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Esame di storia della filosofia

La filosofia moderna

La rivoluzione scientifica e i presupposti

  • Rivoluzione scientifica → portò alla nascita della scienza moderna, con la pubblicazione del De revolutionibus orbium coelestium di Niccolò Copernico → (il Sole non è al centro dell’universo, ma al centro dell’orbita terrestre).
  • Nuovo universo (di Copernico) → finito e perfettamente sferico → semplice e armonioso.
  • Keplero → l’universo è strutturato secondo rapporti proporzionali matematici e armonici → la matematica è l’unica via della chiarezza → mondo paragonato ad un orologio: tutto avviene “grazie ad una forza magnetica molto semplice”.
  • Galileo Galilei → afferma che la Luna è simile alla Terra → non è un corpo perfetto, incorruttibile.
  • Il Dialogo sopra i due massimi sistemi del mondo, tolemaico e copernicano (Galilei) dimostra l’insostenibilità del cosmo e della fisica aristotelici → afferma il principio della relatività dei movimenti: non si può decidere a priori quali corpi si muovono e quali no (è impossibile a un osservatore che si trova sulla Terra percepire la rotazione dei corpi).

Magia, scienza, arte

  • Dalla tradizione magica, i moderni presero l'idea centrale che il sapere non è solo contemplazione della verità, ma anche potenza, sfruttamento delle forze della natura → ma la nuova filosofia lottò contro quella tradizione per sovvertire il rapporto magico tra le cose e le parole.
  • Il sapiente moderno rifiuta il carattere segreto del sapere e intende contribuire a una conoscenza che cresce nel tempo, a beneficio di tutti gli uomini → linguaggio chiaro e comprensibile, le osservazioni verificabili, le esperienze replicabili e le conoscenze pubbliche.
  • Cartesio → sintetizza questo nel Discorso sul metodo → riteneva necessario comunicare al pubblico ciò che aveva trovato, per tentare di andare oltre, unendo le vite e i lavori di molti per andare molto più in là di quanto ognuno avrebbe potuto fare singolarmente.

Galileo: matematico, ingegnere, filosofo

  • Opera scientifica maggiore → Discorsi e dimostrazioni matematiche intorno a due nuove scienze attinenti alla meccanica e ai movimenti locali → discussione sul rapporto fra le macchine costruite dall’uomo, quelle teoricamente costruibili e le macchine della natura → problema della resistenza dei materiali.
  • Afferma che il “filosofare” deve tenere in alta considerazione il lavoro dei “meccanici peritissimi e di finissimo discorso” → la conversazione.
  • Costruisce l’occhiale → telescopio → l’atto con cui lo punta verso la Luna è considerato un gesto rivoluzionario.
  • La matematica consente di dire cose vere sul mondo → è la struttura oggettiva della realtà → “la filosofia è scritta in questo grandissimo libro, l’universo, ed è scritto in lingua matematica”.
  • Teoria della materia → il concetto di materia implica qualità oggettive (con altri corpi) come quelle di quiete o movimento, relazione spaziale e temporale → e non qualità oggettive come il colore, il suono, l’odore o il sapore → dovute quindi alla presenza dei sensi.
  • Applicare la matematica allo studio della realtà impone l’uso dell’astrazione → ragionamento in condizioni idealizzate → l’esperimento è introdotto solo dopo che la dimostrazione è stata compiuta in astratto → la legge non è stata ricavata dall’esperienza.
  • Galileo separa l’idea del movimento di un corpo dall’idea del mutamento di quel corpo (a differenza di Aristotele, pag. 20) → il movimento è solo uno stato in cui il corpo si trova → quiete e movimento sono stati persistenti dei corpi → per arrestare un corpo è necessaria una forza.
  • La forza produce l’accelerazione e non il movimento → Galileo arriva al concetto moderno di inerzia (la sua è un’inerzia circolare e non rettilinea) → l’inerzia di Galilei è un moto circolare corrispondente alla rotazione quotidiana della Terra sul suo asse → il cosmo è un sistema ordinato da un’intelligenza sublime, fondato sulla figura perfetta, il cerchio.

Meccanicismo

  • Termine meccanicismo → nella storia ha assunto due significati diversi:
    • Termine greco mechanè → si riferisce all’immagine del mondo come grande macchina.
    • Usato per la concezione generale secondo cui i fenomeni naturali possono essere descritti e spiegati in termini di materia e movimento.
  • I presupposti fondamentali della filosofia meccanica:
    • La natura è in movimento secondo poche leggi fondamentali (formulate matematicamente).
    • I fenomeni vengono ricondotti a relazioni tra corpi o particelle materiali.
    • La distinzione tra qualità oggettive e soggettive dei corpi.
  • Il mondo come una macchina → nella filosofia meccanica la metafora della macchina o dell’orologio muta → macchina non è solo il mondo, ma anche gli oggetti costruiti dalla natura, il corpo stesso dell’uomo è una macchina.
  • Alle spiegazioni meccaniche sembravano sottrarsi i fenomeni magnetici → Gilbert → vuole indagare sulle “segrete proprietà delle cose” → crede che la materia non sia priva di vita e percezione.

Gli esseri viventi

  • Harvey → più importante scoperta del '600 → circolazione del sangue → la sua teoria divenne la base di una biologia meccanicistica.
  • Preformisti “ovisti” → credono nella dottrina secondo cui l’essere vivente è preformato nell’uovo e il suo sviluppo è un ingrandimento.
  • “Spermatisti” → convinti che l’organismo sia preformato nei “vermicelli spermatici”.
  • “Epigenetisti” → convinti che lo sviluppo degli esseri viventi non sia solo un accrescimento quantitativo, ma una progressiva acquisizione di parti nuove.

Newton: i "Principia"

  • Nei Philosophiae naturalis principia mathematica, Newton integra il metodo matematico e il metodo sperimentale.
  • Per Newton i principi della filosofia naturale e le leggi della natura hanno carattere matematico → il mondo fisico contiene tre elementi: materia, movimento e spazio.
  • Leggi del moto (nel primo libro dei Principia):
    • Ogni corpo permane nel suo stato se non è costretto a mutarlo da una forza.
    • Il cambiamento è proporzionale alla forza impressa → avviene in linea retta nella direzione della forza impressa.
    • A ogni azione corrisponde una reazione uguale e contraria.
  • “Ordinamento del sistema del mondo” → unica legge → gravitazione universale: due corpi si attraggono reciprocamente con una forza che è direttamente proporzionale al prodotto delle due masse dei corpi e inversamente proporzionale al quadrato della distanza fra i due corpi.
  • “Ammirevole disposizione” del mondo → bisogna attribuirla al “disegno intenzionale” di un “Essere intelligente e onnipotente” → “Signore dell’universo” e lo spazio è come un suo “organo di senso”.

Cartesio

  • Educazione gesuitica (filosofia aristotelica) che criticherà fortemente → si oppone all'educazione che riceve, si lamenta poiché pensa che tutto ciò che gli è stato insegnato non sia utile.
  • Svolta cartesiana → connubio tra nuova scienza e nuova filosofia, che coinvolge la matematica, la fisica e la metafisica.
  • Corrente filosofica → principale esponente del razionalismo moderno.
  • Pensiero di Cartesio → ideale dell’unità delle scienze, la consapevolezza che la strada della filosofia inizi dall’individuo → questi temi si ritrovano nei “sogni del 1619”.
  • Importante l’incontro con Isaac Beeckman → idea fondamentale che dominerà il suo pensiero: applicazione della matematica alla fisica.
  • Opera Regole per la guida dell’intelletto → la filosofia e la scienza devono concentrarsi sulla mente dell’uomo → la conoscenza umana, la sua estensione, la sua capacità di giungere al vero costituiscono il primo e più grande problema filosofico.
  • La matematica si presenta come il modello del sapere certo → modello di ogni conoscenza, in quanto criterio generale della verità.
  • Ragione → fondamentale, ci permette di distinguere il vero dal falso → la scienza umana si fonda su due strumenti conoscitivi:
    • Intuito (intuitus) → la mente coglie la verità di alcune nozioni senza bisogno di ragionamenti.
      • Oggetto dell’intuizione → nature semplici, innate nella mente: nozioni di estensione, figura, movimento, ma anche cognizione, dubbio, volontà.
    • Deduzione (deductio) → si connettono tra loro, tramite relazioni immediate, nozioni diverse.

La crisi del 1630

  • Crisi a cavallo degli anni venti e trenta → dovuta al trasferimento in Olanda.
  • Ripensamento critico → idea che aveva guidato fino ad allora le sue riflessioni, ossia che la matematica fosse la scienza umana per antonomasia.
  • Scoperta che le verità matematiche non sono qualcosa di indipendente da Dio, ma al contrario sono state create da Dio → introduzione della questione teologica: se c’è un Dio onnipotente, da lui devono dipendere tutte le cose di questo mondo, compresi gli enti matematici.
  • Esistenza di Dio → prima di tutte le verità → quindi si fa strada l’idea che sia necessario indagare meglio la natura e l’origine della mente umana, senza dare niente per evidente.
  • Cartesio punta a una radicale riscrittura della filosofia → rifondazione del sapere.

Una nuova fisica: "il mondo"

  • Per la prima metà degli anni '30, Cartesio conduce principalmente ricerche di fisica → “Il mondo” → la natura può essere compresa a partire dal movimento delle particelle della materia che compongono i raggi luminosi → il suo scopo è quello di ridurre tutti i fenomeni fisici a semplice movimento di materia.
  • Il progetto è spiegare l’intero universo → lo scopo principale della filosofia è giungere a una piena chiarezza sulla struttura dell’universo e comprendere nella loro origine e nelle loro cause tutti i fenomeni naturali.
  • La materia si è organizzata da sola → è possibile grazie al primo principio della fisica → l’idea che la materia si identifichi con lo spazio e sia quindi riducibile a semplice estensione geometrica → la materia non ha bisogno né di una forma né di un fine, ma esiste di per sé come pura estensione ed è priva nella sua esistenza di ogni altra connotazione.

Il "Discorso sul metodo"

  • Galileo viene condannato a Roma e il sistema copernicano dichiarato eretico → Cartesio comprende che è necessario presentare le sue dottrine mediante un’attenta promozione culturale → nasce il Discorso sul metodo, in cui divulga alcuni risultati delle sue ricerche in ambito matematico.
  • Sapere scolastico → giudicato un sapere vuoto → la svolta della vita di Cartesio nasce dall’esigenza di rimettere in discussione tutto il sapere precedente e di cercare un fondamento solido.
  • Cartesio ha bisogno di un “metodo” → quattro regole scoperte in sogno nel 1619:
    • Prima regola “dell’evidenza” → accettare solo ciò che si presenta alla mente in modo chiaro da non offrire occasione di essere messo in dubbio.
    • Seconda regola “della divisione” → dividere ciascuna delle difficoltà in quante più parti possibile (analisi → scomposizione di un problema più grande in pezzi più piccoli, per poter applicare meglio la regola dell’evidenza).
    • Terza regola “dell’ordine” → richiedere di imporre ai propri pensieri un ordine (sintesi → ricomporre il problema, rimette assieme il problema).
    • Quarta regola “dell’enumerazione” → fare enumerazioni tanto complete da essere sicuro di non dimenticare nulla.
  • Cartesio enuncia una “morale provvisoria", intesa a evitare gli esiti più radicali del metodo → sottrae di fatto la religione e la politica all’ambito di applicazione del metodo è fondata su 4 regole → norme di buon senso:
    • Obbedire alle leggi e ai costumi del paese.
    • Essere il più fermo e risoluto possibile nell’azione → paragona l'essere umano in un pellegrino che si è perso e ha una lampada → prendere una decisione e andare avanti → cosa deve fare l’uomo.
    • Cercare di vincere se stessi piuttosto che la fortuna → o prendiamo per mano la nostra sorte o se ci lamentiamo ci prenderà → stoicismo.
    • Dedicare la vita alla ricerca della verità.
  • Largo spazio è dedicato alla concezione meccanicistica del corpo umano → il corpo dell’uomo è una macchina, i processi vitali sono puramente meccanici → gli animali sono congegni meccanici privi di qualsiasi sensibilità.
  • Cartesio intende la scienza come il motore del progresso umano → egli innesta la sua concezione matematizzante della natura → tutto è interpretabile in termini matematici e tutto può essere indagato dalla scienza (torna l’idea delle Regole).

Una nuova metafisica: le "Meditazioni"

  • Le Meditazioni di filosofia prima (poi Meditazioni metafisiche) sono uno dei testi più importanti dell’intera storia della filosofia → trattano un nuovo genere: la metafisica.
  • La metafisica parte necessariamente dal soggetto e da questo cerca di innalzarsi a tutte le altre verità → METAFISICA: analisi delle capacità conoscitive umane, in cui si stabiliscono i principi di ogni conoscenza vera → tentativo di fondare il sapere umano su una base certa → è una metafisica scritta in prima persona, perché la ricerca della verità è l’impresa di un io pensante.
  • Sceglie di scrivere le “Meditazioni” perché la meditazione è un percorso personale, un’esperienza vissuta → rigoroso esame critico del sapere umano → le 6 meditazioni costituiscono i momenti principali del suo percorso metafisico.

Dal dubbio al "cogito"

  • I Meditazione → “su ciò che può essere messo in dubbio” → rifiutare ogni conoscenza che non abbia i caratteri della perfetta evidenza.
  • Le conoscenze sensibili sono le prime a cadere in dubbio → la credenza che fuori di noi esistano oggetti fisici di vario genere e con determinate caratteristiche che ci vengono trasmesse tramite i nostri sensi è poco fondata filosoficamente → a volte i sensi ci ingannano e non hanno alcuna affidabilità → caso critico che ci fa dubitare: i sogni, dove i sensi sono affidabili → e se la nostra vita fosse tutto un sogno?
  • Matematica → verità matematiche vere e indubitabili.
  • “Dio ingannatore” → livello massimo del dubbio Cartesiano “dubbio iperbolico” → pone in dubbio la matematica ma anche Dio stesso → un “Dio ingannatore" sarebbe una rovina per la scienza ma anche per la fede.
  • Appare anche il “genio maligno” → per rafforzare il dubbio sulle nostre presunte conoscenze acquisite.
  • II Meditazione → “della natura della mente umana” → cogito ergo sum (io penso, dunque esisto) → il cogito è una verità indubitabile e un’esperienza vissuta in prima persona (io penso) → il pensiero è segno dell’essere, il cogito si pone come il “primo principio” della metafisica → dubitare del cogito è impossibile, l’atto stesso di dubitare è una forma di pensiero e conferma il cogito → per dubitare devo pensare, dunque esistere → UNICA certezza che resiste alle obiezioni → la certezza che io esisto nel momento in cui penso.

Dal "cogito" a Dio

  • Il cogito ha un limite → non mi dice niente su tutto ciò che è fuori di me, non risponde alle maggiori domande del destino umano → se l’uomo potesse esser certo soltanto di esistere, la sua vita sarebbe comunque condannata a una sorta di solitudine metafisica.
  • Per Cartesio non siamo soli → per dimostrarlo, sarà necessario innalzarsi dal cogito a un principio superiore, Dio → III Meditazione “di Dio, e della sua esistenza” → ha lo scopo di dimostrare che un Dio esiste e che ci ha fornito di una mente atta a concepire verità evidenti su sé stessa e sul mondo.
  • Dimostrazione dell’esistenza di Dio → dibattito:
    • Anselmo d’Aosta → prove a priori, fondate sul semplice concetto di Dio.
    • Tommaso d'Aquino → le “cinque vie” per dimostrare l’esistenza di Dio si basavano su ragionamenti a posteriori.
  • Impresa di Cartesio → estrarre dall’unica verità certa che abbiamo, il cogito, l’esistenza di Dio.
  • La mente umana è capace di concepire idee, cioè rappresentazioni mentali degli oggetti → idea si distingue dagli altri atti di pensiero perché contiene in sé un elemento rappresentativo → ci dà l’immagine di un oggetto diverso da noi → le idee possono essere classificate in tre generi:
    • “Avventizie” → provenienti dagli oggetti fuori di noi.
    • “Fittizie” → prodotte dall’attività immaginativa.
    • “Innate” → presenti in noi fin dalla nascita.
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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-FIL/06 Storia della filosofia

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher martinabottero di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Filosofia dell'educazione e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli studi di Torino o del prof Menin Marco.
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