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Concetti Chiave

  • La crisi politica dell'Impero alla fine del III secolo d.C. è segnata dalla riforma della tetrarchia, che divide l'Impero in quattro aree per gestire le invasioni e le ribellioni.
  • Strutture politiche come il regno di Palmira e l'Impero delle Gallie emersero, mostrando una crescente debolezza dell'autorità imperiale e un processo di disgregazione interna.
  • Le rivolte e la crescente anarchia militare minarono il carisma e l'autorità degli imperatori, rendendo il loro ruolo sempre più instabile e contestato.
  • Il dominatus, istituito da Diocleziano, mirava a sacralizzare il potere imperiale e restituire autorità al sovrano, nonostante la divisione del potere tra più reggenti.
  • Il sistema di successione tra Augusti e Cesari, caratterizzato da legami familiari, rifletteva tentativi di stabilizzare il potere imperiale in un contesto di crisi.

La crisi politica dell'Impero

Lo smembramento dell’Impero con la costituzione, alla fine del III secolo d.C., della tetrarchia fu il segno di una profonda crisi politica.
La riforma di Diocleziano prevedeva di fatto la divisione dell’Impero in quattro aree governate da altrettanti reggenti e si proponeva di moltiplicare e distribuire i centri di controllo per far fronte alle invasioni slave e germaniche e controllare i sempre più frequenti fenomeni di secessione e ribellione nelle province. All’interno dell’Impero tesero, infatti, a formarsi delle strutture politiche che ne testimoniavano la debolezza e il processo di lenta disgregazione economica e amministrativa.

Esempi di strutture politiche

Tale fu il caso, per esempio, del ricco regno di Palmira (che giunse a controllare Siria, Mesopotamia, parte dell’Asia Minore, Fenicia e Arabia settentrionale), o del forte ben organizzato Impero delle Gallie (comprendente Spagna, Francia e Britannia), formatosi sul modello romano, con strutture e cariche amministrative e un Senato composto di Galli. Rivolte, secessioni, anarchia militare e soprattutto il determinante ruolo dell’esercito nella scelta e nella rimozione degli imperatori indeboliscono la figura di questi ultimi che persero progressivamente carisma e autorità.

Il dominatus e la sacralizzazione

L’istituzione in epoca diocleziana del dominatus, che portò alla sacralizzazione dell’Imperatore, delle funzioni di governo e successivamente dello stesso palazzo imperiale, intese proprio restituire carisma e solidità al potere del sovrano con forme di assolutismo teocratico, rese peraltro velleitaire dalla stessa distribuzione del potere tra individui.
La sovranità venne, infatti, divisa fra due Augusti. Ciascuno di essi era assistito da un Cesare, scelto dall’augusto, al quale, nelle intenzioni di Diocleziano, doveva succedere automaticamente. Il matrimonio del Cesare con una figlia dell’Augusto e la sua adozione da parte di questi suggellava il sistema con una tipica forma di solidarietà famigliare.

Domande da interrogazione

  1. Qual è stato il segno distintivo della crisi politica dell'Impero alla fine del III secolo d.C.?
  2. La crisi politica si manifestò con la costituzione della tetrarchia, che divise l'Impero in quattro aree governate da reggenti, per affrontare le invasioni e le ribellioni, evidenziando la debolezza e la disgregazione dell'Impero stesso.

  3. Quali esempi di strutture politiche si formarono durante la crisi dell'Impero?
  4. Esempi significativi includono il regno di Palmira, che controllava diverse regioni, e l'Impero delle Gallie, che si organizzò secondo il modello romano, mostrando come le province cercassero di affermare la propria autonomia.

  5. In che modo il dominatus ha cercato di rafforzare il potere imperiale?
  6. Il dominatus, istituito da Diocleziano, mirava a sacralizzare l'Imperatore e le sue funzioni, restituendo carisma al potere sovrano, ma la divisione della sovranità tra due Augusti e i loro Cesari complicò questo intento, rendendo il potere meno stabile.

Domande e risposte

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