Anticoagulanti
Introduzione
I farmaci anticoagulanti sono la classe di farmaci che possono interferire con i processi di
coagulazione del sangue. Sono una classe di farmaci molto importante perché insieme ai
trombolitici e agli antiaggreganti piastrinici trattano i disordini trombolitici che rappresentano
la principale causa di morbilità e mortalità nel mondo occidentale. L’aumento incessante di
questi disordini trombotici anche nei paesi in via di sviluppo pone la terapia antitrombotica al
centro dell’attenzione della medicina moderna, con un’incidenza della malattia stimata
intorno a un nuovo caso ogni mille abitanti per anno.
La coagulazione del sangue e la cascata
coagulativa
Prima di entrare nel dettaglio dei vari farmaci a disposizione per poter capire il loro
meccanismo bisogna innanzitutto rivedere il processo della cascata coagulativa. Perché
diversi farmaci agiscono su questa via inibendo uno step della cascata. La coagulazione del
sangue e la fibrinolisi sono due eventi biologici opposti, che sono in equilibrio tra loro. La
coagulazione del sangue si attiva nel momento in cui il sangue entra in contatto con il
tessuto danneggiato. Da questo stimolo si attivano i fattori della coagulazione, attivati a
cascata, formando trombina; proteina responsabile del coagulo che tampona l’emorragia nel
sito di legame. Il sistema fibrinolitico si attiva in risposta alla presenza di un trombo o
coagulo. Il processo di dissoluzione inizia con la conversione del plasminogeno in plasmina,
che andrà a tagliare la fibrina insolubile del coagulo.
Il processo emostatico si avvale dell’attivazione sequenziale di una serie di fattori plasmatici.
Ciascun fattore della coagulazione viene indicato con un numero romano (da I a XIII). I
fattori della coagulazione sono proteine presenti in forma inattiva che circolano normalmente
nel sangue tranne il fattore III (fattore tissutale). Grazie allo stimolo come la ferita questi
fattori della coagulazione saranno attivati. Nel sistema della coagulazione intervengono
anche i fosfolipidi delle superfici cellulari e gli ioni Ca2+, che hanno la funzione di favorire
l’interazione tra l’enzima, l’eventuale cofattore e i fosfolipidi.
La cascata coagulativa si può suddividere in due vie distinte: la via intrinseca e la via
estrinseca. Alla fine di entrambe le vie si incontreranno nella fase finale, cioè nell’attivazione
del fattore X responsabile della formazione di trombina a partire dalla protrombina. La
trombina a sua volta andrà a scindere il fibrinogeno in monomeri di fibrina, la cui
polimerizzazione spontanea dà origine a un coagulo morbido in cui i mono meri
interagiscono tra loro mediante legami non covalenti.
Descriviamo prima la via intrinseca che ha inizio con l’attivazione del sistema plasmatico
attivabile da contatto con il tessuto danneggiato. Le molecole coinvolte in successione
saranno
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