file sociologia
la sociologia è lo studio della società. La società la intendiamo come un sistema di interazioni e la
condivisione di un tratto culturale da parte di un gruppo più o meno ampio di persone. La sociologia
si basa il suo studio a livello sia Macro delle istituzioni, che possono essere famiglia, sistema
educativo e lavoro, ma anche Micro, che comprende gli individui stessi. Studia le interazioni e le
relazioni che si creano tra di loro, formando la struttura sociale.
Inizialmente il metodo di studio usato per analizzare questo tipo di interazioni sociali, era il classico
metodo scientifico, induttivo, in cui prima osservo, faccio una tesi e la confermo, oppure deduttivo, in
cui prima avviene la formazione della tesi, la modifico osservando e poi la perfeziono. Questa
corrente di pensiero che associa lo studio delle materie scientifiche a quelle sociali, si chiama
positivismo.
Passando poi per il falsificazionismo di Popper, per cui una teoria è vera fino a prova contraria, si
arriva alla modernizzazione, che è il processo di creazione della società come l’abbiamo oggi
attraverso le rivoluzioni industriali e civili.
DURKHEIM
ha un approccio alla sociologia positivista. Il suo punto principale della teoria è il fatto sociale, cioè il
comportamento del singolo individuo, che si basa sulla costrizione morale esterna, ma anche il suo
senso morale intrinseco. Lui sostiene che la società non può essere tenuta insieme da accordi
razionali, è un insieme di individui con norme morali condivise, che tutti accettano e creano ordine
nella società. Questo sentimento di solidarietà comune si crea anche grazie alla produzione di rituali
comuni, come quello della religione, che dà alle persone singolarmente un senso di appartenenza
alla comunità. Se questo senso di appartenenza alla comunità viene a mancare, si crea
nell’individuo un senso di disagio che può portare al suicidio. Il suicidio per D è visto come fatto
sociale, comportamento dell’individuo che è conseguenza diretta della società in cui vive, viene
portato a fare ciò. Non viene considerato come atto del singolo, ma come specchio della società
nell’individuo.
Una sua teoria riguarda i rituali di interazione. appunto per lui il concetto di solidarietà comune è
dato da una serie di rituali che rendono gli individui molto più legati, attraverso norme e
comportamenti comuni. Alla base di questo pensiero si trova la morale, che viene visto come un
insieme di norme che l’individuo ci tiene a rispettare sia dal punto di vista intrinseco, che attraverso
una spinta esterna che ti “impone” di rispettarla. Con l’interazione degli individui si arriva ad un
sentimento della morale comune a tutte le persone che fanno parte di un determinato sistema
sociale.
Per Durkheim esistono 2 diversi tipi di società: quella semplice, che fa riferimento alle società
primitive, in cui era fondamentale la collaborazione di tutti gli individui e in cui c’era un senso di
appartenenza molto più forte, per cui provoca scarsa tolleranza verso le idee diverse di ogni
individuo; e quella complessa, quella moderna, per cui si ha una divisione molto più fitta del lavoro,
ogni individuo si può specializzare in un determinato settore e questo porta gli individui ad avere
delle linee di pensiero diverse. Per D questo processo di differenziazione delle idee e di lavoro,
porta ad un indebolimento della società, causato dalla mancanza di norme condivise e
collaborazione tra gli individui, la società diventa difficile da tenere insieme. Si parla in questo caso
di anomia, il caso in cui le norme morali condivise sono deboli o assenti. La soluzione che viene
trovata è quella di avere un sistema educativo adeguato per poter insegnare e diffondere queste
norme morali in modo da renderle condivise a tutti.
MAX WEBER
L’oggetto della sociologia per lui è l’agire sociale. Il comportamento non è più oggettivo come per i
positivisti, ma si basa sulle intenzioni dell’individuo, è quindi soggettivo. Il ruolo del sociologo è
capire il motivo di questi comportamenti. L’azione dell’individuo è data dagli istinti e dalle intenzioni
che si ha, parte da uno stimolo e finisce con l’azione che è la risposta ad esso. Pur essendo libero
di agire come meglio crede, l’azione dell’attore è comunque vincolata dall’esistenza di norme sociali
comuni che vanno rispettate.
Le interazioni tra le azioni di persone diverse vanno a creare il sistema sociale, che in questo caso è
capace di autoregolarsi.
W parla di come per tenere insieme il sistema sociale, sia doverosa la presenza delle istituzioni,
dove ognuna di esse ha un compito preciso e svolge un ruolo a vantaggio della società, come per
esempio la famiglia. Questa corrente di pensiero si chiama funzionalismo.
Una teoria di W chiamata gabbia d’acciaio, parla di come la burocrazia, cioè l’insieme delle
istituzioni pubbliche, cerchi di organizzare la vita di ogni singolo individuo, quasi a metterlo
all’interno di una gabbia.
PARSONS (funzionalista)
Parsons vuole dare una spiegazione generica sul funzionamento del sistema sociale, capire a fondo
com’è strutturata la società, attraverso le funzioni che svolgono tutte le diverse parti. Per esempio si
concentra sulla famiglia, sul ruolo che ha e sulla struttura che ha (una volta era più centrale e si
svolgeva tutto in famiglia, mentre ora c’è una differenziazione dei ruoli e ha un sistema a nucleo con
padre madre e figli).
Ha creato uno schema chiamato AGIL in cui piega tutte le funzioni che devono essere svolte
all’interno di un sistema: tramite la funzione di adattamento all’ambiente esterno, il sistema deve
raggiungere i suoi scopi, e per mantenere la stabilità interna ha bisogno di uno schema di credenze
condivise. I topic che affronta sono appunto economia, politica, istituzioni e norme.
P si trova d'accordo con Durkheim per il fatto che la società non sia tenuta insieme da un semplice<