giovedì 20 febbraio 2025
SCIENZA DEI MATERIALI
MATERIALI CERAMICI: sono presenti all’interno del materiale
specifici legami come legame covalente polare, ionico covalenti e
legami ionici.
Ottenuti tramite trattamenti ad alta temperatura, caratterizzati da elevata
durezza e rigidezza ma elevata fragilità, ed una elevata inerzia chimica.
I ceramici tradizionali più o meno hanno lo stesso processo di
lavorazione per crearlo rispetto agli altri ceramici.
I VETRI: dal punto di vista della composizione sono simili ai ceramici,
legami covalenti, ionico covalenti e ionici, proprietà molto simili ai
ceramici, ma dal punto macroscopico sono diversi, visto che il vetro è
trasparente.
I vetri sono materiali amorfi, ovvero non presentano reticolo cristallino,
al contrario dei ceramici che sono tendenzialmente cristallini.
I vetri hanno una caratteristica strana, sono materiali che, scaldati
lentamente fluiscono ma non si capisce quando avviene, non c’è un a T
precisa nel quale il mio oggetto passa da fase solida a liquida.
Tutta una serie di polimeri sono amorfi (es. plexiglass, trasparente e
amorfo).
I vetri hanno un processo di lavorazione diversa dai ceramici
MATERIALI POLIMERICI: macromolecola,
sono filamenti che formano il materiale,
formati da migliaia di atomi che lungo la
catena si stabiliscono in maniera fissa,
catena come se fosse generata da una serie
di atomi chiamata unità ripetente, inclusa da
parentesi quadre seguito da una lettera che
definisce quante volte l’unita viene ripetuta.
Polimero, etimologia: deriva dal greco «polus-meros» = «molte
parti».
Mediamente in una catena è costituita da
600/1300 unita ripetenti.
Se cambia l’unita ripetenti cambia il polimero
che quindi mi cambia le proprietà.
Al variare di X mi cambia il polimero.
Legami covalenti ma anche forze di legame
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dovute alle forze di van Der Waals tra gli spazi.
POLIETILENE (PE): utile per il settore dei film (pellicole), ha l’unita
ripetente CH2 CH2.
POLIPROPILENE (PP): utilizzato anch’esso per i film, utilizzato anche
nel settore delle fibre per tappeti e per le sedie di uso comune, l’unita
ripetente è CH2 CHCH3.
POLI VINIL CLORURO (PVC): materiali morbidi simil gomma, posso
creare sia oggetti duri che morbidi, mischiato con il pv/ vengono
utilizzati altri materiali che ne modificano le proprietà, chiamati additivi
polimerici, e fanno variare durezza, colore ecc.
L’unita ripetente è CH2 CHCl.
POLISTIRENE (PS): è una famiglia di cui fa parte il polistirolo, ma non
solo quello, polistirene espanso sarebbe il polistirolo classico, perché
all’interno presenta cavita che hanno all’interno dell’aria e quindi il
nostro materiale risulta molto leggero e perde trasparenza, non è
materiale monofasico, tra le celle è presente aria, polistirene non
espanso è amorfo perciò e trasparente.
Tipiche proprietà dei materiali polimerici:
- bassa densità: le molecole che compongono il mio polimero sono
molto pesanti dovremmo avere densità alta, ma la densità dipende
anche dal volume occupato, inoltre c’è spazio vuoto tra le catene che
alleggerisce.
- Alta deformabilità a basse temperatura e bassa resistenza meccanica:
dovuta principalmente alla deformazione dei legami di van Der waals
che ha una resistenza bassa rispetto agli altri legami. Quando
vengono scaldati oltre ad una certa T, o fondono o si decompongono,
quasi nessuno materiale polimerico resistono fino a 300°C, i pochi
che resistono sono costosi.
Hanno stessa formula dell’idrocarburo, che viene usato
principalmente come combustibile, per quello fondono
- Basso costo: per produrre i polimeri si porta il materiale in forma
liquida e viene dati la forma tramite uno stampo, solitamente la T è tra
200 e 300°C, le macchine inoltre sono veloci a produrre e possono
fare i lotti molto velocemente.
Polimeri di origine naturale, ovvero la gomma
naturale, usato a livello industriale ed è la gomma
per eccellenza, prodotta a partire da delle piante e
dalla loro corteccia ( GOMMA NATURALE (NR))
Cellulosa altissimo pero molecolare che contiene
fino a 10000 unita ripetenti per catena, utilizzata per i
legni.
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I polimeri degradabili sono instabili, tendono a decomporsi perciò più
costoso il processo, infatti non sono ancora utilizzate molto
MATERIALI COMPOSITI:materiali formati
dall’unione di almeno 2 degli altri materiali
chimicamente diversi separato da un’interfaccia
per definita per ottenere caratteristiche
intermedie.
Fase dispersa fatta da particelle o fibre, mentre
la fase continua prende il nome di matrice
Quando si crea un composito nel quale la fase
dispersa viene inserita per aumentare le
proprietà meccaniche viene chiamato rinforzo.
Le plastiche sono isolanti ma a volte servono che conducano corrente,
perciò metto dentro fibre di materiale conduttivo(es. polveri metalliche)
La matrice tipicamente fatta in polimero o ceramico o metallo,
PMC = Polymer Matrix Composites, composto matrice polimerica, sono
di gran lunga i compositi più utilizzati perché i più facili da produrre e
per molti scopi hanno caratteristiche necessarie per i ruoli che devono
fare, non possono essere utilizzati ad alte temperature, poiché dopo
200/300°C si decompongono.
MMC = Metal Matrix Composites
CMC = Ceramic Matrix Composites
Entrambi più costosi e difficile da produrre ma resistono a maggiori
temperature.
Esempio di MMC è cermet(ceramici e metallici) costituiti da particelle di
carburo di tungsteno (ceramico) disperse in una matrice di cobalto,
utilizzati per tagliare altri materiali visto che contengono carburi, sono
molto duri, la matrice di cobalto porta tenacità, resistenza agli urti
mentre il carburo porta la durezza e la resistenza all’usura.
Compositi a fibra continua usati quando serve elevate prestazioni
perché la fase dispersa serve a rinforzare la matrice, ma se sono diverse
le fibre cambia la caratteristica del materiale, la fase particellare rinforza
meno di una fibra corta, ed esso sarà meno efficiente rispetto ad una
fibra lunga.
I compositi sono formati da diversi strati sottili chiamati lamina, l’unione
delle lamine si chiama laminato, dipende dal processo di produzione e
dal materiale di partenza, tra varie lamine c’è una differenza di
orientazione delle fibre, e a seconda della direzione vanno a rinforzare in
maniera diversa il mio composito.
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Anisotropo: materiale quando ha proprietà diverse a seconda delle
direzioni, per avere proprietà uguali in tutte le direzioni le fibre devono
correre nella stessa direzione.
EFFETTO DELLA PRESENZA DEI LEGAMI NEI
MATERIALI
Forza attrattiva tra gli ioni del
materiale
A grandi distanze vince la
forza attrattiva, mentre
vicino quella repulsiva
Forza conservativa, la forza
non è dipendente dal
percorso seguito ma solo
dalla posizione iniziale e
finale del sistema, la derivata
parziale nel punto fornisce i
valori dei componenti della
forza che agisce in quel
punto.
Partendo dalla forza netta vado a dedurre l’andamento dell’EP
Grafico dell’EP formata da un minimo ma ci sono 2 rami, uno
dell’energia repulsiva e l’altra attrattiva.
Punto di minimo ha derivata=0,
quindi gli atomi hanno forza
nulla sul punto di minimo e
quindi ho la distanza di
equilibrio r0
Formula 1’ serve per calcolare
la “buca” e serve per calcolare il
lavoro per portare un atomo
a l l ’ i n fi n i t o , e c o n s i s t e
nell’energia di dissociazione del
legame; durante la formazione
del legame invece si
stabilizzano a r0 e consiste
nell’energia ceduta dal sistema.
Se voglio che siano distanti maggiori di r0 devo applicare io una forza
esterna per distanziarli, se invece voglio avvicinarli in modo che r<r0
devo applicare una forza poiché gli atomi tendono a respingersi tra loro.
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Se atomi distanza r0, voglio portare r<r0 derivata di EP netta è negativa,
perciò atomi soggetti a forza repulsiva, se voglio portargli a r>r0
derivata EP netta è positiva quindi forza attrattiva.
I legami covalenti hanno en di dissociazione nell’ordine di KJ/mol, sono
più forti, il legame di van der waals più deboli.
Una delle proprietà meccaniche più importanti è la rigidezza, il modulo
elastico(modulo di Young) serve per misurare la rigidezza.
Materiale a riposo gli atomi si trovano a distanza r0, quando applico una
forza il materiale si allungherà di una distanza dr.
Quando materiale rigido devo applicare una forza maggiore per
deformarlo, se poco rigido basta una forza bassa.
Alcuni materiale sono molto rigidi perché tutto è legato alla difficoltà di
allungare ogni singolo legame, più e facile spostarli meno è rigido il
materiale quindi più deformabile.
Per capire se un materiale è rigido o meno si può osservare il grafico
dell’energia potenziale netta, spostarsi di una distanza dr e fare la
derivata del punto per capire di quanto e la forza di attrazione tra gli
atomi, maggiore è la forza attrattiva e quindi la pendenza, maggior e e la
rigidezza e quindi la forza che devo applicare per deformare il materiale.
Legame covalente singolo ha un maggiore pendenza e quindi maggiore
rigidezza del materiale.
Il modulo elastico può essere espresso con una grandezza che si
chiama rigidezza del legame, E descrive variazione a piccolissime
deformazioni, dr molto
minore di r0.
Posso fare sviluppo di Taylor
a r0
Per arrivare a descrivere la
pendenza della tangente al
punto r(r0+dr).
La funzione finale può essere
approssimato ad una
parabola, questa approssimazione vale
solo vicino alla buca.
Posso calcolare forza facendo derivata
della parabola.
La formula della forza è simile alla forza
della molla, con s0 molto simile alla
constante K, inoltre tutte le forze sono
positive.
I legami più rigidi sono principalmente i
covalenti, quelli meno rigidi i legami di
van der Waals.
5 EFFETTO DELLA TEMPERATURA SUI LEGAMI
Legami all’interno dei solidi sono fatti da atomi che si muovono, perciò
presente anche EK.
Energia posseduta dagli atomi viene chiamata energia termica.
Atomi ad una certa temperatura generica T*, questi atomi soggetti a
forze di legame, sistema avrà una certa EP netta ed una certa EK che
dipende dalla T, a >T maggiori EK, a minori T<EK.
In un sistema chiuso vale la legge della conservazione dell’energia,
perciò ET=EP netta+EK,T*=costante, la nostra ET sarà una linea
parallela all’asse x ad una certa quota, maggiore è la T, più alta sarà la
posizione della linea dell’ET.
l’EK alla T* è data dall’ET-EPnetta, l’energia potenziale deve sempre
essere ≥0, ma anche l’EK deve essere>0 perciò dobbiamo tenere
accettabili solo quando l’ET del sistema è ≥ dell’EP netta; l’unico punto
in cui la linea dell’ET è tangente al grafico è alla T=0K quindi zero
assoluto.
Supponiamo ad aumentare la
temperatura T* ma sotto l’asse
X per avere 2 intersezioni, l’EK è
dovuto all’ET del sistema -
l’EP,netta del punto che sto
considerando, tutte le distanze
accettabili sono tra r min e
rmax.
Nasce una forza repulsiva
p o i c h é , g r a z i e a l l ’ e n e rg i a
cinetica, gli atomi tendono ad andare verso il minimo, salendo gli atomi
perdono energia cinetica guadagnando energia potenziale, la distanza
di legame continua ad oscillare
Materiali monocristallini: fatti da un cristallo continuo lungo tutto il corpo
Materiali policristallini. Materiali fatti da più cristalli.
Materiali dipendenti dalla direzione, sono anisotrope, ci sono direzioni e
equivalenti e altre dove hanno diverse proprietà.
Materiali cristallini sono principalmente isotropi nelle loro proprietà,
anche se formato da diversi cristalli poiché i microcristalli(grani
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cristallini) si orientano casualmente nello spazio, e quando un raggio lo
attraversa troverà i grani orientati in modo casuale in tutte le direzioni.
L’anisotropia presente nei poli cristallini dipende tutto dalla cella del
materiale considerato che può aumentare maggiormente l’isotropia.
Materia sarà isotropo finché vale la configurazione casuale dei grani in
tutte le direzioni.
MATERIALI POLIMERICI
:formati da delle catene, dove all’interno di
esse si ripetono una sequenza, possono essere totalmente amorfi
oppure sono parzialmente cristallini, sono detti polimeri semi cristallini
per indicare una struttura in parte cristallino in parte amorfo, ogni
grado di
reticolo avrà una % di fase cristallina che prende il nome di
cristallinità , che vuol dire che la % di volume è occupato da parte
cristallina.
Per produrre le plastiche prendo il polimero in granuli, lo si fa fondere( si
avrà un disordine molecolare, non ho catene polimeriche fisse), dopo di
che si prende e si mette il fuso polimerico dentro uno stampo, viene
stampato cosi che viene presa la parte dello stampo a freddo.
Durante lo stampaggio perdita di energia cinetica e quindi di calore e
velocità, fino alla temperatura ambiente dove gli atomi sono qua
immobili e materiale è allo stato solido; alcuni polimeri riescono a
cristallizzare parzialmente durante questa fase, chiamate lamelle
cristalline, non tutto si cristallizza e ciò è dovuto al fatto che tutte le
catene sono aggrovigliate le une sulle altre e non possono disporsi in
maniera ordinata, perciò si dispongono solo parzialmente.
Alcuni materiali polimerici non riescono assolutamente a cristallizzare
perché non hanno tendenza a cristallizzare ed è dipendente dalla
disposizione di atomi lungo la catena.
PE classico esempio di materiale policristallino, se faccio prova di
trazione esce un risultato basso, posso tirare le sue fibre e mi risulta un
altissimo modulo elastico e la resistenza.
Materiali amorfi sono principalmente trasparenti mentre i semicristalli
sono soggetti a opacizzazione.
VETRI : composizione chimica simile ai ceramici ma sono amorfi e
quindi trasparenti, prendiamo in considerazione il vetro di silice, formato
quasi esclusivamente da silice SiO2.
Silice presente in natura è cristallina, la più comune è il quarzo, ma
esiste anche sotto forma di cristo balite, polimorfismo vuol dire che un
materiale può essere presente con forme cristalline e reticoli cristallini
diversi.
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Se io scaldo la silice inizialmente cambia reticolo per poi fondere e
avere una viscosità di 10^6 pascal/secondo e ciò vuol dire che il
materiale scorre con molta difficolta e avranno una alta mobilità.
Impartisco la forma al fuso e poi solidifico ma la silice si raffredda solo
se v<0,03T/h, a T amb si ottiene solido amorfo e
Tutti gli atomi collegati con tutti traiate legame covalenti ma non si
possono muovere a causa di questi legami.
MATERIALE CRISTALLINO E AMORFO IN BASE ALLA
TEMPERATURA:
CRISTALLINO: Salto brusco del cambiamento di volume all’aumento di
temperatura.
Al salto brusco corrisponde Tm(temperatura di fusione) passaggio dallo
stato solido a quello liquido.
C’è variazione brusca di volume alla Tm perché a parità di massa, il
liquido occupa maggiore volume poiché si rompe il fattore di
impiccamento che il reticolo aveva nello stato solido.
AMORFO :si osserva che non c’è un salto brusco ma solo un’aumento
della pendenza della linea, non ‘e salto poiché c’era già disordine prima
perciò non si crea differenza.
C’è una leggera curva alla temperatura di transizione vetrosa Tg.
Sotto la Tg materiale è rigido, poco dopo la Tg è meno rigido ma ancora
solido, all’aumentare della temperatura osservo sempre più la
formazione della fase liquida del materiale.
A temperature basse ho vetro, mentre a temperature alte ho un liquido
viscoso, mentre nel mezzo non ho una temperatura fissa ma un intorno
nel quale il materiale fonde.
Ogni materiale amorfo hanno una
loro Tg
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TRAZIONE E COMPRESSIONE UNIASSIALE E TAGLIO
SEMPLICE
Sono proprietà che descrivono
il comportamento dei materiali
quando sono sotto l’effetto di
forze, sia in esercizio sia in certi
processi di produzione.
Applicare una forza normale
alla superficie in modo tale da
comprimere o allungare il
provino, consideriamo un
parallelepipedo, applico una
forza normale alla superficie
può essere applicata per
allungare il provino cosi che
abbiamo una forza di trazione,
se invece lo si comprime abbiamo una forza di compressione.
Il mio provino dopo l’applicazione della forza F avrà subito una
variazione di lunghezza dl=l-lo.
Una volta misurata la forza si divide per l’area di applicazione della forza
per calcolare lo sforzo ingegneristico(o nominale) nello stato
indeformato.
Si calcola anche la deformazione ingegneristica (o normale).
Faccio questi calcoli per eliminare le dimensioni del provino ed avere
una univocità nelle prove per stessi materiali ma diversi provini.
Sforzo in N/mm^2 o in MPa (solo la stessa unita di misura).
Per convenzione le forze di trazione sono positivi e quindi anche la
deformazione mentre per le forze di compressione sono per
convenzione negative e quindi anche la deformazione è negativa.
Un’altra possibile sollecitazione
è di taglio semplice, si
evid
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Prima parte degli appunti di Scienza e tecnologia dei materiali
-
Appunti Tecnologia dei materiali - prima parte
-
Tecnologia meccanica - Prima parte
-
Scienze e tecnologie dei materiali (prima parte)