Concetti Chiave
- L'esercito romano non era permanente e si formava solo in caso di guerra, con i cittadini che si armavano a proprie spese.
- I nullatenenti erano esonerati dal servizio militare, ma potevano essere armati e mantenuti dallo stato in caso di necessità.
- Gli uomini validi dai 17 ai 45 anni partecipavano attivamente al combattimento, mentre quelli dai 46 ai 60 anni si occupavano della difesa e dei lavori nelle retrovie.
- La disciplina militare era rigorosa, con punizioni severe per l'insubordinazione, incluse la fustigazione e la decimazione.
- Le ricompense per i soldati includevano decorazioni, corone e somme di denaro, culminando nel trionfo dei generali vincitori a Roma.
L'organizzazione dell'esercito romano
Nei primi tempi l’esercito romano non era permanente, ma si costituiva soltanto in caso di guerra. Quando il Senato decretava le leve, i cittadini si armavano a proprie spese e si riunivano per la difesa. Erano esonerati dal servizio soltanto i nullatenenti, i quali, se si rendeva necessaria una leva in massa, venivano armati e mantenuti a spese dello stato. Scendevano in campo ed affrontavano il nemico gli uomini validi dai 17 ai 45 anni (juniores, ossia i giovani); quelli dai 46 ai 60 anni (seniores, cioè gli anziani) presidiavano il territorio ed erano addetti ai lavori nelle retrovie. In tempo di pace gli uomini atti alle armi erano addestrati di tanto in tanto nel Campo di Marte.
Punizioni e ricompense
Disciplina e ricompense militari
La disciplina era ferrea: c’erano punizioni individuali, che andavano dalla fustigazione alla decapitazione, e punizioni collettive (ad esempio la decimazione: esecuzione capitale di un soldato su dieci in caso di insubordinazione o di viltà di fronte al nemico). Le ricompense consistevano nella concessione di decorazioni, di corone e di somme di denaro. Ai generali vincitori il senato decretava il trionfo: le truppe vittoriose sfilavano per le vie di Roma e il comandante, procedendo su di un cocchio trainato da quattro cavalli, riceveva il plauso della folla, seguivano il carro i più illustri tra i prigionieri. Il corteo si svolgeva tra due fitte ali di popolo e, per la via Sacra e il Foro, giungeva fino al tempio di Giove sul Campidoglio, dove solenni sacrifici ponevano fine ai festeggiamenti.
Domande da interrogazione
- Qual era la struttura dell'esercito romano nei primi tempi?
- Quali erano le punizioni e le ricompense per i soldati romani?
- Come si svolgeva il trionfo dei generali vincitori a Roma?
L'esercito romano non era permanente e si costituiva solo in caso di guerra, con i cittadini che si armavano a proprie spese. Solo i nullatenenti erano esonerati, ma in caso di necessità venivano armati dallo stato (testo).
La disciplina era molto severa, con punizioni che andavano dalla fustigazione alla decapitazione, e punizioni collettive come la decimazione. Le ricompense includevano decorazioni, corone e somme di denaro, con i generali vincitori che ricevevano il trionfo (testo).
Il trionfo era una celebrazione pubblica in cui le truppe vittoriose sfilavano per le vie di Roma, con il generale su un cocchio trainato da quattro cavalli, accolto dal plauso della folla e seguito dai prigionieri illustri, fino al tempio di Giove sul Campidoglio (testo).