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Mary Henle e la storia della psicologia

Mary Henle, appartenente alla Gestalt, affermava che la storia della psicologia va conosciuta per non ripeterne gli errori. Intendeva che, dato che la psicologia procede per accumulo di conoscenze e a volte fa scelte sbagliate, se non conoscessimo la storia della psicologia, ripeteremmo gli errori del passato. In realtà, questo è un errore: il presentismo, che assume che nel presente si commettano gli stessi errori del passato.

Il valore della storia della psicologia

La storia della psicologia serve a capire come si sono determinati i concetti che impiega e qual è il modo appropriato di utilizzare il suo lessico. I concetti che utilizza la scienza sono determinati storicamente, frutto del loro tempo e hanno sviluppato un lessico della disciplina che non ha lo stesso valore nel suo percorso storico. Capire una disciplina implica anche capire i rapporti che essa ha con il mondo scientifico a lei contemporaneo, con la cultura e la società. Una disciplina non sussiste mai isolatamente, fa parte di una rete di rapporti con altre scienze; nella psicologia particolarmente evidente è il rapporto con le neuroscienze (studio del sistema nervoso).

La nascita della psicologia scientifica

La psicologia scientifica nasce mettendo in relazione gli eventi mentali con un parametro fisico, ad esempio la cronometria mentale. Donders vi riesce nel 1860, stabilendo il punto di partenza della psicologia scientifica come la conosciamo oggi. Una scienza per definirsi tale deve avere un dominio di fenomeni che osserva e deve poter mettere in relazione le variazioni che si osservano in questo fenomeno con le variazioni che si osservano in qualche parametro fisico (tempo, calore, ecc.). Donders riuscì a mettere in relazione la complessità dei fenomeni mentali con le variazioni del tempo, dimostrando che quanto più un fenomeno mentale è complesso, tanto maggiore è il tempo che impiega a svolgersi. Ciò dà origine a un fattore di sviluppo che è la cronometria mentale.

Energia nervosa specifica

Un altro aspetto determinante è lo sviluppo del concetto di energia nervosa specifica di Müller (neurologo, padre della neurologia moderna, maestro dei più importanti neurologi dell’800). Il concetto di energia nervosa scientifica ebbe un’importanza determinante: la qualità di una sensazione non dipende dallo stimolo che arriva all’organismo, ma dalle vie nervose che portano questo stimolo dalla periferia dell’organismo al cervello. Ad esempio, se stimolo un nervo ottico, la sensazione sarà quella della visione anche se non ci sono state stimolazioni visive. Questo determina una visione completamente nuova di come era organizzato il sistema nervoso e dei rapporti tra sistema nervoso e attività psichica.

Inferenza inconscia

Helmholtz (seconda metà dell’800, è stato fisico, fisiologo e psicologo) sviluppa il concetto di inferenza inconscia, affermando che quando noi percepiamo il mondo che ci circonda, nel significato che attribuiamo alle nostre percezioni dobbiamo sempre attribuire inconsciamente anche degli aspetti che riguardano ciò che sappiamo del mondo.

Il laboratorio di Wundt

Nel 1879, a Lipsia, nasce il primo laboratorio di psicologia di Wilhelm Wundt, consacrando accademicamente la psicologia scientifica. Le grandi scuole nascono tra il 1879 e la seconda guerra mondiale ed è un periodo in cui gli psicologi si dividono fra di loro più per la scuola psicologica che per i settori di attività che svolgono.

Scuole psicologiche

  • Strutturalismo: Si sviluppa negli Stati Uniti con Titchener, allievo di Wundt; è la prima grande scuola che esercita una grande influenza sullo sviluppo delle teorie psicologiche. Gli psicologi strutturalisti hanno le loro riviste e dominano alcuni settori della vita accademica statunitense. La caratteristica dello strutturalismo è data dal fatto che quello che conta è il contenuto della coscienza così come è strutturato, indipendentemente da quello che possono essere le sue determinanti emotive, gli aspetti psicologici ecc. È la tipica scienza dei processi mentali dei contenuti di coscienza dell’uomo colto adulto (non si studiano bambini, animali o malati di mente).
  • Funzionalismo: Contrapposta allo strutturalismo, nasce tra la fine dell’800 e l’inizio del ‘900 con William James (filosofo). Il funzionalismo si oppone allo strutturalismo perché invece di vedere la mente come un contenuto cristallizzato della coscienza, cerca di studiarla nelle sue funzioni e nella sua evoluzione; studia anche la psicologia animale e dello sviluppo.
  • Comportamentismo: Diverse modalità riflessologiche in Russia, in campo animale, nel 1905 con Pavlov, inizia il comportamentismo. È un fisiologo ma dopo aver scoperto i riflessi condizionati degli animali, comincia a occuparsi di psicologia (animale); dopo la rivoluzione di ottobre diventerà la scuola prevalente in Russia. Negli Stati Uniti nel 1914 con Watson nasce il behaviorismo, ispirato ai primi studi di psicologia animale in ambito funzionalista ma anche alla riflessologia pavloviana, costruisce una psicologia strettamente oggettiva che fa a meno dei dati dell’introspezione e cerca di studiare solo il comportamento che si verifica all’esterno dell’animale. Il behaviorismo fonderà gli apporti del condizionamento S-S (riflessologia pavloviana) con il condizionamento S-R (associazione stimolo-risposta, come nella “Skinner box”). Studia soprattutto gli animali ma estende le sue teorizzazioni anche al comportamento umano e patologico: Watson studia il piccolo Albert e come un comportamento patologico si può sviluppare per meccanismo S-S, mentre quelli nevrotici possono essere curati per associazione S-R. La psicologia dell’età evolutiva nasce in ambito funzionalista. Sempre in ambito animale ma in una prospettiva diversa (non comportamentista) nasce l’etologia con Lorenz e Tinbergen: studia gli animali in ambiente naturale e i comportamenti che sono iscritti nel corredo genetico dell’animale.
  • Cognitivismo: Nasce a Ginevra negli anni ‘30 con Piaget studiando i processi del pensiero infantile. Si contrappone in Unione Sovietica la scuola socio-culturale di Vygotskij e tra i due c’era una forte differenza teorica che sorgerà solo nel dopoguerra; seguaci sviluppano forte polemica tra loro.
  • Teoria della Gestalt: Nasce in Germania nel 1912 con Max Wertheimer sul fenomeno phi (movimento stroboscopico) e ha come esponenti fondamentali anche Wolfgang, Köhler, Koffka; si occupano di studi della percezione, del pensiero e anche della psicologia animale (scimpanzé - teoria dell’insight).
  • Psicoanalisi: Sviluppata da Sigmund Freud tra ‘800 e ‘900, influenza profondamente molti settori della psicologia soprattutto lo studio della personalità; ha avuto una importanza enorme in ambito psicoterapeutico e ha avuto il maggior influsso al di fuori degli ambienti specifici della psicologia. Si è poi suddivisa in mille scuole.

Cambiamenti dal 1950 in poi

A partire dagli anni ‘50, il paradigma dominante è l’HIP (human information processor), ovvero l’elaborazione delle informazioni da parte dell’uomo. Si verifica un profondo cambiamento nel panorama della psicologia, caratterizzato dall’abbandono delle grandi scuole. Nessuno si sente più appartenente a una scuola e si pensa che quello che conta sia lo studio dei modelli di funzionamento dei processi cognitivi dell’uomo, piuttosto che avere delle grandi teorie da cui far discendere delle linee di ricerche. È un cambiamento molto più pragmatico, influenzato dalla scienza dei calcolatori: negli anni della seconda guerra mondiale vengono creati i primi “cervelli elettronici”, nasce la teoria della comunicazione e quella dell’informazione e si sviluppa una forte analogia tra cervello umano e calcolatore. Questa analogia conduce a considerare il cervello come un hardware di un calcolatore e i processi cognitivi come l’attività di un software che viene implementato su questo hardware; l’uomo è un processatore di informazioni, e i processi cognitivi, che diventano i campi di studio dominanti, trovano la loro migliore spiegazione nella modellistica di tipo informazionale.

Scienza cognitiva ed ecologismo

Negli anni ‘70 nascono la scienza cognitiva e l’ecologismo; quest’ultimo prevede lo studio dell’uomo nel suo ambiente di vita e non in laboratorio. Gli psicologi cognitivisti si rendono conto che in realtà i modelli sviluppati nell’HIP sono modelli che riescono a spiegare elementi parcellari della vita mentale dell’uomo e difficilmente si riescono a ricomporre in strutture più ampie. Si ha una reazione molto forte che prende due direzioni contrapposte:

  • Da un lato la scienza cognitiva che accentua gli aspetti “hard” del cognitivismo, porta agli estremi l’analogia uomo-calcolatore ma tende a costituirsi come disciplina autonoma al di là della psicologia.
  • Dall’altra parte l’ecologismo (con Gibson) rifiuta la psicologia di laboratorio, afferma che il comportamento va capito nell’ambiente di vita delle persone perché ciò che si fa in laboratorio è artificioso, innaturale e da una visione dell’uomo distorta.

I paradigmi dominanti sono:

  • Modularismo che vede un’architettura mentale come facoltà verticali: organizzazione della vita mentale in termini di facoltà separate verticalmente le une dalle altre (i cosiddetti “moduli”). Ritorno alla psicologia delle facoltà del 700/primi 800, ma molto vicina a un modo di vedere le cose dei neuroscienziati.
  • Connessionismo che vede invece facoltà orizzontali, ha come paradigma fondamentale lo studio delle reti neurali; vede la mente come un grande filtro connesso orizzontalmente, in cui tutto si connette a tutto (non ci sono parti separate dalle altre).

Oggi modularismo e connessionismo hanno trovato un modo di convivere: l’idea dominante è che esiste una struttura modulare della mente, ma ogni modulo a sua volta è organizzato al proprio interno da una rete interconnessa.

Sistemi dinamici non lineari

Si evidenzia però un altro aspetto: emergono i sistemi dinamici non lineari, i concetti di attrattore, caos e transizione di fasi. Si scopre che la mente non funziona linearmente ma al contrario in modo non lineare e discontinuo, in termini caotici. Il sistema cognitivo è un sistema che ha una certa evoluzione e tende a focalizzarsi all’interno di un suo spazio in cui evolve attorno a degli attrattori, a dei punti specifici intorno ai quali si organizzano comportamenti distinguibili. Possono però organizzarsi attrattori “strani” che sono indicatori di comportamenti caotici, cioè apparentemente disorganizzati ma che in realtà hanno andamenti molto particolari e passano da un’organizzazione all’altra.

I comportamenti caotici non sono tipici del comportamento umano salvo alcuni casi molto particolari. Le transizioni di fasi drammatiche sono più facilmente osservabili in situazioni tipo le figure ambigue. I risultati ottenuti sono ancora lontani dall’essere scientificamente conclusivi; la strada dei sistemi dinamici non lineari viene perseguita da moltissimi studiosi in tutto il mondo, ma dire che si è arrivati a mettere punti fermi è azzardato. È un settore in grande sviluppo, c’è un grande entusiasmo intorno al modo di vedere le cose e si sono create sinergie tra studiosi di ambiti anche molto lontani gli uni dagli altri.

I classici della psicologia

Donders e la cronometria mentale

Il superamento dell’interdizione kantiana: Kant negava la possibilità di misurare gli eventi psichici e quindi la costituzione della psicologia come scienza naturale sperimentale autonoma. Gli eventi psichici non erano misurabili, mentre la scienza naturale si può costituire solo in base alla misurazione degli eventi che essa studia; se non si possono misurare gli eventi psichici secondo Kant non si può costituire una psicologia scientifica come scienza sperimentale e autonoma. La psicologia delle origini ha cercato in tre modi di superare Kant:

  • Matematizzazione con Herbart: Egli riteneva che fosse possibile riuscire a stabilire delle leggi matematiche che potevano descrivere, secondo funzioni matematiche, l’accadere dei fatti psichici; riteneva che le idee fossero enti matematizzabili.
  • Costruzione della psicofisica di Weber e Fechner: Tentativo di mettere in relazione secondo leggi matematiche precise la sensazione con l’intensità degli stimoli che arrivano all’individuo.
  • Cronometria mentale: La psicologia scientifica nasce in mezzo a una diatriba tra due dottrine filosofiche: materialismo e vitalismo.

Materialismo e vitalismo

  • Vitalismo: Dottrina di chi riteneva la materia vivente non riducibile al mondo organico; la vita è qualcosa di più rispetto alla materia che compone gli organismi viventi.
  • Materialismo: Sosteneva che tutti i fenomeni vitali, compresa la vita psichica, fossero riconducibili alla materia che componeva gli organismi; tutto il vivente può essere capito e studiato, basta studiare la materia che compone gli esseri viventi.

Se si voleva costruire una psicologia scientifica bisognava mettere in relazione l’attività psichica con un parametro fisico, secondo l’idea materialista: ogni scienza naturale è costituita dalla relazione tra gli eventi del mondo fisico (al variare di alcuni parametri che regolano il mondo fisico, cambiano altri aspetti del mondo fisico). Questo sarebbe possibile solo se i materialisti avessero ragione, nella controversia tra materialismo e vitalismo, perché secondo i materialisti se l’attività psichica è l’effetto delle variazioni che avvengono all’interno della materia che costituisce gli organismi, solo allora si possono trovare co-variazioni tra parametri che appartengono tutti al mondo fisico; ma se l’attività psichica non è riconducibile alla materia allora non è nemmeno possibile trovare parametri fisici che possono variare con l’attività psichica.

Furono fatti molti tentativi in questo senso: nel 1866 Schiff dimostrò che nel sistema nervoso, durante lo svolgimento del fatto psichico, si produceva calore, un esempio della variazione di un parametro fisico in occorrenza con la variazione di un’attività psichica; egli faceva svolgere compiti complicati alle persone, e vide che in corrispondenza a queste attività si produceva maggior calore nel cervello (aumento del metabolismo cerebrale). Tuttavia si trattava di tentativi abbastanza rozzi. Sembrava più promettente l’uso di un altro parametro fisico (tempo): è quello che diede la soluzione a ciò che si stava cercando.

La velocità dell'impulso nervoso

Il fisiologo Johannes Müller (assieme al chimico Carl Liebig), massimo esponente del vitalismo, aveva dichiarato che la velocità dell’impulso nervoso non era misurabile. Secondo Müller (1827), il tempo impiegato dal passaggio dell’impulso nervoso è infinitamente piccolo e non misurabile, e ciò dimostra la differenza tra materia organica (che compone la sostanza cerebrale) e inorganica. Se non possiamo misurare quanto tempo impiegano gli impulsi nervosi a passare attraverso i nervi evidentemente questo segna la distanza assoluta tra la materia organica e qualsiasi altra materia, che se viene attraversata da qualsiasi impulso, lo trasmette con una velocità finita e misurabile.

Questa questione della misura della velocità dell’impulso nervoso fu risolta dal suo allievo Helmholtz che riuscì a studiarla. Egli stimolava il nervo a diverse distanze, misurando il tempo che intercorreva tra la stimolazione e la contrazione (studi compiuti non sull’uomo ma sulla rana). Se il tempo di conduzione fosse stato finito, tanto più lungo sarebbe stato il percorso dell’impulso, tanto più tempo sarebbe trascorso tra stimolazione e contrazione. Le stime ottenute da Helmholtz oscillarono tra i 26,4 m/sec e i 27,25 m/sec; in realtà, le apparecchiature usate non erano abbastanza affidabili, ma l’importanza storica degli studi di Helmholtz non è data dalla velocità esatta quanto piuttosto di aver dimostrato che si tratta di una velocità misurabile (quindi non infinita), ed è possibile dire quindi che il nervo si comprova come tutte le materie e non c’è differenza tra quella organica e inorganica. Tuttavia, questo non ci dice ancora nulla sui processi psichici, ma si può dire che il sistema nervoso si comporta come qualsiasi altra materia ed è soggetto a tutte le leggi fisiche proprie della materia inorganica.

Storia del tempo della mente

La storia del tempo della mente inizia nell’Osservatorio di Greenwich diretto tra ‘700 e ‘800 da Maskelyne (astronomo); licenziò il suo assistente Kinnebrook che, riguardo alla posizione degli astri, mostrava un ritardo compreso tra i 500 e gli 800 msec nei suoi tempi di rilevazione rispetto ai tempi di rilevazione di Maskelyne. Inoltre, aveva rimproverato Kinnebrook per l’imprecisione delle sue rivelazioni e gli effetti furono un drammatico peggioramento dei tempi di rivelazione di Kinnebrook (emozione influenzava la sua capacità di rivelare tempi esatti). Al contrario, l’astronomo Bessel dell’Imperiale Osservatorio di Königsberg dimostrò che, da un osservatore all’altro, si avevano differenze valutabili in media sui 300 msec, che potevano giungere sino ad oltre un secondo. Era stato incuriosito da questa forte differenza tra Kinnebrook e Maskelyne, quindi durante un incontro tra tutti gli astronomi aveva chiesto ai suoi ospiti di realizzare una sorta di gara di rilevazioni e tutti pensavano che avrebbero avuto gli stessi risultati, in realtà non è stato così.

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-PSI/01 Psicologia generale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Fede.bal di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Origini e storia della psicologia e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università telematica internazionale UNINETTUNO di Roma o del prof Lagioia Bianca.
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