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Concetti Chiave

  • Vittorio Emanuele III divenne re nel 1901, affidando il governo a Giuseppe Zanardelli, che introdusse importanti riforme come l'abolizione della pena di morte e il diritto di sciopero.
  • Giovanni Giolitti, nominato presidente del Consiglio nel 1903, promosse una legislazione sociale avanzata e sostenne l'industrializzazione attraverso politiche protezionistiche.
  • Giolitti cercò un accordo con il Partito socialista per garantire stabilità, ma il tentativo fallì a causa della resistenza dell'ala massimalista, che sostenne il primo sciopero generale italiano nel 1904.
  • Il cattolicesimo si divise sulla partecipazione politica, con Romolo Murri che cercò di unire principi liberali e problemi sociali, ma fu scomunicato nel 1909.
  • Nella politica estera, Giolitti ridusse la Triplice Alleanza a un patto difensivo e dichiarò guerra all'impero ottomano nel 1911, portando all'occupazione della Libia e a una spaccatura nel Partito socialista.

Ascesa di Vittorio Emanuele III

Dopo la morte di Umberto I divenne re il figlio Vittorio Emanuele III, il quale nel 1901 affidò l'incarico di formare il governo al giurista Giuseppe Zanardelli, un liberale di sinistra. Quest'ultimo approvò nel 1889 il primo Codice penale dell'Italia unita. Il codice Zanardelli abolì la pena di morte, introdusse il diritto di sciopero e il principio della finalità rieducativa della pena.

Giolitti e la politica sociale

Nel novembre del 1903, in seguito al ritiro per malattia di Zanardelli, fu chiamato a capo del governo il ministro degli Interni, il piemontese Giovanni Giolitti, il quale mantenne la carica per più di un decennio. Di orientamento liberale e apparteneva alla cosiddetta “Sinistra costituzionale”, Giolitti dimostrò una grande abilità nel trovare un equilibrio tra le forze sociali, promuovendo da un lato un’avanzata legislazione e dall’altro una politica volta a favorire la nascente industria italiana.

Secondo il nuovo presidente del Consiglio lo Stato doveva:

    sostenere le forze più moderne (borghesia industriale e proletariato);

    condurre nell’orbita del sistema liberale gruppi e movimenti considerati nemici delle istituzioni (≠ Crispi);

    intervenire maggiormente per correggere gli squilibri sociali.

    concessione del diritto di sciopero

    neutralità dello Stato nel rapporto tra lavoratori e datori di lavoro

    legislazione a favore dei lavoratori anziani, infortunati o invalidi

    tutela del lavoro femminile e minorile

    diritto dei lavoratori al giorno di riposo settimanale

    obbligo scolastico fino al dodicesimo anno di età

    interventi in ambito igienico-sanitari

Sviluppo industriale e ferroviario

Appoggiò l'industrializzazione attraverso provvedimenti di protezionismo doganale e di commesse pubbliche.

All'interno del sistema produttivo italiano si affermarono in particolare:

    l'industria automobilistica (Fiat)

    l'industria della gomma (Pirelli)

    l'industria idroelettrica.

L'intenso programma di lavori pubblici voluto da Giolitti ebbe la sua più significativa manifestazione nell'estensione della rete ferroviaria.

Relazioni con il Partito socialista

Giolitti comprese che la trasformazione economica e sociale del paese esigeva una sicura base di consenso parlamentare, ma anche un’apertura alle forze politiche.

Ricercò un accordo con il Partito socialista (nato a Genova nel 1892): propose al leader riformista del partito Filippo Turati di entrare nel suo primo governo nella convinzione che ne avrebbe scongiurato ogni tentazione rivoluzionaria. Ma Turati sapeva che la corrente massimalista non avrebbe acconsentito. Anzi, nel 1904 l’ala estremista riprese il controllo del partito e sostenne il primo sciopero generale nazionale della storia italiana.

Movimenti cattolici e politica

Sull’ondata dell’entusiasmo provocato dalla Rerum novarum, all’interno del cattolicesimo si venne sviluppando un orientamento favorevole ai principi liberali, all’interno del quale rivestì particolare importanza il sacerdote Romolo Murri, fondatore nel 1900 di un movimento (Democrazia cristiana italiana) che voleva essere aperto ai problemi sociali nati dall’industrializzazione e si poneva in polemica contro le rigide chiusure dei cattolici intransigenti.

Il movimento non trovò il consenso né di Leone XIII, né del successore Pio X. Murri venne scomunicato nel 1909, mentre in Sicilia un altro sacerdote, Luigi Sturzo, si convinse della necessità si un partito laico-cristiano, a carattere democratico e popolare, pienamente autonomo dall’autorità ecclesiastica, in grado di inserirsi nell’impianto civile creato dal liberalismo.

Pio X si vide costretto ad ammorbidire il non expedit, ammettendo la possibilità di una partecipazione dei cattolici alle elezioni politiche.

Riforma elettorale del 1912

Nel 1912 venne approvata una nuova legge elettorale, che ammetteva al voto tutti i cittadini di sesso maschile, purché avessero compiuto 30 anni, età che si abbassava a21 se in grado di leggere e scrivere, oppure se era stato svolto il servizio militare.

Per rafforzare lo schieramento liberale a lui favorevole, alla vigilia delle elezioni Giolitti stipulò un accordo segreto con il conte marchigiano Vincenzo Ottorino Gentiloni, in base al quale i cattolici si impegnavano a sostenere l’elezione dei deputati liberali, mentre i liberali, in cambio, si impegnavano ad abbandonare le politiche anticlericali.

Il patto Gentiloni non dette i risultati che Giolitti sperava e poi fece si che il premier attirasse aspre critiche per i suoi metodi che potevano apparire troppo spregiudicati.

Politica estera

    Riduzione della Triplice Alleanza ad un patto puramente difensivo

    Accordi con Francia e Inghilterra.

    Nel settembre del 1911 l'Italia dichiarò guerra all’impero ottomano, sotto il cui dominio si trovava la Libia. Un corpo di spedizione italiano sbarcò a Tripoli e occupa le coste. Nel maggio dell’anno dopo l’Italia occupò il Dodecaneso nell’Egeo, mentre cinque torpediniere penetrarono nello stretto dei Dardanelli. In ottobre venne firmata la pace tra Italia e Turchia a Losanna: la seconda riconobbe il possesso italiano di Tripolitania e Cirenaica.

L’occupazione della nuova colonia incoraggiò i nazionalisti e provocò una spaccatura all’interno del Partito socialista tra la corrente minoritaria dei riformisti e la maggioranza che si era invece opposta in nome del pacifismo e dell’antimperialismo.

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Domande da interrogazione

  1. Quali furono le principali riforme introdotte da Giuseppe Zanardelli nel Codice penale del 1889?
  2. Il Codice Zanardelli abolì la pena di morte, introdusse il diritto di sciopero e stabilì il principio della finalità rieducativa della pena.

  3. Come Giovanni Giolitti cercò di bilanciare le forze sociali durante il suo governo?
  4. Giolitti promosse un’avanzata legislazione a favore dei lavoratori e sostenne l'industria italiana, cercando di mantenere un equilibrio tra borghesia industriale e proletariato.

  5. Quali misure Giolitti adottò per migliorare le condizioni dei lavoratori?
  6. Giolitti introdusse il diritto di sciopero, la legislazione a favore dei lavoratori anziani e infortunati, e l'obbligo scolastico fino al dodicesimo anno di età, tra le altre riforme sociali.

  7. Quale fu l'importanza del patto Gentiloni per Giolitti e la sua politica?
  8. Il patto Gentiloni mirava a rafforzare il sostegno liberale alle elezioni, ma non portò ai risultati sperati e suscitò critiche per i metodi considerati spregiudicati di Giolitti.

  9. Quali furono le conseguenze della guerra contro l'impero ottomano per il Partito socialista?
  10. L'occupazione della Libia incoraggiò i nazionalisti e provocò una spaccatura nel Partito socialista tra riformisti e pacifisti, evidenziando le tensioni interne al partito.

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