Estratto del documento

Cos'è l'educazione?

Ognuno di noi sviluppa un’idea di educazione (teoria ingenua) dalla quale poi si deve passare a modelli di comprensione che sistematizzano una serie di elementi sull’educazione in modo da comprenderla. L’educazione è legata alla vita e per questo ha una complessità irriducibile. L’educazione quindi come la vita non può essere ridotta a una cosa univoca. Può però essere vista nelle sue componenti e compresa al meglio. Per comprendere dobbiamo razionalizzare e produrre un pensiero passando anche dal pensiero comune e dalle rappresentazioni sociali.

Per esempio, gli Inuit utilizzano circa 50 termini distinti per riferirsi alla neve al contrario di noi che ne utilizziamo uno solo. Questo perché loro vivono un’intera vita nella neve, se noi vogliamo vivere a contatto con loro dobbiamo adattarci. Dunque questo esempio ci permette di capire che non esiste una realtà assoluta, non esiste una verità assoluta sulla realtà ma esistono delle esperienze fisiche tramite cui entriamo in contatto con la realtà, impariamo a percepirla e ce la rappresentiamo costruendo dei concetti.

Teoria delle rappresentazioni sociali: Moscovici

Noi viviamo in un mondo nel quale le varie esperienze vissute ci portano a indossare degli occhiali/lenti che ci fanno percepire il mondo in una determinata maniera. È questa la teoria delle rappresentazioni sociali di Moscovici. Teoria delle rappresentazioni sociali: la conoscenza della realtà è mediata dall'esperienza che di essa si ha in un determinato contesto sociale, economico, culturale e storico. Le rappresentazioni sociali hanno lo scopo di rendere familiare ciò che non lo è.

Come il senso comune influenza la pedagogia?

“Il senso comune è un insieme di presupposti che rendono possibile la convivenza ma è anche un insieme di modi di percepire la realtà e di “tipizzarla”, un insieme di giudizi e di valori, che vengono dati per scontati cioè” Jedlowski. assunti come ovvi. Noi iniziamo a fare esperienza in una cultura già consolidata. Il senso comune può essere paragonato al codice stradale, diamo per scontato che tutti abbiano interiorizzato tali regole; appena si entra in contatto con la realtà la si legge tramite i presupposti.

Di solito il senso comune non viene messo in discussione perché ci serve per vivere ma ci sono delle eccezioni che Dewey crede necessarie per la crescita. Un'ulteriore prospettiva viene evidenziata da Bruner, psicologo cognitivo importante che scrisse soprattutto nella seconda metà del Novecento. “Nell'attività di aiutare i bambini a imparare siamo guidati da nozioni di una pedagogia popolare. Le varie pedagogie popolari, per esempio, riflettono varietà di assunti sui bambini.”

Bruner parla di pedagogia popolare che è insita in alcune tradizioni (il termine popolare qui non ha alcun carattere dispregiativo). Si tratta di un sapere pratico trasmesso in via tradizionale; nato da abitudini consolidate e tramandate. Talvolta esse possono poi cambiare portando all'evoluzione e al progresso. Riusciamo a progredire perché abbiamo alle spalle una tradizione ma crescendo cambiamo le abitudini. La pedagogia popolare alimenta delle convinzioni.

L’ultima definizione proposta viene da Colicchi: “Sapere degli insegnanti ed egli educatori, dei servi e delle donne… che si costruisce nel tempo, su tempi dell'educazione, che di fatto lunghi denominato sapere ingenuo o irriflesso” presiede alle pratiche educative correnti dei genitori e degli insegnanti che esiste un sapere ingenuo anche per gli insegnanti ed educatori. Colicchi afferma e parla di servi e di donne poiché in passato erano le governanti che educavano i giovani figli. Dunque erano soprattutto servi e donne a occuparsi della cura e dell'educazione.

Anche gli educatori e gli insegnanti hanno un sapere professionale che fa i conti con un sapere pratico-esperienziale-tradizionale. A volte il bagaglio di presupposti sommersi influenzano il nostro modo di fare educazione. Lei dice che il sapere tradizionale è una risorsa nel momento in cui si ragiona; quel sapere deve essere messo alla prova e interrogato. Ciò viene definito principio di continuità. Il sapere ingenuo depositato nelle tradizioni emerge a volte nel linguaggio piuttosto che nei termini utilizzati.

La “pedagogia popolare” nel dizionario

Esiste un luogo in cui i presupposti sono detti ovvero i dizionari. In essi sono elencate una moltitudine di parole con tutta la serie di significati che nel corso degli anni tali parole hanno avuto. Interroghiamoci sui significati della parola “Educazione”.

  • 1° definizione: La frase “sviluppo di facoltà e attitudini" fa riferimento all’attività cognitiva sviluppata dall’educazione. Mentre “affinamento delle sensibilità” rimanda all'attività affettiva.
  • 2° definizione: Gli effetti dell'educazione si vedono sulle persone e l'educazione dà una struttura al modo di essere delle persone stesse. Tale struttura serve per far stare le persone in società, esiste un processo educativo di trasmissione culturale (come se per integrare la persona ci sia bisogno di agire sulla cultura). Si parla di Interculturazione: si presuppongono delle pratiche per far sì che l'uomo entri nella società; un esempio ne sono i riti di iniziazione. Tra la persona e la comunità c'è una trasmissione culturale.
  • 3° definizione: L'idea presentata è che l'educazione avvenga per tutta la vita e in contesti differenti, anche oltre la scuola. Qui si presuppone un sistema omogeneo all'interno del quale avviene l'educazione; tuttavia ci sarebbe da interrogarsi sull'esistenza di tale omogeneità.
  • 4° definizione: È presentata un'idea di educazione generalmente relegata alla fascia giovanile della società. L’educazione secondo tale definizione avviene con attività tecniche prefissate; si acquisiscono competenze specialistiche.
  • 5°-6° definizione: Un’ultima definizione emerge dal dizionario etimologico nel quale la parola Educare è così definita: Ritorna una concezione antropologica per cui l'uomo non ha solo aspetti positivi. L'educazione serve per costruire le persone che vorremmo; ci sono delle buone inclinazioni e delle inclinazioni grezze. Si deve partire dal condurre i difetti, si deve lavorare a partire dai limiti (si parla di limiti poiché difetti porta in realtà con sé un giudizio). Si può cambiare modello antropologico, si può cambiare dunque il modo di percepire la natura umana non guardando solo al negativo ma bensì anche e soprattutto al positivo.

Dalle rappresentazioni sociali ai modelli di comprensione sull'educazione

I modelli di comprensione possono avere a che fare con “teorie minori” che attingono dal senso comune e dalla pedagogia popolare (esperienza vissuta, culturalmente e praticamente tramandata) ma anche teorie scientificamente e/o filosoficamente fondate. Intrecciandosi o meno tra loro articolano in maniera coerente 4 modelli:

  • Modelli antropologici
  • Modelli ontologici: hanno a che fare con l’essenza, tale modello risponde a “Che cos’è l’educazione?”
  • Modelli epistemologici: indagano su come si faccia a conoscere il processo educativo e le persone protagoniste di tale processo. Come si costruisce il sapere sull’educazione.
  • Modelli metodologici: come si fa l’educazione, cosa devo usare. Quali strumenti, strategie ecc.

I modelli di comprensione ci aiutano a capire cos’è l’educazione e metterla a fuoco. Essi sono spesso impliciti e relativi all’educazione.

Cosa indica la parola “educazione”?

È possibile declinare la parola educazione dal punto di vista di chi è educato e di chi educa.

  • Dal punto di vista di chi è stato educato l’educazione ha a che fare con determinati processi di trasformazione/cambiamento a seguito di esperienze vissute o azioni compiute da altri. È anche vista come il risultato dei processi di cambiamento.
  • Dal punto di vista di chi educa possiamo dire che l’educazione ha a che fare con delle azioni. Azioni intese come comportamenti di qualcuno o influssi di qualcosa (per esempio anche l’ambiente influisce sull’educazione e non solo le persone) che realizzano o tendono a realizzare quel processo di cambiamento o il suo risultato.

Interrogando il linguaggio: dove ci porta la pedagogia popolare?

Nel momento in cui per educazione intendiamo azione possiamo articolare in:

  • Intenzionale: l’azione è compiuta intenzionalmente da qualcuno
  • Non intenzionale: il cambiamento o trasformazione del soggetto avviene a seguito dell’azione esercitata da esperienze e da accadimenti casuali e accidentali dell’educazione

In seguito possiamo pensare il cambiamento (effetti dell’educazione) in 2 distinti modi:

  • Valutativo: l’educazione è vista come miglioramento, progresso e sviluppo. Dunque si parte da uno stato per andare verso il miglioramento. Il cambiamento è giudicato come “miglioramento” (o come peggioramento). In questo modo di pensare il cambiamento è implicito il modello di buona educazione: quel tipo di educazione “migliora” il soggetto e lo fa attraverso esperienze che approviamo (valori impliciti e/o espliciti). L’educazione agisce in vista dei fini (socialmente e moralmente accettati) con mezzi a essi adeguati.
  • Avalutativo: è come se si analizzasse l’aspetto educativo dall’esterno, non ci si concentra sul dare una valutazione/giudizio ma semplicemente riconosce che in quel posto c’è stata educazione. Qui ci si limita semplicemente a studiare il fenomeno educativo senza interrogarsi se sia valido e giusto; si deve semplicemente guardare se c’è stato cambiamento nelle vite delle persone. Si constata che in una data circostanza c’è stata “educazione (es. “educazione mafiosa”, “educazione nel gruppo dei pari” ecc.) non è necessario ritenere valido (o giusto) ciò a cui ci si riferisce” (Colicchi, 2020, p. 47): si guarda agli effetti e al «come» accade l’educazione.

I fini e i mezzi di un processo educativo sono considerati in quanto caratteristiche strutturali di quel processo educativo.

Ma allora giudicare o non giudicare?

Video “Educazione Siberiana 1” - Noi onesti criminali, la regola: Nel video è raccontato un momento di vita nel villaggio della Siberia in cui i protagonisti si definiscono “criminali onesti”, ad aver dato l’appellativo di criminali è lo Stato. C’è un rito religioso (un rito può anche non essere esclusivamente religioso). Generalmente un uomo nel relazionarsi con il sacro ricorre al rito; invece per dialogare tra umani usa i rituali.

Nell’analizzare tale episodi se noi usiamo uno sguardo solo valutativo e cogliamo il fatto che si discostano dal nostro tradizionale modo di pensare; vediamo solo il fatto che abbiano valori diversi dai nostri. Il problema che ci sfugge risiede nel come in quelle situazioni si sviluppano tali episodi e perché. Possiamo non essere d’accordo con i valori emergenti da tali azioni ma non dobbiamo perderci tutte le sfumature che portano al cambiamento.

Il rituale e il rito sono visti come momenti e gesti che ci aiutano a transitare da una situazione all'altra. I rituali di solito sono circoscritti a momenti brevi mentre i riti si costituiscono di tanti passaggi. La visione valutativa talvolta ci blocca e non ci permette di capire in profondità. Tale questione di notevole rilevanza viene affrontata da diverse teorie pedagogiche.

Principali modelli di comprensione in pedagogia

Ci sono tre grandi filoni/modelli di comprensione:

  1. Filoni che pensano che l'educazione abbia a che fare con la società
  2. Filoni che pensano che l'educazione abbia che fare con i soggetti individuali
  3. Filoni che pensano che l'educazione abbia che fare con l'esperienza

1. Educazione come processo di socializzazione

Secondo il primo filone l’educazione è intesa come processo di socializzazione, perché credono nell’esistenza dell’individuo solo come essere sociale. Dunque tutti gli episodi che la vita pone dinanzi servono affinché l’uomo cresca a livello sociale. L’educazione è anche vista come un processo di inculturazione.

Per tale prospettiva alcune parole chiave sono: adattamento - normalizzazione - conformazione - integrazione - emancipazione sociale. Ci si deve conformare ai valori esistenti nella società. Le società per cambiare hanno bisogno di cambiare i soggetti e le modalità di vita e per attuare tale cambiamento si servono dell’educazione.

Alcuni dei sostenitori di tale teoria sono:

  • Durkheim: Sociologia dell’educazione. Soprattutto per lo studioso viene prima la società e solo in seguito i singoli che la compongono.
  • Watson: Psicologia dell’educazione - Comportamentismo. Parla di teoria del condizionamento psicologico, inizialmente i suoi studi iniziano sugli animali. Lui dice che si può modellare il comportamento delle persone a partire da un insieme più o meno complesso di stimoli e di condizionamenti esterni; per cui alla fine le persone si comportano esattamente come voleva chi ha fornito gli stimoli.
  • Antropologia dell’educazione: l’educazione è intesa soprattutto come un processo di inculturazione. L’educazione che agisce attraverso le istituzioni serve per immettere le persone dentro la cultura. Questo processo di inculturazione tuttavia non avviene solo in contesti formali ma ovunque, per esempio attraverso i rituali si impara a comportarsi.
  • Filosofia dell’educazione: Marx e il marxismo (Scuola di Francoforte; Althusser e Gramsci). Per Marx l’educazione è sovrastruttura, sono le condizioni economiche che fanno sì che le persone possano trovare il proprio posto all’interno della società. L’educazione permette di giustificare una certa mobilità o immobilità sociale.

Marx introduce anche il concetto di Uomo nuovo o politecnico; sino ad allora vi era una visione di società basata su lotta di classe (servo-padrone). Inizialmente l’educazione serviva per educare a essere servi o padroni ma poi dice che è possibile emanciparsi. Per lui ci può essere un nuovo uomo che avendo un sapere politecnico che gli mette in mano diversi strumenti può uscire dall’ottica dell’essere relegato a un unico mestiere.

2. Educazione in funzione dei soggetti

Il secondo filone intende l’educazione in funzione dei soggetti, il soggetto deve fiorire. L’educazione è intesa come processo di compimento spirituale; per esempio un soggetto ha dei talenti o delle predisposizioni innate ed esse devono essere coltivate. Altri intendono l’educazione come un processo di sviluppo in cui l’educazione serve affinché ogni persona possa trovare un suo sviluppo armonico.

Infine, l’educazione è intesa come processo di emancipazione (anche sociale), aspetto in qualche modo già toccato anche da Marx. In quanto individuo ognuno deve aspirare alla libertà, il soggetto deve riappropriarsi della capacità di decidere di se stesso. L’educazione serve per imparare a decidere per se stessi. Freire dice che l’uomo impara ad essere libero quando usufruisce di un’educazione che metta in campo degli strumenti che gli permettono di capire la sua situazione; il fine è esercitare la propria libertà.

Alcune parole chiave sono: trascendenza spirituale - apprendimento - crescita - realizzazione personale - autoformazione - emancipazione - coscientizzazione. Alcuni autori che sostengono tale prospettiva sono:

  • Piaget, Psicologia dell’educazione. Piaget è psicologo e padre della psicologia cognitivista, lui dice che l’educazione aiuta i bambini a improntare un corretto apprendimento. L’apprendimento avviene per un costante equilibrio tra assimilazione e accomodamento, da una parte si assimila ciò che viene dall’esterno e dall’altra lo si cala dentro di noi e agiamo verso l’esterno. L’educazione deve sostenere l’apprendimento individuale.
  • Filosofia dell’educazione: Gentile, Maritain/Mounier e Dewey. Loro sono i filosofi personalisti per cui ogni persona ha in sé dei talenti e il compito dell’educazione risiede nel far scoprire a ciascuno i propri talenti e metterli nella condizione di poterli sviluppare e realizzare.

Giovanni Gentile è un filosofo del '900 che ha prodotto un modello scolastico che si protrae sino alla modernità. Egli porta in Italia un pensiero razionalista, rifacendosi a Hegel dell’800 (filosofo che traghetta nel ‘900). Hegel sostiene che la realtà è razionale e che esiste una ragione che, anche se non vista e percepita dagli uomini, dà il senso di tutte le cose e governa il mondo. Lui si concentra in particolare sullo spirito definito da Hegel come la ragione nella sua forma più alta. Gentile dice che l’educazione dei bambini è adeguata nel momento in cui esistono delle relazioni tra allievo e maestro che permettono ai soggetti di riconoscere questo spirito che anima la realtà.

Anteprima
Vedrai una selezione di 20 pagine su 110
Pedagogia generale I - 2023/2024 Pag. 1 Pedagogia generale I - 2023/2024 Pag. 2
Anteprima di 20 pagg. su 110.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Pedagogia generale I - 2023/2024 Pag. 6
Anteprima di 20 pagg. su 110.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Pedagogia generale I - 2023/2024 Pag. 11
Anteprima di 20 pagg. su 110.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Pedagogia generale I - 2023/2024 Pag. 16
Anteprima di 20 pagg. su 110.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Pedagogia generale I - 2023/2024 Pag. 21
Anteprima di 20 pagg. su 110.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Pedagogia generale I - 2023/2024 Pag. 26
Anteprima di 20 pagg. su 110.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Pedagogia generale I - 2023/2024 Pag. 31
Anteprima di 20 pagg. su 110.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Pedagogia generale I - 2023/2024 Pag. 36
Anteprima di 20 pagg. su 110.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Pedagogia generale I - 2023/2024 Pag. 41
Anteprima di 20 pagg. su 110.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Pedagogia generale I - 2023/2024 Pag. 46
Anteprima di 20 pagg. su 110.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Pedagogia generale I - 2023/2024 Pag. 51
Anteprima di 20 pagg. su 110.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Pedagogia generale I - 2023/2024 Pag. 56
Anteprima di 20 pagg. su 110.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Pedagogia generale I - 2023/2024 Pag. 61
Anteprima di 20 pagg. su 110.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Pedagogia generale I - 2023/2024 Pag. 66
Anteprima di 20 pagg. su 110.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Pedagogia generale I - 2023/2024 Pag. 71
Anteprima di 20 pagg. su 110.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Pedagogia generale I - 2023/2024 Pag. 76
Anteprima di 20 pagg. su 110.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Pedagogia generale I - 2023/2024 Pag. 81
Anteprima di 20 pagg. su 110.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Pedagogia generale I - 2023/2024 Pag. 86
Anteprima di 20 pagg. su 110.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Pedagogia generale I - 2023/2024 Pag. 91
1 su 110
D/illustrazione/soddisfatti o rimborsati
Acquista con carta o PayPal
Scarica i documenti tutte le volte che vuoi
Dettagli
SSD
Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-PED/01 Pedagogia generale e sociale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher martinacerianii di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Pedagogia generale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Milano - Bicocca o del prof Palmieri Cristina.
Appunti correlati Invia appunti e guadagna

Domande e risposte

Hai bisogno di aiuto?
Chiedi alla community