impegno nelle attività di assistenza e nella diffusione dell’associazionismo cattolico che si concretizzò con la fondazione di casse rurali, società di mutuo soccorso, cooperative.
Scenario politico europeo
Lo scenario europeo del secondo Ottocento vide come protagoniste Francia, Prussia , Inghilterra, Russia ( l’Austria aveva perso le province italiane , doveva affrontare le spinte nazionalistiche interne e contrastare l’espansionismo della Prussia e della Russia. La soluzione politica trovata dall'Imperatore Francesco Giuseppe fu la creazione dell’ impero austro-ungarico.
Francia sotto Napoleone III
La Francia era molto attiva sia sul piano della politica interna sia sul piano internazionale. Dopo la rivoluzione del ’48 (grazie a un colpo di Stato confermato da due plebisciti popolari, Luigi Napoleone Bonaparte nel 1852 , attraverso un terzo plebiscito, ottenne la restaurazione dell’Impero e il titolo di Napoleone III. ( Seconda Repubblica)Sotto il suo governo in Francia si registrò un miglioramento generalizzato delle condizioni di vita ( alle classi lavoratrici furono concessi una legislazione sociale e diritti sindacali ). A partire dal 1860 Napoleone iniziò a perdere i consensi , soprattutto a causa della sua rinuncia al protezionismo a favore dei prodotti francesi e della firma di un trattato di libero commercio con l’Inghilterra; a ciò si aggiunsero i numerosi interventi militari all'estero che gli inimicarono del tutto l’opinione pubblica francese.
Prussia e l'unità tedesca
La Prussia era lo Stato europeo che aveva avuto il maggiore sviluppo industriale e , sotto la guida si Otto von Bismarck e del re Guglielmo I era diventato una forte potenza militare. Scopo di Bismarck era realizzare l’unità tedesca sotto l’egemonia della Prussia : questo provocò un conflitto con l’ Austria (1866) e poi con la Francia, un conflitto destinato a interessare per molti decenni il cuore dell’Europa. (guerra franco-prussiana e nascita dell’impero germanico). Il conflitto ebbe origine da contrasti inerenti la successione al trono di Spagna. La Francia dichiarò guerra alla Prussia ma fu sconfitta a Sedan (1-2 settembre 1870). Terminò così il regime di Napoleone III e venne proclamata la Terza Repubblica mentre i Tedeschi assediavano Parigi che si arrese nel gennaio 1871. La Francia perse l’Alsazia e parte della Lorena. Intanto i tedeschi offrirono al re di Prussia la corona di secondo Impero Germanico ( il Primo era stato il Sacro Romano Impero di Carlo Magno , dall’800 al 1806).
Domande da interrogazione
- Quali furono le principali innovazioni tecnologiche della seconda rivoluzione industriale?
- Come influenzò il colonialismo imperialista l'industria e le nazioni coinvolte?
- Quali furono le conquiste della classe operaia durante l'industrializzazione?
- Qual è stato il ruolo della Chiesa cattolica nel contesto del movimento socialista?
- Come si sviluppò l'unità tedesca sotto la guida della Prussia?
La seconda rivoluzione industriale, che si sviluppò nel secondo Ottocento, vide un notevole progresso tecnologico, con l'introduzione del petrolio, dell'energia elettrica e nuovi metalli come acciaio e cromo, oltre all'adozione di sistemi di produzione come il taylorismo.
L'espansione industriale portò a una competizione tra le nazioni per acquisire territori coloniali, giustificando lo sfruttamento dei popoli deboli e lasciando un'eredità di confini arbitrari e sottosviluppo, senza alcun beneficio per i colonizzati.
La classe operaia, o proletariato industriale, ottenne importanti conquiste come il diritto di sciopero, una legislazione per regolare le condizioni di lavoro e l'accesso all'istruzione elementare, migliorando così la propria situazione socio-sanitaria.
La Chiesa cattolica intervenne a favore dei diritti dei lavoratori, sostenendo un salario giusto e l'uso sociale della ricchezza, con l'enciclica Rerum Novarum di Papa Leone XIII nel 1891, e promuovendo attività di assistenza e associazionismo.
Sotto Otto von Bismarck e Guglielmo I, la Prussia divenne una potenza militare e perseguì l'unità tedesca, provocando conflitti con l'Austria e la Francia, culminati nella guerra franco-prussiana e nella proclamazione del secondo Impero Germanico nel 1871.