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Tutte le domande e risposte di economia politica

Il sistema economico

1. Il sistema economico è:

  • L'insieme delle relazioni che intercorrono fra gli agenti economici.

2. Il debito pubblico è:

  • L'ammontare complessivo dei debiti dello Stato.

3. I sistemi socialisti si fondano su:

  • Economie pianificate.

4. Il flusso circolare del reddito descrive le relazioni di quale sistema?

  • Sistema economico.

5. Cosa vuol dire 'Ceteris Paribus':

  • A parità delle altre condizioni.

6. Le variabili di flusso si riferiscono a una dimensione di:

  • Quantità-tempo.

7. Le variabili economiche esogene sono:

  • Autonome.

Microeconomia e analisi economica

8. La microeconomia studia:

  • Che cosa, come e quanto consumano le famiglie, che cosa, come e quanto producono le imprese - il risultato complessivo di queste decisioni individuali e come si formano i prezzi dei beni sui diversi mercati.

9. Quando si esaminano le variazioni delle grandezze economiche nel corso del tempo, si cerca:

  • Si cerca di isolare l'effetto dovuto alla variazione dei prezzi considerando, quindi, le grandezze reali anziché quelle monetarie.

10. Le variabili economiche endogene sono:

  • Dipendenti.

11. I fisiocratici si sono occupati di:

  • Agricoltura.

12. La ricchezza dei mercantilisti è data da:

  • Oro.

13. La rivoluzione industriale è iniziata in:

  • Inghilterra.

14. Il fondatore della scuola classica è stato:

  • Smith Adam.

15. L'autore della progressione geometrica della popolazione è:

  • Malthus Thomas Robert.

16. La teoria enunciata da Ricardo David:

  • Valore-lavoro.

17. Il sistema capitalistico di Karl Marx si basa su:

  • Aumento di plusvalore.

18. Le principali caratteristiche dell'economia marginalista sono:

  • Totale fiducia nella capacità dei mercati concorrenziali di raggiungere l'equilibrio.

19. La grande depressione iniziò in:

  • Negli Stati Uniti.

20. La visione basata sul Liberalismo è di quale scuola:

  • Neoclassica.

21. Il bisogno è un'esigenza o un desiderio che l'individuo cerca di soddisfare e possono essere:

  • Assoluti o primari.

22. Il bene economico deve presentare il requisito di:

  • Scarsità.

23. Qual è il fine dell'uomo economico:

  • È quello di destinare le risorse scarse e limitate di cui dispone tra impieghi alternativi allo scopo di soddisfare i suoi bisogni realizzando il massimo livello di benessere possibile.

24. Quando viene definita, la regolarità nel comportamento dei consumatori legge di domanda:

  • Quando il prezzo di un bene diminuisce, ma non mutano il reddito, e i prezzi degli altri beni.

25. La teoria neoclassica individua tre caratteristiche comuni alla media degli individui che possono essere utili a descrivere l'uomo economico, ovvero:

  • Razionale – individualista – benesserista.

26. Il consumo dei beni dà agli individui una sensazione di soddisfazione, che in economia prende il nome di:

  • Utilità.

27. Per poter risolvere il problema di scelta del consumatore, la teoria neoclassica, ha sviluppato due diversi approcci, ovvero:

  • L'utilità cardinale e l'utilità ordinale.

28. Secondo Pareto l'utilità non è una proprietà fisica dei beni ma:

  • È una grandezza soggettiva e psicologica.

29. Gli ordinamenti di preferenza godono della proprietà di non sazietà. Questo significa che:

  • Una quantità maggiore di un bene è sempre preferita rispetto a una quantità minore.

30. I beni in base alla loro natura si distinguono in:

  • I beni in senso stretto - i servizi.

Domanda e offerta

31. Il bisogno è un'esigenza o un desiderio che l’individuo cerca di soddisfare e possono essere:

  • Assoluti o primari.

32. Il bene economico deve presentare il requisito di:

  • Scarsità.

33. Qual è il fine dell’uomo economico:

  • È quello di destinare le risorse scarse e limitate di cui dispone tra impieghi alternativi allo scopo di soddisfare i suoi bisogni realizzando il massimo livello di benessere possibile.

34. Quando viene definita, la regolarità nel comportamento dei consumatori legge di domanda:

  • Quando il prezzo di un bene diminuisce, ma non mutano il reddito, e i prezzi degli altri beni.

35. La teoria neoclassica individua tre caratteristiche comuni alla media degli individui che possono essere utili a descrivere l'uomo economico, ovvero:

  • Razionale – individualista – benesserista.

36. Il consumo dei beni dà agli individui una sensazione di soddisfazione, che in economia prende il nome di:

  • Utilità.

37. Per poter risolvere il problema di scelta del consumatore, la teoria neoclassica, ha sviluppato due diversi approcci, ovvero:

  • L'utilità cardinale e l'utilità ordinale.

38. Secondo Pareto l'utilità non è una proprietà fisica dei beni ma:

  • È una grandezza soggettiva e psicologica.

39. Gli ordinamenti di preferenza godono della proprietà di non sazietà. Questo significa che:

  • Una quantità maggiore di un bene è sempre preferita rispetto a una quantità minore.

40. I beni in base alla loro natura si distinguono in:

  • I beni in senso stretto - i servizi.

41. La curva prezzo-consumo è particolarmente importante poiché da essa è possibile:

  • Derivare direttamente la curva di domanda individuale.

42. La curva di domanda individuale indica le quantità di un dato bene che il consumatore è disposto ad acquistare in relazione ai diversi prezzi del bene stesso. Questa relazione è nota come:

  • Legge di domanda.

43. La domanda di un bene dipende anche dai prezzi degli eventuali beni sostituti o complementari. Indicare in quale momento sono sostituiti:

  • Nel caso di beni sostituti, la relazione fra prezzo di un bene e quantità domandata del bene sostituto è una relazione diretta.

44. La domanda di un bene dipende anche dai prezzi degli eventuali beni sostituti o complementari. Indicare in quale momento sono complementari:

  • Nel caso in cui si tratta di beni complementari, la domanda di un bene è funzione inversa del prezzo dell’altro bene.

45. La domanda di un dato bene dipende:

  • Dal prezzo del bene stesso, dal prezzo degli altri beni complementari e sostituti, dal reddito del consumatore e dalle sue preferenze.

46. Alcuni beni di prima necessità come il pane o il latte, sono beni a domanda:

  • Rigida.

47. Nell’analisi della domanda, lo strumento che serve per valutare in termini più precisi quanto varia la quantità domandata di un dato bene è il coefficiente di:

  • Elasticità.

48. Il coefficiente di elasticità si calcola facendo riferimento:

  • A variazioni di prezzo del bene considerato, del prezzo dei beni complementari e sostituti o del reddito.

49. Indicare come è definita l’elasticità in termini di variazioni:

  • Variazioni percentuali.

50. Nel caso in cui tra i due beni non esiste nessuna relazione, l’elasticità incrociata della domanda è uguale a:

  • 0.

Produzione e costi

51. Quali sono i fattori produttivi utilizzati per la produzione di un'impresa:

  • Risorse primarie, materie prime e il lavoro; beni capitali, impianti, macchinari, stabilimenti.

52. I fattori produttivi possono essere raggruppati in:

  • Terra, lavoro e capitale.

53. In un'impresa la conoscenza e l'evoluzione cosa sviluppa:

  • Sistemi economici.

54. L'imprenditore per poter disporre dei fattori produttivi deve portare:

  • Costi.

55. La differenza tra l'ammontare dei ricavi, ed i costi totali sostenuti costituiscono:

  • Profitto economico.

56. Gli input si possono distinguere tra:

  • Fattori produttivi fissi e variabili.

57. I fattori produttivi fissi di un’azienda sono costituiti da:

  • Stabilimenti, dagli impianti e dai macchinari.

58. Si possono distinguere due diversi orizzonti temporali in un'azienda, il breve periodo e il lungo periodo, differenza:

  • Nel breve periodo le imprese possono variare la produzione modificando solo i fattori variabili ma non quelli fissi. Nel lungo periodo le imprese possono modificare tutti i loro fattori produttivi.

59. Nei rendimenti di scala costanti l’output come varia:

  • L'output varia nella stessa proporzione degli input.

60. Nei rendimenti di scala decrescenti si verifica:

  • L'output varia in misura meno che proporzionale.

61. Il costo viene distinto, dalla teoria economica in costo contabile e costo economico, differenza:

  • Nel costo contabile entrano tutte, e solo, le spese effettivamente sostenute dall’impresa per l'acquisto dei fattori produttivi. Il costo economico comprende, invece, oltre alle spese effettive anche i costi impliciti.

62. Che cos'è il costo-opportunità:

  • È il valore del bene o del servizio a cui si rinuncia ogni volta che si attua una scelta.

63. Le funzioni di costo assumono una forma ad U ed è legata alla legge dei rendimenti marginali decrescenti. Questa legge economica cosa afferma:

  • Che, nel breve periodo, la produttività di un fattore variabile è dapprima crescente, raggiunge un livello massimo e poi è continuamente decrescente.

64. L'offerta complessiva di un dato bene è dato:

  • Dalla somma delle quantità offerte dalle singole imprese per ogni dato livello di prezzo.

65. Nel caso in cui si verifica un aumento del prezzo del 10% l’offerta è rigida se:

  • Se la variazione della quantità offerta è inferiore rispetto alla variazione di prezzo.

66. L'impresa per poter determinare l'output di equilibrio può utilizzare un altro modo oltre a quello totale, quale:

  • Si basa sulle grandezze marginali.

67. Se i prezzi di un dato fattore produttivo impiegato nella produzione sono particolarmente elevati, l’impresa cercherà di disporre:

  • Di tecniche produttive e di impianti che permettano di ridurre l'impiego del fattore produttivo più costoso.

68. Se i ricavi sono superiori ai costi, per l'impresa è conveniente fare che cosa:

  • Continuare ad aumentare la produzione, almeno fino a quando c'è spazio per ulteriori guadagni.

69. Che cos'è il profitto normale:

  • Il reddito che l'imprenditore ricava dalla sua attività.

70. I costi totali sono:

  • La somma fra costi fissi e costi variabili.

Tipi di mercato e concorrenza

71. I vari tipi di mercato sono:

  • Concorrenza perfetta, concorrenza monopolistica, oligopolio, monopolio.

72. Quando un mercato è detto oligopolio:

  • Quando le imprese sono poche e offrono un prodotto identico o prodotti leggermente differenziati.

73. I consumatori, tutti insieme, creano:

  • La domanda di mercato.

74. Se la curva di domanda si sposta verso destra, senza cambiare inclinazione, succede che:

  • Aumenteranno sia la quantità che il prezzo di equilibrio.

75. Il monopolista sceglie il livello di produzione che garantisce l'eguaglianza fra ricavo marginale e costo marginale:

  • Perché in questo modo massimizza il profitto.

76. I mercati oligopolistici omogenei, sono:

  • Le imprese producono lo stesso bene.

77. Nell'oligopolio di Bertrand fissa per ciascuna impresa:

  • Fissa il prezzo a cui vendere il prodotto, assumendo che l'altra non modifichi il suo prezzo.

78. Il monopolista è libero di decidere quanto vendere e a che prezzo:

  • Non è libero di scegliere un prezzo qualsiasi, ma deve vendere la sua produzione al prezzo per il quale la domanda è esattamente uguale all'offerta.

79. I mercati oligopolistici si distinguono anche in oligopoli omogenei, in cui:

  • Le imprese producono lo stesso bene.

80. L'eguaglianza fra domanda ed offerta, stabilisce:

  • Il prezzo.

Distribuzione del reddito

81. Per distribuzione personale del reddito cosa intendiamo:

  • Il reddito che si suddivide fra vari individui.

82. Il valore del prodotto marginale è dato da quali elementi:

  • Dal prezzo del bene prodotto e venduto dall'impresa moltiplicato per il prodotto marginale del fattore considerato.

83. Impiegando una unità in più del fattore, cosa succede nella produzione:

  • La produzione aumenterà del prodotto marginale. L'ammontare di produzione verrà venduto al prezzo di mercato.

84. In quale momento si otterrà il punto ottimale:

  • Sarà quello in cui il ricavo marginale ed il costo marginale sono eguali.

85. Normalmente si individuano tre categorie di fattori:

  • Capitale, bene prodotto da imprese - Terra e risorse naturali, risorsa primaria - Lavoro, risorsa primaria.

86. Tramite lo studio della distribuzione personale si individua:

  • Si individua il livello di reddito per ogni famiglia.

87. Quali strumenti usano gli economisti per formulare giudizi sul benessere collettivo di una popolazione:

  • La diseguaglianza della distribuzione - il grado di povertà.

88. L'equilibrio sul mercato dei vari fattori cosa stabilisce:

  • La distribuzione funzionale del reddito.

89. Come si calcola l’indice di povertà:

  • Si prende come reddito minimo il reddito medio, o una frazione.

90. La prima definizione di povertà è detta:

  • Assoluta.

91. Per distribuzione del reddito intendiamo il reddito:

  • Che si suddivide fra vari individui, concetto noto come distribuzione personale del reddito.

Teoria dell'equilibrio economico

92. La teoria dell'equilibrio economico generale è legata:

  • All'economista francese L. Walras.

93. Nel modello walrasiano gli scambi di merci avvengono solo quando:

  • Sia stato raggiunto un prezzo di equilibrio che assicuri la perfetta coincidenza tra domanda ed offerta.

94. L:

  • Lo strumento grafico per studiare l'equilibrio generale.

95. Il concetto di ottimo paretiano o efficienza economica:

  • Serve a definire una situazione in cui non è possibile migliorare il benessere di un soggetto economico senza peggiorare quello di un altro.

96. L'economia semplificata è detta anche:

  • Economia di puro scambio.

97. Il meccanismo del Tâtonnement indica:

  • Il sistema che permette di fissare i prezzi delle merci.

98. L'economista Walras poneva come condizioni del suo modello:

  • Che ogni soggetto cerchi di massimizzare la propria utilità - che ogni impresa cerchi di massimizzare il proprio profitto - che in ogni mercato la domanda e l'offerta di un bene siano uguali.

99. Nel modello walrasiano il prezzo si forma:

  • Solo se in seguito a variazioni della domanda e dell'offerta in corrispondenza di diversi livelli di prezzi.

100. I 'panieri dei beni' che i consumatori posseggono prima di iniziare gli scambi si chiamano:

  • Dotazioni iniziali.

101. Indicare come devono essere domanda ed offerta affinché lo scambio abbia luogo:

  • Uguali su ciascun mercato.

102. Il primo teorema dell'economia del benessere può essere interpretato come una potente difesa dei mercati concorrenziali. Indicare cosa dice:

  • Che dove tali mercati operano, le azioni che ciascuno intraprende al fine di massimizzare il proprio benessere conducono a un esito che è desiderabile per la società nel suo complesso.

103. Indicare cosa dovrebbe fare lo Stato se la concorrenza garantisce l'ottimo paretiano e le altre forme di mercato no:

  • Dovrebbe impegnarsi per sostenere la concorrenza laddove esiste e crearla laddove non c'è.

104. Ricordando il primo teorema dell'economia del benessere indicare cosa suggerisce l'aggettivo 'primo':

  • Che vi debba essere più di un teorema dell'economia del benessere.

105. Indicare cosa ci ricorda il secondo teorema dell'economia del benessere:

  • Ci dice che ogni equilibrio economico generale con mercati concorrenziali è un ottimo paretiano.

106. Se per un qualsiasi motivo i mercati non sono concorrenziali e quindi i prezzi non possono eseguire il loro compito di diffusori delle informazioni, indicare come risulta il raggiungimento dell'ottimo paretiano:

  • Non più garantito.

107. Indicare che cosa possiamo dedurre dal conflitto equità-efficienza:

  • Non è più certo che affidarsi interamente ai mercati concorrenziali per raggiungere l'equilibrio economico generale sia una cosa desiderabile.

108. Indicare a cosa si corrisponde al verificarsi di equilibri non walrasiani di razionamento:

  • Situazioni diverse di disoccupazione.

109. Indicare quali sono le situazioni diverse di disoccupazione:

  • Disoccupazione keynesiana e classica.

110. Indicare da che cosa possono essere regolate le relazioni fra datore di lavoro e dipendenti:

  • Da contratti impliciti.

Lo Stato e l'economia

111. Lo Stato, in economia, agisce almeno in quattro modi diversi, quali:

  • Mette a disposizione beni e servizi - Impone tributi a tutti i cittadini ed è l'unico soggetto economico ad avere il potere legale di farlo - Detta regole di condotta ai soggetti economici - Effettua manovre di politica economica.

112. Secondo la visione liberale dello Stato, quest'ultimo deve limitarsi a svolgere alcune funzioni essenziali, indicare quali:

  • Servizi di polizia, difesa nazionale, amministrazione della giustizia e lasciare il resto all'iniziativa privata.

113. Vi sono casi che rappresentano quelli che si chiamano fallimenti del mercato, in queste circostanze lo Stato:

  • Interviene per porvi rimedio.

114. Un bene economico ha le caratteristiche di:

  • Soddisfare i bisogni degli individui - di essere non liberamente disponibile.

115. I beni collettivi si distinguono in:

  • Beni pubblici - Beni misti.

116. La non escludibilità cosa impedisce ai beni collettivi:

  • Di avere un prezzo con la conseguenza che il mercato non può agire efficacemente.

117. I beni collettivi in quanto non escludibili, verranno prodotti nel mercato in:

  • Quantità minima o non prodotti affatto.

118. Lo Stato si comporta come un qualsiasi soggetto economico ed ottiene fondi tramite attività come la vendita o l'affitto di beni patrimoniali, la richiesta di denaro in prestito e chiamata:

  • Debito pubblico.

119. Se la domanda è perfettamente elastica, vuol dire che gli individui sono:

  • Disposti a variare in qualche modo la quantità acquistata pur di mantenere inalterato il prezzo.
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Scienze economiche e statistiche SECS-P/01 Economia politica

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher diego13579 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Economia politica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Universita telematica "Pegaso" di Napoli o del prof Lettieri Mattia.
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