Socrate e il contesto storico
Socrate nasce all'inizio del V secolo circa nel 469/470 a.C. ad Atene e muore nel 399 a causa di un processo. Vive ad Atene durante tutta la sua vita, tranne in un periodo in cui vive in Tracia (nord della Grecia, crocevia tra la cultura occidentale e orientale). Questa regione ha avuto un ruolo significativo nel far circolare idee di culture diverse.
Socrate è stato costretto ad andare in Tracia per fare il servizio militare e, come militare, doveva stare in Tracia per partecipare a un assedio di una città. Solo successivamente torna ad Atene.
Questo periodo è molto importante per la vita e riflessione di Socrate: entra in contatto con numerose personalità di culture e pratiche orientali. Ad esempio, si applica lo sciamanesimo (dal punto di vista scientifico s'intendono pratiche di meditazione profonda). È probabile che Socrate sia entrato in contatto con queste culture e pratiche, in quanto nel dialogo platonico "Carnide".
Nel diario platonico, Socrate, appena tornato dalla Tracia, incontra Carnide. Quest'ultimo sottopone a Socrate un problema fisico, il mal di testa, e il filosofo afferma che bisogna curare il mal di testa, però ricorda al suo amico che c'è una correlazione tra l'anima e il nostro corpo. Quindi bisogna curare soprattutto la nostra anima; solo curando la nostra anima sta meglio anche il nostro corpo.
Infine, chiede al suo amico di domandarsi se questo mal di testa è veramente fisico o anche dovuto a un disagio dell'anima; chieditelo perché ho imparato queste riflessioni e i rimedi da Salmo XIX, che compare anche in altri testi del V secolo, quando era in Tracia.
Influenze tra culture
Socrate e la sua filosofia
Non abbiamo nessuna opera autografa di Socrate;
Differenza tra oralità e scrittura
Oralità: nel momento in cui mi affido a un'oralità/dialogo, si prendono posizioni e si fanno affermazioni. Ho davanti chi accoglie quello che dico. Vedo chi le accoglie e le persone possono dialogare, contestare... L'oralità consente una relazione in quanto consente di consegnare il proprio pensiero a chi è davanti.
Scritto: lo scritto circola, a chiunque nello spazio e nel tempo. Questo fa sì che viene meno la relazione, perché non c'è relazione tra chi scrive e chi legge lo scritto in un altro luogo e tempo. Per questo motivo, Socrate non scrive, non può eliminare questo forte legame con chi è presente. Quando vive Socrate, la cultura ateniese sta diventando da orale a scritta: Socrate non è d'accordo, ma non è tanto paradossale in quanto testimonia come le transizioni siano progressive e che comunque c'è una riflessione per il passaggio da cultura orale a scritta.
Come facciamo a costruire cosa ha detto Socrate?
Testimonianze iconografiche e scritti dei suoi discepoli, tra cui Platone. Platone incontra Socrate e, alla sua morte, scrive una serie di dialoghi. Non tutti i dialoghi platonici riportano il pensiero di Socrate o ci descrivono un Socrate protagonista, però i dialoghi della prima parte della vita di Platone, che vengono definiti dialoghi giovanili o socratici, richiamano la predicazione socratica.
Questi dialoghi ci mostrano sempre come protagonista Socrate e poi un antagonista, che quasi sempre dà un titolo al dialogo. Nei dialoghi della maturità, Socrate scompare, e Platone parlerà più delle proprie idee e riflessioni.
Altri discepoli
- Senofonte: storico ateniese, ma filo-spartano, che in alcune opere ha descritto Socrate e il suo pensiero in maniera molto sintetica. Socrate ci appare pragmatico, molto diverso da quello di Platone, molto deciso.
- Aristofane: più noto commediografo dell'Atene classica, mette in scena la commedia "Le Nuvole", che ha come protagonista Socrate.
Trama
Protagonisti: Socrate e Strepsiade, un uomo comune ateniese pieno di debiti. Strepsiade è inseguito continuamente dai creditori, quindi va alla scuola di Socrate perché vuole diventare così bravo nell'oratoria da riuscire a imbonire e truffare i creditori, per non restituire il denaro. Si reca al pensatoio dove trova Socrate, molto scorbutico e scocciato, che quasi vuole cacciare Strepsiade, nonostante voglia diventare suo allievo.
Parte una contrattazione economica che si conclude con l'ammissione, ma Strepsiade è un allievo così stupido che Socrate lo caccia a pedate. Così decide di mandare suo figlio Filippide, che diventa nuovo allievo di Socrate a seguito di una contrattazione economica. Filippide diventa talmente bravo nell'oratoria che riesce a truffare i creditori ma anche a ribellarsi a suo padre, non ha più rispetto per nessun tipo d'autorità. Così Strepsiade, stufo, prende una fiaccola e si reca al pensatoio per bruciarlo. "Le Nuvole" si conclude con Socrate che muore bruciato.
Il processo di Socrate
Le accuse
- Corruzione dei giovani: Anito e Meleto, due allievi, intentano a nome del popolo ateniese un processo contro Socrate.
- Empietà: mancanza di rispetto per le divinità tradizionali, cultura tradizionale e religione tradizionale.
Correlazione: "Le Nuvole" e il processo
Nella commedia "Le Nuvole", Socrate dice che non crede nella religione tradizionale e nei valori tradizionali e che adora solo un gruppo di nuvole. Nella commedia c'è un Socrate scorbutico, che si fa pagare, corrompe il giovane Filippide e lo rende ribelle a qualsiasi autorità, che non rispetta le divinità e i valori tradizionali. Nella realtà (399), Socrate viene perseguito per corruzione dei giovani ed empietà, e si è arricchito facendosi pagare.
Come possiamo spiegarcelo?
Probabilmente Aristofane, quando mette in scena la commedia, porta sulla scena dei timori già presenti nella società ateniese. Aristofane non era un discepolo ammirato del suo maestro, anzi aveva già preso molta distanza ed era critico nei suoi confronti, posizione di critica e non di ammirazione.
Le testimonianze ci aiutano a costruire il pensiero di Socrate
Nonostante siano delle lenti deformanti:
- Aristofane: deformante in peggio, perché ci riporta la voce critica.
- Platone: deformante un po' in meglio, perché ci presenta un Socrate perfetto.
Il pensiero
Socrate viene definito colui che propone come metodo di dialogo e insegnamento la maieutica. Maieutica (verbo greco maieutiké), significa 'faccio nascere', si usa solo per indicare l'azione della levatrice che tira fuori il bambino. Socrate, parlando della levatrice e ricordando che sua mamma era levatrice, dice nel dialogo "Teeteto": "Così come la levatrice fa partorire con dolore e partorisce corpi, così io stesso fa...