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Linguistica generale

Lezione 2 - 08/10/2020

Linguistica → studio del linguaggio. Linguaggio naturale → riferimento alla natura umana.

La linguistica è lo studio scientifico del linguaggio umano. Si parla di linguaggio naturale per identificare il linguaggio della natura umana, non solo degli uomini. Il termine linguaggio è un termine vago, bisogna specificarlo quando ci riferiamo al linguaggio umano, o associamo questa semplice etichetta umano o naturale, o linguaggio verbale, linguaggio articolato, sono tutte espressioni sinonimiche ed indicano la lingua, cioè indicano il linguaggio degli uomini, il sistema di comunicazione.

La lingua, il linguaggio verbale, umano, naturale, è un sistema di comunicazione. C’è una disciplina che studia i sistemi di comunicazione e dei segni che prende il nome di semiotica. Cosa ha in comune il linguaggio umano rispetto ad altri tipi di linguaggi? E cos’ha di specifico e diverso? Tutti i possibili linguaggi sono dei sistemi di comunicazione, comunicazione significa rendere comune.

Poiché noi non comunichiamo telepaticamente, abbiamo bisogno di esprimere il nostro pensiero, essa è una caratteristica fondamentale. Tutti i linguaggi sono formati da un piano del contenuto mentale (pensiero) ed un piano dell’espressione (esternazione del nostro pensiero), cioè l’espressione sensoriale. Questo prende il nome di biplanarità dei linguaggi. Questa nozione prende il nome da Hjelmslem, linguista danese, confermando che la semiotica e la linguistica sono quindi due discipline affini e collegate tra loro.

L’espressione è sensoriale, per rendere comune il mio pensiero io devo esternarlo attraverso i sensi, io devo dire qualcosa che può essere percepito dal senso dell’udito, oppure posso scrivere qualcosa che può essere percepito dal senso della vista. I diversi canali dell’espressione ci fanno cogliere l’importante tratto della diversità tra i linguaggi.

Ci sono linguaggi acustici, che si servono dell’udito, la lingua, la musica, e i linguaggi visivi, i gesti, i segni dei sordo muti, la scrittura, rientrano in un sistema di comunicazione che si avvale di un’espressione sensoriale che viene colta dal senso della vista (visivi).

Esiste una comunicazione multimediale (come la nostra lezione), dove i diversi canali dell’espressione sono molteplici. Visivamente noi stiamo guardando la professoressa che parla, ci sta proiettando delle slide, però percepiamo anche con l’udito le sue parole, i linguaggi quindi possono anche sovrapporsi. Nel libro si fa l’esempio che io posso decidere di usare il linguaggio verbale per voler far fermare qualcuno (fermati), però posso decidere anche di usare un altro tipo di linguaggio per comunicare lo stesso contenuto mentale, come con i gesti, o con un simbolo, il segnale stradale dello stop, ci sono quindi tanti modi per comunicare uno stesso contenuto mentale.

Diversi canali

  • Silenzio! Linguaggio verbale, con una certa intonazione, uso un linguaggio acustico;
  • SSSS/SHHHHH Sempre usando un linguaggio acustico, quindi la voce, posso ricorrere ad un altro tipo di espressione, sempre sonora, ma che non rientra in un codice linguistico particolare, cioè posso dire sss/shhh, parliamo di un suono onomatopeico che viene percepito da noi e che comunica il significato del silenzio. Se io dico silenzio! ad una persona che non parla la lingua italiana, la parola silenzio non è associata ad alcun contenuto.
  • Gesto Posso usare anche il linguaggio gestuale, posso fare anche un gesto per indicare il silenzio, uno stesso contenuto può essere veicolato attraverso diversi canali, utilizzando quindi due diversi linguaggi, utilizzando il linguaggio gestuale e verbale.
  • SILENZIO! (scrittura) Infine c’è anche la scrittura, per esempio scrivere Silenzio! alla lavagna. Non bisogna confondere la lingua con la scrittura, che sono due sistemi di comunicazione e due linguaggi diversi.

Immagini e parole

Istruzioni sul lavaggio di capi di abbigliamento. Coesistere di immagini e parole, abbiamo una comunicazione multimediale. Ci sono dei linguaggi che ci indicano come alcuni segni vogliano aiutarci nell’apprendimento del funzionamento di un macchinario, come le immagini, che sono chiaramente percepibili e poi i testi sotto che traducono quello che è rappresentato nell’immagine.

Questi simboli possono essere immediatamente comprensibili, mentre altri meno. L’immagine della mano che entra in una vasca di acqua ci fa capire come dobbiamo lavare, anche quella con i gradi. Altre icone non sono in grado di trasmetterci subito il nesso. Ci sono segni meno iconici degli altri, arbitrari, cioè non iconici, non è scontato che un triangolo (per niente iconico) indichi la possibilità di candeggiare, quindi non è immediatamente comprensibile. Ci sono linguaggi che sono iconici, cioè che si avvalgono di segni facilmente comprensibili, mentre altri linguaggi sono arbitrari, che non possiedono segni iconici. I linguaggi possono essere quindi iconici o arbitrari, ma non possiamo dire solo che essi siano o iconici al 100% o arbitrari al 100%. In alcuni casi i simboli infatti sono immediatamente comprensibili (iconici) o arbitrari, anche i simboli possono essere più o meno iconici.

Pluralità delle lingue

Tipo di linguaggio iconico e arbitrario (vietato fumare), perfettamente iconico. Il divieto di fumo è un simbolo iconico, ma si tratta di una pluralità di espressioni linguistiche. Anche i simboli iconici che sono limitati nel loro numero possono ampliarsi in relazione al cambiamento della realtà, come le sigarette elettroniche. L’immagine è iconica, però lo è in quanto è in relazione a quella tradizionale del divieto di fumare, quest’ultimo ha un tratto in più (il fumo che esce), la seconda non porta questo tratto quindi viene messo in relazione al primo che è iconico.

Linguistica, linguaggio e linguaggi

  • L’oggetto di studio della linguistica è il linguaggio naturale o linguaggio umano
  • Linguaggio umano ➢ Struttura altamente specifica;
  • Molto diversa da altri sistemi di comunicazione; (linguaggi animali, dei computer ecc.)
  • Solo la specie umana ha la capacità di acquisire il linguaggio umano.

Il linguaggio umano è una struttura specifica ed è diverso dagli altri sistemi di comunicazione, solo la specie umana ha la capacità di acquisire il linguaggio umano. Il linguaggio naturale, usato nel testo in relazione al linguaggio verbale, non è solo naturale ma la lingua, cioè il linguaggio verbale, è fatto di una dimensione naturale, perché l’uomo, naturalmente, può esprimersi in una o più lingue, ma rientra anche in una dimensione storico-culturale, non parliamo una lingua universale ma presenta delle diversità grazie alla dimensione storico-culturale.

Il linguaggio umano è quindi un linguaggio storico naturale, la parola silenzio è parte di una lingua quindi un linguaggio naturale ma viene percepito solo dagli italiani. Se fosse solo un linguaggio naturale, ci sarebbe solo un’unica lingua al mondo; gli animali che sono dotati di un solo linguaggio naturale, comunicano in tutti i luoghi sempre, in modo unico. Ciò che ci accomuna con coloro che non parlano la nostra lingua è che per linguaggio naturale tutti utilizzano la stessa area del cervello e lo stesso organo di fonazione.

La linguistica è una disciplina descrittiva, o più esattamente “lo studio scientifico del linguaggio umano”. È uno studio scientifico poiché formula ipotesi generali sulla struttura del linguaggio. La formulazione di queste ipotesi deve essere fatta ricorrendo a una terminologia tecnica definita in modo preciso, le osservazioni svolte su determinati fenomeni devono poter essere ripetibili, in condizioni analoghe, anche da altri ricercatori.

Il linguaggio umano è definito discreto, ossia i suoi elementi si distinguono gli uni dagli altri per l’esistenza di limiti ben precisi.

Codifica e decodifica

Linguaggio è un’espressione che può essere sostituita da sistema di comunicazione, o ancora da codice, l’italiano è un codice linguistico. Esistono dei codici semplici e dei codici complessi, primari e secondari, aperti e chiusi, iconici e arbitrari, continui e discontinui, analogici, digitali, presentati come delle dicotomie, coppie, oppositive. Tutti questi termini sono associati a dei concetti che servono per farci capire cos’è il linguaggio umano rispetto ad altri tipi di linguaggio.

L’italiano è un codice, un sistema di comunicazione verbale e acustico e un linguaggio storico naturale → linguaggio = sistema di comunicazione = codice linguistico. La semiotica si occupa quindi anche di codici e di sistemi di comunicazione. Possiamo parlare di codifica e decodifica, esistono dei codici semplici e dei codici complessi, codici primari e codici secondari, codici aperti e chiusi, codici iconici e arbitrari, codici continui e discontinui, codici analogici e digitali...

Il processo che va dal contenuto all’espressione è quello della codifica che compie il mittente, cioè colui che manda il messaggio. Il processo che va dall’espressione al contenuto è quello della decodifica. Acustico si riferisce alla decodifica, cioè al senso che mette in campo colui che opera la decodifica, cioè colui che ascolta, il destinatario. Se mi colloco sulla dimensione della codifica, la lingua è umana, storica naturale ed è un codice verbale, che fa riferimento alla produzione.

I codici semplici sono codici, linguaggi, fatti di pochissimi segni, elementari, il modo di comunicare all’interno di una macchina che è a riserva, è un tipo di linguaggio che comunica esclusivamente un contenuto, cioè che la benzina sta per finire o no. Codice semplicissimo fatto solo di due segni (luce accesa o luce spenta). Il semaforo è un codice, un linguaggio che comunica ai pedoni e agli automobilisti un messaggio con tre semplici colori. Capire che la benzina è finita è una decodifica, perché io capisco il messaggio della macchina (che quindi codifica, mi invia il messaggio).

Codici aperti e chiusi, i codici semplici sono anche chiusi, rappresentano la possibilità di esprimere uno o pochi contenuti attraverso un piccolo numero di segni e non prevede che sia implementato, per esempio i segnali stradali sono quelli e basta. Il linguaggio umano è un linguaggio aperto, dinamico, in cui continuamente si coniano nuove parole. Il linguaggio dei segni è aperto, non è facilmente decodificabile da chi non lo conosce perché non è iconico. I gesti possono essere facilmente comprensibili perché sono molto iconici.

Codici primari e secondari. I codici secondari sono quei codici nei quali il contenuto corrisponde all’espressione di un altro codice, parliamo di due codici che sono collegati tra loro. Per capire un codice secondario dobbiamo risalire al primario. I codici secondari sono quei codici per i quali durante la decodifica il ricevente non riesce ad arrivare al contenuto ultimo, se non passando attraverso un altro codice, perché quel contenuto coincide con l’espressione del codice primario.

La scrittura è un codice secondario, mentre la lingua è un codice primario. La scrittura non esprime contenuti, esprime informazioni sulla pronuncia, se si tratta di una scrittura alfabetica, sappiamo che a determinati grafemi corrispondono dei fonemi, dei suoni, noi quindi possiamo pronunciare i grafemi e la parola.

Codici secondari

  • SCRITTURA: non esprime contenuti ma informazioni sulla pronuncia. Es. Psowate
  • ALFABETO MORSE: i contenuti sono lettere. Psowate, è una parola esistente, noi in virtù del fatto che conosciamo l’alfabeto possiamo leggere, non con la giusta pronuncia. Noi abbiamo codificato, siamo passati dalle lettere ai suoni ma non associamo nessun contenuto perché non conosciamo la lingua. Per capire il significato dobbiamo conoscere il codice primario, la lingua.

Codice primario si intende un codice strutturato in due piani dell’espressione e del contenuto. Nel codice secondario il contenuto coincide con l’espressione di un altro codice. L’alfabeto morse è un codice secondario, noi dobbiamo conoscere il codice linguistico per capire l’alfabeto morse. Quest’ultimo si basa su segni, linee e puntini, che hanno come contenuto una lettera. Chi ha ricevuto il messaggio attraverso i segni dell’alfabeto morse riceve una sequenza delle lettere, ma ciò che significano le lettere dipende dal codice linguistico a cui il ricevente fa riferimento, dalla lingua. In base alla provenienza della persona quindi abbiamo diversi significati.

Ad esempio → CARE: italiano CARE: inglese

Codici analogici e digitali

  • Continui/discontinui (sinonimi)
  • Il modo in cui si esprime il messaggio (in relazione al contenuto)

Riferimento all’orologio analogico o digitale, gli orologi sono sistemi di comunicazione elementari. Gli orologi rappresentano un unico messaggio, cioè l’orario attraverso una serie di segni, elementari. Il linguaggio umano è un codice digitale, quindi anche discontinuo, noi riusciamo a capire se un codice è analogico o digitale in base al modo in cui si esprime il messaggio in relazione al contenuto, sul modo in cui è espresso in relazione al contenuto. Nei codici analogici c’è una correlazione costante tra espressione e contenuto, nei linguaggi digitali non c’è assolutamente questo tipo di correlazione.

Linguistica generale

Lezione 3 - 13/10/2020

Linguistica, linguaggio e linguaggi

  • Linguistica:
  • Studio scientifico del linguaggio umano ➢ Usa le metodologie e l’analisi delle altre scienze ➢ Formula ipotesi generali che rendono ragione di una molteplicità di fatti particolari ➢ Formula tali ipotesi in modo chiaro, controllabile
  • Disciplina descrittiva e non normativa ➢ Scopo: ➢ Descrivere e spiegare ciò che effettivamente si dice ➢ Non “indicare ciò che si deve dire o non si deve dire”
  • Disciplina non “pura”, eterogenea

La linguistica studia il linguaggio umano. Un altro aspetto che definisce la linguistica è lo studio scientifico del linguaggio umano, ossia uno studio molto rigoroso, vuole essere una vera e propria scienza. Si è dibattuto sul fatto che la linguistica fosse una scienza o meno, alcuni la definiscono una scienza troppo sociale, appartenenti alle scienze umane. La linguistica usa le metodologie e l’analisi delle altre scienze, come il metodo sperimentale. La linguistica formula ipotesi generali che rendono ragione di una molteplicità di fatti particolari, in questo momento in tutto il mondo si stanno parlando lingue diverse, in contesti diversi. Queste ipotesi sono molto simili a leggi. Tutte queste manifestazioni convergono nel fatto che si tratta di espressioni del linguaggio verbale, fenomeni che rientrano nel dominio che è la lingua. Partiamo da una molteplicità di fatti per arrivare a delle invarianti, costanti, termini matematici, in qualche modo io sto avallando l’idea che la linguistica è una scienza. Le leggi della linguistica sono formulate in un modo controllabile, chiaro, caratteristiche tipiche delle leggi. Ci sono sempre dei modi alternativi, anche per analizzare una parola, la linguistica è una scienza ma non esatta. La linguistica si occupa di tutta la varietà dei fenomeni linguistici e vuole essere descrittiva di tutto ciò che si realizza, non si occupa di ciò che linguisticamente è corretto e ciò che è sbagliato, non è un approccio normativo. Quando c’è una deviazione nella lingua è sbagliato grammaticalmente, per la linguistica ciò non vale, la linguistica analizza gli errori, tutto, le deviazioni dall’uso, le innovazioni, sono interessanti per lo studio della linguistica, perché vuole capire il perché.

Il termine petaloso creò dibattiti, esso si è scatenato nel momento in cui si ha un approccio di una linguistica non normativa, in linguistica si cerca di capire il perché di quell’errore. Gli errori sono importanti per gli stranieri perché fanno capire che la persona sta acquisendo la lingua. La forma allocutiva “fra” non c’era prima, in linguistica si analizza tutto. Si analizzano tutti i registri linguistici, tutte le varietà. Non è una disciplina pura ma eterogenea che si avvale dell’aiuto di altre discipline (semiotica) per un motivo, perché il linguaggio umano è qualcosa di complesso e vario e fatto di cose diverse, quindi chiamano discipline diverse. Nel cervello c’è un centro per il linguaggio, quindi si occupa del linguaggio anche la neurologia, il contenuto è mentale, quindi rientra la psicologia, quando pronunciamo dei suoni, quindi il canale verbale, usiamo degli organi e quindi anche l’anatomia rientra nell’ambito della linguistica.

Digitale/analogico

  • Analogico: le lancette si muovono in modo analogico rispetto allo scorrere del tempo
  • Digitale: si comunica un solo momento del tempo (indipendente da ciò che c’è prima e ciò che c’è dopo)
  • Procede per salti
  • Mente: es. 13.59
  • Digitale ← digit “cifra”
  • Continuo/discontinuo
  • NUMERI ROMANI: I II III IV V
  • NUMERI ARABI: 1 (1,1; 1,2; 1,3) 2 3
  • Linguaggio gestuale può essere continuo

Il linguaggio umano, o lingua, è un codice digitale ed è discontinuo. Gli orologi sono analogici e digitali, nell’orologio analogico c’è una continuità tra l’espressione e il contenuto, parallelamente allo scorrere del tempo.

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-FIL-LET/12 Linguistica italiana

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher madyum di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Linguistica generale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli studi L'Orientale di Napoli o del prof Di Pace Lucia.
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