Estratto del documento

CAPITOLO 1

La storia delle origini di Roma (cioè la Roma arcaica) è molto difficile da ricostruire, perché:

Le fonti disponibili sono:

• poche

o di tipi diversi

o difficili da interpretare

o

Questo obbliga gli studiosi a fare un lavoro molto attento di confronto tra fonti e analisi critica.

Anche se è difficile, questa situazione è utile per imparare un metodo di ricerca storico più rigoroso.

Per molto tempo, gli studiosi si basavano quasi solo sulle narrazioni storiche antiche. Ma queste sono poco affidabili.

All’inizio del '900, gli studiosi si dividevano in due gruppi:

Fideisti → credevano abbastanza alle fonti antiche

• Ipercritici → non si fidavano per niente

Chi sono i principali storici antichi che parlano delle origini di Roma?

I tre autori più importanti sono:

1. Tito Livio (scrive in latino)

2. Diodoro Siculo (greco)

3. Dionigi di Alicarnasso (greco)

Tutti vissero in età cesariano-augustea (cioè al tempo di Giulio Cesare e Augusto), molti secoli dopo i fatti che

raccontano.

Le loro fonti non risalgono oltre il III secolo a.C.

Come conservavano la memoria gli antichi romani?

In origine, i Romani non scrivevano la loro storia, ma la tramandavano:

Oralmente (a voce)

• Oppure tramite immagini

Prime registrazioni scritte:

Create dai pontefici (sacerdoti)

• Ogni anno scrivevano su una tabula dealbata (tavola bianca) un riassunto degli eventi pubblici importanti

• Le tavole venivano conservate nella Regia, un edificio pubblico

Nel 390 a.C., la Regia fu distrutta dai Celti → Molti documenti andarono perduti

I pontefici ricompilarono i documenti perduti

Verso il 130 a.C., il pontefice P. Mucio Scevola pubblicò una raccolta in 80 libri, chiamata:

Annali Massimi

Furono usati dagli storici latini chiamati annalisti

• Si chiamano così perché raccontavano la storia anno per anno (dal latino annus, "anno")

o Seguirono il modello dei resoconti annuali dei pontefici

o

GLI ANNALI (giornali a cielo aperto)

Secondo Servio (commentatore di Virgilio), gli Annali erano registrazioni annuali fatte dal pontefice massimo.

Ogni anno veniva utilizzata una tavola bianca (tabula dealbata):

• Si scrivevano i nomi dei consoli e magistrati in carica.

o Giorno per giorno, si annotavano i fatti principali (in guerra e in patria, per terra e per mare).

o

Queste registrazioni sono considerate una sorta di “cronaca pubblica” degli eventi.

Esempio: un annale riportato da Tito Livio (295 a.C.)

Contiene informazioni su:

• Militare - Incursioni sannitiche, vittorie romane in Etruria

• Religioso/naturale - Epidemie, prodigi (piogge di terra, fulmini), consultazione dei Libri Sibillini

• Giudiziario - Processo per adulterio a delle matrone, multe usate per costruire un tempio

Lo stile è paratattico (fatti elencati uno dopo l’altro, senza legami logici complessi).

Gli eventi riflettono il ritmo stagionale della vita romana:

Lavori agricoli → guerra → attività civili e religiose

Problemi nella trasmissione degli Annali (pre-390 a.C.)

Dopo la distruzione della Regia (390 a.C.), gli annali furono ricostruiti → ma non senza problemi:

1. Interpolazioni

Aggiunte di notizie false o esagerate per glorificare le famiglie (es. i Fabi, grazie a Fabio Pittore, il primo

• annalista).

2. Retrodatazioni

Fatti inventati spostati indietro nel tempo per giustificare istituzioni più recenti

• .

→ Es. riforme attribuite al “re buono” Servio Tullio, in realtà più tarde

3. Travestimenti ellenizzanti

I racconti romani vengono modellati su quelli greci, es.:

• Tarquinio il Superbo = Ippia, tiranno di Atene

o Assedio di Veio = imitazione dell’assedio di Troia

o

4. Aneddoti eroici e moralizzanti

Racconti esemplari per educare e celebrare:

• Duello Orazi e Curiazi

o Coraggio di Muzio Scevola

o Fuga della vergine Clelia

o

Scopo: compensare la mancanza di dati reali con modelli eroici da imitare

L’archeologia come verifica delle fonti

In passato:

Si pensava che l’archeologia potesse confermare le fonti scritte.

• Ma la continuità insediativa di Roma (costruita sempre su sé stessa) ha impedito grandi scavi, tranne nel

• Foro e sul Palatino.

Più risultati da:

Altri centri del Lazio come:

• Gabi

o Preneste

o Satrico

o

Gli scavi in queste città hanno fornito dati utili anche per comprendere le origini di Roma.

Nuove scoperte e approcci (anni '80 in poi)

Scoperte tra Palatino e Velia hanno riacceso il dibattito tra storici:

• Tentativi di collegare archeologia e fonti letterarie

o A volte con successo, a volte no

o

Antropologia e studio dei miti

Grazie agli studi antropologici, si è iniziato a rivalutare i miti, saghe e leggende:

• Metodo applicato alle società pre-statali

o Aiuta a capire il valore simbolico e sociale delle storie arcaiche

o

Recuperate anche notizie dagli antiquari:

Autori come:

Catone

• Varrone

• Festo

• Aulo Gellio

Studiavano e conservavano informazioni su:

Antiche feste, riti, culti, miti di fondazione

Finalità dei miti antichi:

1. Memorizzare facilmente eventi storici importanti

2. Costruire un passato comune per le diverse etnie presenti nella Roma arcaica → rafforzare il senso di unità

Roma arcaica nel contesto italiano

Roma va inserita nella più ampia storia dell’Italia antica (II-I millennio a.C.)

• La penisola era abitata da:

• Popoli indoeuropei

o Popoli non indoeuropei (es. Etruschi)

o

Condividevano una cultura materiale simile durante l’età del ferro

La civiltà villanoviana

Prende il nome da Villanova (vicino Bologna)

• Scoperta di un sepolcreto a cremazione (metà '800)

• Diffusa tra:

• Emilia

o Toscana

o Lazio

o Campania

o

Cultura comune e base degli insediamenti protostorici (tra cui quelli di Roma)

Molti studiosi, sia antichi che moderni, si sono interrogati su quale cultura abbia maggiormente influenzato la nascita di

Roma:

Le due ipotesi principali:

1. Influenza greca

2. Influenza etrusca

Ma il dibattito non basta da solo a spiegare le origini di Roma.

Due aspetti fondamentali da considerare

1. Forte legame con i popoli italici

Popoli come i Sabini furono coinvolti fin dall’inizio nella fondazione e nella vita della città.

• Roma non nacque isolata, ma all'interno di una rete di relazioni e contatti con altri popoli del Lazio e dell’Italia

• centrale.

2. Specificità dell’esperienza romana

Roma ha avuto un percorso politico, sociale e religioso molto originale.

• Va studiata per ciò che è, senza forzarla dentro schemi culturali esterni (soprattutto greci).

Errore da evitare: la “lente greca”

Spesso, nel corso del tempo:

La storia di Roma è stata raccontata attraverso una prospettiva greca o grecizzante.

• Questo ha portato a interpretazioni distorte, che non rispettano i valori e i modelli autenticamente romani.

Bisogna spiegare Roma attraverso i Romani, non attraverso visioni straniere.

ROMA PRIMA DI ROMA: STORIA PRE-URBANA IN AREA LAZIALE

Quando nascono i primi insediamenti a Roma?

Periodo: tra il X e il IX secolo a.C.

• Fase storica: transizione tra età del bronzo e età del ferro

Dove si trovavano questi insediamenti?

Colline:

• Palatino

o Esquilino

o

Caratteristiche comuni con ritrovamenti nell’area poi chiamata Latium Vetus (Lazio antico)

• Tra: Appennini, foce del Tevere, promontorio del Circeo

o Fonte antica: Plinio il Vecchio

o

Chi erano gli abitanti?

Etnia: Paleolatini (un ramo della famiglia indoeuropea)

• Arrivati in Italia nella seconda metà del II millennio a.C.

Caratteristiche degli insediamenti

Dimensione Piccoli (tra 5 e 10 ettari)

Posizione Su alture (mai in pianura)

Motivo Pianure = zone impaludate, rischiose per epidemie

Distanza tra villaggi 5-10 km l’uno dall’altro

Pianure Usate solo per cimiteri

Com'è fatta una capanna paleolatina ?

Materiali: legno, fango, frasche

• Forma: ovale

• Tetto: a spiovente

• Struttura:

• Pavimento in terra battuta

o Pali verticali di sostegno

o Focolare (tracce di incinerazione)

o Piccolo spazio aperto davanti alla porta

o

Tutte queste informazioni derivano dagli scavi archeologici.

Urne a capanna: il simbolo della casa anche nella morte

Ritrovate in tombe

• Contenevano i resti del defunto (dopo incinerazione)

• Mescolate a oggetti di corredo

• Forma dell’urna = miniatura della capanna

Significato simbolico:

La casa rappresenta il legame con la famiglia, considerata il nucleo centrale della società e valore sacro.

Economia e stile di vita dei primi clan del Lazio antico

Piccoli clan familiari di circa 20 persone.

• Vivevano in un contesto seminomade, cioè si spostavano in base alle stagioni e alla disponibilità di pascoli.

• Economia silvo-pastorale (Si basava su bosco e allevamento)

➡ I Latini avevano molti termini per indicare il bosco, perché era centrale nella vita economica, religiosa e culturale.

Legami simbolici con il bosco:

Silvii → Nome dei re albani (famiglia mitica da cui discenderebbe Romolo).

• Rea Silvia → Madre di Romolo e Remo.

• Luceres → Una delle tre tribù originarie di Roma.

• Luci sacri → Boschi sacri dove si veneravano gli dèi.

• Rex Nemorensis → “Re del bosco”, sacerdote di Diana al lago di Nemi, che difendeva il suo ruolo anche con la

• forza.

Chi erano i protagonisti delle leggende?

Pastori: come Romolo, Remo e Faustolo (il pastore che li trova e li alleva).

• Questo conferma l’importanza della vita pastorale anche nelle narrazioni mitiche.

Abitazioni

Capanne fatte con materiali poveri e facili da smontare (legno, fango, frasche).

• Erano precari, ma funzionali alla vita seminomade.

Agricoltura (forma di sussistenza)

Poco sviluppata.

• Si coltivava solo il farro, un cereale resistente ai terreni paludosi, ricco di nutrienti.

• Il farro rimase alla base dell’alimentazione romana fino al V secolo a.C.

• Più tardi, venne usato solo nei riti religiosi (es. focacce votive offerte agli dèi).

La proprietà della terra: esisteva davvero?

Alcuni indizi fanno pensare di no:

I corredi funerari (oggetti nelle tombe) erano omogenei, senza grandi differenze di ricchezza → segno di una

• società egualitaria.

Istituzioni che potrebbero essere un retaggio di quell’uguaglianza:

Ager publicus Terra conquistata → diventa proprietà collettiva

Ager compascuus Terreni pubblici per il pascolo comune tra vicini

➡ Queste istituzioni compariranno più avanti, ma potrebbero derivare da un sistema originario senza proprietà privata.

Ma attenzione: c'è anche un'altra ipotesi!

La mancanza di oggetti di lusso nelle tombe non prova per forza che non ci fosse proprietà privata.

• Forse non potevano permetterseli.

o Forse non li producevano.

o O forse usavano altri modi per mostrare la ricchezza (es. feste, abiti, riti…).

o

Organizzazione politica (ipotetica)

Nessuna fonte diretta, ma si suppone esistesse una forma di regalità pre-statale:

• Un capo con funzioni sacre e politiche.

o Esempio: il rex nemorensis, re-sacerdote del bosco sacro di Diana a Nemi.

o

LA FONDAZIONE DI ROMA

Problema cronologico (collocata nel VIII secolo a.C)

La data della fondazione di Roma è incerta e discussa. Diversi autori antichi propongono date diverse:

Timeo di Taormina, storico greco del III secolo a.C. (contesto geografico e cronologico distante), la fa risalire

• all’814 a.C. perché vuole farla coincidere con la nascita di Cartagine.

Cincio Alimento, annalista romano del II sec. a.C. (cronologicamente distante, ma vicino geograficamente),

• indica il 728 a.C.

Marco Terenzio Varrone, erudito latino del I sec. a.C., stabilisce la data più famosa: 21 aprile 753 a.C.

• → Secondo lui, quella notte avvenne la contesa tra Romolo e Remo.

Quinto Fabio Pittore (annalista), colloca la fondazione di Roma nel 747 a.C

Romolo e Remo: la leggenda dei gemelli

La città non nasce come ampliamento di un centro già esistente, ma come insediamento nuovo, su terra vergine.

Per decidere dove fondarla e chi dovesse guidarla, i due gemelli si affidano agli auspici (i segni degli dèi tramite il volo

degli uccelli).

Remo sceglie il colle Aventino e propone il nome Remonia.

• Romolo sceglie il colle Palatino e propone Roma.

Nel mito, Remo avvista 6 avvoltoi per primo, Romolo 12 avvoltoi dopo.

→ Romolo rivendica la vittoria per il numero doppio di uccelli.

→ Remo sostiene di averli visti per primo.

Risultato: scoppia il conflitto.

Il fratricidio

Tutte le versioni della leggenda concordano su un punto: Remo muore durante il rito di fondazione.

Romolo stava tracciando con l’aratro il confine sacro della futura città.

• Remo lo attraversa in modo provocatorio.

• Romolo lo uccide, punendolo per aver violato il pomerium (il confine sacro).

Questo gesto sarà criticato dai nemici di Roma, che definiscono Romolo un assassino.

Interpretazioni del fratricidio

Nel tempo, l’episodio ha avuto molte letture simboliche, anche moderne:

Violenza originaria: la fondazione di una nuova città (o di un mondo nuovo) richiede un atto violento iniziale.

• Ordine contro caos: Remo rappresenta l’istinto selvaggio; Romolo lo elimina per imporre disciplina e civiltà

• urbana.

Sacralizzazione del confine: uccidere chi lo viola serve a rendere sacro il pomerio, il limite oltre cui non si

• può andare armati.

Il pomerium

Il pomerium era il confine sacro della città romana.

• Il termine deriva da post murum = “dietro il muro”.

• Era tracciato ritualmente con l’aratro.

• Nessuno poteva varcarlo con le armi.

• Questo rito sarà replicato in tutte le colonie romane.

Simbolismo dei gemelli

La leggenda di Romolo e Remo riflette una coppia di opposti:

Romolo = disciplina, ordine, civiltà.

• Remo = natura, libertà, istinto.

Il mito mostra che per fondare Roma, serve scegliere l’ordine sulla natura e la città sul caos.

Il solco primigenio: il rito di fondazione della città

Quando i Romani (e prima ancora i Latini) fondavano una città, seguivano un rito sacro, molto antico e simbolico, che

serviva a tracciare i confini dell'insediamento.

Il rito dell’aratro

Il fondatore della città (spesso con il capo velato, segno di rispetto e sacralità) guidava un aratro.

• Due animali venivano aggiogati: un toro e una mucca.

• Con l’aratro, il fondatore tracciava un solco nella terra: questo segnava il perimetro sacro della città.

Eccezione importante: quando si arrivava in corrispondenza di dove sarebbero sorte le porte, l’aratro veniva

sollevato.

Questo indicava che in quei punti si poteva entrare e uscire dalla città.

Il significato del solco

Il terrapieno di terra sollevata formava una specie di barriera simbolica.

• A volte venivano costruite vere mura, ma non era obbligatorio.

• Il vero confine era sacro, non solo fisico o militare.

Il valore giuridico del confine

All’interno del solco (chiamato pomerium):

Era vietato entrare in armi → il confine proteggeva simbolicamente la città dalla guerra.

• Vigeva il potere dei magistrati (cioè l’autorità politica e giuridica si esercitava solo dentro quel perimetro).

Evoluzione a Roma

Anche per Roma questo rito fu seguito.

• Con il tempo, man mano che Roma cresceva ed estendeva il suo controllo su altri territori, il pomerium venne

• ampliato più volte.

La leggenda della fondazione di Roma: solo mito?

Per molto tempo, gli studiosi hanno ritenuto che la leggenda della fondazione di Roma (Romolo, il solco sacro, il

pomerio, ecc.) fosse solo un’invenzione successiva, senza basi storiche concrete.

Il motivo? Alcune pratiche rituali raccontate dalla tradizione (come il tracciamento del solco sacro con l’aratro)

sembravano troppo simili a quelle degli Etruschi, e quindi poco compatibili con una Roma fondata da popoli di origine

latina e sabina.

Ma qualcosa è cambiato nel 1988

Una scoperta archeologica importante ha rimesso in discussione questa idea:

Dove? Tra il colle Palatino e la Velia, (area rialzata tramite colmate -venne costruita sopra la via sacra)

Cosa è stato scoperto?

Gli archeologi hanno trovato una serie di muri paralleli (4 in tutto), costruiti uno dopo l’altro, nel tempo.

• Il più antico di questi è stato datato con precisione tra il 730 e il 720 a.C. (grazie agli oggetti trovati sotto le

• sue fondamenta).

Quindi proprio nel periodo in cui, secondo alcune fonti antiche (come Cincio Alimento), sarebbe avvenuta la

fondazione di Roma.

Non erano mura difensive

Questi muri non servivano per difendersi, perché il colle Palatino era già naturalmente protetto dalla sua pendenza.

Erano invece:

Terrapieni sacri, cioè strutture con una funzione rituale e religiosa.

• Erano collegati al pomerio, cioè al confine sacro della città.

Perché è importante?

La data del muro più antico (730-720 a.C.) coincide con la cronologia tradizionale della fondazione (753 o

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-ANT/03 Storia romana

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Angelz_24 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia romana I e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli studi Ca' Foscari di Venezia o del prof Rizzi Alessandra.
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