Concetti Chiave
- L'esperimento mira a misurare la durezza dell'acqua depurata per valutare l'efficienza del sistema di depurazione.
- Viene utilizzato EDTA come agente complessante per determinare la quantità di sali presenti nell'acqua.
- Il cambio di colore della soluzione da violetto a blu indica la presenza di sali e la durezza dell'acqua analizzata.
- Bollire l'acqua depurata riduce ulteriormente la quantità di sali, rendendo l'acqua più pura e meno dura.
- Il confronto tra l'acqua depurata e quella del rubinetto evidenzia una maggiore purezza nell'acqua trattata dal depuratore.
Obiettivi:
Obiettivi dell'esperimento
Misurare la durezza dell’acqua del depuratore per verificarne l’efficienza
Strumenti e sostanze:
• 100 ml di acqua depurata (temperatura ambiente)
• 100 ml di acqua depurata (bollita)
• 20 ml di tampone pH10
• Una punta di spatola di Nero Erocromo T all’1% (NET)
• 50 ml di Acido etilendiamminotetracetico (EDTA)
• Beuta (Portata: 250 ml - Sensibilità: 100 ml)
• Cilindro graduato (Portata: 100 ml – Sensibilità: 1 ml)
• Buretta con sostegno (Portata: 50 ml – Sensibilità: 0,1 ml)
• Propipetta (Portata: 10 ml – Sensibilità: 0,1 ml)
• Bacchetta di vetro
• Imbuto con carta da filtro
• Acqua distillata
Descrizione dell’esperimento:
Procedura dell'esperimento
Versiamo, prima nel cilindro graduato, per misurarne le quantità, poi nella beuta, 100 ml di acqua depurata a temperatura ambiente.
Riempiamo la buretta con 50 ml di EDTA fino a raggiungere la tacchetta indicate gli 0 ml.
Aggiungiamo, tramite una propipetta, 20 ml di tampone pH10 e, con una spatola, una piccola quantità di NET.
Mescoliamo la soluzione con una bacchetta di vetro fino a farla diventare di colore violetto.
Diluiamo, goccia a goccia, l’EDTA posto nella buretta fino a far diventare la soluzione di colore blu (nel nostro caso ne sono bastati 1,2 ml).
Questo dimostra che nella nostra acqua depurata è presente una minima quantità di sali.
Per verificare il tutto, filtriamo 100 ml di acqua depurata precedentemente bollita, nella beuta, dopo averla ripulita con dell’acqua distillata.
Ripetiamo il procedimento già effettuato, tenendo in considerazione la quantità di EDTA utilizzato precedentemente.
Calcoliamo la differenza tra le due misure.
Osservazioni e conclusioni:
Osservazioni e conclusioni finali
Minore è la quantità di EDTA necessario per variare il colore della soluzione da violetto a blu, minore è la quantità di sali all’interno dell’acqua.
I sali rendono incrementano la durezza dell’acqua rendendola meno pulita.
Ciò sta a significare che l’acqua del depuratore ha una quantità minore di sali e una durezza minore rispetto all’acqua del rubinetto.
Bollendo l’acqua depurata, si riduce ancora di più la quantità di sali presenti in acqua richiedendo, quindi, una minore quantità di EDTA per far variare di colore la soluzione rispetto a prima.
Domande da interrogazione
- Qual è l'obiettivo principale dell'esperimento sulla durezza dell'acqua?
- Quali strumenti sono utilizzati per misurare la durezza dell'acqua?
- Cosa indica una minore quantità di EDTA necessaria per cambiare il colore della soluzione?
L'obiettivo principale dell'esperimento è misurare la durezza dell'acqua del depuratore per verificarne l'efficienza.
Gli strumenti utilizzati includono un cilindro graduato, una beuta, una buretta, una propipetta, e sostanze come EDTA e Nero Erocromo T all'1%.
Una minore quantità di EDTA necessaria per cambiare il colore della soluzione indica una minore quantità di sali nell'acqua, suggerendo che l'acqua del depuratore è meno dura e più pulita rispetto all'acqua del rubinetto.