Le radici della psicologia
La disciplina della psicologia ha radici storiche che si rifanno a:
- Antichi greci e romani → nel 5000 a.C. si riteneva che i problemi psicologici fossero legati alla presenza di spiriti maligni, così si attuava la trapanazione: si scalfiva il cranio con una pietra grezza in modo da creare un buco nell’osso da cui potessero uscire tali spiriti.
- Filosofia → nel 430 a.C. Ippocrate stabilì la classificazione dei quattro temperamenti di personalità; nel 1637 la corrente del razionalismo teorizzò la separazione corpo-mente (vedi Cartesio); nel 1690 la corrente dell’empirismo introdusse il concetto di tabula rasa, secondo cui la mente al momento della nascita è completamente vuota e va ad iscrivervi contenuti attraverso l’esperienza nel corso della vita (vedi John Locke e Hume).
- Scienze biologiche/della natura (vedi Lamarck, Darwin, Gall, Bain, Helmholtz).
(1536-1650) Cartesio
Il pensiero sviluppato da Cartesio ha introdotto due elementi fondamentali per lo sviluppo della scienza moderna:
a) Il meccanicismo cartesiano = modello dell’universo basato sull’analogia con un meccanismo, per cui giardini, orologi, mulini sono tutti congegni che imitano il movimento umano. L’idea di base è che così come un meccanismo può essere compreso scomponendo e ricomponendo le singole parti, nella stessa maniera l'intero universo può essere conosciuto attraverso tale metodo → ad esempio Harvey, spiegando che il corpo umano vive grazie ad un reticolo di tubi, scoprì la circolazione sanguigna, in cui scorre il sangue mosso dalla pompa del cuore.
b) Il dualismo ontologico = si parla di dualismo per indicare che vi sono due piani di realtà.
Un’immagine meccanicistica dell'intero universo conduce necessariamente ad una visione meccanicistica anche degli esseri viventi, tra questi l’uomo ed il suo funzionamento corporeo, una rottura epistemologica profonda rispetto al modo tradizionale di considerare il vivente:
- Se il mondo fisico è costituito essenzialmente da materia e movimento, tutti i corpi (sia naturali che artificiali) soggiacciono alle stesse leggi fisiche.
- Cade la distinzione tra meccanica e biologia, in quanto i processi fisiologici vengono interpretati esclusivamente in chiave meccanica.
“Gli uomini sono in grado di creare degli automi con molle e bulloni, anche Dio ha fatto la stessa cosa per creare l’uomo, ma con bulloni più piccoli ed invisibili.”
“Vediamo orologi, fontane artificiali, mulini e altre macchine siffatte che, pur essendo opera di uomini, hanno tuttavia la forza di muoversi da sé in più modi (...). Suppongo che il corpo altro non sia se non una statua o una macchina di terra che Dio forma (...).”
De Homine - Cartesio
Piano del meccanicismo
Il piano del meccanicismo = la natura, nel suo complesso, è costituita da materia e movimento ed ogni processo fisiologico può essere interpretato meccanicamente: camminare, mangiare, respirare ed imitare sono propriamente meccanismi che devono essere analizzati con il metodo scientifico sperimentale.
Piano del dualismo ontologico
Il piano del dualismo ontologico = l’uomo è in grado di conoscere perché è costituito egli stesso da due realtà diverse ontologicamente:
- La res extensa → il corpo = dotata di estensione e quindi materiale, misurabile e ricomponibile.
- La res cogitans → la mente = ci accomuna a Dio, è unitaria, non misurabile e non scomponibile. Questo significa che non può essere studiata con l’approccio scientifico.
Nasce così il dubbio metodico, in quanto si può dubitare di tutto (verità trasmesse, le nostre conoscenze..) tranne del fatto che “io penso” → “cogito ergo sum”.
Nel pensiero cartesiano è presente anche una delle prime formulazioni del concetto di “riflesso”, secondo cui la sensazione “si riflette come in uno specchio” nel movimento automatico tramite una sorta di arco che collega uno stimolo ad una risposta motoria, ossia c’è un collegamento immediato tra una sensazione ed un movimento.
Il problema della psicologia come scienza e gli ostacoli epistemologici
La scienza moderna si sviluppò relativamente presto, intorno al 1600. Al contrario, si dice che la psicologia sia nata come scienza autonoma soltanto nel 1879. Perché si ha tale gap temporale?
1. Il principale ostacolo epistemologico è sicuramente quello del dualismo ontologico di Cartesio, in quanto si può conoscere scientificamente soltanto la res extensa, perché la res cogitans non è estesa e quindi non può essere scomposta, misurata e analizzata attraverso il metodo scientifico → la res extensa è oggetto della scienza (neuroanatomia e neurofisiologia), mentre la res cogitans è oggetto della filosofia.
2. In Occidente era vietato eseguire l’autopsia dei corpi per comprenderne l’anatomia perché era considerato come l’urna della mente, in prospettiva religiosa. Il corpo veniva sezionato durante le lezioni di anatomia dal barbiere, l’addetto all’uso del bisturi, mentre l’anatomista si limitava a leggere il testo di Galeno, senza la possibilità di avere un effettivo riscontro nel corpo stesso → padre dell’anatomia moderna è Andrea Vesalio, attraverso la cui opera “De Humani Corporis Fabrica”, spiega che non può essere il barbiere ad effettuare l’autopsia perché non possiede conoscenza scientifica e quindi non può formulare ipotesi su come funziona quello che sta venendo. Di conseguenza, Vesalio sposta l'importanza sull’anatomista, introducendo la dimensione sperimentale e permettendo di conoscere i dettagli della nostra dimensione fisiologica.
A partire da ciò, Cartesio nel "Traité de l’homme”, pubblicata postuma (per evitare di cadere nell’accusa di eresia, perché fino a quel momento aveva preservato la concezione religiosa della nascita dell’uomo), spiegò il comportamento in termini meccanicistici: il bambino, sfiorando una fiamma (S) con la mano (R), dà spiegazione della sua concezione di “riflesso” in maniera esclusivamente meccanicistica.
3. Cartesio riteneva che il corpo fosse un insieme di tubi cavi all'interno dei quali scorrono gli spiriti animali, in entrata veicolando le sensazioni ed in uscita producendo la risposta, che giungono al cervello: questa visione spiega il comportamento automatico/involontario. Nel comportamento volontario, invece, gli spiriti animali devono giungere alla ghiandola pineale, dove Cartesio pone la sede della res cogitans, ossia dove si trova la sostanza pensante. Perché la ghiandola pineale?
Cartesio disponeva di studi effettuati da Vesalio sul cervello umano e si concepiva il corpo come simmetrico, così come il cervello. La mente, tuttavia, è una, quindi non può risiedere all’interno di uno dei due emisferi, bensì dovrà necessariamente trovarsi in un’area dove gli spiriti animali arrivano e ne dipartono i comportamenti, trovando in posizione centrale la ghiandola pineale, che è unica → nasce così il mind/body problem, ossia di comprendere il rapporto tra la mente ed il corpo in termini scientifici.
L’influenza delle scienze biologiche
(1744-1829) Lamarck
Prima ancora dell’ipotesi dell’evoluzionismo darwiniano, Lamarck introdusse l’ipotesi del trasformismo, secondo cui la natura si evolve in maniera teleologica, ossia in prospettiva finalistica con lo scopo di migliorare progressivamente la specie in relazione all’ambiente.
Per spiegare l’impostazione lamarckiana spesso si ricorre all’esempio della giraffa, che inizialmente possedeva un collo corto ed era sufficiente alla sua sopravvivenza in un ambiente nel quale non vi erano difficoltà particolari a trovare cibo. Nel momento in cui si introduce un cambiamento ambientale, e le piante diventano più alte, allora l’esigenza di sopravvivere in un ambiente modificato, induce nell’organismo della giraffa l’allungamento del collo.
(1809-1882) Charles Darwin
Darwin introdusse, invece, nel 1859 con la pubblicazione dell’opera “L’origine della specie”, l’ipotesi dell’evoluzionismo, secondo cui l’evoluzione procede per selezione naturale, senza prospettiva finalistica, che è:
- Unitaria = è l’unica legge naturale che vale per tutti i viventi.
- Cieca = scarta gli organismi meno adatti alla sopravvivenza dopo dei cambiamenti ambientali.
- Casuale = sono i cambiamenti nel tempo a determinare chi è più o meno adatto.
- Meccanica = chi è adatto sopravvive e si riproduce, chi non è adatto si estingue.
Metafora del setaccio, come un bambino sulla spiaggia raccoglie una manciata di sabbia, la getta sul setaccio e muovendolo fa sì che i granelli di sabbia che hanno la forma adatta a passare attraverso i fori del setaccio passino, mentre quelli troppo grandi rimangano all’interno; così l’evoluzione applica questo “setaccio” agli esseri viventi.
Si parla di una teoria meccanicistica perché non è Dio a dirigere l’evoluzione e gli esseri viventi estinti non erano peggiori, ma semplicemente meno adatti. L’uomo è adatto perché ha sviluppato le facoltà mentali (che però possono essere paragonate alle vibrisse di un gatto): la mente ed il corpo sono frutto della selezione naturale, per questo l’uomo non è al di sopra delle altre creature.
(1758-1828) Franz Joseph Gall
La teoria formulata da Gall è quella della frenologia o cranioscopia, secondo cui la conformazione del cranio indica quali facoltà si sono sviluppate di più o di meno in una persona. L’idea è, quindi, che se il cervello è la sede della mente, allora in esso vanno ritrovate anche le facoltà mentali, perché la mente non è più concepita come unitaria secondo il modello cartesiano → se le persone hanno aree più o meno sviluppate, allora si creeranno degli avvallamenti o protuberanze nel cranio, che si possono notare toccandolo.
Secondo Gall esistono 27 facoltà biologiche:
- 10 comuni a tutti gli esseri viventi (nutrirsi, riprodursi, dormire…).
- 9 comuni agli uomini e agli animali superiori (dinamiche di interazione sociale).
- 8 esclusivamente umane.
L’ipotesi frenologica si prestò, però, a molte strumentalizzazioni, tra queste Spurzheim, collaboratore di Gall, negli Stati Uniti diffonde i gabinetti frenologici nei quali si “leggono” i crani → le classi abbienti facevano la fila di fronte a tali gabinetti affinché potesse essere letto il cranio dei figli per indirizzarli nel mondo del lavoro.
(1818-1903) Alexander Bain
L’associazionismo senso-motorio è un modello teorico formulato all'interno della filosofia da Alexander Bain, che tenta di spiegare la mente ed il comportamento sulla base delle caratteristiche del sistema nervoso. Esso prevede, quindi, che non sia possibile spiegare la mente a prescindere dal corpo in quanto sono due facce della stessa medaglia. Lo schema formulato da Bain nel 1855 è il seguente:
Movimento → sensazione → associazione movimento/sensazione → memoria, volontà etc…
Il modello proposto da Bain è scientificamente sostenuto dagli studi effettuati in neuroanatomia ed in neurofisiologia: nel 1822 Bell e Magendie scoprirono che le radici nervose (spinali) della colonna vertebrale si dividono in sensoriali (dorsali) e motori (ventrali). Di conseguenza, i mattoni del funzionamento mentale sono la sensazione ed il movimento.
La teoria formulata da Bain sarà il punto di partenza di Wundt, che la riprenderà per formulare il suo modello di mente.
Paul Broca e Carl Wernicke
Dalla frenologia si sviluppò il locazionismo, secondo cui una parte del cervello corrisponde ad una determinata funzione mentale. (vedi Psicologia Generale)
(1821-1894) Hermann von Helmholtz
Fisiologo, fisico e psicologo sperimentale, è stato uno dei più importanti studiosi del secondo Ottocento. Insegnò a Berlino, Bonn e Heidelberg, ed ebbe come assistente Wilhelm Wundt.
Il principio dell’energia nervosa specifica di Muller (1827)
Il maestro di Helmholtz introdusse tale principio, secondo cui la natura degli impulsi che un nervo trasmette ai centri nervosi non dipende dalla natura della stimolazione, ma da quella del nervo. Possiamo, quindi, stimolare un nervo in tanti modi diversi: ad esempio, il nervo ottico trasmette al cervello impulsi visivi anche se stimolato meccanicamente o elettricamente.
Helmholtz utilizzò questo principio per sviluppare due teorie:
- La teoria della percezione del colore.
- La teoria della percezione dell’altezza tonale.
La teoria della percezione del colore di Helmholtz
Secondo Helmholtz, la percezione del colore deriva dall’esistenza nella retina di due tipi di fotorecettori:
- I coni, responsabili della visione diurna e della percezione cromatica → esistono 3 tipi, sensibili alla luce blu, violetto o rossa. La mescolanza in proporzioni opportune degli impulsi provenienti dai coni dei tre tipi suddetti, avrebbe portato alla percezione di tutti i colori (è lo stesso principio della stampa).
- I bastoncelli, responsabili della visione notturna ed incapaci di distinguere i colori (bianco e nero).
La teoria della percezione dell’altezza tonale di Helmholtz
I recettori sensibili all’altezza tonale si trovano nell'orecchio interno, nell'organo di Corti, un condotto arrotolato su sé stesso ad elice, dove si trovano le cellule ciliate. Un suono, costituito da un’onda d’aria con compressioni e rarefazioni, giunge all’orecchio esterno, alla membrana del timpano, che oscilla e che si trasmette alla catena degli ossicini, che convogliano il tutto alla finestra ovale. Essa oscilla e la trasmette ad un liquido interno alla coclea, detto endolinfa. A seconda dell’altezza del tono, l’onda sonora avrà una diversa frequenza, maggiore per i toni più acuti, minore per i toni più bassi. Helmholtz affermava che ogni cellula ciliata trasmetteva informazioni relative a una data altezza tonale → a seconda dell’altezza del suono che giunge all'orecchio, l’oscillazione della membrana basilare era massima verso la base per i suoni acuti, verso il vertice per i suoni gravi.
La dottrina dell’inferenza inconscia di Helmholtz
Helmholtz viene ricordato anche come uno dei più grandi teorici empiristi della percezione. La sua posizione è definita “empirista” perché ritiene che ciò che vediamo dipenda in larga parte dalla nostra esperienza passata, immagazzinata nella memoria sotto forma di ricordi, e quindi che la percezione sia una forma di ragionamento automatico.
Nella percezione visiva, ciò che abbiamo realmente a disposizione è lo stimolo prossimale, ossia l’immagine che la luce riflessa dalla superficie degli oggetti che ci circondano proietta sulla retina. Lo stimolo distale, invece, è l’oggetto fisico con le sue reali caratteristiche (forma, grandezza e colore) e non è direttamente accessibile, ma vi si giunge attraverso lo stimolo prossimale. Nonostante ciò, noi percepiamo gli oggetti come se mantenessero costanti le loro proprietà: li vediamo sempre della stessa grandezza anche se si trovano a distanze diverse, oppure li percepiamo con la stessa forma anche quando appaiono inclinati rispetto al nostro punto di vista. Questo accade perché lo stimolo prossimale è spesso ambiguo, ossia la stessa immagine retinica può provenire da oggetti differenti o da uno stesso oggetto in condizioni diverse. Secondo Helmholtz, la mente corregge questa ambiguità attraverso il processo dell’inferenza inconscia: inconsciamente operiamo un atto di giudizio e correggiamo ciò che stiamo vedendo sulla base di quello che già sappiamo. Ad esempio, se l’oggetto è lontano so di doverlo ingrandire, se è vicino lo devo rimpicciolire.
La psicologia come scienza
“La psicologia è lo studio scientifico del comportamento dei processi mentali, dell'essere vivente (umani ed animali) nel suo rapporto con l'ambiente, mentre lo spedisce, mi agisce e lo rappresenta.”
(1832-1920) Wilhelm Wundt e la psicologia sperimentale
Wilhelm Wundt aprì il primo laboratorio di psicologia sperimentale a Lipsia nel 1879, chiamato “Laboratorio di psicologia fisiologica”. Si trattò di un evento simbolico in quanto segnò il riconoscimento accademico di una nuova disciplina scientifica: la psicologia diventa scienza autonoma → nel manifesto, infatti, si chiarisce che la psicologia è la scienza che studia i contenuti dell’esperienza come vengono esperiti dal soggetto, e non prescindendo dal soggetto stesso come fanno, invece, le altre scienze.
Wundt definisce, dunque, nel “Compendio di psicologia”, quello che potremmo chiamare lo statuto epistemologico della psicologia, definendone le coordinate di base:
- Oggetto = esperienza umana immediata, come viene vissuta dal soggetto.
- Metodo = sperimentale introspettivo, in quanto si basa sulla richiesta ai soggetti di studio di rispondere individuando con una introspezione gli elementi minimi delle proprie percezioni + eclettismo, volontarismo e sintesi creativa.
- Parallelismo psicofisico = lo psicologo si libera di dover dare una direzione alla questione mente-corpo.
- Campi d’azione = psicofisica dei sensi, tempi di reazione, psicofisica e associazionismo.
- Fasi dei processi psichici = sensazione, percezione, appercezione (percezione di me stesso) e atto di volontà.
Il modello proposto da Wundt è chiamato strut
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Riassunto esame Psicologia, prof. Antonelli, libro consigliato Storia della psicologia, Mecacci
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Riassunto esame Psicologia Generale, prof. indefinito, libro consigliato Psicologia Generale, Mecacci
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Riassunto esame Storia della psicologia, docente Antonelli Mauro, libri consigliati Storia della psicologia del 900…
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Riassunto esame Psicologia generale, prof. Grazzani, libro consigliato Manuale di Psicologia generale, Mecacci