Concetti Chiave
- Con il principato, l'eloquenza declina ma resta un tema di discussione tra retori e letterati.
- L'accentramento del potere riduce l'uso politico dell'oratoria, che continua però ad essere coltivata nelle scuole di retorica.
- Le scuole di retorica mantengono il loro ruolo centrale nell'educazione dell'élite sociale e culturale.
- Le declamazioni, esercizi scolastici di oratoria, diventano esibizioni pubbliche di abilità oratorie.
- Le recitationes, letture pubbliche di opere letterarie, si diffondono come intrattenimento culturale e mondano.
Con l’avvento del principato si assistette al declino dell’eloquenza che divenne argomento di discussione sia di retori che di letterati. Comunque seppur l’accentramento del potere nelle mani dell’imperatore avesse ridotto lo spazio concesso all’oratoria militante (dal momento che veniva meno l’implicazione politica), l’arte della parola continuò ad essere coltivata, tuttavia, svuotata di ogni funzione, era utilizzata soltanto nelle scuole di retorica, che mantennero il loro ruolo centrale nell’educazione dell’elite sociale e culturale.
Nelle scuole di retorica venivano così pronunciate come esercizi scolastici alcune orazioni fittizie (le cosiddette declamazioni) che col tempo si trasformarono in vere e proprie attività fini a sé stesse, pronunciate in pubblico, per mettere in mostra le grandi capacità oratorie dell’esecutore e quindi la bravura di colui che aveva contribuito alla formazione dello stesso.
A fianco alle declamazioni, un altro intrattenimento culturale e mondano prese piede: quello delle recitationes (ovvero delle letture pubbliche di opere letterarie, presso ville di privati o in appositi auditoria), introdotto a Roma da Asinio Pollione.
Domande da interrogazione
- Qual è stato l'impatto del principato sull'eloquenza e sull'oratoria militante?
- Quale ruolo hanno avuto le scuole di retorica durante il principato?
- Quale nuova forma di intrattenimento culturale è stata introdotta a Roma e da chi?
Con l'avvento del principato, l'eloquenza ha subito un declino poiché l'accentramento del potere nelle mani dell'imperatore ha ridotto lo spazio per l'oratoria militante, privandola della sua implicazione politica.
Le scuole di retorica hanno mantenuto un ruolo centrale nell'educazione dell'élite sociale e culturale, coltivando l'arte della parola attraverso esercizi scolastici come le declamazioni, che si sono evolute in attività pubbliche per mostrare le capacità oratorie.
Le recitationes, ovvero le letture pubbliche di opere letterarie, sono state introdotte a Roma da Asinio Pollione come una nuova forma di intrattenimento culturale e mondano.