Concetti Chiave
- L'Età dei Metalli è suddivisa in tre fasi: Età del Rame, del Bronzo e del Ferro, caratterizzate dall'introduzione della metallurgia.
- Le date di inizio delle varie età dei metalli variano notevolmente a seconda delle regioni geografiche, con l'Età del Ferro che inizia nel 2650 a.C. in Africa e nel 800/700 a.C. nell'Europa del Nord.
- La protostoria segna un passaggio da culture senza scrittura a popolazioni che sviluppano i primi sistemi di scrittura, specialmente nella Mezzaluna Fertile.
- L'uso dei metalli ha portato a una rivoluzione economica e sociale, migliorando l'agricoltura e creando differenze di status all'interno delle comunità.
- La necropoli di Varna in Bulgaria ha rivelato circa 300 tombe e 22.000 manufatti, inclusi oltre 3.000 oggetti in oro, evidenziando l'importanza di questo sito nell'archeologia dell'Età dei Metalli.
Il periodo che segue le cosiddette “Età della Pietra” è noto come Età dei Metalli ed è a sua volta suddiviso in Età del Rame, del Bronzo e del Ferro. I termini che la definiscono si riferiscono all’introduzione progressiva della metallurgia, ossia delle tecniche di estrazione e lavorazione dei metalli. I limiti cronologici di queste età dei metalli variano a seconda delle aree geografiche considerate. Per questo, l’età del ferro inizia nel 2650 a.C. in Africa, verso il 1100 a.C. nella zona mediterranea e verso l’800/700 a.C., nell’Europa del Nord. Con l’età dei metalli, l’Europa entra nella protostoria, periodo che raggruppa l’insieme dei popoli senza scrittura, ma contemporanea alle prime civiltà storiche. La comparsa della metallurgia costituisce un reale progresso perché permette la produzione di oggetti che presentano dei vantaggi per la lavorazione della selce piromaca, chiamata anche pietra focaia: sono più solidi e soprattutto, una volta rotti, possono essere riciclati.
La protostoria e la scrittura
Almeno per quanto riguarda l’area più avanzata della Mezzaluna Fertile, questa fase si considera “Storia” e non più “Preistoria”. Per questo periodo, si usa anche il termine “Protostoria” (dal greco prótos, “primo”), che indica il lasso di tempo durante il quale alcuni popoli svilupparono i primi sistemi di scrittura e produssero documenti utili allo studio anche di quelle culture che ancora ignoravano la scrittura.
Differenze regionali nello sviluppo
Così come per i riferimenti cronologici relativi alla Preistoria, le date che si adoperano per studiare le prime età della storia sono relative e richiedono un’estrema attenzione al contesto geografico. Nella stessa Europa, le differenze sono notevoli, con alcune regioni più precoci di altre nello scoprire e abbracciare le nuove tecnologie metallurgiche. In altri termini, ciascuna regione della Terra ha avuto una “sua” Età della Pietra e un “suo” sviluppo delle tecniche metallurgiche, con differenze anche di secoli o di millenni, legate alla reperibilità di risorse e alle reti di comunicazione. Ed è così che alla diversità naturale dei paesaggi cominciò ad affiancarsi una diversità legata alle vicende umane.
Rivoluzione economica e sociale
Le conseguenze economiche dell’uso dei metalli furono notevoli, a tal punto che gli studiosi parlano di “rivoluzione dei prodotti secondari”. La conoscenza del ferro, del bronzo e del rame porta all’introduzione dell’aratro, al miglioramento delle culture e della vita economica. Inoltre la possibilità di accumulare ricchezze, costituite da oggetti in metallo, ma anche di ceramica o bestiame, determina un nuovo ordine sociale: infatti si creano delle differenze di status e si vennero a generare conflitti all’interno dei villaggi, definendo pertanto anche il ruolo dei guerrieri.
Scoperte archeologiche a Varna
Informazioni molto interessanti sull’età dei metalli, ci vengono fornite dalla necropoli di Varna, in Bulgaria che sembra risalire al V millennio a.C. Nell’antica necropoli di Varna sono state scoperte circa 300 tombe e recuperati 22.000 manufatti, tra cui oltre 3.000 oggetti in oro, per un totale di 6 chilogrammi complessivi, superiore a tutti gli altri reperti aurei scoperti in necropoli coeve in tutto il mondo. Altri reperti includono oggetti in rame, strumenti di selce, gioielli, conchiglie di molluschi mediterranei, ceramiche, lame di ossidiana e perline.
Domande da interrogazione
- Quali sono le principali suddivisioni dell'Età dei Metalli?
- Come si definisce la protostoria e quale ruolo ha nella storia?
- Quali fattori influenzano le differenze regionali nello sviluppo delle tecniche metallurgiche?
- Quali sono le conseguenze economiche e sociali dell'uso dei metalli?
- Cosa rivela la necropoli di Varna sull'Età dei Metalli?
L'Età dei Metalli è suddivisa in Età del Rame, del Bronzo e del Ferro, che si riferiscono all'introduzione progressiva della metallurgia e delle tecniche di lavorazione dei metalli.
La protostoria è il periodo in cui alcuni popoli svilupparono i primi sistemi di scrittura, segnando la transizione dalla preistoria alla storia, specialmente nell'area della Mezzaluna Fertile.
Le differenze regionali nello sviluppo delle tecniche metallurgiche sono influenzate dalla reperibilità delle risorse e dalle reti di comunicazione, portando a variazioni temporali significative tra le diverse aree geografiche.
L'uso dei metalli ha portato a una "rivoluzione dei prodotti secondari", introducendo l'aratro e migliorando la vita economica, creando differenze di status e conflitti all'interno dei villaggi.
La necropoli di Varna, risalente al V millennio a.C., ha fornito circa 300 tombe e 22.000 manufatti, tra cui oltre 3.000 oggetti in oro, rivelando l'importanza e la ricchezza delle culture metallurgiche dell'epoca.