MAPPA DEL TEMPO
MOVIMENTI AUTORI FOCUS EDUCATIVO
EPOCA & & &
STORICA FENOMENI SCOLASTICI PEDAGOGISTI PRATICHE
UMANESIMO ● ● ●
Nascita dei collegi umanistici. Vittorino Da Feltre. Riscoperta dei classici Greci e Latini.
& ● ● ●
Sviluppo delle scuole per l’elite. Erasmo da Rotterdam. Educazione liberale e della classe
RINASCIMENTO dirigente.
● ●
Riforma protestante e controriforma. Filippo Melantone. ● Prime forme di alfabetizzazione
● Ignazio di Loyola. (Gesuiti) religiosa popolare.
ETA’ ● ● ●
Nascita didattica moderna. Comenio. Pampaedia: Insegnare tutto a tutti.
MODERNA ● ● ●
Prime reti di scuole popolari urbane. La Salle. Metodo simultaneo nelle classi popolari.
● ● ●
Diffusione delle scuole di carità. Locke. Educazione del Gentleman e
pragmatismo.
ILLUMINISMO ● ● ●
Dibattito sulla scuola di Stato. Rousseau. Educazione naturale e centralità
dell’infanzia.
● ●
Nascita di progetti di istruzione Nicolas de Condorcet. ● Istruzione universale come diritto del
pubblica. cittadino.
● Primi tentativi di laicizzazione.
800 ● ● ●
Nascita dei giardini d’infanzia. Pestalozzi. Metodo intuitivo e filantropismo.
● ● ●
Sviluppo degli asili infantili in Italia. Ferrante Aporti. Custodia, educazione e
prescolarizzazione.
● ●
Fondazione di istituti per sordi e ciechi. Frobel. ● Il gioco come attività spontanea e
● ●
Scuola popolare e positivismo. Aristide Gabelli. sacra.
● Roberto Ardigò/ S. De Dominicis. ● Metodo scientifico e ‘’formazione dello
strumento testa’’.
PRIMO ● ● ●
Psicologia sperimentale applicata. Alfred Binet e Théodore Simon. Misurazione scientifica delle capacità
900 mentali.
● ●
Nascita dei primi test d’intelligenza. G. Stanley Hal.l ● Apprendere attraverso il fare (Learning
● ●
Movimento delle Scuole Nuove/ Attive. Jhon Dewey. by doing).
● ●
Diffusione Scoutismo. Edouward Claparede/ A. Ferriere. ● Funzionalismo e individualizzazione
● Ovide Decroly. della didattica.
● Montessori. ● Centri di interesse e ambiente a misura
di bambino.
900 ● ● ●
Ideologizzazione della scuola. Giovanni Gentile. Riforma gentile (1923: Asse umanistico e
MATURO filosofico)
● ●
Riforma dei sistemi scolastici Nazionali. Georg Kerschensteiner. ● Lavoro manuale come valore formativo
● ●
Sviluppo della pedagogia del lavoro. Anton Makarenko. e civile.
● ●
Rinnovamento scuola popolare. Gramsci. ● Educazione collettiva e pedagogia del
● Celestin Freinet. collettivo.
● Egemonia culturale e riscatto delle
classi subalterne.
● Tecniche tipografiche e cooperazione
scolastiche.
900 ● ● ●
Rete dei collegi e istituti religiosi. Maritain. Educazione integrale della persona
CATTOLICO (Personalismo) (CORPO E ANIMA)
● Nascita delle associazioni giovanili ● Opposizione al naturalismo e
scout cattoliche. all’intellettualismo puro.
1300 -1600
UMANESIMO
L’Umanesimo è il movimento letterario e culturale che si sviluppò in Italia tra la fine del Medioevo e l’inizio
dell’Età Moderna.
Nel Medioevo la scuola aveva come obiettivo principale conoscere Dio, con gli Umanisti cambia il soggetto di
studio, ci si concentra dunque sull’Uomo.
Gli studi:
COMPRENDEVANO: grammatica,retorica, poesia, storia e filosofia morale.
NON COMPRENDEVANO: teologia, logica scolastica e dispute astratte.
Attenzione: non significa che diventarono atei.
Dio rimane importante, ma si valorizzano anche l’intelligenza umana, la cultura e le capacità individuali.
Nasce dunque una nuova visione di uomo: libero, capace di migliorarsi e responsabile per le proprie azioni.
L’educazione serve proprio a questo, a migliorare l’uomo.
Gli umanisti riprendono i classici per recuperare il meglio dell’antichità, per loro non basta sapere tante cose,
ma bisogna anche essere persone virtuose. Si parla perciò di UOMO COMPLETO.
LE 4 REGOLE FONDAMENTALI
1. L’uomo può migliorarsi grazie all’educazione.
2. Si riscoprono i classici Greci e Romani.
3. Nascono gli studi umanistici.
4. L'obiettivo è formare un cittadino colto e moralmente responsabile.
PERCHE’ L’UMANESIMO NASCE IN ITALIA?
L’Umanesimo nasce in Italia nel 300 (XIV secolo), a quel tempo, grazie ai commerci, le città divennero molto
ricche e le famiglie più potenti iniziarono a finanziare Artisti, Studiosi, Scuole e Biblioteche.
Parliamo dunque di MECENATISMO.
Gli Umanisti iniziarono a cercare testi dimenticati, molti libri dell’antichità erano stati copiati a mano nei secoli
precedenti, ma erano poco conosciuti.
Gli umanisti li recuperarono, li confrontarono e cercarono di eliminare gli errori di copiatura con l’intenzione di
scoprire la versione più vicina e fedele all’originale.
Nasce così la FILOLOGIA, ovvero lo studio critico dei testi antichi. Non solo lettura, ma vera e propria ricerca.
FRANCESCO PETRARCA
E’ considerato il padre dell’Umanesimo in quanto dà inizio a un nuovo modo di fare
cultura.
Perché?
Ricerca di manoscritti antichi, valorizza i classici e mette al centro la crescita interiore
dell’uomo.
A seguire vi furono:
COLUCCIO SALUTATI : Cancelliere della repubblica di Firenze diffuse gli ideali umanistici nella vita politica in
quanto per lui una buona educazione rende migliore anche il governo.
LEONARDO BRUNI: Sviluppa ulteriormente gli studi umanistici , per lui la cultura deve formare cittadini attivi.
L’UMANESIMO PREPARA IL TERRENO AL RINASCIMENTO.
NASCITA DELLA PEDAGOGIA MODERNA
Tra il '400 e il '500 nasce la pedagogia moderna.
Si passa dall educare in modo occasionale a un vero e proprio sistema fatto di scuole strutturate, classi divise
per età, manuali a stampa e un nuovo affetto dei genitori verso i figli.
Per molto tempo (pensiamo al Medioevo), i bambini venivano considerati semplicemente come "adulti in
miniatura". La mortalità infantile era altissima, quindi le famiglie cercavano di non attaccarsi troppo
emotivamente nei primi anni. Appena un bambino sapeva camminare e parlare, veniva buttato nella vita di tutti
i giorni: vestito come un grande, a lavorare nei campi o nelle botteghe. Non esisteva il concetto di "infanzia"
come la intendiamo noi oggi.
Tra il 1500 e il 1700 succede qualcosa di rivoluzionario: non
● La scoperta dell'infanzia: Si inizia a capire che il bambino è un piccolo adulto, ma un essere umano
con bisogni, fragilità e fasi di crescita diverse.
● Il bambino al centro: Nasce il "nuovo affetto". Il figlio diventa il cuore emotivo della famiglia.
● I genitori cominciano a coccolarlo, a proteggerlo, ma anche a preoccuparsi seriamente del suo futuro
emotivo e morale.
In sintesi: Il "nuovo affetto" è il momento storico in cui la società si accorge dei bambini e decide che la
loro infanzia va amata, protetta e custodita.
Il filo rosso che lega tutto (nuovo affetto),
Se ci pensi, le due cose si tengono per mano: Siccome ti voglio bene e ti considero speciale
(educazione occasionale)
non posso più lasciarti imparare a caso per strada quindi devo metterti in un
(scuola strutturata).
posto pensato su misura per te, dove qualcuno guidi la tua mente e la tua morale
DA "AGIRE EDUCATIVO" ALLA "PEDAGOGIA MODERNA"
PRIMA (Antichità e Medioevo): "AGIRE EDUCATIVO" DOPO (Dal XV Secolo): "PEDAGOGIA MODERNA"
Non c'era una scienza della scuola; le idee educative erano Nasce una riflessione autonoma e scientifica su come
"nascoste" nella letteratura, nella religione o nella politica insegnare, come organizzare la scuola e come far crescere
l'infanzia.
Repubblica
(es. i poemi di Omero o la di Platone). un'"età senza educazione",
Lo storico PHILIPPE ARIÈS definisce il Medioevo come non perché non si
educasse, ma perché non si guardava all'infanzia come a una fase distinta con bisogni propri. Tra '400 e
'500 nasce finalmente l'attenzione al bambino. LAWRENCE STONE
I 4 FATTORI CHIAVI DELLA RIVOLUZIONE EDUCATIVA SECONDO
FATTORE COSA CAMBIA IN CONCRETO
Umanesimo Educativo L'obiettivo diventa formare l'uomo colto, morale e
(impegno civile).
attivo nella società
La ricerca di un Metodo Si cercano metodi di insegnamento collaudati e
riproducibili, non più legati al singolo maestro
geniale.
Invenzione della Stampa Nascono i libri tascabili e i primi manuali scolastici.
L'alfabetizzazione esplode.
Nuova sensibilità Familiare I genitori iniziano a investire affettivamente ed
economicamente sull'istruzione dei figli.
Ma quindi, se vogliamo togliere i bambini dalla strada per non far prendere loro brutti ‘’vizi’’ e vogliamo
cercare di educarli in uno spazio controllato, dove potremmo metterli?
Nascono così i COLLEGI e le SCUOLE CONVITTO.
Siccome le famiglie da sole non riescono a garantire un'istruzione rigida e continua, nascono istituzioni totali
(spesso gestite da ordini religiosi come i Gesuiti).
● I ragazzi vengono portati fuori dalle loro case e inseriti nei collegi, dove vivono, studiano e dormono.
● È il modo perfetto per isolarli del tutto dalle "tentazioni" del mondo esterno e controllarne ogni singolo
momento della giornata.
I pionieri
Prima ancora che arrivassero i collegi rigidi e le grandi istituzioni religiose, tra il 1400 e il 1500 (nell'Umanesimo)
Basta con le punizioni corporali e l'apprendimento a memoria
ci furono dei maestri straordinari che dissero: "
del Medioevo! L'educazione deve far fiorire la personalità del ragazzo."
Ecco cosa c'è da sapere nel dettaglio su di loro:
1. Gaspare Barzizza (Padova)
● Chi era: Un grande studioso e professore di retorica a Padova e Milano.
● Cosa ha fatto di speciale: Ha creato una delle prime scuole-convitto private,
accogliendo gli studenti in casa sua per studiare i classici latini (soprattutto
Cicerone).
● L'idea chiave: Per la prima volta si insegna che lo studio della lingua classica non
serve solo a parlare bene, ma a formare l'uomo morale e civile.
Guarino Guarini (o Guarino Veronese - Verona/Ferrara)
2. ● Chi era: Uno dei più grandi dotti del Rinascimento, che ha aperto una celebre scuola a Ferrara.
● Cosa ha fatto di speciale: Ha inventato un metodo di studio organizzato in 3 fasi (Elementare,
Grammaticale, Rettorica).
● L'idea chiave: Ha introdotto lo studio del greco antico (cosa rarissima all'epoca) e l'uso del
contubernium: gli studenti vivevano con il maestro come in una grande famiglia, studiando,
mangiando e discutendo insieme.
●
Prima di Guarino, l'insegnamento del latino e della cultura era confuso e senza un vero ordine. Guarino
inventa invece un percorso graduale in 3 "gradini", pensati per accompagnare la crescita della mente
del ragazzo:
1. Corso Elementare: Le basi della lingua.
● Cosa si fa: Si impara a leggere, a scrivere e soprattutto a pronunciare correttamente il latino.
● Il perché: Senza una pronuncia perfetta e basi grammaticali solide, qualsiasi studio futuro
sarebbe zoppo.
●
2. Corso Grammaticale: Regole e grande cultura.
PARTE METODICA PARTE ISTORICA
Lo studio sistematico delle regole della sintassi latina e greca. La lettura dei poeti e degli storici antichi. Non si studiavano solo
le parole, ma la mitologia, la storia e la geografia antica.
3. Corso Retorico:L'arte della parola e della morale.
● Cosa si fa: Si analizzano i grandi maestri dell'eloquenza come Cicerone e Quintiliano. Gli studenti imparano a scrivere lettere
eleganti, a costruire discorsi complessi e a parlare con sicurezza in pubblico.
● Il perché: È il traguardo finale. Lo scopo non era formare semplici "eruditi", ma oratori e cittadini moralmente integri capaci di
guidare la società.
3. Vittorino da Feltre e la "Ca' Zoiosa" (Mantova)
● La Ca' Zoiosa (Casa Gioiosa): Il Marchese di Mantova gli affidò un palazzo di svago per
farlo diventare una scuola per i suoi figli e i nobili dell'epoca. Vittorino lo trasformò
nella Casa Gioiosa.
● Le sue tre grandissime novità:
1. Mente e Corpo insieme: Non solo grammatica e filosofia, ma anche gioco, corsa,
scherma, musica e attività all'aria aperta. L'educazione doveva essere serena e
gioiosa, non un tormento.
2. Inclusione sociale: Accettava a scuola anche i ragazzi poveri ma di talento,
pagando lui stesso le loro spese. I nobili e i poveri studiavano insieme!
3. Abolizione delle punizioni severe: Niente botte o terrore.
Vittorino educava con l'esempio, il rispetto e l'affetto personale.
Perché la Ca' Zoiosa fu una rivoluzione?
(Mens sana in corpore sano):
1. Il gioco e lo sport Vittorino fu uno dei primi a
reinserire l'attività fisica nella scuola. Alternava lo studio con la corsa,
l'equitazione, la scherma, il nuoto e i giochi all'aria aperta nei grandi giardini della villa. Per lui il
movimento serviva a rinfrescare la mente e a mantenere forte il corpo.
2. Abolizione delle punizioni corporali: Nel Medioevo le botte e il terrore erano il metodo educativo
standard. Vittorino vietò ogni forma di violenza. Educava con la persuasione, il rispetto reciproco,
l'esempio personale e l'affetto. Se un ragazzo sbagliava, si parlava con lui.
3. L'inclusione dei ragazzi poveri: Mentre i collegi aristocratici erano solo per ricchi, Vittorino accoglieva alla
Ca' Zoiosa anche giovani poveri ma di grande talento, sostenendo lui stesso le loro spese con lo stipendio
che gli dava il Principe Gonzaga. Ricchi e poveri vivevano e studiavano insieme come una grande famiglia.
4. Istruzione completa e adatta a ciascuno: Non solo latino e letteratura, ma anche matematica, geometria,
musica, astronomia e pittura. Inoltre, Vittorino osservava le inclinazioni di ciascun ragazzo per adattare
l'insegnamento alla sua personalità.
DAL DISCIPLINAMENTO ALLE SCUOLE MODERNE
1. Perché la scuola si trasforma in uno strumento di "disciplinamento"?
Nel corso del Cinquecento, i Re europei stanno costruendo Stati nazionali sempre più grandi e potenti, che richiedono un
numero enorme di burocrati, amministratori e funzionari capaci. Di conseguenza, la scuola non può più limitarsi a
trasmettere nozioni (istruzione), ma deve diventare uno strumento per insegnare l'obbedienza, il rispetto delle regole e la
morale del tempo (DISCIPLINAMENTO).
Questo nuovo bisogno di guidare i giovani non riguarda solo le istituzioni, ma entra fin dentro le mura domestiche.
Tre libri
In Italia, per esempio, Silvio Antoniano pubblica nel 1584 (su commissione del Cardinale Carlo Borromeo) i
dell'educazione christiana dei figliuoli, nel solco del Concilio di Trento. Antoniano concepisce l'educazione come un vero e
proprio disciplinamento del corpo e dello spirito. In questa struttura familiare, il padre è paragonato a un «piccolo re» il
cui dovere sacro è educare i figli nel timor di Dio, con ruoli ben distinti: la madre cura i primi anni e le femmine, il padre i
figli maschi cresciuti. Antoniano sostiene che l'autorità dev'essere accompagnata da «amorevolezza» e stabilisce che
leggere, scrivere e far di conto devono essere insegnati a TUTTI i fanciulli, riservando il latino solo ai nobili e ai ricchi.
2. Come le guerre di religione trasformano la scuola per tutti
Ma la spinta decisiva per il cambiamento della scuola non arriva solo dalla politica: arriva soprattutto dalla religione.
Quando l'Europa si spacca a metà tra Cattolici e Protestanti, la scuola diventa il vero campo di battaglia per conquistare
le menti delle persone.
Nel mondo protestante, Martino Lutero crede che ogni fedele debba leggere personalmente la Bibbia per salvarsi l'anima.
Lettera alle autorità cittadine,
Ed è proprio per realizzare questo obiettivo che, nel 1524, scrive la famosa chiedendo ai
sindaci tedeschi di creare scuole pubbliche, gratuite e obbligatorie per tutti, aprendo per la prima volta le porte
dell'alfabetizzazione anche alle bambine e ai figli del popolo.
Di fronte a questa vera e propria sfida lanciata da Lutero, la Chiesa cattolica risponde riorganizzandosi nel Concilio di
Trento. Accorgendosi che moltissimi sacerdoti sono ignoranti e impreparati, la Chiesa decide di blindare la formazione
(Cum adolescentium aetas)
del proprio clero: nasce così, nel 1563, il decreto che rende obbligatori i Seminari in ogni
diocesi.
3. Dal seminario per i preti al "collegio" per i figli dei ricchi
Se i seminari risolvono il problema della formazione dei preti, si pone subito una nuova domanda: dove si formano i
giovani laici destinati a governare la società? È qui che fa la sua comparsa il collegio.
Nato nel Medioevo come semplice dormitorio economico per universitari, il collegio si trasforma ora nella scuola
superiore ideale per i figli della nobiltà e della ricca borghesia. A spingere i nobili verso i collegi è anche la consuetudine
del MAGGIORASCATO: poiché tutto il patrimonio familiare andava per legge al primo figlio, i figli nati dopo (i "cadetti")
dovevano far carriera nell'amministrazione o nella Chiesa, e il collegio era il luogo perfetto per prepararli.
I veri maestri indussi di questo sistema diventano i Gesuiti (la Compagnia di Gesù). Nel 1599 essi creano la Ratio
Studiorum, un regolamento scolastico rigido basato sullo studio del latino, greco, retorica e filosofia, unito a una
disciplina ferrea e a una continu
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