Psicologia delle emozioni
Se l'emozione fosse... Sole Colore: blu elettrico -> rosso Frequenza Città: Torino -> New York Notte Strumento musicale: pianoforte -> pianoforte Razionalità Indumento: maglione -> vestito Passione Gioco: dixit -> nascondino Calore Mezzo di trasporto: aereo -> aereo Lavoro fatto dai racconti (brainstorming) Segnati in giallo (evidenziati) -> termini emozionali Sicurezza accanto alle modificazioni fisiologiche -> perché tutto ciò che è battito cardiaco, rossore e tutte queste modificazioni fisiologiche è corpo, ed emozione è corpo.
Le modificazioni fisiologiche hanno a che fare con tutta una parte di teoria dell'arousal: emozioni che pongono il corpo al centro. Quando entrano in gioco (attivazione)?
Esame e scadenze
ESAME => 11-12 lezione, la settimana fino al 18 dobbiamo lavorare da soli (il gruppo si trova a casa). 16 gennaio -> ESONERO Orale: portare l’attività fatta di knowledge building in più con l’implicazione emotiva. 15 gennaio -> consegnare un report scientifico di risposta -> nel gruppo ci si chiede cosa si vorrebbe sapere delle emozioni, cercare informazioni a riguardo, cercare articoli e fare il report. LAVORO DI GRUPPO ESPOSIZIONE. Entro il 15 presentare il lavoro di ciascuno dei gruppi in aula. Voto al gruppo che farà media con i voti dell’esonero scritto, sia dell’orale.
Libri di riferimento
LIBRI: Capitolo 11 della Raffaello Cortina (da pag. 439 a pag. 484) -> si può acquistare separatamente anche come e-book. Psicologia generale (titolo del libro), autori: Patrizia Steca. Questa parte non la spiega. Secondo libro: Come funzionano le emozioni. Questo lo spiegherà.
Prima lezione
Spegniamo i processi cognitivi superiori e lasciamo spazio alle emozioni associazioni libere sulla parola. Facciamo emergere la mente di gruppo: EMOZIONE. Doveva essere rapido, senza riflettere, così la mente ha permesso l’attivazione di concetti vicini per esperienza personale, o immaginario collettivo (appartenenza alla stessa cultura).
Metaplan
METAPLAN -> confrontandoci sui contenuti emersi dai racconti più rappresentativi è stato possibile enucleare alcuni temi che potranno essere per stipulare il contratto d'aula: quali saranno i temi che verranno affrontati nel modulo di psicologia delle emozioni? -> brainstorming. Non c’è una definizione condivisa del concetto di emozioni, quindi quando parliamo di emozioni possiamo paragonarla ad un arcipelago come concetto, perché è formata da tanti concetti diversi, non può essere considerata un’isola.
Explanandum
Qual è l’oggetto? qual è l’ (ciò che va spiegato, che deve essere spiegato)? L’Explanans è una modalità che serve per dare o una spiegazione classica (che dà attributi necessari e sufficienti) o una spiegazione prototipica (non esistono attributi necessari e sufficienti ma esiste un prototipo). Gruppo di fenomeni o entità omogenee.
Nella spiegazione classica un ha a che fare con i “generi naturali” (esistono delle proprietà possedute dagli elementi tali per cui quegli elementi possono essere inseriti in una determinata categoria). Oppure esiste un meccanismo che genera tali proprietà e le mantiene omogenee. C’è qualche processo che ha generato queste proprietà e le mantiene omogenee nel corso della filogenesi.
Emozioni
- Scrivere tutte le emozioni che vengono in mente: ansia, paura, rabbia, disgusto, sorpresa, gioia, tristezza, stupore, malinconia.
- Emozioni negative: ansia, paura, rabbia, tristezza, stupore, disgusto
- Emozioni positive: gioia, sorpresa
B. Spiegazione prototipica - Shaver, Schwartz, Kirson e O’ Connors (1987) Questi autori vedono in modo ingenuo cosa effettivamente fa la gente. La maggior parte delle persone ha individuato 4 categorie concettuali (le più importanti, prototipiche). A: emozioni positive: gioia, amore B: sorpresa C: rabbia D: tristezza Sono quelle che vengono in mente alla maggior parte delle emozioni; le altre sono meno rappresentative/prototipiche, sono meno pensate e vengono collegate alle emozioni principali.
Lingua ed emozioni
Ma tra linguaggio ed esperienza c’è una corrispondenza biunivoca? Non sempre il linguaggio è utile per avere un riferimento riguardo le emozioni, questo perché spesso attraverso le parole certe cose riguardanti le emozioni non possono essere espresse. Ma se non esiste una determinata parola, in una determinata lingua allora è perché quella determinata emozione non si prova?
Il caso della “schadenfreude” che in tedesco ha un’etichetta verbale e in altre lingue no. -> significato: godere delle disgrazie altrui. Può capitare a tutti che sia successo di provare questa determinata emozione. Noi, nella nostra cultura italiana, non ci siamo neppure permessi di enucleare all’interno del nostro lessico emozionale la parola che sta per questo significato. Paesi che non hanno un’etichetta verbale per un’emozione non includono tra gli oggetti del dominio “emozione” quella esperienza emozionale?
Il caso della “rabbia” nella cultura degli eschimesi – Inuit (Briggs, 1971) Alcuni modelli delle emozioni fanno riferimento all’antropologia -> come nel caso di Briggs che fece parte di un gruppo etnico degli eschimesi – Inuit attraverso l’osservazione partecipata (entrò nella vita di questa popolazione per capirla da dentro). Ma per capire effettivamente questa popolazione doveva servirsi delle proprie emozioni vissute nei confronti di questa popolazione.
Scoprì che questa popolazione non aveva una parola per esprimere la rabbia, questo perché è un popolo molto pacifico e ha sviluppato una cultura e delle norme sociali per cui la rabbia è bandita, non è concepita o contemplata perché è quella emozione che collegata alla paura permette di uccidere. Questo però fu smentito dal fatto che, in realtà, la rabbia veniva provata dal capo tribù e dai bambini, ma in particolare in questi ultimi si credeva che, in realtà senza alcuna azione educativa, dopo sarebbe sparita, questo grazie alla cultura della popolazione così radicata. Si può dire però che gli eschimesi non provino rabbia? A livello esperienziale no.
Aspetti fenomenologici delle emozioni
L’emozione è ciò che provo? Ciò che sento soggettivamente Aspetti corporei delle emozioni. L’emozione è ciò che faccio? Quello che avviene nel mio fisico e mi fa fare delle cose (espressioni facciali, comportamenti, modificazioni fisiologiche). Ma quando studio le emozioni studio ciò che avviene nel corpo e nella mente.
Emozione = [sostantivo femminile] forte impressione, turbamento, eccitazione Definizione della TRECCANI online: Emozione = impressione viva, turbamento, eccitazione -> l’emozione è intesa come qualcosa di evidente, non passa inosservata. C’è un equilibrio che viene intaccato (c’è uno stato di sentire che viene turbato dalle emozioni). C’è attivazione fisiologica corporea (eccitazione) che comporta delle modificazioni fisiologiche.
Ma anche: In psicologia il termine indica genericamente una reazione complessa di cui entrano a far parte variazioni fisiologiche a partire da uno stato omeostatico di base ed esperienze soggettive variamente definibili (sentimenti), solitamente accompagnata da comportamenti mimici.
Explananda
Ma allora quali sono gli explananda (le cose da spiegare)? Dimensione fenomenologica delle emozioni: vissuti soggettivi e aspetti esperienziali -> aspetti dinamici e clinici (l’esperienza soggettiva è di ciascuno, quindi non possiamo pensare a cose comuni a tutti).
Sentimenti
Tradizione dei sentimenti (vissuto fenomenologico) Es. paura non esibita, paura di cose astratte -> io posso provare molta paura e non manifestarla all’esterno, la persona che mi osserva non saprà se sono spaventato o meno.
Dimensione corporea delle emozioni
- Reazioni fisiologiche e risposte espressive e comportamentali
- Tradizione Motivazionale (forze che ci spingono ad agire) -> ciò che spinge ad agire connota tutta la nostra esperienza.
Es. frequenza cardiaca e freezing dei topi = paura? La definizione della Treccani non è scientifica ma concettuale, però include entrambe queste due dimensioni.
Controverse definizioni delle emozioni
Filoso della scienza Scarantino (2016) -> esistono modelli teorici che sono più ascrivibili ad una tradizione dei sentimenti e altri modelli saranno più affini alla tradizione motivazionale (la scelta di una delle due tradizioni porta a metodologie differenti).
Quante e quali isole in questo arcipelago? Explananda? Quali sono i confini di questi Griffith, 1997: L’emozione non è un «genere naturale» di fenomeni che possono essere spiegati da una teoria unitaria.
Esplorazione delle emozioni
Che cosa esploriamo quando sudiamo le emozioni? [il dolore fisico non è un’emozione, ma può portare a delle emozioni; invece, il dolore emotivo/mentale è considerabile un’emozione. Il disgusto è un’emozione anche se può essere visto più come qualcosa di istintuale. La depressione è un’emozione.
Un bambino sottratto alla famiglia da tribunale è triste o arrabbiato? Apparentemente sembra arrabbiato, ma è anche piccolo -> perché prevale la rabbia? Se glielo si chiede infatti ti dirà che è arrabbiato ma che non è triste. Talvolta bambini così sofferenti è come se negassero la mancanza e la nostalgia e il senso dell’abbandono distaccandosi completamente dalla tristezza. È fisiologica la tristezza in questi casi e se non viene provata dal bambino in questi casi vuol dire che c’è qualche problema.
Pazienti psichiatrici vivono un congelamento delle emozioni pazzesco: spesso le emozioni che fanno trasparire non sono effettivamente quelle che stanno provando, oppure raccontano eventi ricchi di emozioni ma senza alcuna espressione facciale. Provano tantissima angoscia. È possibile riconoscere questi stati soggettivi come interni? NO! I collegamenti tra emozione e antecedente emozionale non sono possibili.
Autismo ed emozioni
Autismo -> non comprendere che l’altro ha pensieri ed emozioni diverse dalle mie, vivo tutto basandosi sui miei pensieri e le mie emozioni, le loro emozioni sono diverse e i loro neuroni specchio anche funzionano in modo differente. L’empatia non è un’emozione, ma è “provare un’emozione come se fossi l’altro” ed è importante per lo psicologo. È un processo complesso che implica il comprendere le proprie emozioni, quelle dell’altro e immedesimarsi poi nell’altro.
Determinazione delle emozioni
Che cosa sono le emozioni? Potremmo dire cosa l’emozione non è! Istinto, riflesso, affetto, umore, sentimento, stato d’animo, temperamento, cognizione, tratto. [ansia generalizzata non è emozione; se ha un oggetto ben definito allora è un’emozione, cioè, è chiaro da dove sia stata generata l’ansia]
Istinto e riflesso (S – R) Meccanismi motori precodificati (presente nel nostro patrimonio genetico) di risposta attraverso i riflessi (es. dolore fisico) -> es. dito sulla fiamma. Gli istinti sono dei riflessi? No, gli istinti sono: schemi fissi di azione filogeneticamente acquisiti che si attivano tramite uno stimolo (oggetto che percorre rapidamente un certo spazio in un lasso di tempo e quindi la retina coglie questo movimento).
Emozione e risposta
Emozione -> non è un insieme fisso di azioni, perché posso avere diversi modi di reagire (freezing, fuga, attacco ecc.) Riconoscimento degli eventi -> ci deve essere sempre un oggetto, un’azione, un evento che la faccia scaturire. Non basta un semplice stimolo come accade per l’istinto, gli eventi sono decisamente più complessi.
Percezione e/o valutazione di una vasta gamma di stimoli -> secondo il modello teorico, questo evento può essere percepito ed innesca la risposta o può essere compreso cognitivamente. Esteso repertorio di condotte alternative per farvi fronte Superamento dell’arco riflesso stimolo – risposta (S-R) Episodio emotivo Risposta transitoria e momentanea a specifici eventi elicitanti. Tratto emotivo Disposizione o tendenza del soggetto a reagire prevalentemente in un certo modo -> è diverso dall’emozione in sé (es. c’è chi ha una soglia della rabbia molto bassa)
Emozione
C’è un evento che provoca un’attivazione intensa e non poco intensa, ed è generata da eventi circoscritti (con un oggetto ben preciso). (appraisal). Ha una valutazione stimolo Dotate di intenzionalità.
Umore e stato d'animo
UMORE – STATO D’ANIMO È un’attivazione poco intensa, molto diffusa (ci sono valutazioni generali dell’esistenza, non basta un semplice evento singolo). Suscitati in modo precognitivo. Interdipendenza tra emozione e stato dell’umore: l’umore abbassa la soglia per l’insorgenza delle emozioni e i processi di “ruminazione mentale” fa sì che l’emozione sfoci in umore.
Temperamento
Insieme di tratti e differenze individuali nella manifestazione di emotività, attività, reattività e socievolezza. Avere delle caratteristiche che sono proprio costitutive del soggetto e potrebbe avere un’origine radicale (predisposizione genetica/parentale).
Caratteristiche costitutive
- Coerenza intersituazionale
- Stabilità temporale
- Origine ereditaria (?)
- Stile emotivo (configurazioni dell’attività del SN)
Esempi: Esternalizzatori (antisociale, aggressivo) Internalizzatori (ansiosi, depressi)
Sentimento
È qualcosa che perdura nel tempo. Disposizioni affettive rivolte a oggetti, prodotti sulla base di esperienze o per apprendimento (io amo qualcuno e voglio il suo bene). Schemi cognitivi, aspettative, valutazione dell’oggetto Es. Amore: desiderio di aumentare il benessere dell’oggetto amato. Differenza più grande tra emozione e sentimento è proprio la sua durata, un sentimento può perdurare molto nel tempo.
Cognizione ed emozione
a. Capacità articolata di: percepire ed elaborare in serie e in parallelo le informazioni Cogliere il significato e categorizzare gli oggetti e gli eventi Accumulare e immagazzinare conoscenze attraverso la memoria Procedere al confronto tra conoscenze attraverso il ragionamento Approfondire il senso delle cose mediante il pensiero e la coscienza
b. Contribuisce in maniera rilevante a: Mantenere lo stato di vigilanza Orientare e focalizzare l’attenzione Sostenere la rievocazione (ad esempio attraverso la “ruminazione mentale”) Favorire e alimentare i processi di memoria Interdipendenza continua e costante tra emozione e cognizione, talvolta coincidenza dei due costrutti concettuali.
Seconda lezione
Teorie sulle emozioni a partire dalla fine dell’800. Teoria dell’evoluzione della specie (Darwin, 1859; 1872) Le caratteristiche che consentono di aumentare la probabilità di sopravvivenza ai membri di una popolazione, sia umana che animale, tendono ad essere trasmesse geneticamente alla prole, ciò consente ai singoli individui, nonché alla specie, un adattamento ottimale all’ambiente.
PROVE DEL CARATTERE INNATO DELLE EMOZIONI (Darwin, 1872) -> in questo periodo Darwin scrive un’opera “l’espressione delle emozioni nel mondo degli animali”, quindi si domandava già quali fossero le espressioni delle emozioni dell’uomo e individuò delle caratteristiche molto simili a quelle degli animali.
Interrogava navigatori, esploratori sulle osservazioni del sorriso, del pianto e delle loro caratteristiche per poterle paragonare a quelle occidentali e vedere se coincideva e se quindi ci potessero essere un carattere innato nell’espressione delle emozioni.
Cominciò quindi a pensare i tratti somatici e fisonomici così come si trasformano ed evolvono ma anche come cambiano a livello evoluzionistico. La sua novità fu che ascrisse alle caratteristiche somatiche il comportamento: che secondo lui, anch’esso funzionava quindi allo stesso modo (le specie sono in grado di adattare comportamenti che permettono di sopravvivere più a lungo e di affrontare le sfide dell’ambiente).
Attenzione: i cambiamenti adattivi sono determinati geneticamente per modificazioni casuali dei geni, non per apprendimento -> il collo delle giraffe non si è allungato per apprendimento lentamente, ma perché un giorno una giraffa è nata con il collo lungo, è stato casuale ma è stata una modificazione genetica che poi è risultata come adattiva e quindi ha portato al continuo sviluppo della sua specie.
Non c’è un apprendimento che determina le modifiche del genoma, ma sono modifiche che avvengono casualmente e che vengono trasmesse ereditariamente. Così come si estinguono gli individui che non hanno caratteristiche espressive utili per la sopravvivenza della specie (es. giraffe con il collo corto).
Cosa sosteneva quindi Darwin? Le emozioni sono presenti nel patrimonio genetico che è un bagaglio che viene ereditato filogeneticamente dagli animali di specie inferiore.
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