Concetti Chiave

  • Le richieste a tappeto derivano dalla medicina difensiva, spingendo i medici a richiedere esami eccessivi per tutelarsi da eventuali cause legali.
  • Richieste ripetute di esami possono essere causate da ritardi nei laboratori, creando confusione e inefficienza nel processo diagnostico.
  • L'uso eccessivo della dicitura urgenza-emergenza porta a richieste di referti in tempi ridotti senza una reale necessità clinica.
  • Il 83% delle richieste di biomarcatori tumorali, come il CA125, è stato effettuato in modo inappropriato, contravvenendo alle linee guida internazionali.
  • Le richieste inappropriate generano spese elevate per il Sistema Sanitario Nazionale e aumentano il rischio di diagnosi errate e danni ai pazienti durante la degenza ospedaliera.

Esempi di non appropriatezza comprendono:

• Richieste a tappeto: sono una conseguenza della “medicina difensiva”, che si è sviluppata soprattutto nell’ultimo ventennio, come conseguenza delle frequenti cause legali per negligenza medica intentate da parenti di pazienti o associazioni contro medici, soprattutto di pronto soccorso. Per tutelarsi, questa categoria ha cominciato a richiedere esami eccessivi; questa tendenza si sta per fortuna invertendo in seguito a diverse cause in cui la ragione è andata ai medici.

• Richieste reiterate per ritardi nelle risposte: sono solitamente una conseguenza di ritardi da parte del laboratorio.

• Richieste insufficienti

• Eccessivo ricorso alla dicitura urgenza-emergenza: richieste di referti in emergenza (entro 60 minuti) o in urgenza (entro 120 minuti) fatte senza che vi sia effettivamente condizione di emergenza/pericolo per il paziente.

• Referti non visionati: spesso il laboratorio si accorge della presenza di richieste di esami identici, nonostante questi siano già stati refertati ma non letti. I referti vengono caricati in un portale privato per ogni reparto, mentre il medico del laboratorio può avere accesso a tutti gli esami e, se a quest’ultimo la dicitura di tali risultati appare in grassetto, significa che non sono stati aperti dal clinico incaricato del paziente in questione. Il medico, non avendo visto il referto, dunque, procede facendo nuovamente richiesta per quello stesso esame.

Un classico esempio di non appropriatezza della richiesta, riguarda i biomarcatori tumorali, i quali, secondo tutte le linee guida internazionali, devono essere utilizzati per valutare esclusivamente la progressione di una neoplasia, e non per effettuarne una diagnosi. Nello studio riportato nell’immagine si sono valutate le richieste di marcatori tumorali al laboratorio e, considerando il CA125 per il monitoraggio della neoplasia ovarica, gli autori hanno dimostrato che ben l’83% degli esami erano stati richiesti in modo inappropriato rispetto alle linee.

Conseguenze delle richieste inappropriate

È importante sottolineare quanto si debba sottostare al principio di appropriatezza poiché è stato dimostrato che circa i 2/3 delle indagini di laboratorio richieste durante l’ospedalizzazione dei pazienti non influenza in modo definitivo le decisioni del medico. Si tende a chiedere esami in modo ridondante, il che comporta una notevole spesa per il Sistema Sanitario Nazionale, un’efficacia diagnostica più problematica e un aumento del rischio di falsi positivi. Di conseguenza possono aumentare i giorni di degenza, condizione che, oltre a rappresentare uno spreco di risorse, determina anche un aumento del rischio di danno iatrogeno, cioè il rischio per il paziente di contrarre infezioni in ambito ospedaliero. In conclusione, alla base dell’appropriatezza c’è la conoscenza, e questo deve scongiurare il sovra utilizzo e il sotto utilizzo dei test.

Studia con la mappa concettuale

Domande da interrogazione

  1. Quali sono le conseguenze delle richieste inappropriate di esami di laboratorio?
  2. Le richieste inappropriate possono portare a spese eccessive per il Sistema Sanitario Nazionale, a un'efficacia diagnostica compromessa e a un aumento del rischio di falsi positivi, con conseguenti prolungamenti della degenza ospedaliera e maggiori rischi di danni iatrogeni per i pazienti.

  3. Cosa si intende per "medicina difensiva" e come influisce sulle richieste di esami?
  4. La medicina difensiva è una pratica in cui i medici richiedono esami eccessivi per tutelarsi da possibili cause legali per negligenza, una tendenza che si è accentuata negli ultimi venti anni, ma che sta iniziando a invertire grazie a sentenze favorevoli ai medici.

  5. Qual è l'uso corretto dei biomarcatori tumorali secondo le linee guida internazionali?
  6. I biomarcatori tumorali devono essere utilizzati esclusivamente per monitorare la progressione di una neoplasia e non per la diagnosi, come dimostrato da uno studio in cui l'83% delle richieste per il CA125 erano inappropriate.

  7. Quali sono le problematiche legate alle richieste di esami ripetuti e ai referti non visionati?
  8. Le richieste ripetute spesso derivano da ritardi nei laboratori o dalla mancata visione dei referti già disponibili, portando a richieste ridondanti e a un uso inefficiente delle risorse sanitarie.

Domande e risposte

Hai bisogno di aiuto?
Chiedi alla community