Il rapporto tra la legge 241/1990 e l'intelligenza artificiale
nella P.A.: rassegna dottrinale e trattazione tecnica
Premessa: le fonti dottrinali di riferimento
Prima di entrare nel merito, è utile fissare la mappa bibliografica della materia, poiché in sede di
esame la capacità di richiamare gli autori di riferimento (anche solo per cognome) segnala una
preparazione di livello avanzato:
Autore Contributo
I principi della legalità algoritmica. Le decisioni automatizzate di fronte al
Enrico Carloni giudice amministrativo, Dir. Amm., 2020 — il contributo sistematico più
citato
L'intelligenza artificiale al servizio delle funzioni amministrative: profili
Giovanni Gallone problematici e spunti di riflessione, Giur. It., 2020; e Riserva di umanità e
(con A.G. Orofino) funzioni amministrative, CEDAM, 2023
Amministrazione digitale algoritmica e garanzie procedimentali, Labour Law
Giulia Pinotti Issues, 2021
Diana Urania Digitalizzazione e diritto a una buona amministrazione — sul procedimento
Galetta amministrativo tra diritto UE e tecnologie ICT
Francesco Patroni La decisione robotica e il giudice amministrativo, 2018 — tra i primi
Griffi contributi in assoluto sul tema
Luisa Torchia Lo Stato digitale. Una introduzione, Bologna, 2023
Commento all'art. 3-bis l. 241/90, in M.A. Sandulli (a cura di), Codice
Roberto Cardarelli dell'azione amministrativa, Giuffrè
1. Il problema di fondo: una legge del 1990 di fronte all'IA
1.1 L'anacronismo strutturale
La l. 241/1990 nasce in un contesto storico-tecnologico radicalmente diverso da quello attuale: il
procedimento amministrativo che essa disciplina presuppone, in ogni sua fase, un agente umano —
il responsabile del procedimento, il funzionario istruttore, l'organo decidente. La dottrina (Carloni,
2020) segnala come l'irruzione dell'IA, specie nella sua declinazione basata su machine e deep
learning, ponga un problema di tenuta sistematica dell'intero impianto: non si tratta di adattare la
legge a un nuovo strumento tecnico (come già avvenuto con l'informatica "tradizionale", secondo lo
schema già visto nella prima parte del programma), ma di verificare se le sue categorie reggano di
fronte a un sistema che non si limita ad applicare regole predeterminate, ma inferisce e apprende.
1.2 Lo schema concettuale di base
LEGGE 241/1990 INTELLIGENZA ARTIFICIALE
(presuppone sempre un (può assumere un ruolo
AGENTE UMANO in ogni fase) DECISIONALE autonomo)
| |
+------------------ TENSIONE --------------+
|
Quali istituti "tengono"?
Quali vanno reinterpretati?
Serve una novella espressa?
2. Il fondamento normativo dell'uso dell'IA nel procedimento: le due
tesi dottrinali
Un primo nodo, di forte interesse teorico, riguarda quale disposizione della l. 241/1990 legittimi,
in assenza di una disciplina ad hoc originaria, l'utilizzo di algoritmi e sistemi di IA nell'esercizio
della funzione amministrativa. La dottrina si divide su due tesi:
Tesi A — Fondamento nell'autorganizzazione e nell'art. 3-bis
Secondo questa impostazione, la scelta di adottare sistemi di IA rientrerebbe nella potestà di
autorganizzazione dell'amministrazione, e troverebbe copertura in norme generali a carattere
programmatico, quali:
l'art. 3-bis l. 241/1990 ("Uso della telematica"): "per conseguire maggiore efficienza nella
loro attività, le amministrazioni pubbliche incentivano l'uso della telematica, nei rapporti
interni, tra le diverse amministrazioni e tra queste e i privati" — norma che, come nota
Cardarelli, ha una portata programmatica ampia, capace di ricomprendere anche le
tecnologie di IA quale evoluzione della "telematica";
l'art. 41, comma 1, CAD (disponibilità e circolazione dei dati/sistemi informativi), già
incontrato nella prima parte del programma.
Tesi B — Fondamento nei principi generali dell'azione amministrativa
Altra parte della dottrina individua il fondamento legittimante non in una norma specifica sulla
telematica, ma nei principi generali dell'azione amministrativa sanciti dall'art. 1, comma 1, l.
241/1990:
"L'attività amministrativa persegue i fini determinati dalla legge ed è retta da criteri di
economicità, di efficacia, di imparzialità, di pubblicità e di trasparenza [...], nonché dai principi
dell'ordinamento comunitario."
L'uso dell'algoritmo, in questa prospettiva, non necessita di un
-
Rapporto uomo-ambiente: vincolo o risorsa?
-
Psiconeurofisiologia - rapporto tra stress e individuo
-
Diritto del lavoro - la cessazione del rapporto di lavoro
-
Rapporto tra grandezze