Concetti Chiave
- Il Decadentismo è un movimento artistico e letterario che emerge in Europa alla fine dell'Ottocento, caratterizzato da un senso di disfacimento e ricerca del mistero.
- Il culto dell'arte e la ricerca della bellezza sono centrali nel Decadentismo, con l'esteta che considera l'arte come il fine ultimo della propria esistenza.
- Temi come la malattia e la morte sono predominanti, simboleggiando una condizione di nobiltà, contrapposta al vitalismo e alla celebrazione della vita.
- Personaggi emblematici del movimento includono l'artista maledetto, l'esteta e il dandy, tutti in cerca di una vita che possa essere un'opera d'arte.
- In Italia, il Decadentismo si sviluppa più tardi e si manifesta come un'atmosfera culturale piuttosto che un movimento rigoroso, influenzata dalla delusione verso il Positivismo.
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Per uscire dalla crisi di fine Ottocento furono progressivamente adottate delle misure che cambiarono le forme di organizzazione per gestire la vita sociale e politica dei Paesi industrializzati, variando anche il sistema delle relazioni economiche internazionali. Questa si chiama età dell'imperialismo.
Gli Stati tendono ad adottare una politica di tipo protezionistico, proteggendo le proprie industrie dalle concorrenze straniere, impegnandosi in una ricerca di nuovi mercati per i prodotti e aree per il rifornimento di materie prime, in modo sempre più aggressivo.
Dal 1896 l'economia capitalistica entrò in una nuova fase di espansione economica, basata sulla divisione tra Paesi industrializzati dominanti e sottosviluppati dominati. Ci fu dunque una crescita economica amplificata dallo sviluppo dei trasporti e dalla spartizione di colonie come Africa e Asia.
Il Decadentismo
Con il termine Decadentismo si intende un movimento artistico e letterario sviluppatosi in Europa, nato nell'ambiente parigino alla fine dell'Ottocento, argomentato nella rivista Decadent (1886).
Il movimento letterario è caratterizzato da un senso di disfacimento e da un'idea di un prossimo crollo, di un imminente cataclisma epocale. Alla base della visione del mondo decadente vi è un irrazionalismo misticheggiante nel quale i bohemiens, gruppi di giovani pittori, musicisti e poeti frequentavano stravaganti ritrovi. Questi gruppi non avevano idee chiare e nuove e il loro intento era quello di scandalizzare le persone comuni.
Venne radicalmente rifiutata la visione positivista. Il decadente ritiene che la ragione e la scienza non possono dare la vera conoscenza delle realtà, misteriosa ed enigmatica. L'anima decadente è perciò tesa verso il mistero, l'inconoscibile. Se il mistero della realtà non può esser colto attraverso la ragione, altri sono i mezzi mediante cui il decedente può attingere ad esso. Questi sono tutti gli stati d'alterazione mentale come la follia, la nevrosi, il delirio, il sogno, o stati causati dall'uso di droghe e alcool.
Tra i momenti privilegiati per i decadenti vi è soprattutto l'arte, suprema illuminazione. Da questo culto religioso dell'arte ha avuto origine il fenomeno dell'estetismo. L'esteta assume come principio regolatore della sua vita non i valori morali ma il bello. L'arte quindi rifiuta ogni rappresentazione della realtà storica e sociale e diviene arte pura. Tra le tecniche espressive usate dai decadenti bisogna ricordare la musicalità: la parola non vale tanto nel suo significato logico quanto come pura fonicità, per il suo valore evocativo. I decadenti fanno molto uso della metafora, espressione di una visione simbolica del mondo e la sinestesia, fusione di sensazioni.
La malattia è uno dei temi principali del Decadentismo che, se da una parte si pone come metafora di una condizione storia, dall'altro diviene una condizione privilegiata, segno di nobiltà e distinzione. La malattia affascina i decadenti perché rievoca l'immagine della morte, tema dominante e ossessivo. Al fascino della malattia e della morte si contrappongono tendenze opposte: il vitalismo, l'esaltazione della pienezza vitale che vede il suo massimo teorico in Nietzsche.
Il Decadentismo è segnato da alcuni personaggi, temi e stili importanti:
L'artista maledetto, che profana tutti i valori e le convenzioni della società;
L'esteta, che vuole trasformare la sua vita in un'opera d'arte (culto religioso dell'arte, del bello);
L'inetto a vivere, che è escluso dalla vita e si rifugia nelle sue fantasie, compensatrici di una realtà frustrante;
Il fanciullino, portatore di una visione fresca e ingenua che scopre le cose nella loro vergine essenza;
L'ammirazione per le epoche di decadenza (Greci, Latini);
Perversione, sensualismo, artificialità, crudeltà, sensibilità nevrastenica, malattia (ed amore per la donna fatale nelle sue interferenze con la malattia), morte e vitalismo;
Il superuomo o dandy, alla ricerca di eleganza e perfezione per non solo nel vestire, ma anche negli atteggiamenti e nei gusti personali;
Il poeta veggente (Rimbaud): egli penetra e interpreta, per simboli, il mistero dell'universo;
La poesia pura, priva di intenti pratici e utilitaristici: arte bella, ma inutile, e la superiorità dell'arte che ubbidisce solo a se stessa e noncurandosi delle critiche politiche o sociali;
La rivoluzione del linguaggio poetico: non più comunicazione, ma evocazione, il valore suggestivo e magico della parola (Verlaine 1882), il linguaggio metaforico, il simbolo oscuro e misterioso, allusivo e polisemico.
Manifesto del gruppo fu il romanzo “Controcorrente” di Huysmans. Il protagonista dell'opera rappresenta il vero e proprio modello dell'esteta, dell'intellettuale che vede nel bello l'unico motivo per cui vivere. Questo divenne uno dei tratti fondamentali del Decadentismo e stava ad indicare la tensione verso il bello, l'Assoluto, il disprezzo per il mondo industriale che era sporco e rozzo.
In realtà Baudelaire, già nel 1857, aveva pubblicato “I fiori del male” e viene considerato come il precursore del Decadentismo. I suoi successori furono Verlaine che nel 1884 pubblica l'antologia “I poeti maledetti”, Barrès, Bourges, Wilde, Stevenson, Kipling, Conrad, D'Annunzio, Fogazzaro, Pascoli.
Gli intellettuali sentivano il bisogno di far riemergere posizioni filosofiche di tipo spiritualistico e irrazionalistico, trovandosi di fronte ad una profonda crisi dell'intera cultura europea, senza alcuna possibilità di evoluzione.
Con la crisi del Positivismo si era affermata la filosofia di Bergson: egli nelle sue opere contrappone alla concezione razionalistica una visione della vita fondata su dei livelli. All'apice di questi livelli non c'è la ragione ma l'intuizione che permette di cogliere l'essenza del reale. Sempre in Francia dopo Huysmans si afferma con il romanzo psicologico Bourget. In Germania, invece, si fa strada Nietzche con opere singolari che ebbero larga influenza sulla letteratura. In Inghilterra la narrativa decadente si sviluppò con Oscar Wilde con il romanzo "Il ritratto di Dorian Gray", con Stevenson con "Lo strano caso del dottor Jekyll e del signor Hyde" dove viene descritto un caso di sdoppiamento della personalità.
Importanti anche i romanzi di avventura con "Il libro della giungla" di Kipling, "L'isola del tesoro" di Stevenson e "Cuore di tenebra" di Conrad.
L'evoluzione che portò il romanzo verista al romanzo decadente, esprime al meglio quella crisi della ragione che alla fine dell'Ottocento attraversò l'intera cultura occidentale: il rifiuto del metodo scientifico e razionale, l'individualismo, l'estetismo come culto della bellezza, una concezione dell'artista come profeta e vate portarono a una profonda trasformazione dell'uso e del significato stesso della parola in se, e quindi del romanzo che perse parte del proprio valore denotativo.
Il simbolismo decadente viene definito istintivo, e predilige le sensazioni e le corrispondenze segrete tra tutte le cose, così come figure retoriche come l'analogia, la metafora o la sinestesia, scovate tramite folgorazioni ed intuizioni dal poeta veggente. Anche per l'arte il simbolismo fu un movimento culturale di notevole importanza che andava sempre più delineandosi con l'impressionismo.
Il panismo si riferisce alla tendenza del confondersi e mescolarsi con il Tutto e con l'assoluto, due concetti chiave del decadentismo. In D'Annunzio il tutto prende la forma della natura. È evidente l'uso di questa tecnica all'interno della poesia "La Pioggia nel Pineto" in cui il poeta si fonde con la natura, la quale ripercorre allo stesso tempo il suo corpo e i suoi sentimenti.
L'estetismo nasce come movimento che tende a sviluppare le idee proposte dal parnassianesimo e si fonda sull'imperativo dell'"l'arte per l'arte", vedendo dunque in questa l'unico e sommo fine della letteratura. È una reazione al romanticismo e al suo mimetismo naturale e sentimentale, secondo cui la vita determina l'arte. Con l'estetismo la classica dicotomia vita-arte si risolve tendendo a fare della propria vita la prima delle opere d'arte, fornendo un'immagine di sé totalmente arealistica, estetizzata, ovvero deformata in favore del bello, unico valore morale del movimento. Nasce la figura del Dandy, eccentrico che si diverte a stupire il pubblico con atteggiamenti trasgressivi, cui scopo è di esaltare il gusto del bello e dell'arte, tanto da mettere i valori sociali e familiari in secondo piano. Tra gli esponenti di questa corrente ricordiamo Joris Karl Huysmans, con "À rebours" (Controcorrente), Oscar Wilde con "Il ritratto di Dorian Gray" e Gabriele D'Annunzio con "Il piacere".
Dandismo o superuomo
La consapevolezza di una certa superiorità intellettuale, la ricercatezza e l'originalità per differenziarsi dalle masse borghesi e la volontà di ribellarsi alle regole della società benpensante dell'epoca. Ma il dandismo non era un'estetica fissa, poteva infatti variare abbastanza notevolmente. Il dandy era l'eccentrico che si divertiva a stupire il pubblico, con atteggiamenti e gesti provocatori, con il suo particolare modo di vestire e di vivere.
Huysmans
Si è soliti far risalire l'inizio della narrativa decadente alla pubblicazione, nel 1884, di Controcorrente di Huysmans, il romanzo che divenne un punto di riferimento per tutti i decadents di tutta Europa. Des Esseintes, il protagonista del romanzo , fu infatti il vero e proprio modello letterario dell'esteta, dell'intellettuale che vedeva nell'arte e nell'esperienza del bello il fine unico e ultimo della propria esperienza umana e artistica. Ed è per questo motivo che possiamo definire Huysmans uno dei padri dell'estetismo decadente.
Nietzsche
Nella sua opera “Cosi parlò Zaratustra” parla della morte di Dio e esprime l'affermazione dell'uomo. Dio è solo un'etichetta e l'uomo non avendo nessuno superiore a lui che lo condiziona si sente un superuomo. Secondo lui la storia della civiltà occidentale è la progressiva affermazione del nichilismo cioè dell'annullamento della vita che si tenta di ingabbiare e quindi svuotare di significato. Il pensiero di Nietzsche è ancora una grande interrogazione, per lui la vita è potenza, ogni azione umana è espressione del desiderio di affermare la visione del mondo di ciascun individuo.
Wilde
Nacque nel 1854 a Berlino, dove rimase fino a quando si trasferì a Oxford grazie a una borsa di studio. Dopo essersi laureato non tardò a mettersi in luce nei salotti e nei circoli culturali alla moda, lui si proponeva come incarnazione vivente del dandy cioè dell'eccentrico, del diverso. Egli si divertiva a scandalizzare il pubblico con i suoi comportamenti discordanti dalla morale comune e così facendo trasformava l'isolamento cui la diversità avrebbe dovuto portarlo in pubblicità.
Nel 1881 pubblicò "Poesie" e nel 1885 "Il principe felice" mentre nel 1891 "Il ritratto di Dorian Gray".
Nel 1883 Wilde si sposò ma si legò a un giovane, questa esperienza omosessuale gli costò l'ostilità del pubblico e a due anni di lavori forzati. Isolato da tutti si trasferì a Parigi dove morì nel 1900.
Il ritratto di Dorian Gray
Simbolo del dandismo, Dorian Gray (il protagonista) è destinato a non invecchiare; al suo posto invecchierà un suo ritratto. Quando l'autore del quadro lo rimprovererà per la sua vita al di fuori degli schemi egli deciderà di ucciderlo. Il quadro comincerà ad assumere un aspetto spaventoso fino a che Dorian, oppresso dai sensi di colpa, deciderà di distruggerlo. Facendo questo egli invecchierà di colpo e morirà. Questo significa che solo l'arte è eterna ed è destinata a rimanere perfetta.
La prefazione esprime alcuni punti fondamentali dell'estetismo: il culto della bellezza e della forma, il rifiuto di definire il bello perché solo le persone colto possono capirlo, l'idea che il critico debba avere come unico scopo quello di cogliere il bello, l'idea che l'arte debba avere come unico scopo il piacere estetico, lo stesso vale per la letteratura. Una concezione dell'arte che trova giustificazione in se stessa. L'arte propugnata da Wilde è un'arte autoreferenziale, un'arte di pochi e per pochi eletti capaci di coglierne il significato. Un'arte elitaria e tragicamente inutile.
Decadentismo in Italia
Il decadentismo in Italia presenta forme caratteristiche, la prima è legata la periodo in cui si sviluppa in quanto inizia a diffondersi più tardi che nel resto d'Europa e si esaurisce con una maggiore lentezza. In realtà più che un vero movimento fu un'atmosfera culturale, una sensibilità estetica e artistica. Elemento comune con il resto d'Europa fu la delusione nei confronti del Positivismo e il fatto che la letteratura verista non fosse più in grado di rappresentare la realtà.
Un'altra caratteristica si trova nell'ambito della lirica, nelle poesie italiane continua a esserci una tradizione classica e un ricordo verso il passato. I due poeti maggiori D'Annunzio e Pascoli si rifanno alla tradizione risorgimentale del poeta vate, questo dovuto alle condizioni economiche e sociali dell'Italia.
Domande da interrogazione
- Quali sono le caratteristiche principali del Decadentismo?
- Come si manifesta il tema della malattia nel Decadentismo?
- Chi sono alcuni dei principali esponenti del Decadentismo?
- Qual è il ruolo dell'estetismo nel Decadentismo?
- In che modo il Decadentismo si differenzia dal Positivismo?
Il Decadentismo è un movimento artistico e letterario che si distingue per un senso di disfacimento e un'idea di imminente catastrofe. Rifiuta la visione positivista, privilegiando l'irrazionalismo e l'arte come culto del bello, come evidenziato nel testo.
La malattia è vista come una metafora della condizione storica e diventa un segno di nobiltà e distinzione. Affascina i decadenti poiché evoca l'immagine della morte, un tema dominante nel movimento, come descritto nel testo.
Tra i principali esponenti ci sono Huysmans, Wilde, D'Annunzio e Pascoli. Ognuno di loro ha contribuito a definire il movimento attraverso opere che riflettono il culto dell'arte e la ricerca del bello, come indicato nel testo.
L'estetismo, che si fonda sull'idea dell'"arte per l'arte", rappresenta un aspetto centrale del Decadentismo, dove la vita stessa diventa un'opera d'arte. Questo è evidenziato nel testo come una reazione al romanticismo e al suo mimetismo naturale.
Il Decadentismo si oppone al Positivismo rifiutando il metodo scientifico e razionale, cercando invece di esplorare l'irrazionale e il misterioso. Questa crisi della ragione è un tema centrale nel movimento, come sottolineato nel testo.