Concetti Chiave
- Il Mediterraneo ha influenzato lo sviluppo di civiltà antiche, trasformando il mare da ostacolo a via di trasporto e commercio.
- Le civiltà del Vicino Oriente e dell'Egitto sono emerse grazie alla necessità di risorse, avviando scambi commerciali e la creazione di città-stato.
- Le città mesopotamiche, come Ur e Babilonia, hanno visto l'instaurarsi di monarchie teocratiche e un sistema di scrittura per la registrazione della produzione.
- L'arte mesopotamica e sumerica è caratterizzata da un forte conservatorismo, con rappresentazioni stilizzate che riflettono il potere e la religione.
- In Mesopotamia, l'architettura utilizza mattoni di fango per costruire ziqqurat, mentre l'Impero Persiano mostra monumenti grandiosi che combinano tradizioni orientali e occidentali.
Il Mediterraneo e le civiltà antiche
- Il bacino del Mediterraneo è il teatro dei fenomeni artistici che caratterizzano il III e il II millennio a.C. Sulle sue rive si sviluppano culture e civiltà distinguibili l’una dall’altra, che vengono, però, influenzate dalla presenza del mare, che a quel tempo pareva una distesa infinita d’acqua. Il mare non verrà più considerato un ostacolo, ma un’utile superficie di trasporto. Grazie ai nuovi metodi nella ricerca archeologica, negli ultimi decenni abbiamo acquisito una mole di documenti, che testimoniano che alcune di queste civiltà hanno prodotto un’arte apparentemente immutata per secoli. La fine del periodo neolitico conduce a sviluppi e mutamenti che vanno sotto il nome di “rivoluzione agricola”. Si crea una società con complesse strutture gerarchiche, a causa dell’accumulamento della ricchezza in poche mani, e i nuovi bisogni stimolano i commerci e una maggiore suddivisione del lavoro. Gli artigiani, coloro che realizzano immagini, oggetti e suppellettili, diventano specialisti che vivono grazie al proprio lavoro. L’inizio del commercio e dell’artigianato indipendente segna l’ingresso nell’età del bronzo, di cui l’elemento fondamentale è la nascita della città.
Il Vicino Oriente e l'Egitto
- Le protagoniste di questo cambiamento sono dapprima il Vicino Oriente e l’Egitto. Le fasi arcaiche della formazione di queste civiltà si inseriscono nel periodo del bronzo antico. Proprio le esigenze di creare questa particolare lega hanno un ruolo significativo nel consolidamento delle civiltà urbane: l’Egitto e la Mesopotamia sono povere di rame, stagno e legno, che devono cercare altrove, avviando, così, scambi commerciali con altre regioni. Le singole civiltà si sviluppano in un ambiente omogeneo, dove uno degli elementi significativi è la presenza dei fiumi. Il perfezionamento delle tecniche agricole porta anche ad uno sfruttamento migliore del territorio: lo spostamento nelle pianure alluvionali porta alla nascita di comunità villaggio, che non utilizza l’irrigazione per l’agricoltura; grazie all’agricoltura intensiva, possono accumulare eccedenze agricole, favorendo un incremento demografico.
Il controllo del territorio e la sua amministrazione sono fra i compiti delle città che vengono a crearsi: si elaborano, così, sistemi di scrittura, usati inizialmente solo per registrare e contare la produzione. La nascita delle città porta alla rivoluzione di ogni aspetto della civiltà. Questo stimolo al cambiamento è, tuttavia, mitigato dalle classi sacerdotali e dalla monarchia: sono in parte d’accordo, ma intendono conservare le forme tradizionali del culto e dell’arte. D’altronde, i recinti dei santuari e le corti dei re sono veri e propri centri culturali, dove si crea una clientela esperta ed esigente, ma la produzione di un artigianato artistico prende forma anche in officine indipendenti, riunite in quartieri artigianali.
In questa fase, gli artisti sono quasi completamente al servizio del potere, cioè dei sacerdoti o del sovrano. Infatti, le produzioni artistiche si incentrano in offerte votive e oggetti di culto per dei e re, assumendo il carattere di strumento di propaganda, destinato a prolungare nel tempo la grandezza degli dei e dei loro rappresentanti: i committenti sono il palazzo e il tempio. L’arte di questo periodo è, inoltre, simbolo di potere: che siano imponenti sepolture, enormi statue di re e divinità o rilievi che narrano straordinarie imprese belliche, queste hanno l’obiettivo di evocare timore reverenziale nei ceti più umili e rispetto negli stranieri. Nell’arte mesopotamica, le celebrazioni belliche si moltiplicano; nell’antico Egitto sono stabilite rigide convenzioni per la rappresentazione del suo divino sovrano, la cui immagine è uno strumento di conservazione del potere. La creazione artistica è diretta dalla volontà di mantenere l’ordine esistente: è caratterizzata da mancanza di spontaneità e rappresenta ulteriormente lo status quo.
La Mesopotamia e le sue civiltà
- In Mesopotamia, la terra fra i fiumi Tigri ed Eufrate, le caratteristiche della regione hanno portato alla comparsa di civiltà evolute e di complesse sovrapposizioni di popoli. Grazie allo sviluppo tecnologico, si crea una struttura sempre più articolata delle comunità. Processi sistematici di ricerca e scavo ci hanno permesso di identificare una concentrazione di insediamenti nella Mesopotamia meridionale, nelle zone dell’antica Uruk, Ur e Nippur: la loro fase protourbana ha come protagonisti i Sumeri, popolo di ignota provenienza e ceppo linguistico. Compaiono intorno al 3600 a.C. nella Mesopotamia meridionale, creando la prima civiltà urbana: fondano città-stato come Nippur, Ur e Lagash, in lotta fra loro per l’egemonia. Tuttavia, sarà determinante la presenza degli Accadi (nella parte settentrionale dei loro domini), che influenzeranno la cultura sumerica. Nel corso del III millennio si impongono per primi i Babilonesi, nuove genti di ceppo semitico. Le caratteristiche di questa civiltà sono una monarchia a carattere teocratico e una religione di Stato che dà molto importanza alle caste sacerdotali. L’apice di questa civiltà si ha sotto Hammurabi (2000 a.C.), un re-guerriero ma anche legislatore, a cui è attribuito il Codice di leggi rinvenuto a Susa nel 1901. L’insofferenze delle regioni a loro sottoposte e l’urto con altre popolazioni avviano il declino del dominio babilonese: gli Ittiti e i Cassiti insedieranno Babilonia durante il II millennio, introducendo grandi innovazioni in ambito militare, come l’uso del cavallo e dei carri da guerra. Gli Assiri, di lingua semitica, si stabiliscono dapprima nelle regioni a nord-est del Tigri, dove sono inizialmente sudditi babilonesi; si rendono indipendenti nel corso del XVIII secolo a.C., dando vita ad una civiltà fondata sul culto della forza di questa grande potenza militare. Gli Assiri, approfittando di altre invasioni che hanno diminuito la potenza babilonese, espandono il proprio dominio nel corso del XII secolo.
L'arte mesopotamica e le sue caratteristiche
La produzione artistica in queste aree è caratterizzata dal conservatorismo, a causa del sistema teocratico e delle rigide forme di dispotismo.
I temi rappresentati nell’arte sumerica e assiro-babilonese (IV-III millennio) sono principalmente quelli religiosi, dove gli dei sono raffigurati in simbolica forma umana. Intorno alla statua del dio Abu (che è tutto verde) dovevano essere collocate statue votive in atteggiamento di venerazione. Si nota il contrasto fra le ampie spalle e i sottili avambracci; al di sotto del torace nudo, le figure maschili indossano sottane coniche che fasciano le anche in maniera esagerata. I mantelli, che avvolgono le figure femminili, non lasciano trasparire l’articolazione dei corpi. Le figure sono molto stilizzate e gli occhi sproporzionati vengono esaltati dal tratto deciso delle sopracciglia. Gli dei sono adorati in tutta la regione, ma ciascuna città-stato ne ha uno con cui ha un rapporto privilegiato: infatti, i primi re sono ritratti in atteggiamento devoto, mentre fanno offerte alle divinità. Nello “Stendardo di Ur” il cosiddetto “lato della pace” mostra dignitari al banchetto e animali da sacrificio, mentre il “lato della guerra” rappresenta guerrieri, prigionieri e caduti calpestati da carri da guerra. Le diverse scene sono separate da bande colorate con motivi geometrici ripresi dalla cornice. La rappresentazione delle figure risulta ordinata, dove i tratti somatici sono esaltati e l’abbigliamento dei soldati e quello dei dignitari è nettamente distinguibile. Ognuno dei personaggi mostra il volto di profilo, mentre il busto è reso frontalmente. Il re, in entrambi i lati, è leggermente più grande rispetto ai semplici personaggi. Una maggiore varietà si riconosce nell’arte dei sigilli: la necessità di distinguere i vari sigilli stimola la fantasia degli artisti, nella riproduzione di animali fino a raggiungere il cosiddetto “stile broccato”. Presto, però, le cose cambieranno: presso i Babilonesi e gli Assiri l’arte di palazzo diviene celebrativa, con forti caratteri di propaganda. Dal monumento al re Naramsin, dove il re vittorioso calpesta i corpi dei vinti, si giunge ai rilievi come quello conservato al British Museum, con assedi di fortezze e guadi di fiumi condotti da eserciti comandati dal re Assurbanipal II (IX sec. a.C.). Nel palazzo di Khorsabad del re assiro Sargon II, i muri sono decorati da fregi scolpiti a bassorilievo, il cui soggetto si ispira alla funzione della stanza.
Le rappresentazioni assire e babilonesi sono stilizzate e dominate dal razionalismo. Le fiere poste a guardia dei portali (assire) mostrano l’applicazione di una frontalità assolutamente innaturale, mentre nella figura umana sono enfatizzati i tratti fondamentali. Anche in periodi più tardi, nelle scene di caccia del VIII e VII sec., le tendenza naturalistiche interesseranno solo la rappresentazione delle prede, mentre gli uomini manterranno la proprio stilizzata fissità. Nelle pianure alluvionali della Mesopotamia, l’architettura dipende molto dall’ambiente, che mette a disposizione il fango in gran quantità, con il quale sono fatti i mattoni essiccati al sole. Le caratteristiche geomorfologiche della Mesopotamia portano anche alla creazione delle ziqqurat o torri templari, che sollevano la dimora celeste dagli avvenimenti umani. In costruzioni del genere, il percorso per giungere al tempio corrispondeva allo sforzo necessario per colmare la distanza fra gli uomini e il dio; anche il dinamismo della forma a gradoni della ziqqurat contrasta con l’immobilità e la stabilità perfetta della forma chiusa della piramide. Le caratteristiche del mondo orientale si ritrovano anche nelle realizzazioni dell’Impero Persiano, dominato dalla dinastia Achemenide (Iran). Gli spettacolari monumenti di Persepoli, scavati a partire del 1930 d.C., hanno restituito monumentali edifici che sorgono su terrazze costruite su una piattaforma artificiale, progetto iniziato dal gran re Dario I (V-IV sec. a.C.). Nei grandiosi monumenti a Persepoli, elementi di tradizione orientale si mescolano a influssi occidentali. La magnificenza di questi edifici punta a comunicare l’impressione di immensa potenza e la grandezza dell’Impero.
Domande da interrogazione
- Qual è il ruolo del Mediterraneo nello sviluppo delle civiltà antiche?
- Come ha influenzato la rivoluzione agricola la società antica?
- Quali sono le caratteristiche delle civiltà del Vicino Oriente e dell'Egitto?
- In che modo l'arte mesopotamica riflette il potere politico e religioso?
- Quali innovazioni hanno caratterizzato le civiltà babilonese e assira?
Il Mediterraneo ha rappresentato un importante teatro di fenomeni artistici e culturali, favorendo lo sviluppo di civiltà distinte ma interconnesse, grazie alla sua funzione di superficie di trasporto e scambio commerciale (testo).
La rivoluzione agricola ha portato a strutture gerarchiche complesse e all'accumulo di ricchezze, stimolando il commercio e la specializzazione degli artigiani, segnando l'ingresso nell'età del bronzo e la nascita delle città (testo).
Queste civiltà si sono sviluppate in un ambiente omogeneo, con un forte legame con i fiumi e un perfezionamento delle tecniche agricole, che ha portato alla nascita di comunità villaggio e all'accumulo di eccedenze agricole (testo).
L'arte mesopotamica è caratterizzata da un forte conservatorismo e da produzioni artistiche al servizio del potere, con opere destinate a celebrare la grandezza degli dei e dei sovrani, fungendo da strumenti di propaganda (testo).
Le civiltà babilonese e assira hanno introdotto innovazioni militari, come l'uso del cavallo e dei carri da guerra, e hanno sviluppato un'arte celebrativa e propagandistica, evidenziando il potere attraverso monumenti e rilievi (testo).