Estratto del documento

Lo studio del diritto costituzionale: una introduzione da leggere

Che cos'è il diritto?

Il termine "diritto" viene impiegato, nel linguaggio tecnico dei giuristi, in due significati diversi:

  • In senso soggettivo, indica una pretesa ("io ho il diritto di…");
  • In senso oggettivo, indica un insieme di norme giuridiche, le quali formano un ordinamento giuridico (diritto civile, diritto costituzionale, …).

Definire il diritto in senso oggettivo, ci fa spostare sulla definizione di norma giuridica. Il diritto è lo strumento con cui la vita sociale si organizza. Esso è un fenomeno giuridico, il quale è fortemente legato alle coordinate geografiche e storiche.

Definizione di diritto data dal giurista: l’insieme delle regole poste dallo Stato. Il diritto posto dalle altre istituzioni sociali (dalla famiglia alle associazioni, dai partiti alle società) non appare fatto di norme giuridiche, ma di norme sociali. Viene dunque fatta distinzione tra:

  • Diritto "vero", formato da "vere" norme giuridiche, il cui rispetto è garantito dalla forza pubblica;
  • Fenomeno costituito non da norme giuridiche, ma sociali.

Il termine diritto viene indicato ancora diversamente in base alla materia di studio: esso non è solo l’insieme delle regole poste dallo Stato, ma è anche l’insieme delle interpretazioni che i giudici hanno dato (giurisprudenza) e che gli studiosi hanno creato (dottrine).

Definizione di diritto data dal sociologo: il diritto non è che una delle possibili tecniche di controllo sociale, attraverso le quali un certo soggetto cerca di condizionare e guidare i comportamenti degli individui, risolvendo i conflitti che sorgono tra essi.

Definizione di diritto data dal filosofo: il diritto è un insieme di segni linguistici e come tale va analizzato; è il comando del sovrano.

Oggetto e funzione del diritto costituzionale

Il diritto è formato da due sottoinsiemi di norme:

  • Il diritto pubblico, tratta l’organizzazione dei poteri, e il rapporto tra l’autorità pubblica ed i privati. Derivano dal diritto pubblico: il diritto costituzionale, amministrativo, tributario, penale, …
  • Il diritto privato, regola i rapporti tra i privati, che sono in posizione di parità. Derivano dal diritto privato: il diritto civile, commerciale, del lavoro, industriale, di famiglia, …

L’oggetto del diritto costituzionale è diviso in quattro argomenti:

  • Le fonti del diritto, meccanismi con cui vengono prodotte le norme giuridiche;
  • L’organizzazione costituzionale, rapporti tra organi costituzionali (forma di governo) e quelli tra lo Stato e il popolo (forma di stato);
  • Le libertà e i diritti costituzionali;
  • La giustizia costituzionale.

Il potere politico

Il diritto costituzionale è l’insieme delle norme fondamentali di un ordinamento giuridico. Esso si occupa di disciplinare e garantire i diritti dei cittadini e organizzare i poteri dello Stato. Il potere sociale è la capacità di influenzare il comportamento degli altri individui. A seconda del tipo di mezzo impiegato per influenzare, sono stati distinti tre diversi tipi di potere sociale:

  • Il potere economico, si avvale del possesso di certi beni;
  • Il potere ideologico, si avvale del possesso di conoscenze e capacità di persuasione;
  • Il potere politico, per imporre la propria volontà può ricorrere alla forza (coercizione fisica/legittima).

Nelle società antiche (medioevo – sistema feudale) non esisteva una distinzione del potere sociale. Solo lo stato moderno assume il monopolio del potere politico: è un potere sociale che permette a chi lo detiene di imporre la propria volontà ricorrendo alla forza legittima.

La legittimazione

Il potere politico non si basa solo sulla forza ma anche su un principio di giustificazione, chiamato legittimazione. Il sociologo tedesco Max Weber (1860-1920) ha individuato tre tipi di potere legittimo:

  • Potere tradizionale, credenza nel carattere sacro delle tradizioni valide da sempre;
  • Potere carismatico, dedizione straordinaria a una persona, per valore esemplare, o forza eroica, o carattere sacro;
  • Potere legale-razionale, credenza nel diritto di comando di chi ha acquisito legalmente il potere e lo esercita legalmente. È quello che prevale a partire dalle rivoluzioni del XVII secolo: la Costituzione americana del 1787 e la dichiarazione dei diritti dell’uomo e del cittadino approvata in Francia nel 1789.

Il costituzionalismo: l’idea di ciò che è e di ciò che dovrebbe essere una Costituzione. È (anche) una risposta al bisogno di legittimare il potere politico, sottoponendo anch'esso al diritto:

  • Principio di legalità e stato di diritto;
  • Separazione dei poteri;
  • Garanzia dei diritti;
  • Controllo di costituzionalità.

Questi sono strumenti di tale legittimazione, e corrispondono largamente alle grandi partizioni del diritto costituzionale.

Lo stato

Stato è il nome dato ad una particolare forma storica di organizzazione del potere politico, che esercita il monopolio della forza legittima e si avvale di un apparato amministrativo. Lo stato moderno nasce in Europa tra il XV e il XVII secolo, nell’età delle guerre di religione (relativizzazione del dato religioso, rottura della Res Publica Christiana, assunzione del monopolio del potere politico su un territorio e su un popolo).

Nasce l’uso moderno del nome «Stato» (Machiavelli): prima stato significa condizione personale, «status».

Lo Stato moderno esprime una reazione alla dispersione del potere e al particolarismo giuridico medioevale, legato a leggi tradizionali e patti personali col principe (privilegi di status).

Gli elementi fondamentali dello stato sono:

  • Potere sovrano (sovranità);
  • Territorio;
  • Popolo.

La nascita dello stato moderno

La spinta al monopolio del potere politico nello Stato è nata come reazione alla dispersione del potere tipica del sistema feudale (XII-XIII secolo). La base del sistema feudale era costituita dal rapporto vassallo/signore. Il signore concedeva al vassallo un feudo instaurando con lui un rapporto di obblighi e diritti reciproci.

Con il tempo il grado di dispersione del potere di comando crebbe a causa di:

  • Il vassallo cedeva una parte del proprio feudo ad uno o più vassalli inferiori;
  • Uno stesso individuo poteva essere vassallo di più signori;
  • Il feudo era considerato parte del casato del vassallo e divenne divisibile, ereditabile e alienabile.

La società era composta da comunità minori: quelle familiari, quelle economiche (corporazioni), quelle religiose e quelle politiche. Ne derivano due problemi:

  • Non esisteva un unico sistema giuridico, ma uno per ogni comunità;
  • Le comunità principali (ceti/stati/ordini) erano "custodi delle leggi tradizionali", fatte di accordi con il principe.

La dispersione del potere e il grande scisma religioso portarono a guerre civili e di religione. Iniziò così un susseguirsi di guerre, saccheggi e miserie. La nascita e l’affermazione dello stato moderno, rispondevano al bisogno di stabilità e sicurezza al popolo.

Sovranità

Il concetto giuridico che è servito per inquadrare la definizione di Stato moderno è: la sovranità. Essa si distingue in:

  • Sovranità interna, consiste nel supremo potere di comando in un determinato territorio;
  • Sovranità esterna, consiste nell’indipendenza dello Stato da qualsiasi altro Stato.

Il principale teorico di questo processo è stato il filosofo Thomas Hobbes che ha contrapposto: lo stato natura (caratterizzato da individui isolati pronti a distruggersi reciprocamente) allo Stato (cioè un insieme di individui che trasferiscono a tutta la loro forza allo Stato).

Dopo la nascita dello stato moderno, si è posta la questione di chi dovesse esercitare effettivamente il potere sovrano. Sono state elaborate tre teorie.

  1. La teoria della sovranità della persona giuridica Stato: sono stati i giuristi tedeschi e italiani a configurare lo Stato come persona giuridica (soggetto titolare di sovranità). Questa tesi aveva due funzioni:
    • Dare legittimazione oggettiva allo Stato (il sovrano non è più il Re, ma un ente astratto);
    • Poteva risolvere il conflitto tra il principio monarchico e quello popolare (Statuto Albertino del Piemonte 1848 esteso poi in tutta Italia – il sovrano non era né il Re né il popolo, ma lo stato);
  2. La sovranità della nazione: nata dopo la rivoluzione francese del 1789. L’art. 3 della dichiarazione dei diritti dell’uomo e del cittadino affermava: “la sovranità appartiene alla Nazione da cui emanano tutti i poteri”. L’Ancien Régime, l’ordine politico prima della rivoluzione, era uno Stato Assoluto fondato sull’identificazione tra Stato e Re. Dalla rivoluzione francese nasce l’idea di Nazione: a cui si appartiene perché accomunati da valori, ideali, sangue e tradizioni. Questa tesi aveva due funzioni:
    • Contrastare la sovranità del Re;
    • La Nazione era una collettività omogenea, che cancellava la divisione del Paese in ceti e ordini.
  3. La sovranità popolare: si deve a J.J. Rousseau, il quale faceva coincidere la sovranità con la volontà generale del popolo sovrano. Il popolo esercitava direttamente la sua sovranità, senza far ricorso a dei rappresentanti. Elemento in comune tra le diverse teorie: il rifiuto di qualsiasi legge fondamentale.

Nuove tendenze della sovranità

La Costituzione vigente accoglie il principio della sovranità popolare. Tuttavia esso assume un contenuto differente da quello proprio della visione di Rousseau, e perde il carattere di assolutezza, a causa di tre circostanze:

  • La sovranità popolare è esercitata da un sistema rappresentativo a suffragio universale;
  • La diffusione di costituzioni rigide, che possono essere modificate solo attraverso procedure molto complesse. La superiorità della costituzione è garantita dalla corte costituzionale;
  • L’affermazione di organizzazioni internazionali.

Dopo la seconda guerra mondiale (resistenza e crollo del fascismo) le forze politiche con ideologie molto diverse crearono insieme la costituzione. Art 1 comma 2: la sovranità appartiene al popolo che la esercita nelle forme e nei limiti della costituzione. Dunque il popolo può esercitare la sovranità con atti di:

  • Che esprimono una volontà unitaria del popolo (elezioni, referendum, …);
  • Che non esprimono una volontà unitaria del popolo (diritto di associarsi in partiti politici, libertà di pensiero in materia politica, …).

Sovranità e organizzazione internazionale

L’idea di sovranità esterna ha il suo fallimento con le due guerre mondiali. Da allora sono nate delle organizzazioni internazionali con l’obiettivo di garantire la pace e tutelare i diritti umani.

  • Nasce l’ONU (Organizzazione delle Nazioni Unite) a San Francisco il 26 giugno 1945, con finalità di mantenere la pace e la sicurezza internazionale;
  • Viene approvata la Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo il 10 dicembre 1948.

Nascono così le organizzazioni sovranazionali:

  • Nasce la CEE (Comunità Economica Europea) nel 1957;
  • Nasce la CECA (Comunità Europea del Carbone e dell’Acciaio) nel 1951;
  • Nasce l’EURATOM (comunità EURopea per l’Energia ATOMica) nel 1957;

Nel 1976 viene deciso l’elezione diretta a suffragio universale del Parlamento Europeo. Con il Trattato di Maastricht del 1992, si unirono tutte nella CE (Comunità Europea) ora diventata UE (Unione Europea). Con l’entrata in vigore del Trattato di Lisbona del 2009 l’UE ha definitivamente sostituito la CE. Anche geograficamente la comunità europea si era allargata. Dal nucleo originale dei 6 paesi (Francia, Italia, Germania, Belgio, Olanda, Lussemburgo) si è arrivato a contarne 27.

Dunque, gli stati membri dell’UE hanno trasferito parte del potere (della sovranità) a queste organizzazioni sovranazionali. Per consolidare la tutela dei diritti nasce la Carta dei diritti dell’Unione Europea nel 2000, articolata in 6 capi: dignità umana, libertà, uguaglianza, solidarietà, cittadinanza, giustizia (più un capo per le disposizioni generali).

Territorio

La delimitazione del territorio è fondamentale per garantire allo stato l’esercizio della sovranità. Il territorio è costituito da:

  • Terraferma, porzione di territorio delimitata dai confini naturali (fiumi, montagne, …) o artificiali. Essi sono delimitati dai trattati internazionali.
  • Acque interne
  • Mare territoriale, fascia di mare costiero interamente sottoposta alla sovranità dello Stato (12 miglia marine limite);
  • Piattaforma continentale, è formata dallo zoccolo continentale, cioè la parte di fondale marino di profondità costante che circonda le terre emerse;
  • La porzione di atmosfera sovrastante
  • Navi e aerei dello stato, quando sono in spazi non soggetti ad alcuna sovranità.
  • Le sedi delle rappresentanze diplomatiche all’estero

L’indebolimento del controllo che lo stato esercita sul suo territorio è da collegare alla globalizzazione: cioè la creazione di un mercato mondiale in cui i fattori produttivi si spostano facilmente da un paese all’altro.

Fattori alla base della globalizzazione dell’economia:

  • Progresso tecnologico, spostamento facile e veloce dei beni, informazioni e capitali;
  • Economia basata sulla proprietà e sullo scambio di risorse finanziarie;
  • Importanza strategica dei beni immateriali (conoscenza e informazione);
  • Sviluppo di sistemi produttivi flessibili, delocalizzazione dell’attività produttiva o di alcune fasi del ciclo produttivo in paesi dove il costo della manodopera è più basso (paradisi fiscali).

Nel mercato unico europeo c’è la piena attuazione della libera circolazione delle merci, dei capitali, dei servizi e delle persone tra gli Stati della UE. Si è creato uno spazio senza frontiere, con un’economia di mercato aperta e di libera concorrenza. L’art 3 del TUE garantisce ai cittadini dell’UE uno spazio di libertà, sicurezza e giustizia. Sia le merci che le persone possono circolare liberamente e risiedere tra i vari Stati membri.

Cittadinanza

La cittadinanza è uno status al quale la Costituzione riconnette una serie di diritti e doveri. La Costituzione stabilisce che nessuno può essere privato della cittadinanza per motivi politici.

La cittadinanza italiana viene acquistata:

  1. Con la nascita per:
    • Ius sanguinis, figlio nato o adottato da cittadini italiani;
    • Ius soli, figlio nato in Italia da genitori ignoti o apolidi (senza cittadinanza alcuna);
  2. Lo straniero nato in Italia, che abbia risieduto legalmente e senza interruzioni fino alla maggiore età. Entro un anno deve dichiarare di voler acquistare la cittadinanza italiana.
  3. Su istanza dell’interessato (contributo di 200€ al Comune di residenza):
    • Dal coniuge, straniero o apolide, di un cittadino/a italiano/a (matrimonio da 3 anni + 2 anni di residenza);
    • Dallo straniero con genitore o ascendente (fino al secondo grado di parentela) che sia cittadino italiano per nascita;
    • Dallo straniero adottato da cittadini italiani, e residente da almeno 5 anni dopo l’adozione;
    • Dallo straniero che ha prestato servizio allo Stato per almeno 5 anni;
    • Dal cittadino di uno stato dell’UE, con almeno 4 anni di residenza in Italia;
    • Dall’apolide, dopo almeno 5 anni di residenza;
    • Dallo straniero, dopo almeno 10 anni di residenza regolare in Italia.

La cittadinanza viene persa:

  • Per rinunzia, cittadino che possiede, acquista o riacquista una cittadinanza straniera;
  • Automaticamente, cittadino alle dipendenze di uno stato estero che voglia mantenere tale posizione.

La cittadinanza può essere riacquistata: secondo alcune condizioni della legge 91 del 1992.

La cittadinanza dell'Unione Europea

L’istituto della cittadinanza dell’unione è stato introdotto con il trattato di Maastricht del 1992. Essa completa la cittadinanza nazionale e non la sostituisce.

Alcuni diritti del cittadino dell’UE:

  • Circolare e soggiornare liberamente nel territorio dell’UE (escluse alcune limitazioni stabilite nel trattato);
  • Diritto di elettorato attivo e passivo, sia per le elezioni comunali sia alle elezioni del Parlamento europeo dello stato membro in cui risiede.

I cittadini che vogliono partecipare alle elezioni, si devono iscrivere (iscrizione) in un’apposita lista elettorale, la quale permette di esercitare il diritto al voto, l’eleggibilità a consigliere comunale e la nomina a componente della giunta.

Lo stato come apparato – L’apparato burocratico

Lo stato è caratterizzato da un apparato organizzativo servito da una burocrazia professionale: formata da soggetti che prestano la loro opera professionale a favore dello stato (compiti amministrativi con le rispettive regole). L’organizzazione è stabile nel tempo ed esiste e funziona sulla base di regole predefinite.

L’apparato funziona grazie a persone fisiche che lo fanno funzionare, ma esiste indipendentemente da esse (carattere impersonale). La burocrazia professionale nasce nel XVI secolo in: Inghilterra, Francia, Spagna e Austria. Con l’obiettivo di regolare le lotte tra la corona e le baronie.

Anteprima
Vedrai una selezione di 10 pagine su 202
Riassunto esame Diritto costituzionale, Prof. Imarisio Luca, libro consigliato Manuale di diritto costituzionale, Bin, Pitruzzella Pag. 1 Riassunto esame Diritto costituzionale, Prof. Imarisio Luca, libro consigliato Manuale di diritto costituzionale, Bin, Pitruzzella Pag. 2
Anteprima di 10 pagg. su 202.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame Diritto costituzionale, Prof. Imarisio Luca, libro consigliato Manuale di diritto costituzionale, Bin, Pitruzzella Pag. 6
Anteprima di 10 pagg. su 202.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame Diritto costituzionale, Prof. Imarisio Luca, libro consigliato Manuale di diritto costituzionale, Bin, Pitruzzella Pag. 11
Anteprima di 10 pagg. su 202.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame Diritto costituzionale, Prof. Imarisio Luca, libro consigliato Manuale di diritto costituzionale, Bin, Pitruzzella Pag. 16
Anteprima di 10 pagg. su 202.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame Diritto costituzionale, Prof. Imarisio Luca, libro consigliato Manuale di diritto costituzionale, Bin, Pitruzzella Pag. 21
Anteprima di 10 pagg. su 202.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame Diritto costituzionale, Prof. Imarisio Luca, libro consigliato Manuale di diritto costituzionale, Bin, Pitruzzella Pag. 26
Anteprima di 10 pagg. su 202.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame Diritto costituzionale, Prof. Imarisio Luca, libro consigliato Manuale di diritto costituzionale, Bin, Pitruzzella Pag. 31
Anteprima di 10 pagg. su 202.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame Diritto costituzionale, Prof. Imarisio Luca, libro consigliato Manuale di diritto costituzionale, Bin, Pitruzzella Pag. 36
Anteprima di 10 pagg. su 202.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame Diritto costituzionale, Prof. Imarisio Luca, libro consigliato Manuale di diritto costituzionale, Bin, Pitruzzella Pag. 41
1 su 202
D/illustrazione/soddisfatti o rimborsati
Acquista con carta o PayPal
Scarica i documenti tutte le volte che vuoi
Dettagli
SSD
Scienze giuridiche IUS/08 Diritto costituzionale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher ALI.batuffolo di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto costituzionale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli studi di Torino o del prof Imarisio Luca.
Appunti correlati Invia appunti e guadagna

Domande e risposte

Hai bisogno di aiuto?
Chiedi alla community