Origini e storia
Psicologia sociale
Il compito è di contribuire alla comprensione del comportamento umano, avendo come proprio oggetto di studio una serie di fenomeni specifici che risultano generati dall’interazione fra processi psicologici e dinamiche sociali.
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Nascita psi. scientifica - La psi. in quanto disciplina empiricamente fondata si forma alla fine dell’800 con l’apertura di centri di ricerca e laboratori sperimentali.
Si va ad affermare il paradigma scientifico positivista.
A questo paradigma poche voci levarono la necessità a sostenere una distinzione tra scienze umane della natura e scienze dello spirito.
Un primo tentativo di differenziazione è legato a Wundt con la sua “psicologia dei popoli”. L’ipotesi di base è che il vivere assieme secondo modalità comuni porti allo sviluppo di contenuti mentali simili e perciò i dati della conoscenza individuale non possono essere compresi se non in riferimento a precisi contesti socio-storici.
Uno dei primi temi analizzati dalla psi. sociale fu l’effetto del comport. degli individui nelle situazioni di interazione simultanea con un gran numero di propri simili sia come presenza fisica (situazioni di folla), sia come presenza virtuale/simbolica (società di massa).
In quanto a questi fenomeni un importante contributo fu quello di Le Bon: l’idea che l’azione collettiva sia in grado di creare una entità psicologica sovraindividuale (“mente collettiva”) che assorbe e condiziona i pensieri, emozioni, volontà dei singoli.
Tale mente collettiva si caratterizza in termini negativi e di regressione (es. dei valori di riferimento).
La folla risulta quindi preda degli istinti bassi ed emozioni forti che spingono l’individuo ad azioni che probabilmente non avrebbe compiuto da solo e per le quali non si sente responsabile.
Queste teorie ebbero molto successo ma si trattava di una sistematizzazione di idee diffuse all’epoca supportate da preoccupazioni e pregiudizi di natura sociopolitica che non da un’accurata indagine scientifica.
Molto qualificato fu il contributo di Tarde sulla diffusione dei mezzi di comunicazione di massa, secondo egli il fondamento dell’azione umana è costituita dalla dialettica costante tra la tendenza all’imitazione e l’invenzione.
Secondo Tarde anche di fronte ad una folla di individui che sono fisicamente compresenti, ci si trova davanti ad un pubblico/corto, hiumental...”
Origini e storia
Psicologia sociale
Il compito è di contribuire alla comprensione del comportamento umano, avendo come proprio oggetto di studio una serie di fenomeni specifici che risultano generati dall'interazione fra processi psicologici e dinamiche sociali.
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Nascita psicologia scientifica — La psicologia, in quanto disciplina empiricamente fondata, si forma alla fine dell'800 con l'apertura di centri di ricerca e laboratori sperimentali.
Si va ad affermare il paradigma scientifico positivista.
A questo punto poche voci levarono la necessità a sostenere una distinzione tra scienze umane della natura e scienze dello spirito.
Un primo tentativo di differenziazione è legato a Wundt con la sua "psicologia dei popoli" (Con un'ipotesi di base è che il vivere assieme secondo modalità comuni porti allo sviluppo di contenuti mentali simili e perciò i dati della conoscenza individuale non possono essere compresi se non in riferimento a precisi contesti socio-storici.
Uno dei primi temi analizzati dalla psicologia sociale fu l'effetto del comportamento dell'individuo nelle situazioni di interazione simultanea con un gran numero di propri simili sia come presenza fisica (situazione di folla), sia come presenza virtuale/simbolica (società di massa).
In quanto a questi fenomeni un importante contributo fu quello di Le Bon: l'idea che l'azione collettiva sia in grado di creare una entità psicologica sovraindividuale ("mente collettiva") che assorbe e condiziona i pensieri, emozioni, volontà dei singoli.
Tale mente collettiva si caratterizza in termini negativi e di regressione (es. dei valori di riferimento) — La folla risulta quindi preda degli istinti bassi ed emozioni forti che spingono l'individuo ad azioni che probabilmente non avrebbe compiuto da solo e per le quali non si sente responsabile.
Queste teorie ebbero molto successo ma si trattava di un sistema di visualizzazione di idee diffuse all'epoca supportate da preoccupazioni e pregiudizi di natura sociopolitica che non da un'accurata indagine scientifica.
Molto qualificato fu il contributo di Tarde sulla diffusione dei mezzi di comunicazione di massa, secondo egli, il fondamento dell'azione umana è costruita dalla dialettica costante tra la tendenza all'imitazione e l'invenzione.
Secondo Tarde anche di fronte ad una folla di individui che sono fisicamente compresenti, ci si trova davanti ad un pubblico collettivamente nella quale si generano fortissime correnti di opinione che moltiplicano la forza persua
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