Concetti Chiave
- L'espansionismo romano in Oriente mirava a contenere l'egemonia della Macedonia durante le guerre macedoniche, con Roma che si presentava come soccorritrice degli alleati greci.
- La vittoria di Roma nella battaglia di Cinoscefale nel 197 a.C. portò alla proclamazione dell'indipendenza della Grecia e al ritiro delle truppe romane dalla regione.
- Le conquiste romane in Oriente proseguirono con la sconfitta del re siriaco Antioco III e del re macedone Perseo, culminando nella fine della Terza Guerra Macedonica nel 168 a.C.
- Il controllo di Roma sulle regioni orientali si consolidò dopo la sconfitta finale della Lega Achea e il saccheggio di Corinto nel 146 a.C.
- Cartagine, fondata dai Fenici, ebbe una costituzione oligarchica e si affermò come potenza dominante sulle colonie fenicie, assoggettando anche i Numidi nella sua espansione.
Espansionismo romano in Oriente
L'espansionismo romano interessò anche l’Oriente: Roma intervenne in particolare per limitare i tentativi egemonici della Macedonia sugli altri Stati greci (manifestati nel corso della Prima Guerra Macedonica; 215-205 a.C.). Roma si presentò come soccorritrice degli alleati (la contro la Lega Etolica e il Regno di Pergamo) e l’esercito, guidato da Tito Quinzio Flaminino, sconfisse Macedonia in maniera definitiva il re macedone Filippo V nella battaglia di Cinoscefale (Seconda Guerra Macedonica: 200-197 a.C.): dopo questa vittoria Flaminino proclamò l’«indipendenza della Grecia» (196 a.C.) e ritirò le truppe romane dall’area.
Conquista delle regioni orientali
Questo intervento di Roma aveva, in realtà, spianato la strada per la conquista delle regioni orientali. Dapprima fu sconfitto il re siriaco Antioco III (Guerra Siriaca: 192-188 a.C.) e poi il nuovo re macedone, Perseo (figlio e successore di Filippo V), nella famosa battaglia di Pidna (168 a.C., che sancì la fine della Terza Guerra Macedonica: 171-168 a.C.). Dopo un periodo di controllo politico-militare dei tentativi di rivolta, fu sbaragliata l’ultima resistenza macedone (148 a.C.) e poi furono sconfitte sia la Lega Achea sia la città di Corinto, che fu saccheggiata (146 a.C.).
Cartagine e la sua costituzione
La città di Cartagine era situata nell’Africa settentrionale, sulla costa dell’attuale Tunisia. Fu fondata dai Fenici provenienti da Tiro: nell’814 a.C. dalla regina Didone, secondo la versione accolta da Virgilio nell’Eneide. Col tempo, Cartagine si impose sulle altre colonie fenicie africane (come Utica) e assoggettò la popolazione africana dei Numidi, La costituzione cartaginese fu di tipo oligarchico: due supremi magistrati (detti “sùffeti”) erano eletti annualmente tra gli aristocratici che si riunivano in un Senato.
Domande da interrogazione
- Quali furono le principali motivazioni dell'espansionismo romano in Oriente?
- Quali eventi segnarono la conquista delle regioni orientali da parte di Roma?
- Qual era la struttura politica di Cartagine e come si differenziava da quella romana?
Roma intervenne in Oriente per limitare l'egemonia della Macedonia sugli Stati greci, presentandosi come soccorritrice degli alleati e sconfiggendo Filippo V nella battaglia di Cinoscefale, proclamando l'indipendenza della Grecia nel 196 a.C.
La conquista iniziò con la sconfitta di Antioco III nella Guerra Siriaca (192-188 a.C.) e culminò con la vittoria su Perseo nella battaglia di Pidna (168 a.C.), che segnò la fine della Terza Guerra Macedonica e portò alla sconfitta finale della resistenza macedone nel 148 a.C.
Cartagine aveva una costituzione oligarchica con due supremi magistrati, i "sùffeti", eletti annualmente tra gli aristocratici, in contrasto con il sistema repubblicano romano che prevedeva un più ampio coinvolgimento dei cittadini nella governance.