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Concetti Chiave

  • Le generazioni post-rivoluzionarie si sentono stanche e sfiduciate, mostrando una diffidenza verso i miti del passato e una profonda "delusione storica".
  • Il mito illuministico della Ragione ha fallito nel garantire felicità e pace, portando a una crisi di fiducia nelle ideologie precedenti.
  • L'assolutismo illuminato non ha raggiunto l'ordine pacifico promesso, contribuendo a una crescente insoddisfazione sociale.
  • La rivoluzione, inizialmente accolta con entusiasmo, ha causato sofferenza e stragi, riportando l'Europa a forme di ordine antico.
  • Alfredo de Musset descrive la sua generazione come segnata da due ferite: la perdita del passato e l'incertezza sul futuro, evidenziando un profondo senso di smarrimento.

Perché le generazioni sono stanche e sfiduciate?

Psicologicamente, le generazioni che uscivano dalle tempeste dell’ultimo Settecento e del primo Ottocento erano stanche e sfiduciate, armate, cantò Manzoni, contro il secolo precedente; tali generazioni risultavano inoltre diffidenti di fronte ai suoi miti; travolte da una cocente “delusione storica”.

Delusione storica e fallimento

Il mito illuministico della Ragione era venuto meno, e la Ragione si era rivelata incapace di dare agli uomini la felicità e la pace, il ritorno allo stato sognato di natura; l’assolutismo illuminato non era stato in grado di condurre a un ordine pacifico di giustizia e benessere; la rivoluzione, che al suo scoppio tanta parte di Europa aveva salutata con esultanza, aveva arrecato stragi, sopraffazioni, per concludere, pareva, con un ritorno all’ordine antico.

Per questo senso di fallimento l’Europa della restaurazione era indotta a rinnegare come ingannatrice e deludente la Ragione, a respingere l’assolutismo illuminato, a diffidare dalle rivoluzioni, a desiderare forme statali e parole d’ordine che le restituissero la sicurezza smarrita: Alfredo de Musset, uno dei tanti scrittori che analizzarono la “malattia del secolo”, parlò di due ferite inferte alla sua generazione: “tutto ciò che era non è più; tutto ciò che sarà non esiste ancora”.

Domande da interrogazione

  1. Qual è il sentimento predominante delle generazioni che emergono dopo le tempeste del Settecento e Ottocento?
  2. Le generazioni di quel periodo si sentivano stanche e sfiduciate, come evidenziato nel testo, e mostrano una diffidenza verso i miti del passato, segnate da una profonda "delusione storica".

  3. Quali sono le conseguenze del fallimento del mito illuministico della Ragione?
  4. Il fallimento della Ragione ha portato a una crisi di fiducia, con l'Europa della restaurazione che rinnega l'assolutismo illuminato e diffida delle rivoluzioni, cercando forme statali che possano restituire la sicurezza perduta.

  5. Come viene descritta la condizione della generazione di Alfredo de Musset?
  6. Alfredo de Musset descrive la sua generazione come segnata da due ferite: la consapevolezza che "tutto ciò che era non è più" e l'incertezza su "tutto ciò che sarà", evidenziando un profondo senso di smarrimento e disillusione.

Domande e risposte

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