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Storia della linguistica 19/09/2024 – lezione 1

Corso elementare di linguistica generale

La linguistica: un corso. Berruto, 1997  introduttivo. Berruto/Cerruti, 2011.

Il titolo contiene dei lessemi, dei termini tecnici della linguistica e la sua evoluzione può essere già un elemento da commentare: la linguistica è il topic (il tema che di solito sta sinistra ed è il punto di partenza  della struttura informativa); viene soppresso l’aggettivo “generale” e diventa linguistica tout court: 

  • Motivazioni editoriali;
  • Motivazioni correlate alla storia della linguistica: “linguistica generale” è una polirematica, una plurilessematica, un’espressione che storicamente Cours de linguistique générale; ricollega a Saussure e al suo

Si potrebbe anche pensare a qualcosa che ha a che fare con la linguistica del trattino, ma i contenuti sono rimasti quelli di Saussure nel duemila  tende a esserci una revisione di questo processo storico in cui si mette in secondo piano il ruolo di Ferdinand de Saussure.

Ferdinand de Saussure, linguista e semiologo svizzero ginevrino figlio di una famiglia di intellettuali naturalisti (botanici, chimici, geologi, sinologi, matematici ed entomologhi), è considerato il fondatore della linguistica generale. Studia prima a Lipsia (con i neogrammatici) dove si occupa di linguistica comparata e indoeuropea Mémoire sur le système primitif des voyelles dans (teoria delle laringali) pubblicando les langues indo-européennes (in cui mette in dubbio la ricostruzione della fonologia dell’indoeuropea proposta dai neogrammatici) e poi a Berlino.

Muore nel 1913 ma raggiunge l’apice del successo nel 1916 quando i suoi allievi, Charles Bally e Albert Sechehaye (a loro volta noti linguisti), raccolgono e riorganizzano gli appunti presi dai suoi studenti al corso di linguistica generale tenuto da Saussure a Ginevra (corso che Cours de loro non avevano frequentato in prima persona) e pubblicano il linguistique générale senza l’imprimatur dell’autore.

L’anno di pubblicazione del Cours è considerato la data simbolica della nascita non solo dello strutturalismo (che si svilupperà nel Circolo linguistico di Praga nei primi decenni del XX secolo), ma anche della linguistica generale come qualcosa di assolutamente nuovo. Tuttavia, il 1916 è una data che con i dati esterni spiega la circolazione e il successo del libro non sono stati immediati: siamo a metà della Prima guerra mondiale, in Svizzera il momento  di grande fortuna è dovuto a cosa succede nella scuola dello strutturalismo, in particolare a Praga.

Roman Jakobson, linguista, semiologo (teoria della comunicazione) e traduttore russo (ebreo) naturalizzato statunitense, è uno dei principali iniziatori della scuola del formalismo e dello strutturalismo. Nel 1920 lascia San Pietroburgo e si sposta a Praga per il dottorato. Il periodo che va dagli anni ‘30 agli anni ‘60 è il momento di grande successo delle idee di Saussure e dello strutturalismo (che ha il suo apice nella Mitteleuropa degli anni tra le due guerre mondiali).

Praga cessa di essere capitale della cultura europea con la Seconda guerra mondiale Jakobson è costretto all’esilio sulla  costa est degli Stati Uniti la linguistica nasce in Europa ma si sposta negli Stati Uniti  (imperialismo culturale).

Noam Chomsky anni 50 del Novecento.

Dicotomie saussuriane

  1. Sincronia/diacronia;
  2. Langue/parole;
  3. Sintagmatico/paradigmatico (associativo);
  4. Significante/significato.

Sincronia/diacronia

La sincronia (< greco “insieme” + syn chrónos) riguarda la lingua nel momento di osservazione, considerandone i rapporti contingenti con altre lingue dello stesso periodo, prescindendo dalla dimensione temporale. È la valutazione dei fatti linguistici considerati in un dato momento, astraendo dalla loro evoluzione nel tempo, ovvero in un determinato stato della lingua.

La diacronia (< greco attraverso + diá chrónos) riguarda il cambiamento linguistico che avviene lungo l’asse del tempo, nella sua evoluzione storica.

Linguistica diacronica è sinonimo di linguistica storico-comparativa, mentre la linguistica generale è tipicamente sincronica.

  • La linguistica ottocentesca è diacronica: ricostruzione storico comparativa delle lingue indoeuropee.
  • La linguistica novecentesca è sincronica: da Saussure lo strutturalismo si divide in diverse scuole (Praga, Copenaghen, USA come punto di approdo).

L’idea di studiare sistematicamente la sincronia viene attribuita nel CDLG come esagerazione, ma non è solo Saussure che ha detto: bisogna descrivere i fatti sincronici di una lingua in una certa fase storica come sistema linguistico, insieme di opposizioni distintive.

Langue/parole

Riguarda la distinzione tra sistema astratto e realizzazione concreta. Può apparire anche come distinzione tra sistema e uso (secondo la scuola strutturalista di Louis Hjelmslev) oppure come opposizione tra competenza ed esecuzione (tipicamente nella linguistica generativa di Noam Chomsky).

Langue indica l’intero sistema lingua, fatto di tutte le competenze “sistemiche” che riguardano i vari aspetti normativi ed esecutivi della lingua. Aspetto sociale e oggettivo.

Parole indica l’atto linguistico individuale, la realizzazione concreta di un determinato parlante in una determinata situazione comunicativa. Aspetto individuale e soggettivo.

Il linguista per studiare la langue deve partire dalla ‘parole’.

La langue è l’insieme delle opposizioni di un sistema linguistico, è un fatto sociale condiviso dalla comunità, la parola è invece un atto concreto e individuale e non si può tradurre (in fr. slogan, motto).

Langue è un sistema di opposizioni distintive e a livello manualistico rappresentazione di ciò sono i fonemi (non di correttezza storiografica perché Saussure non applica l’idea delle opposizioni distintive, cioè dal fatto che un elemento trae significato dall’assenza dell’altro cui si oppone, non la usa mai per i suoni e quindi per i fonemi).

Asse sintagmatico/asse paradigmatico

Paradigmatico è un termine che non si trova nel CDLG, al suo posto Saussure usava associativo. Il paradigma è l’opposizione degli elementi in absentia, o c’è uno o c’è l’altro (o c’è p o c’è t) e sintagmatico è la combinazione degli elementi nella catena parlata per cui anche la trascrizione fonetica semplicissima banco, ha degli elementi sintagmatici come la nasale velare. C’è una catena sintagmatica anche nella catena parlata perché sintagmatico non è riferito solo alla sintassi.

Signifiant/signifié

Signifiant è la quarta dicotomia saussuriana: il segno è fatto di due facce, un significante e un significato e signifiant è il termine coniato da Saussure ed è il participio presente del verbo signifier (come in italiano) signifié è il participio passato del verbo significare, però significato è anche un termine usato convertito come nome: questo in francese non si fa normalmente aggiungendo semplicemente l’articolo (signification) = sia signifiant che signifié sono termini tecnici della linguistica (in italiano lo è solo significante e purtroppo significato rimane un termine vago molto generico).

Linguistica come disciplina scientifica

Saussure era ben consapevole che la linguistica dovesse porsi a livello e competere con le altre scienze, ma altro non era che continuatore di una tradizione precedente: la linguistica si pone come scienza già negli anni ‘70 dell’Ottocento e riflette sul rapporto e sulle differenze rispetto alle altre scienze, in particolare la psicologia.

Il 1870 è il decennio del positivismo nella filosofia: il positivismo si basa sull'esigenza di attenersi ai fatti e sull'esaltazione della scienza, l'unico sapere in grado di comprenderli, misurarli e controllarli. Secondo il positivismo la realtà sottostà a leggi precise, che le danno omogeneità e regolarità e vengono studiate dalle singole discipline scientifiche.

L’esigenza scientifica si estese allo stesso tempo all’antropologia, alla psicologia e alla linguistica, in cui ricevettero nuovo impulso le ricerche di carattere genetico e comparativo (molto prima di fonema/morfema), in contemporanea con la prospettiva diacronica della linguistica storico-comparativa in tutto deve essere misurabile  fiducia assoluta nelle leggi fonetiche (interne a una lingua o a una famiglia di lingue). Positivismo, scientifizzazione, la linguistica diventa una disciplina scientifica e per Saussure lo era tanto è vero che conia quella terminologia.

Filo rosso è il rapporto epistemologico della linguistica come mezzo di conoscenza con le altre scienze. Importante è il rapporto con la psicanalisi: sono entrambe scienze nuove e parallele, la psicoanalisi con impatto sociale maggiore (tutto viene impregnato di psicologia già nell’Ottocento e nel Novecento viene introdotta la psicanalisi).

Le Séminaire livre III - Les psychoses Jacques Lacan 1955-1956 (in linguistica siamo contemporanei agli inizi di Chomsky):

Le signifiant est un signe qui ne renvoie pas à un objet, même à l’état de trace, bien que la trace en annonce pourtant le caractère essentiel. Il est lui aussi le signe d’une absence. Mais en tant qu’il fait partie du langage, le signifiant est un signe qui renvoie à un autre signe, qui est comme tel structuré pour signifier l’absence d’un autre signe, en d’autres termes pour s’opposer à lui dans un couple.

Negli anni ‘50 il raccordo tra psicanalisi e linguistica, Lacan, anche sbagliando, usa tutta la terminologia propria della linguistica come scienza perché il segno è biplanare. Lacan non parla di fonemi ma è lo stesso concetto. X si oppone a y per l’assenza di y.

Struttura: l’insieme dei dati linguistici e dei suoni è costituito in un sistema in cui ci sono delle opposizioni strutturate. Tutto è organizzato per opposizioni quindi assenza di una cosa e presenza di un’altra. Nel 1971 Lacan ha introdotto la nozione di matema della funzione: un elemento tipico di una teoria psicanalitica in cui ‘s’ è il soggetto che sta in rapporto con ‘d’ che è un’esigenza. Matema secondo la morfologia derivazionale viene da un verbo greco della conoscenza, l’unità di misura (tutto deve essere misurabile) dei desideri, delle pulsioni, di questi aspetti della psicanalisi. Tutto doveva essere -ema per essere alla moda poiché all’epoca la linguistica era al centro delle altre discipline.

Mateme 1958: è un’invenzione di Lacan ma ha un precedente in antropologia strutturale (i rapporti tra le società, i rapporti tra gli uomini e le donne creano rapporti strutturati di parentela ecc. tutto è strutturabile in rapporti reciproci, mitema, mito  ha dei nuclei tematici).

Negli anni ‘50 la linguistica era al centro delle altre discipline e dominava la scena.

Le funzioni del linguaggio di Jakobson

I like ike. In la ‘i’ è stata scelta per questione di assonanza: funzione poetica. Lo studio delle funzioni del linguaggio non è in prospettiva strutturalista perché siamo un po’ fuori dalle strutture in senso stretto: lo strutturalismo guarda a fonemi, morfemi, analisi delle strutture sintattiche; quando ci spostiamo verso la pragmatica anche le funzioni conative aspetti molto più esterni della struttura linguistica e sarebbe molto  difficile definire cosa è lo strutturalismo.

Strutturalismo vuol dire: assenza di un elemento che richiama la presenza di un altro (a livello pragmatico ed emotivo è tutto molto più sfumato). In questo caso Jakobson si dimostra poliedrico. Funzionalismo: il linguaggio può essere studiato per le sue funzioni, a cosa serve? Serve a comunicare emozioni messaggi ecc.

Chomsky: la sintassi nel 1957 è al centro delle strutture linguistiche la teoria si  chiama grammatica generativa; c’è il language acquisition device (lo strumento per l’acquisizione del linguaggio) siamo dotati geneticamente di questo strumento quindi la linguistica diventa una scienza cognitiva e deve capire cosa c’è nella mente dei parlanti (c’è questo strumento specie specifico di acquisizione del linguaggio) e l’obiettivo della linguistica è l’utilizzo della grammatica universale con strutture di base che funzionano in un certo modo. Per questo Chomsky sembra strutturalista ma lui è per il nuovo, contro lo strutturalismo.

Perché Saussure è così importante?

[…] la lingua è un sistema di puri valori non da altro determinato che dallo stato momentaneo dei suoi termini […] in linguistica i dati naturali non hanno alcun posto. [… sia in economia che in linguistica] ci si occupa di un sistema di equivalenza tra cose di ordini differenti: nell’una un lavoro e un salario, nell’altra un significato e un significante [aggiunta curatori Bally e Sechehaye]. Cours 1.3.1

Tradotto da De Mauro, questo commento è diventato importantissimo per la storia della linguistica. 1967 Laterza chiede la traduzione a De Mauro e diventa modello per altre traduzioni. Sono gli anni in cui lo strutturalismo domina.

Sistema di puri valori: un sistema di opposizioni distintive in cui t si oppone a p, se c’è t non ci può essere p. Valore è un termine preso probabilmente dall’economia (Marx è contemporaneo; economia marginalista: il valore di un elemento non dipende esclusivamente dal rapporto tra lavoro e salario ma dipende anche da quanti di quegli elementi sono disponibili sul mercato e se quella è la quota marginale di un certo prodotto - cioè, l’ultima quota rimasta - il suo valore aumenta). Puri vuol dire astratti, quindi non realizzazioni concrete, xy, sono punti in cui dati naturali non hanno alcun posto. Sistema è una parola che ritorna sempre.

Significato e significante sono stati aggiunti in quanto dicotomia più nota ma non è escluso che Saussure pensasse ad altro.

Termini fondamentali: puro valore, equivalenze (non c’è una realtà concreta ma solo equivalenze).

There are two ways of treating linguistic phenomena which may be called the descriptive and the historical. They correspond to what in physics are called statics and dynamics (or kinetics) and differ in that the one views phenomena as being in equilibrium, and the other views them as being in motion.

Ha avuto grande successo editoriale ma non è diventato fondazione della disciplina, forse dovuto anche al titolo. Questo strizza l’occhio alla filosofia: è come dire che la linguistica non è autonoma e dipende dalla filosofia. Jespersen non usa la terminologia Saussuriana, ne parla come di qualcosa che tutti conoscevano: descrittivo e storico. Fa un confronto con la fisica ed è molto tecnico dà per scontato che la linguistica sia  una scienza.

È la stessa prospettiva di Saussure ma lui è diventato famoso perché il suo Cours (proponeva la linguistica generale come disciplina autonoma) è diventato testo di riferimento e da allora è percepito tutto come derivante da Saussure (tanto che signifiant/signifié era già una prospettiva platonica), semplicemente la novità è il conio della terminologia tecnica da parte di Saussure.

Statico/dinamico: la linguistica per accreditarsi si mostra allo stesso livello delle altre scienze e mostra che termini tecnici di altre scienze sono applicabili alla linguistica: la linguistica è una scienza. Tuttavia, trovando una terminologia propria della linguistica la rende una scienza immanente (opposto a trascendente) e questo la rende un modello: se è così forte da essere immanente li può prestare alle altre scienze. Ciononostante, movimento/equilibrio è un’ottima definizione di sincronia/diacronia.

Grammatica: viene percepito come termine vecchio.

Jespersen è stato accusato di plagio: dal punto di vista storico conosceva Saussure perché ha recensito il suo Cours, ma osservando la geografia delle recensioni il testo (circolava in paesi francofoni Austria, Schuchardt 1917, Danimarca (Jespersen 1917)). Quando nel 1917 Jespersen recensisce Saussure (non era ancora il maestro della linguistica) si permette di parlarne male. Vero perché era una raccolta di appunti.

Sensazione di opera incompiuta

J’ai été frappé de la [l’œuvre] voir, d’un bout à l’autre, consacrée aux problèmes qui se posaient il y a trente ou quarante ans, à l’époque où, pour ne mentionner qu’un seul ouvrage, les Prinzipien de Paul paraissaient pour la première fois.

Si lamenta dei principi ottocenteschi (l’epoca dei Prinzipien, anni ‘80 dell‘Ottocento). I Prinzipien di Paul sono un’opera molto teorica Jespersen vedeva in Saussure un eccesso di teorizzazione: in Jespersen c’è tanta concretezza e dati empirici che mancano in Saussure che si occupa più di metafore.

Enfin, il n’y a pas grand’ chose chez l’auteur sur la syntaxe ni sur le style, et ce qu’il dit des limites des dialectes pourrait à coup sûr être révisé après de nouvelles recherches de détail.

Critica la mancanza di sintassi e di stile: la sintassi come centro dell’interesse della linguistica arriverà solo con Chomsky. Per quanto riguarda lo stile si può pensare alla tradizione

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-FIL-LET/12 Linguistica italiana

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Crltt33 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia della linguistica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli studi di Torino o del prof Squartini Mario.
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